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Archivio della Categoria 'Liberalizzazioni'

Liberalizzazioni: medico indicherà farmaci non sostituibili

sabato 28 gennaio 2012

Rispettata l’autonomia del medico e garantita allo stesso tempo la possibilità di risparmio per i cittadini nell’acquisto dei farmaci. Nel testo definitivo del decreto, pubblicato ieri sera in Gazzetta Ufficiale, è stato modificato il comma sulla prescrizione dei medicinali, rispetto a quanto risultava in bozza. Ora prevede che il medico ”e’ tenuto, sulla base della sua specifica competenza professionale, ad informare il paziente dell’eventuale presenza in commercio di medicinali aventi uguale composizione in principi attivi, nonchè’ forma farmaceutica, via di somministrazione, modalità di rilascio e dosaggio unitario uguali” specificando nella ricetta se il farmaco prescritto è ”sostituibile con equivalente generico”, oppure ” ‘non sostituibile’, nei casi in cui sussistano specifiche motivazioni cliniche contrarie”. Il farmacista, poi, laddove non ci sia l’indicazione della ‘non sostituibilità ‘, dovrà ”fornire il medicinale equivalente generico avente il prezzo più basso”, a meno che non sia ”il cliente” a fare richiesta del medicinale ‘griffato’.
Invariate le altre disposizioni, dal quorum abbassato a 3mila abitanti al concorso straordinario, alla possibilità di ampliare gli orari di apertura oltre i turni e di fare sconti su tutti i farmaci pagati direttamente dai cittadini.

fonte: ansa.it

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Pubblicato nella sezione Liberalizzazioni |

Varato il pacchetto “liberalizzazioni”

sabato 21 gennaio 2012

“L’economia italiana è stata per decenni frenata soprattutto da 3 vincoli: concorrenza insufficiente, inadeguiarezza delle infrastrutture e complicazione delle procedure amministrative”, così il premier Mario Monti ha aperto ieri sera la conferenza stampa di presentazione del pacchetto liberalizzazioni.
Il testo definitivo non è stato ancora consegnato alla stampa: e anche questo è un segno della difficoltà di un Consiglio dei ministri della durata record di 8 ore.
Lo stesso Monti e diversi ministri hanno partecipato – ieri sera – a una conferenza stampa finale, in cui hanno illustrato le principali misure e la filosofia complessiva del provvedimento.
Ma il decreto di ieri si occupa solo della concorrenza insufficiente e dell’inadeguiarezza delle infrastrutture. La prossima settimana, invece, ci sarà un altro decreto che riguarderà la semplificazione delle procedure amministrative.
“Le reazioni negative al decreto legge sulle liberalizzazioni vanno comunque messe in conto”, per Mario Monti, “perché ci sono sempre resistenze a difesa dello status quo”.

Mediaset infuriata per il Beauty contest
In particolare è infuriata Mediaset per il rinvio di 90 giorni e l’implicito riesame della procedure del Beauty contest per l’assegnazione di nuove frequenze televisive, illustrato dal ministro Passera.
L’azienda tv di Berlusconi parla di “sospensione della legalità”.
Pochi minuti dopo arriva la replica di Monti su La7: “Mentre si chiedono sacrifici a tutti, sarebbe strano regalare beni come le frequenze di cui c’è scarsità”.
 
I campi
Il decreto, coma ha detto il ministro Passera, riguarda il mercato del gas, quello dei carburanti (più self service e più no-logo), i servizi pubblici locali (sarà favorita l’aggregazione e l’accorpamento delle aziende, la liberalizzazione e la privatizzazione), quello elettrico, le farmacie (più operatori).
Nasce l’Autorità dei trasporti che si occuperà delle nuove concessioni.
Sospesa, invece, per 90 giorni l’assegnazione delle frequenze del digitale terestre.
 
500 notai in più
La ministro della Giustizia Paola Severino ha annunciato 500 nuovi notai, e più concorsi per questa figura professionale.
Il Sottosegretario Catricalà ha invece annunciato la nascita della Società semplificata a responsabilità limitata: una figuria societaria riservata ai giovani sotto i 35 anni che potrà nascere senza notaio.

I taxi la spuntano
Nessuna misura contro i tassisti. Il decreto rimanda tuttò a un’Autorità dei trasporti che si occuperà di valutare il numero delle licenze per città.

5.000 nuove farmacie
Il ministro della Sanità Balduzzi ha annunciato, grazie a nuovi concorsi, 5mila nuove farmacie: “Un aumento consistente visto che al momento sono 18mila”. Non è stato concesso invece alle parafarmacie e ai corner dei supermercati la possibilità di vendere i farmaci di fascia C.
 
Un Cdm fiume
Oggi è il giorno delle liberalizzazioni. Dopo 8 ore e mezza si è concluso con l’approvaione del decreto liberalizzazioni il Consiglio dei ministri “in tema di concorrenza, semplificazione e mercato unico”. Alle 15 la riunione non si era ancora conclusa e fonti governative annunciavano “tempi lunghi” per la stesura definitiva del testo.
Tant’è che per i ministri hanno pranzato solo con uno spuntino a base di tramezzini e panini.
“Prevediamo tempi lunghi”, ha fatto sapere a un certo punto una fonte governativa.
Poi però è stata diramata una seconda nota secondo la quale era previsto per le 18/18.30 il termine della riunione del Consiglio dei ministri. E infatti alle 18,30 si è concluso il Cdm.
A seguire ci sarà una conferenza stampa.
Il pacchetto di misure è composto di 44 articoli che affrontano interventi a “360 gradi”: dalle banche alle farmacie, dai taxi all’Eni, dalle assicurazioni ai professionisti.
 
Avvocati in sciopero contro le tariffe minime
A questi si sono aggiunti anche gli avvocati, che hanno annunciato due giorni di scioperi e sit -
in per il 23 e 24 gennaio e una settimana di astensione dal lavoro a
marzo. Nel decreto compare – e sembra che sarà confermata – una norma che abolisce definitivamentele tariffe
minime e conferisce la possibilità di formare società di avvocati.  

Passo indietro sulle farmacie
Ma se sui tassisti si parla di vttoria e metà,  sui medicinali si registra un ulteriore passo indietro. Resta intatto l’impianto della riforma (liberalizzazione di orari e turni, possibilità di fare sconti in farmacia, aumento del numero dei presidi), ma sparisce la norma che prevedeva, nel caso in cui le Regioni non avessero assegnato entro il marzo 2013 le nuove licenze, una liberalizzazione automatica dei farmaci di fascia C, con possibilità di vendita anche nelle parafarmacie. In questo caso il nuovo testo prevede l’intervento di un commissario di nomina governativa, che provvederà ad assegnare le licenze.
 
