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Archivio della Categoria 'Comunicati stampa'

Prodotti finanziari, senza la clausola di recesso contratto nullo

sabato 4 febbraio 2012

Più tutele per i risparmiatori “inseguiti” dai promotori finanziari fin dentro a casa o sul luogo di lavoro per strappare loro una firma da cui poi è troppo difficile liberarsi. La vicenda, già nota alla cronache, è quella della vendita al pubblico del prodotto finanziario “4 You”, commercializzato dal Monte dei Paschi di Siena, la cui vendita, da un certo punto in poi, era stata sospesa. L’offerta aprì un forte contenzioso poi in parte risolto attraverso una serie di tavoli di conciliazione, con i clienti assistiti dalle associazioni dei consumatori: e furono migliaia coloro che ottennero risarcimenti parziali o integrali. Evidentemente non era questo il caso sui cui la Suprema corte ha deliberato oggi, sentenza 1585/2012 (si legga il testo sul sito di Guida al diritto ), annullando il contratto sottoscritto da un consumatore di Genova e confermando la condanna della banca a risarcire il risparmiatore di tutte le rate versate dal 2011, oltre agli interessi maturati.

Contratto nullo senza clausola di recesso
Il Monte Paschi condannato sia in primo che secondo grado, infatti, non si era dato per vinto ed aveva portato il cliente fino alla Suprema corte. Anche per gli “ermellini” però il contratto doveva ritenersi nullo perché non conteneva la previsione della facoltà di recesso da parte del sottoscrittore, così come previsto dall’articolo 30 del Testo unico della finanza per le offerte fatte fuori sede. Non era sufficiente, infatti, la presenza della clausola di recesso sul solo prospetto informativo riguardante uno dei tasselli dell’investimento, e cioè il fondo comune, dovendo essere presente su tutti i moduli.

Uno strumento finanziario complesso
Ecco come funzionava il contratto: al cliente veniva erogato, in un’unica soluzione, un finanziamento quindicennale che si impegnava a restituire mediante una serie pagamenti rateali. La somma poi veniva immediatamente investita: in parte in titoli obbligazionari e in parte in quote di un fondo comune. I primi venivano acquistati dalla banca che li deteneva nel proprio portafoglio, i secondi erano sottoscritti dalla banca in nome e per conto del cliente che perciò conferiva un apposito mandato. Mentre la restituzione del prestito era garantita con la costituzione in pegno in favore della banca dei titoli obbligazionari stessi e delle quote del fondo comune detenute dal cliente. A questo fine il risparmiatore doveva anche disporre di un conto corrente e di deposito titoli presso l’istituto. Ma i  quindicennale che si impegnava a restituire mediante una serie pagamenti rateali. La somma poi veniva immediatamente investita: in parte in titoli obbligazionari e in parte in quote di un fondo comune. I primi venivano acquistati dalla banca che li deteneva nel proprio portafoglio, i secondi erano sottoscritti dalla banca in nome e per conto del cliente che perciò conferiva un apposito mandato. Mentre la restituzione del prestito era garantita con la costituzione in pegno in favore della banca dei titoli obbligazionari stessi e delle quote del fondo comune detenute dal cliente. A questo fine il risparmiatore doveva anche disporre di un conto corrente e di deposito titoli presso l’istituto. Ma i rendimenti attesi non arrivavano, da qui il tentativo di sganciarsi da parte dei clienti e il successivo ricorso alla magistratura di fronte alle difficoltà.
Negli anni scorsi il contratto era stato già invalidato per tutta un’altra serie di ragioni: dal conflitto di interessi perché il risparmiatore acquistava, tramite il finanziamento, titoli su cui lo stesso istituto di credito vantava un interesse economico, alla scarsa trasparenza del contratto, fino alla opacità della parte normativa. Ma erano gli anni della bolla, oggi sono tutti più cauti, banche e consumatori, almeno si spera.rendimenti attesi non arrivavano, da qui il tentativo di sganciarsi da parte dei clienti e il successivo ricorso alla magistratura di fronte alle difficoltà.
Negli anni scorsi il contratto era stato già invalidato per tutta un’altra serie di ragioni: dal conflitto di interessi perché il risparmiatore acquistava, tramite il finanziamento, titoli su cui lo stesso istituto di credito vantava un interesse economico, alla scarsa trasparenza del contratto, fino alla opacità della parte normativa. Ma erano gli anni della bolla, oggi sono tutti più cauti, banche e consumatori, almeno si spera.

fonte: sole24ore.it

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Pubblicato nella sezione Comunicati stampa, Frodi e giustizia |

