Saldi, quasi 6 veneziani su 10 scelgono outlet o web per fare affari. Ma su Groupon monito di Adico: «Acquistare con grande cautela»
domenica 22 gennaio 2012Sondaggio tra 200 iscritti alla mailing list dell’Associazione: il 58% snobba i negozi del centro. Ecco il decalogo anti-truffa sugli acquisti di gruppo: 180 segnalazioni nel periodo festivo.
Gli sconti sui prezzi già ribassati degli outlet e le offerte a tempo su grandi marchi proposte dai siti di shopping online. Ecco quali sono le realtà che fanno “concorrenza” ai negozi tradizionali dei centri cittadini in primis, ma in parte anche ai centri commerciali. A dimostrarlo sono i risultati dell’ultimo sondaggio realizzato da Adico Associazione Difesa Consumatori su un campione di 200 iscritti alla mailing list del sito www.associazionedifesaconsumatori.it e residenti nel Comune di Venezia: quasi 6 su 10 infatti dichiarano di preferire outlet e siti di e-commerce per investire il budget (comunque ridotto rispetto agli scorsi anni) riservato agli acquisti in saldo. Il motivo? A parità di cifra si portano a casa prodotti di qualità maggiore. Soprattutto perché si riesce a schivare meglio “l’effetto fondo di magazzino”: i consumatori infatti denunciano – e non è certo la prima volta – come in molti negozi di Mestre e Venezia nel momento in cui iniziano i saldi di fine stagione gli scaffali si riempiono di merce di una o anche più stagioni fa, mentre diventa quasi impossibile trovare in saldo quel paio di scarpe o quel maglione che si è “puntato” in vetrina le settimane precedenti. Chi acquista in saldo, insomma, si fa sempre più accorto e previdente.
Nel dettaglio, ai consumatori iscritti alla mailing list di Adico sono state sottoposte le seguenti domande:
1) Ha acquistato qualcosa con i saldi invernali?
A_Sì 100%
B_No 0%
2) Dove ha acquistato in prevalenza?
A_Negozi 42%
B_Outlet/web 58%
Infine veniva chiesto ai consumatori di motivare la risposta alla domanda 2): in sintesi emerge che chi preferisce outlet e siti web – opzione scelta dalla maggior parte del campione – è spinto in positivo dalla maggior possibilità di portarsi a casa un acquisto di indubbio valore a parità di budget, e in negativo dalla constatazione che in molti negozi per i saldi vengono messi in vendita prodotti vecchi. In altre parole, outlet e spacci ed e-commerce sono un “rifugio” per chi è deluso dalle svendite dei negozi del centro della propria città. Chi invece continua a rivolgersi agli esercenti di fiducia lo fa per abitudine e perché si sente rassicurato dalla conoscenza del negozio, della merce che vende e del personale che ci lavora.
«La crisi colpisce tutti, commercianti compresi, ma di certo non si risollevano in modo significativo i guadagni tirando fuori i fondi di magazzino, che risultano tali anche all’occhio del consumatore meno esperto – commenta il presidente di Adico Carlo Garofolini – farebbe meglio alla loro reputazione e quindi ai loro incassi sfruttare i saldi in modo onesto proponendo in sconto i capi o gli oggetti della stagione in corso. Agli acquirenti invece – aggiunte Garofolini – consigliamo di diffidare sempre dagli sconti superiori al 50%: sono la prova evidente del fatto che il commerciante vuole sfruttare i saldi per svuotare le giacenze. Nei negozi di qualità infatti la percentuale di sconto di media non va oltre il 30%, mentre certe marche non vanno affatto in sconto».