Indietro sulla Class action
Un ridimensionamente, rispetto alle intenzioni iniziali, ci sarebbe stato invece rispetto alla class action.
Nella bozza del provvedimento c’erano norme a favore dei consumatori, che la rendevano più incisiva. Invece si è tornati alla legge attuale, che dà molte meno garanzie.
 
Sì alla divisione Snam e Rete gas
Confermata, invece, la divisione tra la Snam Rete Gas (proprietaria delle rete per la distribuzione) ed Eni. Il decreto con cui avverrà la separazione, stando a quanto si legge nella bozza di decreto, dovrà essere emanato entro sei mesi dall’entrata in vigore del decreto legge sulle liberalizzazioni. Nella stesura finale del testo viene abolito anhe il vincolo numerico delle edicole, accompagnato dalla possibilità per gli edicolanti di praticare sconti, e di vendere qualunque altra merce. Possono rifiutare di vendere i prodotti in arrivo dagli editori.
 
Mutui, si sceglie tra due assicurazioni
Tra ciò che resta, nel testo che porterà la firma del governo Monti, c’è anche la norma che riguarda i mutui e le assicurazioni sulla vita. Le banche che chiedono ai clienti la stipula di un contratto di assicurazione come condizione essenziale per accendere un mutuo, dovranno dare la possibilità di scegliere almeno tra due contratti provenienti da due diverse compagnie.

L’aggiornamento precedente: previsto aumento dell’1% del Pil
Il decreto in discussione a Palazzo Chigi riguarda farmacie, taxi, banche e assicurazioni, servizi pubblici locali e tariffe autostradali. L’obiettivo, come annunciato più volte dal premier Mario Monti, è quello di superare i privilegi consolidati di alcune categorie professionali e le rendite di posizione.

Secondo la Banca d’Italia la lenzuolata targata Monti potrebbe portare a un aumento del Pil dell’1% nei prossimi anni. Secondo le categorie colpite metterà invece in ginocchio diverse schiere di lavoratori, oggi considerati dall’opinione pubblica membri di piccole e grandi “caste”: farmacisti, notai, e tassisti.

Ambiguo il Pdl
Quanto alle due più grandi forze politiche in Parlamento, se la posizione del Pd è chiarissima (“Si aprono tutti i mercati chiusi e non si fanno sconti a nessuno”, ha detto Francesco Boccia), per il Pdl nemmeno l’intervento serale di Silvio Berlusconi ha chiarito alcune ambiguità. L’ex premier avrebbe precisato di non avere intenzione di “staccare la spina al governo” e di puntare a liberalizzazioni “utili riguardanti tutte le categorie, non solo taxi e farmacie”.

Farmacisti pronti a proteste “estreme”
Continuano intanto le agitazioni di tassisti, benzinai (che hanno proclamato dieci giorni di sciopero), e farmacisti, questi ultimi hanno annunciato forme di protesta “estreme”.

Resta intanto la bozza del decreto circolata in questi giorni, da cui oggi il governo partirà in Cdm. Ecco i principali provvedimenti.

Farmacie, arrivano gli sconti?
Rimaneggiato più volte, il capitolo farmacie sembra arrivato finalmente a una stesura definitiva. Si parte con l’aumento della pianta organica delle farmacie, che dovrebbero arrivare a una ogni 3.000 abitanti (oggi sono una ogni 3.341 abitanti).

Il punto che più interessa i clienti è però la possibilità, per tutte le farmacie, di svolgere la propria attività anche oltre gli orari e i giorni stabiliti e praticare sconti sui farmaci e sui prodotti in vendita. Novità assoluta, visto che i prezzi dei medicinali ad esclusione di quelli di automedicazione, sono fino a oggi bloccati.

La minaccia parafarmacie e i generici
C’è una sorta di avvertenza nel decreto: le Regioni che entro il 1° marzo 2013 non avranno assegnato almeno l’80% delle “nuove” farmacie, dovranno autorizzare a vendere nelle parafarmacie anche i farmaci di fascia C con obbligo di ricetta. Una sorta di spada di Damocle per chi non fa in fretta ad adeguarsi.

Infine il capitolo generici: i medici, nel prescrivere un medicinale, dovranno aggiungere sulla ricetta, salvo che esistano ragioni specifiche per non farlo, la scritta “o farmaco equivalente se di minor prezzo”.

Tutti scontenti
Così com’è, il provvedimento non piace a nessuno, Se Federfarma ha già preso l’ascia di guerra, la parfarmacie parlano di “fallimento” (per loro nessuna novità), mentre i medici vedono “limitata” la loro libertà professionale di prescrivere il farmaco più adatto.Per i cittadini i vantaggi arriveranno solo se le farmacie applicheranno gli sconti.

Benzina più libera, ma i distributori non la pensano così
Sulla benzina le misure in atto sono ben lontane da quelle sperate. Cade il vincolo di esclusiva per i distributori, non più obbligati a rifornirsi da un solo produttore. Cadono pure i limiti per i distributori self service fuori dai centri abitati.

La novità più grande è la possibilità per i gestori di impianti di aggregarsi “al fine di sviluppare la capacità di acquisto all’ingrosso di carburanti, di servizi di stoccaggio e di trasporto dei medesimi”, e quindi di abbassare i prezzi.
Scatta, inoltre, la possibilità per i gestori di impianti di vendere anche prodotti “non oil”.

Sciopero di 10 giorni
Si tratta di “acqua fresca”, per i sindacati dei gestori di impianti, che chiedevano distributori multimarca e libertà per i gestori di rifornirsi sul libero mercato alle condizioni più convenienti. Secondo la loro denuncia la norma che liberalizza l’apertura dei self riguarda solo 500 impianti su un totale di 25.000, mentre, per tutto il resto, favorisce il controllo dei petrolieri sui piccoli distributori. Che hanno proclamato 10 giorni di sciopero.

Professionisti
Abrogate le tariffe di riferimento per i professionisti. Obbligatorio invece il preventivo. In cambio saranno finalmente possibili le società di professionisti. L’organismo unitario dell’avvocatura protesta e dice che così si vuole ridimensionare la funzione del legale.

Rc Auto e scatole nere, sconti dubbi
Scompare l’indennizzo diretto per i danni a persone. Gli assicuratori avranno l’obbligo di proporre al cliente, prima di stipulare una polizza, tre soluzioni di tre diverse compagnie, per offrire una maggiore scelta. Regole più stringenti e pene più dure per clienti e periti che cercano di frodare l’assicurazione. Arriva infine la scatola nera per le auto: chi se la fa installare otterrà dall’assicurazione sconti significativi, per legge. L’Ania (l’associazione delle assicurazioni) non si è pronunciata sulle novità, i consumatori parlano di dubbi vantaggi.