Inflazione, la spesa costa il 4,2% in più. Nel paniere e-book e gratta e vinci

venerdì 3 febbraio 2012

Cambia il paniere dell’Istat per il calcolo dell’inflazione. Nel 2012 entrano l’E-book download, il libro elettronico, l’E-book reader, l’apparecchio per la lettura, e la mediazione civile. Il paniere si arricchisce anche delle lotterie istantanee, come il Gratta e Vinci.
Carovita in rallentamento a gennaio. Il tasso d’inflazione annuo a gennaio segna un lieve rallentamento, passando al 3,2% dal 3,3% di dicembre. Lo rileva l’Istat nelle stime provvisorie, che indicano un aumento dei prezzi su base mensile dello 0,3%.
L’aumento del carrello della spesa. Il rincaro del cosiddetto carrello della spesa, ovvero i prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza (dal cibo ai carburanti), è stato invece del 4,2% su base annua. Su base mensile la crescita è dello 0,8%, ai massimi da un anno.
Vola la benzina. A gennaio la benzina aumenta del 17,4% (dal +15,8% di dicembre) su base annua e del 4,9% su base mensile. Il prezzo del gasolio per i mezzi di trasporto sale del 25,2% in termini tendenziali (dal 24,3% di dicembre) e del 4,7% sul piano congiunturale.
Il paniere 2012 è composto da 1.398 prodotti. Sono aggregati in 597 posizioni rappresentative (591 nel 2011); su queste ultime vengono calcolati mensilmente i relativi indici dei prezzi al consumo. Fra le posizioni rappresentative già presenti nel paniere dello scorso anno, una delle modifiche di maggiore rilievo riguarda la posizione energia elettrica che, terminata l’introduzione progressiva dei prezzi biorari, viene disaggregata nelle tre posizioni Tariffa bioraria fascia diurna feriale, Tariffa bioraria fascia notturna, weekend e festivi e Quota fissa.
Le novità. Per quanto riguarda il segmento dei Giochi, lotterie e scommesse riguardano la posizione dei Concorsi pronostici, dove sono stati inseriti, in aggiunta ai tradizionali giochi numerici a totalizzatore nazionale e ai giochi a base sportiva, le lotterie istantanee, le scommesse sportive e i giochi a base ippica. Inoltre, a seguito delle novità intervenute con la legge 214 del 22.12.2011, che consente alle farmacie di praticare liberamente sconti su tutti i medicinali di fascia C, compresi quelli con obbligo di prescrizione, sono state unite le due preesistenti posizioni Fascia C SOP e Fascia C COP nella posizione Medicinali di fascia C che, a partire da gennaio 2012, viene rilevata esclusivamente a livello territoriale dagli Uffici comunali di statistica. A livello territoriale nel 2012 sono 84 i Comuni capoluogo di provincia che concorrono al calcolo degli indici (erano 85 nel 2011). A interrompere la partecipazione è il comune di Siena.

Fonte: il messaggero.it

 

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Pubblicato nella sezione Economia |

Posto fisso, Camusso contro Monti: «Si vogliono togliere tutele ai lavoratori»

venerdì 3 febbraio 2012

«Questa polemica sul fatto che non è più il tempo del posto fisso è un po’ stantia, non è tanto moderna, e nasconde l’idea che bisogna togliere tutele ai lavoratori». È critica Susanna Camusso sulla frase del premier Mario Monti, che mercoledì aveva definito «monotono» il posto fisso. La segretaria generale della Cgil è ospite della trasmissione di Michele Santoro «Servizio pubblico». Una puntata dedicata a rispondere alla domanda «L’eguaglianza, in questa crisi, dov’è? Si salverà l’Italia, o solo una sua parte?». Tema caldo, il precariato, con Sandro Ruotolo in collegamento dal centro sociale Tpo di Bologna. Oltre alla Camusso, in studio c’è il giuslavorista Michele Tiraboschi.

CAMUSSO – «Il 30% dei giovani è senza lavoro, vuol dire che uno su tre vorrebbe poter annoiarsi» ironizza la segretaria generale Cgil . «La verità è che si è voluta creare una giungla di rapporti di lavoro per inseguire la flessibilità – prosegue -. Dobbiamo tornare ad un mercato del lavoro normale». «Un medico ha la possibilità di cambiare, ma se uno fa il saldatore non può andare a fare il chirurgo. C’è un rapporto con le professionalità che ci sono e con il modello che proponi al Paese: se proponi di cambiare è per abbassare la condizione delle persone» argomenta la Camusso.

CRISI – Nel corso della serata si parla anche di crisi. E la Camusso torna all’attacco: «In questo momento nel Paese il pensiero è che siamo sull’orlo del baratro e che questo governo ci salverà. Ma non sono così convinta che la ricetta europea di rigore finanziario ci porterà fuori dalla crisi. Per noi vuol dire recessione».

FIAT – Nella seconda parte della trasmissione, c’è spazio per la Fiat. «Né la Fiom né la Cgil hanno mai detto che non volevano investimenti a Mirafiori, anzi» precisa la Camusso. Quindi spiega: «Vorremmo sapere quali investimenti si vogliono fare. La domanda che rimane legittima è se si deve lavorare in qualunque condizione, perché poi c’è lo schiavismo alla fine di questo discorso. Siamo sicuri che non si stia pensando di dismettere la produzione Fiat nel Paese? Siamo sicuri di volere non investire in tecnologie alternative? Possiamo fare queste domande a Fiat? Svoltiamo verso l’innovazione o facciamo i cinesi d’Europa?».

