Mamma, papà e figlia partiti 2 giorni dopo, sborsando 500 euro in più per il nuovo volo. Disagi anche per l’amica disabile. Garofolini: «Farsi mettere sempre tutto nero su bianco»
Ormai il fai da te, anche quando si parla di vacanze, è all’ordine del giorno. Quindi a maggior ragione chi ancora decide di affidarsi a un’agenzia di viaggi, magari suggerita da amici comuni, lo fa perché si affida a esperti per sgravarsi dalla responsabilità di dover scegliere, confrontare e informarsi sugli adempimenti burocratici. Naturalmente, a suon di euro. Ecco perché è stata una doppia beffa la disavventura capitata a G.B., giovane mamma mestrina, che il 15 agosto sarebbe dovuta partire con marito, figlioletta e due amiche – una delle quali disabile al 100% – dall’aeroporto di Verona alla volta di Djerba, Tunisia. Condizionale d’obbligo, visto che a Ferragosto a montare sull’aereo sono state solo le due amiche, perché al momento dell’imbarco è risultato che il documento della figlia minorenne della signora G.B. non era valido per l’ingresso nel Paese nordafricano. Così i tre sono tornati a Mestre, il giorno dopo si sono procurati il documento valido e sono saliti sul primo aereo utile il 17 agosto, pagando altri 490 euro oltre ai 1.750 del pacchetto acquistato. Morale della favola: 2 giorni in meno di vacanza, 500 euro in più spesi ed enormi disagi al ritorno soprattutto per l’amica disabile della famiglia. In tutto questo, l’agenzia se ne è lavata le mani e non ha voluto sborsare un euro, declinando ogni responsabilità. Ecco perché i 5 si sono rivolti martedì all’Adico Associazione Difesa Consumatori di Mestre, che in questi mesi estivi si è occupata di un gran numero di casi legati a vacanze rovinate.
«Tramite un’agenzia di viaggi di Mestre io e la mia famiglia avevamo prenotato un pacchetto tutto compreso per Djerba, pianificandolo nei minimi dettagli visto che dovevamo viaggiare con altre 2 persone, tra cui una cara amica disabile – ha raccontato G.B. ai legali dell’Adico – inclusa la prenotazione per l’intera durata del viaggio di un posto auto nel parcheggio dell’aeroporto di Verona, in modo da avere un comodo ritorno a Mestre assicurato». Al check-in, però, 9 in punto di mattina con imbarco prioritario, la brutta sorpresa: solo in quel momento la signora e il marito hanno scoperto che il certificato di nascita vidimato dalla Questura per l’espatrio della bambina, per la Tunisia non è sufficiente: serve la carta d’identità. «Ci hanno spiegato che c’è una circolare diramata dal Ministero degli Interni lo scorso 10 giugno che impone anche ai minori passaporto o carta di identità per l’ingresso in Tunisia: e pare che la nostra agenzia non ne sapesse niente, visto che ci ha dato formalmente l’ok quando abbiamo chiesto se bastava il certificato vidimato dalla Questura per il nostro viaggio». La “fortuna” della signora G.B., che fa ben sperare nella possibilità di ottenere rimborso e risarcimento danni, è che questo ok l’agenzia l’ha messo per iscritto rispondendo a una mail della famiglia mestrina, che quindi possono provare la responsabilità della prima. Tornando alla mattina di Ferragosto, dopo due ore di attesa alla fine non hanno potuto far altro che tornare a casa e attaccarsi al telefono, cercando tramite l’agenzia tre posti su un volo di linea da Venezia solo andata: partenza il 17 agosto, costo complessivo per tre 490 euro. Con l’agenzia che non ha accettato alcuna soluzione di compromesso, scaricando la colpa sul tour operator che non ha concesso il cambio data per la partenza.
Ma i disagi non sono finiti qui. Infatti i problemi al ritorno ci sono stati soprattutto per S.Z., altra giovane mestrina. «Vista la mia disabilità, non potendo stare molto tempo in piedi vado mai in vacanza senza un adeguato accompagnamento, e avevo prenotato questo viaggio con la sicurezza di muovermi con altri 3 adulti. Inoltre la presenza dell’auto al ritorno a Verona mi garantiva un rientro comodo». Invece S.Z. ha dovuto partire con la sola cugina, e al ritorno ha dovuto affrontare un viaggio in treno da Verona a Mestre. Che si è tradotto inoltre, anche per gli altri tre, in ulteriori spese: poco meno di 100 euro tra taxi dall’aeroporto alla stazione di Verona e biglietti ferroviari.
«In casi come questi si può chiedere un risarcimento che oscilla anche fra i 1.000 e i 1.500 euro, visto che il nuovo Codice del Turismo prevede ora anche il danno morale – spiega il presidente dell’Adico Carlo Garofolini – e in questo caso, con lo stress di dover rimandare la partenza perdendo 2 giorni di vacanze, sborsando quasi 600 euro in più di quanto preventivato e sentendosi pure rispondere picche dall’agenzia che avrebbe dovuto tutelarli e non ha accettato nemmeno soluzioni di compromesso, crediamo che la famiglia abbia tutto il diritto a ottenere giustizia». E la vicenda suggerisce un consiglio: quando ci si affida a terzi, è sempre bene far mettere per iscritto le risposte sulle questioni più “ a rischio”, come in questo caso, per potersi rivalere in caso di disservizi.