Taxi e licenze, la guerra continua
Uno dei punti più “caldi”. Secondo la bozza di decreto contestata dai tassisti, la nuova Autorità per le reti determinerà per i taxi l’incremento del numero delle licenze, la possibilità per i titolari di averne più d’una, nuove licenze part-time, orari più flessibili, extraterritorialità e tariffe più flessibili. Ieri il governo ha visto i sindacati di categoria, ma l’accordo è lontano: la base si è rivoltata contro i suoi rappresentanti.

Mutui con più scelta
Il pacchetto liberalizzazioni ha un piccolo capitolo che riguarda i mutui. Si stabilisce che una banca, nel momento in cui il cliente sta per accendere un muto, ha l’obbligo di proporre almeno due diverse assicurazioni sulla vita (sono obbligatorie) di due diverse compagnie.

Conto corrente e bancomat
Novità anche per chi deve aprire un conto corrente, In questo caso non si tratta di una vera e propria liberalizzazione, ma dell’istituzione di un conto corrente a spese ridotte per quanti sono obbligati ad aprirne in base alla nuova norma sul contante. Sarà un conto corrente di base, le cui caratteristiche saranno fissate con una convenzione governo Abi, o, in alternativa, con un decreto del governo. Si stabilisce anche l’individuazione ex lege delle commissioni che le banche applicheranno sui prelievi fatti con Bancomat. Questa sì sarebbe una novità.

Gas e Ferrovie
Arriva l’annunciata separazione di Rfi da Fs, che verrà decisa sulla base di una valutazione dell’Autorità delle reti. Altro punto non di secondo piano: non ci sarà più l’obbligo, per le imprese ferroviarie e per le associazioni internazionali di imprese ferroviarie che operano in Italia di osservare i contratti collettivi nazionali di settore.

Separazione in vista anche per il settore del gas. Entro sei mesi dall’entrata in vigore del dl liberalizzazioni il governo dovrà emanare un Dpcm per la separazione di Snam da Eni, che dovrà avvenire entro i successivi 24 mesi.

Autostrade
Ultimo ma non per importanza il paragrafo che riguarda le autostrade. Nella bozza del decreto sulle liberalizzazioni c’ è una norma che punta alla ridefinizione del meccanismo di fissazione dei prezzi. Sarebbe basato sul sistema del “price cap”, che tiene conto degli investimenti realizzati dalle società concessionarie. Le società concessionarie protestano, i consumatori sperano.

Giulia Nitti
Fonte: il Salvagente.it

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Liberalizzazioni, oggi il Cdm del via libera. Stato pagherà imprese con titoli pubblici

venerdì 20 gennaio 2012

Corrado Passera, ministro dello Sviluppo e le InfrastrutturePRONTO al via il decreto sulle liberalizzazioni che sarà varato quest’oggi dal Consiglio dei ministri. Il provvedimento che inaugura la “fase due” del governo per il rilancio dell’economia e la crescita ha ricevuto pieno sostegno anche dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ieri ha incontrato al Quirinale il premier Monti. Mentre a Palazzo Chigi sono stati ricevuti i rappresentanti di Pdl e Terzo Polo, per un primo confronto politico con la maggioranza di governo (ma non quelli del Pd che, polemicamente, chiedono conto della mancata convocazione).

Tra le novità dell’ultima ora si segnala anche la possibilità che il corposo debito della Pubblica amministrazione con le imprese – circa 70 miliardi di euro – sia erogato in titoli di Stato, per dare fiato alle imprese strozzate dal credit crunch, la stretta creditizia. Un’ipotesi ventilata già da alcune settimane, caldeggiata dal ministro Passera e che non dispiace a Confindustria, artigiani e commercianti. Il dossier riscuote per ora le perplessità di Ragioneria e Tesoro.

Il decreto sulle liberalizzazioni, che sarà forse accompagnato da altri due decreti (uno sulle semplificazioni e un altro per bloccare l’asta gratuita delle frequenze tv), prosegue il suo cammino con le ultime limature tra veti di lobby, pressioni più o meno rumorose innescate da categorie e settori infastiditi dalla “rivoluzione a 360 gradi” del governo Monti per contrastare “privilegi e rendite di posizione”. Si registrano passi avanti sul fronte dei professionisti e sulla separazione tra Snam Rete gas ed Eni. Ma anche dietrofront nel campo di assicurazioni, commercio, carburanti, ferrovie, farmacie. Altri se ne potrebbero aggiungere oggi su taxi, Poste e concessioni balneari.

Commercio 
Frenata sullo sconto libero, i saldi diventano “elastici” 
Nella prima bozza di decreto campeggiava già all’articolo 2: “Libertà di praticare sconti”. E invece la possibilità per le attività commerciali di decidere in autonomia quando, come e per quanto tempo proporre “sconti, saldi o vendite straordinarie”, senza “obblighi preventivi di comunicazione alla amministrazione”, non si legge nell’ultima bozza del decreto. Il governo sembra optare per una formulazione più prudente. Viene favorita, per questo, la “semplificazione e liberalizzazione di alcune modalità di promozione”. In pratica, saranno possibili alcune promozioni anche al di fuori della stagione canonica dei saldi.

Farmacie 
Regioni “commissariate” se negano nuove aperture 
Cinquemila farmacie in più e Regioni “commissariate” se non provvederanno all’assegnazione di almeno l’80 per cento delle nuove licenze a concorso. Ma rispetto al testo originario verrebbe frenata la vendita di farmaci di fascia C alle parafarmacie. Il testo del decreto liberalizzazioni, secondo quanto emerso fino ad oggi, scontenterebbe tutti: Federfarma, minaccia serrate mentre le parafarmacie temono la progressiva scomparsa dei loro quattromila punti vendita. Secondo il testo in circolazione il settore si troverebbe a competere con ulteriori nuove farmacie senza poter dispensare liberamente i farmaci di fascia C, ovvero quelli a carico del cittadino e con obbligo di ricetta.