Fonte: corriere.it

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Pubblicato nella sezione Politica e Società |

L’ausiliare sbaglia importo della multa, mestrina paga 17 euro di tasse Adico: «La burocrazia ha ancora la meglio sul buon senso»

giovedì 2 febbraio 2012

P.M. 48enne mestrina, ha pagato 21 anziché 24 euro per aver dimenticato il tagliando di sosta perché così scritto sul verbale: per i 3 euro mancanti i vigili le chiedono 16,60 euro di tasse.
È costato caro a un’automobilista mestrina parcheggiare sulle strisce blu senza avere esposto il tagliando. Quasi il doppio di quanto prevede il codice della strada. E tutto per colpa dell’ausiliare del traffico di Asm che le ha accertato la violazione, che ha sbagliato a scrivere l’importo sulla multa lasciata sul cruscotto. A raccontare la sua paradossale vicenda è P.M., 48enne di Mestre, che si è rivolta all’Adico Associazione Difesa Consumatori per denunciare l’ingiustizia di cui è stata vittima.
La vicenda risale al 29 ottobre scorso, quando la signora lascia la sua vettura parcheggiata sulle strisce blu sotto casa – una via del centro di Mestre – dimenticandosi di esporre il tagliando di abbonamento residente. Una violazione che il codice della strada sanziona con il pagamento di 24 euro: peccato che l’ausiliare che le compila la multa scriva 21 euro, nella casella dell’importo. La signora però non lo sa e si fida di quanto trova riportato nel verbale, e il giorno dopo fa subito il versamenti di 21 euro in Posta per evitare ogni tipo di spesa aggiuntiva di notifica e per togliersi il pensiero. Poche settimane dopo, invece, la brutta sorpresa: un atto giudiziario con il quale la polizia municipale le notifica un verbale di violazione al codice della strada. Sempre quella del 29 ottobre 2011, e di importo pari a 19,60 euro: 6,60 euro di spese postali più 10 di spese procedurali, oltre naturalmente ai 3 euro che suo malgrado non aveva pagato.
«Ancora una volta la burocrazia vince sul buon senso, e la buona fede ha il valore della carta straccia – commenta il presidente di Adico Carlo Garofolini – e soprattutto c’è un consumatore costretto a pagare per un errore che non ha commesso. Il sorpruso subìto dalla signora che si è rivolta al nostro sportello è veramente odioso: non solo perché è stata costretta a pagare 16,60 euro in più nonostante avesse onorato la sua multa tempestivamente, ma anche perché questo è il tipico caso in cui un cittadino rinuncia a chiedere giustizia perché sa che, pur essendo dalla parte della ragione, un ricorso gli costerebbe in tempo e denaro una cifra molto più alta di quella che deve pagare. Ci auguriamo poi che si tratti di un caso isolato, ascrivibile a un momento di distrazione dell’accertatore – conclude Garofolini – perché se così non fosse sarebbe lecito pensare che sia stata messa in atto la solita macchina per ingrassare le casse comunali».

 

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Pubblicato nella sezione Informazione |

Monti: “Che monotonia il posto fisso. I giovani si abituino a cambiare”

giovedì 2 febbraio 2012

Il posto fisso non esiste e i giovani devono abituarsi a questa idea, ha detto Monti nell’intervista a Matrix: “Tutte le cose che stiamo cercando di fare sono operazioni di ricerca della consapevolezza. I giovani devono abituarsi all’idea che non avranno un posto fisso per tutta la vita. E poi, diciamolo, che monotonia”. Parole destinate a far discutere, pronunciate proprio alla vigilia del tavolo tra governo e parti sociali sul mercato del lavoro 1. Poi il premier ha spiegato: “La finalità principale della riforma è quella di ridurre il terribile apartheid che esiste tra chi per caso o per età è già dentro e chi fa fatica ad entrare”. Frasi tranchant anche sull’articolo 18: “Non è un tabù – ha detto il premier- può essere pernicioso per lo sviluppo dell’Italia e il futuro dei giovani in un certo contesto, ma può essere abbastanza accettabile in un altro contesto”, ha detto. Per Monti è essenziale una “riforma degli ammortizzatori che tuteli il singolo lavoratore quando deve cambiare lavoro, senza legare la tutela del lavoratore a un posto di lavoro che diventa obsoleto”. Per quanto riguarda il confronto, il premier ha detto: ”Sulla riforma del mercato del lavoro è normale che ci sia più dialogo, ma con tempi brevi, da Italia europea”, ricordando che i sindacati ”hanno di fatto accettato la riforma delle pensioni” varata dal governo. ”A dicembre i sindacati hanno fatto tre ore di sciopero – ha proseguito Monti – non è stata una manifestazione di debolezza, bensì di grande maturità”.