Chi invece promette sconti fino al 70% sono i siti di acquisti di gruppo come Groupon e Groupalia: si aderisce a un’offerta promozionale per l’acquisto di beni, viaggi o servizi a prezzo stracciato, la quale va a buon fine solo se si raggiunge il numero minimo di partecipanti fissato a monte per l’attivazione della promozione stessa. Ecco che, così, ci si può aggiudicare un trattamento di lusso dal parrucchiere a soli 19 euro, una cena completa per due a 39 euro o una settimana bianca a 70 euro a persona. Ma il servizio che si acquista è sempre all’altezza delle aspettative? O il computer a prezzo così vantaggioso arriverà nei tempi stabiliti? Adico Associazione Difesa Consumatori ha visto lievitare negli ultimi mesi le segnalazioni e richieste di assistenza da parte di clienti che si sono sentiti truffati da Groupon e simili: ben 180 nei soli mesi di novembre e dicembre 2011. I problemi più frequenti? Difficoltà, se non impossibilità, di prenotare il servizio acquistato tramite coupon per le restrizioni poste dall’esercente (39%), ritardi eccessivi nella spedizione dei beni da parte degli esercenti partner (35%) fino ad arrivare a prodotti mai ricevuti, con conseguente richiesta di rimborso (22%).
«I consumatori che ci hanno segnalato questi problemi lamentano di essersi sentiti clienti di serie B – spiega il presidente di Adico Garofolini – tanto che i più scaltri arrivano, se non è richiesto esplicitamente nelle condizioni di vendita, a dichiarare il possesso di un coupon per pagare il servizio solo dopo aver beneficiato del trattamento e non all’atto della prenotazione. Per qualsiasi problema comunque è bene rivolgere le proprie lamentele direttamente al sito di acquisti di gruppo, dal momento che è quest’ultimo, e non l’esercente, a incassare l’importo del coupon». E se non si è soddisfatti del servizio ricevuto, Adico Associazione Difesa Consumatori è sempre disponibile a fornire informazioni e assistenza legale allo sportello di via Volturno 33 aMestre (telefono e faz 041.5349637) via mail a info@associazionedifesaconsumatori.it o tramite gli appositi moduli di segnalazione presenti sul sito www.associazionedifesaconsumatori.it.
Ecco infine alcuni suggerimenti per sfruttare al meglio le opportunità offerte da questi siti senza cadere nelle trappole che inevitabilmente celano:
1) Leggere con estrema attenzione le condizioni d’acquisto generali del sito e quelle legate all’offerta d’interesse.
2) Evitare di acquistare trattamenti che per risultare efficaci richiedono molte più sedute di quelle offerte: il rischio è di dover poi sborsare centinaia di euro in più non preventivati.
3) Evitare di acquistare servizi delicati come revisione di auto, caldaie ecc. che è meglio affidare a professionisti di fiducia.
4) Contattare direttamente le strutture prima di acquistare il coupon, per essere sicuri che le condizioni offerte sul sito corrispondano al vero e per saggiare la disponibilità della struttura. Chiedere sempre di parlare con il titolare: spesso i dipendenti non conoscono nel dettaglio i termini dei coupon e potrebbero dare risposte fuorvianti.
5) Evitare di acquistare viaggi, soggiorni in hotel o simili se si ha poca flessibilità e disponibilità di tempi e date: spesso il coupon non si può utilizzare durante i periodi festivi o in alta stagione, o se si tratta di un ristorante sono esclusi i weekend. Spesso, purtroppo, le strutture “fanno le furbe” e quando capiscono che chi sta per prenotare lo fa con un coupon non trattano il cliente allo stesso di modo di quelli che pagano a prezzo pieno.
6) Verificare su forum o tramite conoscenti se il servizio clienti è efficiente e facile da contattare. In caso di ritardi nella consegna o disservizi sarà fondamentale poter usufruire di questo servizio per poter far valere i propri diritti (es. per inoltrare un reclamo, chiedere un rimborso ecc). Se il numero di telefono è a pagamento o non si riesce a prendere la linea, preferire i servizi – se messi a disposizione – di customer care su Facebook o tramite chat online.
7) Se la data di consegna non viene rispettata, chiedere il rimborso dell’acquisto. Se il pacco non arriva per nulla, si può pensare di passare alle vie legali diffidando il corriere e/o la società che vende fisicamente il bene.
Non sottovalutare la potenza dei feedback negativi: la rete aumenta esponenzialmente la diffusione e quindi l’efficacia di pareri sia positivi che negativi. Una critica circostanziata sulla bacheca Facebook o sul forum del dealer spesso muovono subito le acque portano a un contatto in privato per risolvere bonariamente la questione.
9) Esigere sempre e comunque fattura o ricevuta fiscale: il fatto di pagare con un coupon non autorizza l’evasione.