Carburanti 
Via libera ai self service soltanto fuori dalle città 
Doppia corposa retromarcia che fa piacere ai petrolieri (“Si torna al buon senso”, è il commento prevalente). Nella nuova bozza scompare l’obbligo di vendere la metà degli impianti in mano alle compagnie (ora subentra la “facoltà” dei gestori di accordarsi per riscattare gli impianti “ad equo indennizzo”). E viene ammorbidito il divieto di esclusiva nel rifornimento. I gestori proprietari potranno acquistare carburante senza vincoli di marca per il 50% dell’erogato. Quelli non proprietari non più (prima era il 20%). La libertà di aprire impianti completamente automatizzati, ovvero i self service, verrebbe infine mantenuta, ma solo fuori dai centri abitati. Confermata anche la possibilità per le pompe di vendere prodotti non oil (giornali, tabacchi, cibo).

Rc auto 
L’agente monomandatario non rappresenta più compagnie 
Indietro tutta sugli agenti assicurativi che non saranno più tenuti a offrire polizze di più compagnie al cliente. Obbligo sostituito da una più rassicurante raccomandazione alla trasparenza: “Sono tenuti, prima della sottoscrizione, a informare il cliente in modo corretto, trasparente ed esaustivo sulla tariffa e sulle condizioni contrattuali di almeno tre diverse compagnie assicurative non appartenenti a medesimi gruppi”. Un confronto non obbligatorio e che non rompe i rapporti di esclusiva. Confermato, invece, lo sconto sull’Rc auto per chi accetterà di installare la scatola nera sul proprio veicolo e su chi lo farà ispezionare prima della stipula e la stretta sulle frodi per i risarcimenti.

Professionisti 
Il termine “tariffe” sparisce anche dal nostro codice civile 
Le tariffe, sia minime, sia massime dei professionisti, sono abrogate. Nel mirino di questo articolo del decreto ci sono le categorie che fino ad oggi hanno goduto di una larga autonomia circa gli oneri da scaricare in capo al loro cliente. La norma prevedere l’abolizione delle tariffe dei notai (il capo V, titolo III, della legge 16 febbraio 1913, n. 89). Cancellato pure il termine “tariffe” nel primo comma dell’articolo 2233 del codice civile. Il giudice, nel caso in cui il compenso non possa essere determinato “secondo gli usi”, decide secondo equità e non più previa acquisizione del parere dell’ordine professionale a cui appartiene il professionista.

Taxi 
Gara per i nuovi permessi ma salta la doppia licenza 
Novità in arrivo anche per i tassisti. Sia la “territorialità”, ovvero le aree nelle quali è possibile “caricare” clienti, sia la possibilità di mettere in gara nuove licenze, saranno demandate alla Autorità della Rete in accordo con i Comuni e i rappresentanti di categoria. Salta, invece, la concessione della doppia licenza per ogni taxi (“un tassista una licenza”, gridano da giorni gli autisti delle auto bianche) e della possibilità di cumulo dei permessi. In compenso la categoria propone aperture sui tempi di lavoro. I taxi driver sono anche pronti ad allungare o gestire diversamente i turni e a rilanciare il servizio con nuove tecnologie e offerte “innovative”.

Autostrade 
Si cambia, tetto al pedaggio limitato ai nuovi contratti 
Sui gestori autostradali non si abbatterà la temuta norma che introduceva un price cap sulle tariffe per tutti a partire dal prossimo anno. L’articolo che sarà vagliato oggi dal plenum dei ministri del governo Monti, prevede invece che il sistema del “tetto al prezzo” degli incrementi tariffari (oggi decisi da Anas e ministero delle Infrastrutture e Trasporti alla fine di ogni anno), verrà fissato dall’Autorità della Rete ma solo per i nuovi contratti di gestione. E quindi sono salvi gli attuali concessionari, a cominciare da Autostrade. Altra novità – se confermata dal testo oggi in Cdm- la possibilità di aprire nuove aree di ristoro o di servizio lungo strade e autostrade.

Ferrovie 
Le Fs conservano la rete: addio alla separazione 
Salta la separazione proprietaria della rete ferroviaria Rfi dalla holding Fs. La questione non sembrerebbe archiviata del tutto, ma rimandata a quando la nuova Autorità per le reti – che si occuperà anche di trasporti (taxi compresi), oltre che di energia (assorbirà le Authority dei due settori)- presenterà al governo una relazione in materia. Relazione che fotografi il grado di concorrenza potenziale (anche alla luce dell’ingresso di concorrenti come Ntv) Altro snodo, venuto meno nell’ultima versione di decreto, è l’obbligo di gara per l’affidamento del trasporto regionale da parte delle Regioni. In questo settore quindi si allontana la prospettiva di un forte ingresso dei privati.

di LUCIO CILLIS e VALENTINA CONTE
fonte: repubblica.it


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No allo scippo dei referendum

mercoledì 18 gennaio 2012

L’appello. Ventimila firme raccolte in poche ore. Per chiedere al Governo Monti di “abbandonare la strada delle liberalizzazioni per quanto riguarda il servizio idrico”. Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua Pubblica torna in campo, per difendere l’esito del referendum dello scorso giugno. Nell’appello, pubblicato su acquabenecomune.org, si legge: “ Con l’articolo 20 della bozza di decreto che verrà licenziato giovedì 19 gennaio dal Consiglio dei Ministri, infatti, si attaccano direttamente i risultati del referendum di giugno e la volontà di 26 milioni di cittadini”
Beni comuni. Tante le firme eccellenti. Stefano Rodotà, Gustavo Zagrebelsky, Ugo Mattei, Roberto Vecchioni, Valerio Mastandrea, Pietro Sermonti, Gino Strada, Marco Paolini, Don Andrea Gallo, Dario Fo e Padre Alex Zanotelli sono stati tra i primi a sottoscrivere l’appello del Forum. L’esigenza è difendere una nuova forma di partecipazione politica: “Il voto ha posto il nuovo linguaggio dei beni comuni e della partecipazione democratica come base fondamentale di un possibile nuovo modello sociale. Nessuna esigenza di qualsivoglia mercato può impunemente violare l’esito di una consultazione democratica, garantita dalla Costituzione, nella quale si è espressa senza equivoci la maggioranza assoluta del popolo italiano”.
Sit-in a Montecitorio. Oltre all’appello, sono tante le iniziative in programma in tutto il Paese. Tra le altre, un sit-in all’esterno di Montecitorio, obiettivo: chiedere, “per l’ennesima volta”, un incontro con il primo ministro, Mario Monti. E spingere “tutte le realtà che hanno sostenuto i referendum, i partiti che da fuori o dentro il Parlamento hanno dato indicazione per il “Sì” ai referendum di giugno, a prendere da subito una netta posizione in difesa del voto democratico del popolo italiano”.