Tratto da repubblica.it

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Pubblicato nella sezione Previdenza e Lavoro |

Nuovo redditometro e controlli di massa. Ecco le 8 armi contro l’evasione fiscale

mercoledì 1 febbraio 2012

Otto bazooka da schierare in campo nella campagna di primavera contro gli evasori fiscali. Attilio Befera, direttore generale della Agenzia delle entrate, il braccio operativo dello Stato nella lotta all’evasione, ha varcato ieri 1le soglie del Parlamento per spiegare alla Commissione Finanze della Camera le proprie strategie.
Nel proprio arsenale c’è un redditometro potenziato, la nuova mega-banca dati dei movimenti bancari, il tutoraggio per chi ha più di 100 milioni di fatturato, l’accertamento esecutivo di Equitalia, la richiesta di 1.440 assunzioni di 007 fiscali, lo spesometro che traccia chi spende più di 3.600 euro, la limitazione dell’uso del contante a 1.000 euro.
E un piano per continuare la politica dei blitz contro il far west dello scontrino fiscale e i nemici delle tasse. Nel carniere già risultati positivi: lo scorso anno sono stati recuperati 11,5 miliardi con 2 milioni di controlli.

Il redditometro
Usate cento voci di spese per ricostruire l’imponibile

Entro giugno scatta il nuovo redditometro, ovvero il meccanismo messo a punto dall’Agenzia delle Entrate per confrontare i redditi dichiarati dai contribuenti con l’effettivo tenore di vita misurato attraverso le spese sostenute. Dopo una analisi, che ha raggiunto 22 milioni di famiglie e 50 milioni di soggetti, divisi in undici tipologie, è stato messo a punto un meccanismo che si impernia su 100 voci di spesa. Le voci sono state suddivise in 7 macrocategorie: casa, mezzi di trasporto, assicurazioni, istruzione, attività ricreative, investimenti ed altre spese. In pratica tra le operazioni sotto controllo vengono inserite il possesso di barche, auto di grossa cilindrata, cavalli da corsa, ma anche viaggi di un certo livello e visite ai centri spa; segnalazioni anche per chi manda i figli alla scuola privata o fa una assicurazione sulla vita. Ogni consumo ha un peso ponderato statisticamente che, attraverso un algoritmo, si trasforma in reddito presunto. Chi mostrerà una differenza di almeno il 10 per cento tra il reddito dichiarato e quello effettivo sarà sottoposto all’accertamento fiscale.

La banca dati
Nel cervellone di Serpico 40 milioni di depositi

Lo chiamano, con felici espressioni, Serpico o Grande Fratello. E’ il bazooka impugnato dal direttore generale dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera. A costruirlo è stato il decreto “Salva-Italia” confezionato dal premier Mario Monti. La norma è rivoluzionaria perché dispone che banche, operatori finanziari e assicurazioni, debbano riversare nei computer dell’Anagrafe tributaria, oltre ai dati identificativi del rapporto, anche i saldi e i movimenti, con l’evidenza del dare e dell’avere. Si tratta di 400 milioni di dati che fanno capo a 40 milioni conti correnti. Fino ad oggi se l’Agenzia voleva conoscere le coordinate bancarie di un sospetto evasore doveva interpellare l’intero sistema bancario e, una volta conosciuti i rapporti, chiedere i movimenti. Dalle prossime settimana – Befera ieri ha annunciato che il provvedimento applicativo è imminente – i dati cominceranno ad affluire alla Sogei, la società che gestisce il cervellone e i funzionari dell’Agenzia con un click potranno far scattare i controlli.

Ipoteche e pignoramenti
Equitalia sempre più in trincea con l’accertamento esecutivo

L’accertamento esecutivo entra a regime. E’ entrato in vigore dal primo ottobre scorso, ma da quest’anno i controlli del fisco si concentreranno sulle dichiarazioni dei redditi del 2007-2008. L’accertamento esecutivo, affidato ad Equitalia, è un istituto che serve per incassare le imposte non dichiarate (dall’Iva, all’Irpef all’Irap). L’atto di contestazione, inviato dal fisco, diventa esecutivo dopo 30 giorni ed entro i successivi 30 giorni viene affidato ad Equitalia. A questo punto per 180 giorni Equitalia non può procedere all’esecuzione forzata (pignoramenti ed espropriazioni), ma può far scattare ipoteche e fermi amministrativi. E non è poco. Befera ieri ha ricordato che ci sono stati oltre 250 atti intimidatori contro Equitalia, di cui 70 a gennaio e ha denunciato l’effetto avuto sui dipendenti: “demotivazione e paura” con riflessi anche sui “risultati”.

Il tutoraggio
Un angelo custode nelle imprese con giri d’affari oltre 100 milioni

Per i grandi contribuenti scatta il tutoraggio. Per tutti coloro che hanno un volume di affari superiore a 100 milioni, l’Agenzia delle entrate, attraverso le sue sedi regionali, diventerà una sorta di “angelo custode”. L’obiettivo dell’Agenzia è quello di intensificare il numero dei “grandi contribuenti” sotto stretto controllo incrociato: passeranno dai 2.000 del 2011 ai 3.100 del 2012. Si lavora dunque per instaurare con i “grandi contribuenti”, che rappresentano un segmento strategico nell’economia nazionale, un rapporto di mutua collaborazione per favorirne l’adempimento spontaneo. Il controllo – si spiega – assume la natura di “servizio” a beneficio della collettività e, soprattutto, della platea di quei “grandi contribuenti” che si attengono alle norme e per i quali l’evasione o l’elusione perpetrata dai propri concorrenti rappresenta, in ultima analisi, una forma di concorrenza sleale.

La tracciabilità
La stretta sul contante è già legge. Obiettivo: stop agli scambi in nero

Tracciabilità, la più formidabile delle armi in mano all’Agenzia delle Entrate. Dal 6 dicembre scorso, nelle operazioni tra privati e nelle transazioni tra consumatori e imprese, non può essere utilizzato denaro contante se i pagamenti sono superiori o pari ai mille euro. La stessa limitazione si applica agli assegni, bancari o circolari, privi della clausola di non trasferibilità e senza indicazione del beneficiario. Entro il prossimo 31 marzo i libretti di deposito bancari, postali o al portatore, con saldo superiore a mille euro, devono essere estinti definitivamente o il loro saldo dovrà essere ridotto sotto i mille euro. Un meccanismo messo in opera per contrastare la circolazione di denaro in nero, frutto dell’economia sommersa, di attività criminali e dell’evasione fiscale.

 I blitz
Scontrini e ricevute ai raggi x: la campagna stile-Cortina prosegue

La campagna dei blitz non si arresta. Dopo quello di Capodanno a Cortina e quello della Movida milanese, si annunciano nuove e clamorose azioni dell’Agenzia delle entrate. Il metodo è semplice ed efficace e si affianca alle sofisticate azioni a base di statistiche e computer. Il funzionario dell’Agenzia si affianca alla cassiera dell’esercizio e le fa compagnia per l’intera giornata. Se il numero di scontrini risulta superiore a quello di una analoga giornata della settimana precedente, vuol dire che qualcosa non va. Così è stato nel week- end milanese quando è emerso un numero di scontrini del 44 per cento superiore a quello del sabato precedente. “Facciamo blitz separati con la Guardia di Finanza per aumentare la deterrenza”, ha detto ieri il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera durante una audizione in Parlamento.

 Gli 007
Deroga al blocco del turn over per assumere 1.440 ispettori in più

Più 007 per fare maggiori controlli. Per questo l’Agenzia delle entrate punta ad assumere 1.440 funzionari in più per portare avanti la lotta agli evasori fiscali. Nel 2011 sono stati fatti oltre due milioni di controlli, tra i quali, oltre 700 mila su imposte indirette, 1 milione sulle dichiarazioni dei redditi e 300 mila su materia di registro. Circa 11.500 controlli si sono avvalsi di indagini finanziarie. In tutto sono stati recuperati 11,5 miliardi. Per quest’anno, visti i nuovi strumenti a disposizione si attende una performance maggiore. “Il recupero dell’evasione è stato rafforzato rispetto agli anni precedenti facendo registrare un trend nettamente positivo”, ha detto Befera. Una attività imponente che necessita di un potenziamento anche delle risorse umane: Befera punta ad una deroga del blocco del turn over per dotare l’Agenzia di 1.440 assunzioni nei prossimi tre anni.

Lo spesometro
Il codice fiscale al rivenditore per acquisti sopra i 3600 euro

Scatta e va a regime lo spesometro (da non confondersi con il redditometro). Al fine di monitorare meglio l’evasione fiscale e le entrate dei cittadini, per ogni acquisto superiore a 3.600 euro, sarà obbligatorio fornire al venditore il proprio codice fiscale che a sua volta lo trasmetterà in via telematica all’Agenzia delle Entrate. Un controllo profondo, con lo scopo di verificare gli acquisti dei contribuenti confrontandoli con il loro reddito. I dati acquisiti confluiranno in un’apposita banca dati e, tramite incroci con le altre informazioni contenute nell’Anagrafe tributaria, consentiranno un’analisi del rischio finalizzata alla selezione dei soggetti da sottoporre a controllo fiscale. In particolare per le persone fisiche non titolari di partita Iva gli elementi acquisiti saranno posti a confronto, insieme agli altri elementi di maggiore capacità contributiva, con i redditi dichiarati.

di ROBERTO PETRINI
fonte:repubblica.it

 

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Pubblicato nella sezione Soldi e Fisco |