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Benzina: 7 giorni di sciopero contro la liberalizzazione

martedì 17 gennaio 2012

Figisc e Anisa, le due associazioni dei gestori dei distributori di benzina aderenti a Confcommercio, hanno proclamato lo sciopero contro le ipotesi di liberalizzazione del settore. Date e modalita’ devono ancora essere decise ma, informa una nota, ”si trattera’ di una chiusura prolungata: 7 giornate di chiusura degli impianti”. ”La scelta di intervenire sull’esclusiva di fornitura nella rete carburanti – avvertono Figisc e Anisa – non produrra’ alcun effetto sui prezzi, ma otterra’ il risultato di far espellere i gestori dalla rete alla scadenza dei loro contratti e di far rendere loro dalle aziende petrolifere e dai retisti convenzionati la vita ancor piu’ impossibile fin da subito. Non solo, perche’ la norma che autorizza gli impianti a funzionare 24 ore su 24 solo nella modalita’ self service senza piu’ la presenza dell’operatore e’ un altro grossissimo chiodo piantato sulla bara della categoria. Insomma, ci vuole davvero coraggio a sostenere che queste siano le misure di sviluppo necessarie a far uscire dalla crisi economica il Paese”.: Le modalita’ e le date precise, continuano il presidente della Figisc, Luca Squeri, e quello di Anisa (autostrade), Stefano Cantarelli, verranno decise nei prossimi giorni, ”anche alla luce dei provvedimenti che il Governo assumera’ nel prossimo Consiglio dei Ministri”. La posta in gioco, continuano, ”e’ talmente importante da non consentire incertezze di sorta: ne va davvero dell’esistenza della categoria”, anche perche’ ”l’attacco contro i gestori non si puo’ giustificare con l’obiettivo di calmierare i prezzi dei carburanti”, dovuto ”per l’80% all’aumento delle imposte deciso con le reiterate manovre sulle accise, mentre l’aumento della materia prima ha inciso per il 20%”. Insomma, ”la fretta di ‘liberalizzare’ questo settore” e’ ”una mossa tutta ‘politica’ per dare una qualche risposta mediatica alle tensioni sui prezzi”. Insomma, ”dopo avere pescato a piene mani sulla fiscalita’ dei carburanti, si vuol fare intendere agli italiani di restituire loro qualcosa scagliando il pallone nella rete del sistema distributivo senza curarsi di chi se la prende direttamente in faccia”.

VERSO VARO MISURE Piu’ farmacie, piu’ licenze per i taxi, piu’ notai, addio alle tariffe minime per i professionisti, gare pubbliche per le concessioni delle spiagge. Sono queste le principali misure contenute nel decreto liberalizzazioni cui sta lavorando il Governo che, dopo un primo giro di tavolo oggi al consiglio dei ministri, accelerera’ il passo nei prossimi giorni per arrivare al varo il 19 gennaio. Nella ‘bozza’ che circola c’e’ anche una deroga per l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori anche se, secondo quanto si apprende, la norma potrebbe essere non inserita nel testo definitivo.
Continuano intanto le proteste delle categorie colpite mentre la Cgia di Mestre avverte che negli anni le liberalizzazioni non hanno portato risparmi ai consumatori, ma sono costate alle famiglie italiane quasi 110 mld di euro (109,6 mld di euro, 286 euro l’anno a famiglia). Solo l’apertura del mercato dell’energia elettrica ha dato risultati positivi. Altroconsumo stima invece notevoli risparmi per i cittadini: 500 milioni annui dall’apertura di nuove farmacie, oltre 3 miliardi di euro per il sistema Italia (circa 150 euro all’anno per famiglia) dalle misure sui carburanti, un calo del 30% delle tariffe dalla liberalizzazione delle professioni.

Ecco tutte le novita’ secondo quanto scritto nelle diverse bozze del decreto legge circolate in queste ore.

NO ART.18 FINO A 50 DIPENDENTI. In caso di incorporazione o fusione di due o piu’ imprese che occupano 15 o meno dipendenti, il numero di prestatori d’opera e’ elevato a 50. Questo e’ quanto indicato nella bozza del dl, che nell’ultima versione presenta pero’ un appunto a penna: tre punti interrogativi, lasciando intendere che la materia potrebbe essere rinviata all’attenzione del ministro del Lavoro Elsa Fornero.

TAXI. Le licenze saranno fornite dall’Autorita’ per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori servizi e forniture, che potra’ decidere quante licenze rilasciare per ogni Comune.

SALDI SENZA LIMITI. I commercianti potranno decidere in autonomia il periodo nel quale effettuare sconti, saldi o vendite straordinarie, la durata delle promozioni e l’entita’ delle riduzioni.

UNA FARMACIA OGNI 3.000 ABITANTI. Il numero delle autorizzazioni e’ stabilito in modo che vi sia una farmacia ogni 3.000 abitanti. Nelle Regioni con numero di farmacie inferiore al fabbisogno stimato, i farmaci di fascia C potranno essere venduti anche negli esercizi commerciali.

PIU’ NOTAI ENTRO 2013. Entro il 30 giugno 2012 e’ bandito un concorso pubblico per la nomina a notaio per 500 posti. Entro il 30 giugno 2013 e’ bandito un ulteriore concorso pubblico per la nomina a notaio per 500 posti. – PROFESSIONISTI, VIA TARIFFE MINIME. Sono abrogate tutte le tariffe professionali, sia minime sia massime.

FERROVIE, NO OBBLIGO CONTRATTO COLLETTIVO. Eliminato l’obbligo di applicare i contratti collettivi di settore nel trasporto ferroviario.

RFI SCORPORATA DA FS. Scorporo della rete ferroviaria dal Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane. Le azioni di Rfi dovrebbero essere cedute al ministero dell’Economia.

POMPE BENZINA. I benzinai potranno decidere di acquistare i carburanti presso i grossisti meno cari, anche se non hanno il marchio a cui l’impianto fa riferimento. Presso le pompe di carburante sara’ anche possibile vendere tabacchi, giornali e altri beni.

GARE PUBBLICHE PER CONCESSIONE SPIAGGE. La selezione del concessionario sui beni del demanio marittimo avverra’ attraverso procedure ad evidenza pubblica trasparenti, competitive e debitamente pubblicizzate, secondo il criterio dell’offerta economicamente piu’ vantaggiosa. Le concessioni non possono avere durata superiore a quattro anni.

DEBITI FISCO, RATE ANTICRISI. Potranno essere pagate con rate di ”importo crescente” per aiutare i contribuenti nel periodo di crisi.

BANCOMAT. Tetto alle commissioni bancarie.