Istat: lavoro, boom di disoccupazione tra i giovani. Germania ai minimi storici al 6,7%

mercoledì 1 febbraio 2012

Mentre in Italia la disoccupazione continua a crescere, in Germania si attesta al minimo storico. I dati diffusi parlano di un tasso all’8,9% in rialzo di 0,1 punti percentuali su novembre e di 0,8 punti su dicembre 2010. È il più alto dal 2004 registrato nel nostro Paese. In particolare i più colpiti sono i giovani, quasi uno su tre non ha lavoro. Lo rileva l’Istat su stime provvisorie. Se si guarda alle serie storiche trimestrali è il più alto dal terzo trimestre 2001.
LE STIME- A dicembre il numero di disoccupati in Italia ha raggiunto quota 2 milioni e 243mila ed è aumenta dello 0,9% rispetto a novembre (20 mila unità). Sempre secondo i dati dell’Istituto di Statistica, gli occupati a dicembre 2011 sono 22.903.000, un livello sostanzialmente invariato rispetto a novembre, in presenza di un calo della componente maschile e di una crescita di quella femminile. Nel confronto con l’anno precedente l’occupazione diminuisce dello 0,1% (-23 mila unità).
GLI UOMINI- I tecnici dell’Istat hanno spiegato che, sempre a dicembre 2011, «c’è stato un peggioramento consistente del mercato del lavoro, soprattutto per un incremento della disoccupazione maschile». su base annua si registra una crescita del 10,9% (221mila unità).
LE IMPRESE- l’occupazione cala anche nelle grandi imprese. A novembre al netto della stagionalità e al lordo dei dipendenti in Cig è diminuita dello 0,1% rispetto a ottobre. Al netto dei dipendenti in Cig si registra un calo dello 0,4%. Lo rileva l’Istat.
LA GERMANIA- Il quadro italiano è lontano da quello tedesco. La disoccupazione è ai minimi storici in Germania nel mese di gennaio. Secondo le statistiche nazionali diffuse dall’agenzia per l’impiego, il rapporto tra persone in cerca di lavoro e forza lavoro è sceso al 6,7% destagionalizzato dal 6,8% di dicembre. Il numero di disoccupati è calato di 34mila unità a gennaio dopo la contrazione di 25mila unità registrata a dicembre. La lettura è decisamente migliore rispetto alle previsioni degli economisti: il consensus degli economisti indicava un tasso fermo al 6,8% e un calo di 10mila unità. A livello non destagionalizzato invece il tasso di disoccupazione cresce di 0,7 punti al 7,3% con un incremento del numero dei senza impiego di 302mila unità a 3,08 milioni.
LA ZONA EURO- Secondo dati dell’Ufficio statistico dell’Unione europea la disoccupazione a dicembre ha raggiunto il massimo dall’introduzione della moneta unica. Nei 17 paesi dell’euro la disoccupazione, secondo dati destagionalizzati, si è attestata al 10,4%, lo stesso livello di novembre dopo la revisione dal precedente 10,3% e in linea con le attese degli economisti. La disoccupazione nei 27 paesi dell’Unione Europea è al 9,9%, lo stesso valore di novembre dopo la revisione da 10,3%.

fonte: corriere.it

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Pubblicato nella sezione Comunicati stampa, Politica e Società |