QUOTIDIANI ANCHE IN PICCOLE LIBRERIE. Cade il ‘limite minimo’ di superficie per vendere quotidiani e stampa periodica nei distributori di benzina, nei supermercati e nelle librerie. – ASSICURAZIONI. Doppio canale per i risarcimenti a seconda che sia danneggiato il veicolo o la persona.

AUTHORITY TRASPORTI ALL’AUTORITA’ ENERGIA. Le funzioni di Authority dei trasporti vengono assegnate all’Autorita’ di vigilanza sui contratti pubblici o, in alternativa, all’Autorita’ per l’energia e il gas, che assumono il nome di ‘Autorita’ delle reti’.

AGENDA DIGITALE. L’Agcom chiede in una segnalazione a Governo e Parlamento di istituirla attraverso la legge sulla concorrenza e propone anche l’istituzione di cabina di regia gestita dal Ministro dello sviluppo economico.

Fonte: ansa.it

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Stop al cambio in euro, rischia di perdere 10 milioni di lire. Adico: «Il decreto non venga convertito o via ad azioni legali»

mercoledì 11 gennaio 2012

P.V., consumatrice veneziana, non sapeva del provvedimento del Governo Monti. Il presidente Garofolini: «Chi ha risparmi in pericolo si rivolga ai nostri uffici per assistenza».
Una scadenza anticipata di tre mesi, che potrebbe costare – secondo i dati Bankitalia – 1 miliardo e 300 milioni di euro agli ignari cittadini italiani. Quanti sanno, infatti, che all’interno del decreto “Salva Italia” era presente una norma che anticipava al 6 dicembre scorso, data della pubblicazione del provvedimento in Gazzetta Ufficiale, il termine ultimo per cambiare le vecchie lire in euro? Stando al numero di persone che soprattutto durante il periodo festivo si sono rivolte ad Adico Associazione Difesa Consumatori, gli informati sono una minima parte: tantissimi cittadini infatti intendevano approfittare proprio delle ferie natalizie per recarsi alla filiale più vicina della Banca d’Italia e cambiare i gruzzoletti più o meno consistenti di banconote e monete del vecchio conio, magari per affrontare con maggior tranquillità le spese per i regali di Natale vista la crisi. C’è chi si era dimenticato di farlo in questi dieci anni, chi invece aveva aspettato appositamente, considerando quei soldi una sorta di risparmio da usare al momento opportuno. Ma tutti si sono sentiti gelare il sangue nelle vene di fronte al no al cambio del denaro. Come è accaduto a P.V., signora veneziana, che sotto un metaforico materasso aveva conservato ben 10 milioni di lire, pari a 5.164,57 euro.
Intorno alla metà di dicembre la consumatrice si è recata alla Banca d’Italia di Rialto per la conversione, e invece di uscire con un bel malloppo in euro quella che ha rimediato è stata una doccia fredda: «Il Governo con il decreto del 6 dicembre scorso ha stabilito, all’articolo 26, la prescrizione con decorrenza immediata a favore dell’Erario di tutte le banconote e monete in lire ancora in circolazione ed il relativo controvalore è versato all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnato al Fondo ammortamento dei titoli di Stato, quindi le lire non si possono più cambiare in euro a partire da quella data e non più dal 28 febbraio 2012» è la risposta che la signora presumibilmente si è sentita dare. Ma l’aver contribuito a rimpinguare le casse dello Stato con il controvalore dei suoi risparmi ormai inutilizzabili di certo non l’ha rincuorata, visto che si è recata subito allo sportello Adico di via Volturno per avere ulteriori spiegazioni in merito al provvedimento.
«A questo punto confidiamo nel buon senso del Governo e nel fatto che il decreto non venga convertito in legge – commenta il presidente di Adico Associazione Difesa Consumatori Carlo Garofolini – ci sono 60 giorni di tempo perché venga fatto, quindi fino a quel momento si può ancora sperare che il termine resti quello stabilito dalla legge del 1997 e dal successivo decreto legge del 1998, cioè il 28 febbraio 2012, e che quindi i risparmiatori italiani abbiano tutto il tempo per decidere, in piena coscienza e consapevolezza, cosa fare delle lire che ancora custodiscono in casa. Sull’anticipo della scadenza c’è stata una colpevole mancanza di informazione – affonda ancora Garofolini – che non si può giustificare in nessun modo. L’urgenza da parte dello Stato di far cassa non si può tradurre nel furto ai consumatori di 1,3 milioni di euro».

 

Se il decreto invece diventerà legge, e quindi sarà confermato che dal 6 dicembre scorso le lire sono ufficialmente carta straccia o merce da collezionisti, c’è la possibilità di presentare un ricorso alla Corte Costituzionale sostenendo l’incostituzionalità del provvedimento che anticipa termini di prescrizione già fissati per legge e senza prevedere un pur minimo periodo di adeguamento. «Ma si tratta di una strada molto difficile da intraprendere – anticipano dall’ufficio legale di via Volturno – ciò comunque non toglie che tutti coloro i quali si sentano danneggiati dalla prescrizione anticipata possano rivolgersi all’Adico che valuterà le azioni più opportune del caso».

 

 

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Liberalizzazioni: farmacisti, notai e tassisti nel mirino

martedì 10 gennaio 2012

Dopo Passera, anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà conferma: le liberalizzazioni arriveranno, e arriveranno molto presto. “Faremo un decreto entro il 20 gennaio”, ha confermato l’ex presidente dell’Antitrust, intervenuto ieri sera a Porta a Porta. Nel mirino farmaci e taxi, (i cui tentativi di aprire il mercato sono falliti nella manovra di dicembre), e notai. Ma anche benzina, trasporti a acqua.

Più farmacie sul territorio

Primo obiettivo dell’esecutivo è quello di favorire un abbassamento dei prezzi di farmaci di fascia C, quelli con obbligo di ricetta ma a carico del cittadino. Il piano del governo è però differente dal tentativo di riforma inserito nella manovra economica del 6 dicembre (e poi affossato in commissione bilancio), in cui si estendeva alle parafarmacie la possibilità di vendere questa categoria di medicinali. Questa volta, ha annunciato Catricalà, “ci sarà un aumento della pianta organica in modo da avere i giusti sconti sui farmaci”.

Una media troppo alta

Si tratta, in pratica, di aumentare il numero delle farmacie attive, che oggi in Italia sono 17.215, (di cui 16.000 private), una ogni 3.341 abitanti. Una media di molto superiore a quella di Francia e Spagna, dove il rapporto è rispettivamente di un presidio ogni 2.849 e uno ogni 2.176. Catricalà non ha aggiunto altro, ma è evidente che se si vorrà ottenere un abbassamento dei prezzi bisognerà eliminare il prezzo fisso per i medicinali.

 Più licenze per i taxi?

Anche sui taxi il governo non ha gettato la spugna, e vuole riprovare (si tratterebbe del terzo tentativo, dopo quello di Bersani, nel 2006, e dello stesso governo Monti), ad ampliare il numero delle licenze presenti sul territorio, in modo da provocare un abbassamento dei prezzi. Per trovare una mediazione con i tassisti, che minacciano di fare muro (arrivati alla pensione i tassisti usano vendere la propria licenza, ottenendo così una sorta di “buonuscita”, e non vogliono che l’aumento ne faccia abbassare il valore), una delle proposte in campo è quella di offrire una licenza gratis ai tassisti che già ne hanno una, in modo che questi possano rivenderla recuperando il valore di quella originale. Ma anche questo compromesso non piace agli interessati.

Distributori di benzina più “liberi”

Il decreto in arrivo per fine gennaio tocca un altro capitolo importante, quello dei distributori di carburante. “I benzinai dovranno avere la possibilità di vendere altri beni di consumo” ha detto il sottosegretario alla Presidenza Catricalà, chiarendo però che la riforma non si limiterà ad aumentare le merci esposte nei distributori. Nel pacchetto di misure ci sarebbero quelle per potenziare la rete delle pompe bianche, e per ampliare la concorrenza permettendo aggregazioni fra piccoli. L’idea, poi, è quella di dare gli impianti di distribuzione (oggi concessi dai petrolieri in comodato), in affitto ai gestori, i quali potrebbero così di mettere in vendita più marchi.

 Addio tariffe minime per i notai

Come per le altre categorie di professionisti anche per i notai il governo intende abolire le tariffe minime. A questo, però, si aggiungerebbe l’ampliamento della “pianta organica”. In pratica, aumentando il numero dei notai sul territorio, si favorirebbe la concorrenza. Ma Catricalà non si è fermato qui. Se queste saranno, a quanto pare, le misure immediate, che il governo approverà, il sottosegretario ha annunciato riforme sul pianod ei trasporti: “Esistono storture che avvantaggiano le Ferrovie dello Stato, ci saranno norme per una maggiore facilità di accesso”, e per l’energia: “Lo scorporo di Eni e Snam non è una delle priorità indicate ma ci sono tanti altri rimedi per pagare meno il gas”.

Giulia Nitti
fonte: il salvagente.it

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Saldi, si parte da Palermo, giovedì nelle grandi città

lunedì 2 gennaio 2012

Oggi è cominciata ufficialmente la stagione degli acquisti scontati con Sicilia e Basilicata che fanno da apripista. In quasi tutte le altre regioni e nelle grandi città – da Milano a Roma, da Torino a Bologna, Firenze, Napoli e Bari – bisognerà aspettare invece giovedì 5 gennaio. Uniche eccezioni il Molise e la provincia autonoma di Bolzano dove si partirà il 7 gennaio e per i valdostani il 10 gennaio. Per Trento la data è libera.
Non sono ottimista sullo scenario dei saldi e credo che molti consumatori non effettueranno molti acquisti considerata la crisi del nostro Paese – spiega il presidente dell’ADICO, Carlo Garofolini – che comunque ci tiene a ricordare che tra i rischi maggiori durante i saldi è di vedersi rifilare merci non di stagione o di trovarsi di fronte a prezzi fintamente ribassati. Il consiglio sempre di “girare per i negozi prima dell’avvio ufficiale dei saldi per memorizzare prodotti e prezzi pieni, così da poter valutare se le merci e i prezzi proposti con i ribassi sono veramente affari o solo specchietti per le allodole”.

Ecco allora un breve decalogo redatto dall’ADICO per aiutare il consumatore non incorrere in spiacevoli sorprese durante gli acquisti “in saldo”.

1. Essere molto accorti quando si promettono liquidazioni fino a esaurimento.

2. Scegliere punti vendita che normalmente garantiscono prodotti di qualità.

3. È buona norma confrontare il prezzo del prodotto scelto prima e dopo l’avvio della campagna dei saldi.

4. Verificare bene il prodotto che viene posto in vetrina e quello che viene offerto in negozio.

5. Diffidare delle offerte similari a prodotti di marca.

6. Conservare sempre lo scontrino fiscale per far rispettare il diritto di cambio del prodotto se difettoso entro 8 giorni dall’acquisto.

7. Controllare etichetta e misure per essere sicuri di comprare il prodotto scelto.

8. Confrontare più offerte.

9. Diffidare dai sconti superiori al 50%

 

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Truffa Flycell, almeno 300 denunce di utenti all’Adico in 3 mesi «Il fenomeno degli sms indesiderati a pagamento va fermata»