Tagli col trucco per la Casta. Sono applicati agli aumenti dei parlamentari

martedì 31 gennaio 2012

Sì al taglio dello stipendio dei deputati, ma la busta paga a fine mese sarà la stessa, non un euro di meno. Con ulteriore beffa finale, perché i frutti del (finto) risparmio andranno in un belfondo che sarà a disposizione – guarda un po’ – degli stessi deputati. La riduzione di cui si parla è proprio quel taglio delle indennità che tiene banco da mesi tra mille polemiche, come segnale “in sintonia con il rigore che la grave crisi economica-finanziaria impone a tutti”.
Come è andata a finire? Alla fine di un lungo percorso costellato da promesse, altolà e dispute sugli importi (con tanto di commissione ad hoc) finalmente la Camera ha deciso: ieri ha detto sì al taglio dello stipendio degli onorevoli proposto dall’Ufficio di presidenza per 1.300 euro lordi, 700 euro netti. Strette di mano, comunicati che di grande soddisfazione. “Ecco, noi siamo in linea con gli italiani”, è il motto. Ma sarà poi vero? No. Perché la decurtazione delle indennità fa uscire quei soldi dalla porta della Camera ma la riforma della previdenza li fa rientrare dalla finestra, paro paro. Non un euro di meno.
Così, a fine mese, la busta paga della casta è la stessa: 11.200 euro netti di indennità di base sui quali cumulare tutte altre voci. Nessun taglio, dunque. Il segreto è tutto nelle nuove norme previdenziali che si estendo ovviamente anche ai parlamentari, che sono scattate il primo gennaio scorso. Passando dal sistema retributivo a quello contributivo, i deputati si sarebbero visti lievitare la busta paga di circa 700 euro netti al mese, perché non è più loro chiesto di versare tutti e due i contributi che versavano prima: uno per il vitalizio (1.006 euro al mese) e uno previdenziale (784,14 euro al mese), oltre alla quota assistenziale (526,66 euro al mese). La riforma delle pensioni avrebbe toccato solo marginalmente i deputati in carica (un anno su 5 di legislatura), che avrebbero recuperato ben più di quello svantaggio con i 700 euro netti in più in busta paga.
Il passaggio dal sistema retributivo al contributivo, per farla breve, si sarebbe tradotto in 1300 euro al mese in più in busta paga, a causa dei differenti criteri di tassazione. Il maxi aumento, difficile da giustificare in questa congiuntura, è stato scongiurato introducendo una sforbiciata di pari importo. Più che di un taglio, si tratta dunque della sterilizzazione di un aumento. E poi la vera beffa finale: i tagli agli stipendi non torneranno agli italiani. Quelle somme andranno in un fondo a parte. Per cosa? Per gli stessi deputati. Lo anticipa il questore del Pdl, Antonio Mazzocchi, che in serata ha spiegato “questi 1.300 euro che verranno tagliati saranno accantonati in un fondo a tutela di eventuali ricorsi da parte dei deputati”. Insomma, quei soldi non usciranno mai da Montecitorio. Resta la magra consolazione della revisione del sistema dei rimborsi: finalmente dovranno essere motivati da ricevute. Ma anche qui c’è il trucco. Solo la metà di quelli presentati dovranno avere una giustificazione, l’altra no. Così si potrà decidere discrezionalmente cosa è opportuno farsi rimborsare e cosa invece è meglio lasciare senza indicazione della causale. “Un’operazione trasparenza non trasparente”, scrive il Sole24Ore di oggi in un corsivo.
Caustici, ovviamente, i commenti dei giornalisti cui il trucco non è sfuggito. “Se la notizia degli stipendi aumentati fosse uscita, li avrebbero linciati. Così hanno deciso non di tagliarsi lo stipendio, ma di rinunciare a quell’aumento. Provando a fare bella figura gratis davanti a tutti”,ragiona Franco Bechis sul suo blog. E sicuramente oggi risultano un po’ stonate le dichiarazioni di soddisfazione e gli annunci in pompa magna del corpus politico. A partire da quello diGianfranco Fini che appena ricevuto il sì ha iniziato a cinguettare su Twitter “taglio del 10 per cento allo stipendio dei deputati presidente della Camera, vicepresidenti, questori e presidenti di commissione”. Un taglio, si è visto, a salve. E che dire di Rocco Buttiglione, vicepresidente della Camera, che ieri ha parlato di “sacrifici per essere credibili”. Oppure di Guido Crosetto che sulla scorta del (finto) taglio ha invocato nuove e analoghe misure contro i privilegi parlamentari. “Il 2012 deve iniziare all’insegna della sobrietà per tutti gli italiani, ma soprattutto per i politici”, ha invece affermato il vice presidente del Fli, Italo Bocchino.
Ma la storia non è finita. Perché oggi sarà un’altra giornata di tagli strombazzati e annunci roboanti. Perché oggi al Senato tocca pronunciarsi su decisioni simili a quelle della Camera con l’approvazione del superamento del sistema dei vitalizi e la riduzione del 10 per cento di tutte le indennità aggiuntive di funzione, del Consiglio di presidenza e delle presidenze di Commissione. “Inoltre, opereremo sulle indennità dei parlamentari, sempre con tagli analoghi a quelli adottati a Montecitorio”, annuncia il senatore del Pdl Angelo Maria Cicolani, questore di palazzo Madama. “In questo modo – assicura Cicolani – il Parlamento ristabilirà un rapporto di assoluta credibilità con gli elettori e daremo una risposta concreta a chi chiede di ridurre i costi della politica in tempo di crisi”. Bene, si è visto come.

Fonte: il fatto quotidiano.it

 

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L’auto e i nuovi stili di vita: la lezione di Detroit