venerdì 30 dicembre 2011

Oltre un anno fa l’Antitrust ha multato la società e le compagnie telefoniche ma non è bastato. I consigli dell’Associazione: disattivare tutti i servizi in abbonamento o cambiare numero.
Una ricarica da 10, 15 euro che dovrebbe durare un paio di settimane. E che nel giro di pochi giorni, invece, si prosciuga magicamente. Ma di magico c’è ben poco nel servizio offerto da Flycell.it, stando a quanto denunciano centinana di consumatori, ogni giorno da mesi, alla segreteria di Adico Associazione Difesa Consumatori. Sono almeno 300 le segnalazioni ricevute da settembre a oggi relative ai servizi a pagamento via sms: considerando tutte le richieste di assistenza gestite da Adico, almeno una ogni 6 riguarda problemi con i telefonini, e oltre il 50% di queste riguarda servizi a pagamento indesiderati. Nonostante oltre un anno fa l’Antitrust sia intervenuta multando sia Flycell che le compagnie di telefonia mobile per pratica commerciale scorretta, il numero di utenti che denunciano la truffa non accenna a dimunire. Ecco perché Adico intende lanciare un nuovo monito a tutti i consumatori affinché non si abbassi la guardia e si conoscano gli strumenti a disposizione per tutelarsi da questo tipo di abuso.
«Si potrebbe pensare che le vittime privilegiate siano i giovanissimi, che attirati dalle pubblicità su riviste, in televisione e su Facebook che sponsorizzano le suonerie con le hit del momento attivano i servizi che poi pagheranno mamma e papà. Ma non è più così: la maggioranza di chi si rivolge all’Adico con questo problema è composta da adulti che utilizzano il telefonino in modo assolutamente normale, e ai quali il servizio viene attivato senza che se ne accorgano – spiega il presidente di Adico Carlo Garofolini – Oppure vengono tratti in inganno da inserzioni o pop up che compaiono durante la navigazione in Internet, o da sms dello stesso tenore, e che invitano a partecipare a fantomatici concorsi e sondaggi inserendo il proprio numero di cellare». Si clicca invio, e il gioco – o meglio l’abbonamento – è fatto. Ma la cosa odiosa è che ciò avviene, spesso, anche senza rispondere all’sms. Sul sito ufficiale oggi, dopo l’intervento dell’Antitrust, c’è scritto chiaramente che il servizio costa 5 euro a settimana. Ma chi attiva il contratto consapevolmente è, come spesso accade in questi casi, parte di una piccola percentuale rispetto a chi vi incappa senza volerlo.
E quando si tratta di disattivare il servizio arrivano altre rogne. «Naturalmente la funzione non è facilmente accessibile: di solito sono condizioni scritte in caratteri minuscoli al fondo dei contratti o delle pagine web – spiega ancora Garofolini – quindi ci vuole buon occhio e sapere dove cercare. Una soluzione alternativa può essere quella di chiamare il call center del proprio operatore di telefonia mobile e chiedere direttamente a loro la disattivazione del servizio». Non sempre però l’intervento è tempestivo: molti consumatori hanno denunciato all’Associazione una sorta di inerzia da parte delle compagnie, che fanno passare anche diversi giorni prima di dar seguito alle richieste dei loro clienti. E ogni giorno che passa sono, spesso, ulteriori addebiti indesiderati. In altri casi gli operatori chiedono il numero da cui si riceve l’addebito e forniscono un testo e un numero a cui inviare il messaggio di disattivazione. Quindi è legittimo prendere in considerazione anche soluzioni più drastiche. «Per evitare brutte sorprese analoghe in futuro, ci si può rivolgere al proprio operatore di telefonia per predisporre sul numero di telefono il blocco di ogni servizio a pagamento. In questo caso nessuna società potrà accedere al numero, che risulterà quindi a prova di servizi indesiderati» precisano dall’Adico. Se gli operatori telefonici (che, come ha confermato l’Antitrust, percepivano una percentuale sul traffico generato da questi servizi) però non collaborano, o se la richiesta inviata direttamente alla società non produce alcun effetto, si può ricorrere a rimedi ancora più drastici come il cambio di operatore e di numero telefonico.
Il segreto sta nell’intervenire prima possibile, perché a colpi di 5 euro a settimana, si fa presto a farsi sfilare dalla ricarica o addebitare nel conto dell’abbonamento centinaia di euro. «In molti all’inizio pensano si tratti di semplice spam, quindi cancellano i messaggi e poi se ne dimenticano. Ma i 5 euro a settimana vengono addebitati comunque. E recuperare quei soldi non è per nulla facile: in alcuni casi gli operatori rimborsano i soldi sottratti dal servizio, ma non è sistematico. Altro consiglio è quello di non aprire gli sms che vengono inviati (e che contengono i contenuti a pagamento): spesso alla semplice lettura vengono addebitati altri 3 euro» conclude Garofolini.
Il consiglio è quello di tenere tutta la documentazione possibile, come email scambiate con Flycell o con il proprio operatore di telefonia in cui si chiede la disattivazione del servizio, e i conti telefonici per chi ha l’abbonamento, dal momento che il servizio compare, spesso, con la dicitura Sms premium Mt. In questo caso potrebbe essere possibile procedere anche legalmente: per informazioni lo studio legale dell’Adico è sempre disponibile contattando info@associazionedifesaconsumatori.it o lo 041.5349637.

 

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Adeguamento del contributo consorziale di Acque risorgive. La posizione di Adico Associazione Difesa Consumatori

sabato 3 dicembre 2011

Adico Associazione Difesa Consumatori interviene nel dibattito sull’adeguamento del contributo chiesto dal Consorzio di bonifica Acque risorgive, sorto dalla fusione dei Consorzi Dese Sile e Sinistra Medio Brenta a seguito dell’entrata in vigore della legge regionale 12/2009 che riordina la bonifica veneta. E stabilisce anche i criteri per la definizione dei nuovi contributi, che dal prossimo anno infatti saranno – a quanto spiega il Consorzio – più bassi per chi ha un negozio, un fondo o un immobile residenziale in zone non a rischio, mentre saranno più onerosi per chi ha proprietà in aree che traggono beneficio da opere di manutenzione o bonifica. In particolare il presidente di Adico Carlo Garofolini punta il dito contro la Regione Veneto, e quindi contro la politica in generale: «Improvvisamente due anni fa, quando cioè è stata approvata la legge che ha riordinato le funzioni in materia di bonifica anche per una miglior difesa del territorio dal punto di vista del rischio idrogeologico, si è scoperto che il Veneto è un territorio disastrato, dove la cementificazione selvaggia e la scarsa manutenzione del sistema irriguo e idrico hanno creato effetti dirompenti in caso di piogge particolarmente intense – polemizza Garofolini – se si fosse agito prima, quando tra l’altro c’erano ancora i soldi pubblici per farlo, ora non ci troveremmo nella condizione di dover pagare di più per opere di manutenzione straordinaria e ordinaria che sarebbero state indispensabili e fattibili ben prima del 2009». Il presidente di Adico contesta poi il nuovo sistema secondo il quale si chiede un contributo più alto a chi più beneficia degli effetti degli interventi programmati: «In questo caso il Consorzio di bonifica applica la legge e in quanto tale non si può contestare, ma è palese come un provvedimento di questo tipo sia una implicita ammissione della responsabilità di chi negli ultimi decenni ha fatto finta di non vedere come l’impermeabilizzazione progressiva del territorio veneto mettesse a rischio la sua stessa sopravvivenza. Questo perché per gli enti locali i proventi dell’urbanizzazione selvaggia erano più che graditi – conclude Garofolini – e alla fine il risultato è sempre lo stesso: ora tutti debbono pagare per interventi che sarebbero loro dovuti, a prescindere dalla posizione in cui si trova, magari per caso, la loro abitazione».
Un effetto positivo pare però esserci, e cioè – stando ai dati del Consorzio – che nel 2012 ci saranno 15mila contribuenti in più rispetto al 2011 che non pagheranno nessun contributo: chi infatti deve al Consorzio un contributo di importo minore a 16,53 euro, già non doveva nulla al Consorzio, visto che la spesa se la accolla la Regione. Ora i contribuenti in questa condizione passeranno da 80mila a 95mila unità. «Un effetto del risparmio sui costi di gestione dei consorzi, ridotti di numero, ma anche del fatto che ci saranno altri contribuenti che pagheranno di più. E se l’aumento sia oggettivamente giusto, lo potremo dire solo quando gli interventi saranno davvero realizzati».

 

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