martedì 31 gennaio 2012

di Antonio Galdo. Il salone dell’auto di Detroit, che traccia la rotta del mercato per l’anno in corso, si è appena concluso e l’evoluzione dell’industria automobilistica, abbinata a un sostanziale mutamento dei nostri stili di vita, appare molto veloce e con almeno tre certezze acquisite. Il consumo di auto, innanzitutto in città, è destinato a diminuire, parallelamente a una crescente sensibilità in materia di lotta all’inquinamento e di risparmio energetico, ovvero di riduzione degli sprechi. I nuovi sistemi di propulsione, ibridi ed elettrici, rappresentano il vero salto della tecnologia e del design ormai già consolidato, tanto da essere definito come “la nuova normalità” del settore. Che cosa significa questo mutamento, in concreto? Semplice: le 40 anteprime mondiali presentate nel salone americano hanno tutte, in comune, l’obiettivo di ridurre taglie, prestazioni e costi. Un effetto downsizing, come dicono gli anglosassoni. Ed ecco, per fare degli esempi, la nuova city car della Mercedes, Smart For Us, lunga appena 3 metri e interamente elettrica, come la berlina della Tesla o quella marcata Chrysler-Fiat. Sullo sfondo del mercato, se è vero che gli americani continuano a comprare Suv (meno inquinanti e  con minori consumi) per i lunghi e medi spostamenti, anche considerando la geografia del Paese, è sempre più probabile che l’obiettivo fissato dal presidente Obama, un milione di auto elettriche sulle strade degli Stati Uniti entro il 2015, non sia più un sogno o uno slogan elettorale. Il secondo fattore di cambiamento certificato dal salone di Detroit riguarda le politiche commerciali, e dunque il marketing, dei grandi produttori. Fino a ieri si puntava sulle prestazioni e sulla potenza delle automobili, adesso un’azienda che vuole vincere la difficile partita della concorrenza, e talvolta anche quella della sopravvivenza non ha alternative: deve, come imperativo categorico, innovare all’insegna della sostenibilità  e di un mix di tecnologia, design e prezzo, tutti orientati a un consumo più rispettoso dell’ambiente. Chi non regge l’urto di questa scommessa rischia di sparire o comunque di scivolare nella zona bassa della classifica delle vendite. E le proposte innovative da mettere in campo non riguardano soltanto le auto sportive o le city car, ma anche la fascia delle vetture più pesanti e perfino il segmento del super lusso. Auto molto belle e lussuose, ma altrettanto inquinanti, sono considerate invendibili, e dunque impresentabili sul mercato.  Infine, terza certezza acquisita a Detroit, il vento impetuoso del cambiamento dovrà fare i conti con la lunga recessione e gli effetti a catena della Grande Crisi. Ciò vale per tutti i paesi, dall’Europa agli Stati Uniti passando per il Giappone, dove l’automobile è da diversi decenni un prodotto di largo consumo e non più uno status symbol. In Italia, per restare ai mutamenti in casa nostra, il mercato nazionale dell’auto nel 2012 tornerà indietro ai livelli di quasi 30 anni fa, addirittura del 1984. E le consegne, secondo le previsioni di Moody’s, l’agenzia di rating che non si occupa solo dei debiti nazionali e sovranazionali, al termine dell’anno appena iniziato scenderanno a 1,625 milioni, più o meno come ai tempi della Fiat di Vittorio Ghidella. Un tuffo all’indietro, che certo nel breve periodo avrà conseguenze negative sull’industria automobilistica e sul suo indotto, ma che nel medio e lungo termine premierà chi è stato capace di innovare e di interpretare al meglio la sfida del cambiamento. Ed è molto probabile che, per spingere nella direzione giusta un’industria che resta un perno dell’economia nazionale, arriveranno anche nuovi incentivi. Auguriamoci che non siano a pioggia, ma mirati a incoraggiare nuovi modelli, nuovi consumi, nuovi stili di vita. E quindi nuova crescita.

Fonte: www.nonsprecare.it

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Adico e BluRadio Veneto insieme per i diritti dei consumatori: il decreto semplificazioni e i diritti dei lavoratori in termini di assistenza ai famigliari i temi al centro dei collegamenti di questa settimana

lunedì 30 gennaio 2012

Saranno il nuovo decreto semplificazioni e la normativa che regola l’assistenza ai parenti e il diritto a mantenere il proprio posto di lavoro i i temi al centro dei collegamenti di questa settimana dedicati da BluRadio Veneto ad Adico Associazione Difesa Consumatori. L’appuntamento per parlare delle novità del decreto che taglia 330 leggi inutili e introduce i certificati telematici è domani alle 17.40 con il presidente dell’Adico Carlo Garofolini (in replica mercoledì alle 10.40). Giovedì invece, sempre alle 17.40, Garofolini verrà intervistato dalla redazione sulle storie paradossali di chi, per assistere un parente malato, rischia di perdere il posto di lavoro (in replica venerdì alle 10.40).
I podcast delle rubriche sono sempre disponibili  sul sito di BluRadio Veneto http://bluradioveneto.it/categorie/tag/adico a partire dalle 18 di ogni martedì per il primo argomento settimanale, e dalle 18 di ogni giovedì per il secondo argomento. Per sintonizzarsi su BluRadio Veneto: 88.70 FM e 94.60 FM.
Gli argomenti selezionati ogni settimana per gli ascoltatori da Adico e BluRadio Veneto saranno pubblicati il lunedì sul sito dell’Associazione www.associazionedifesaconsumatori.it e inviati via e-mail a tutti gli iscritti alla mailing list, ma potranno essere modificati nel caso sopraggiungessero temi di ancor maggiore attualità.

 

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