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Archivio della Categoria 'Comunicati stampa'

Decreto semplificazioni: tagliate 330 leggi inutili e certificati lampo

lunedì 30 gennaio 2012

Il consiglio dei ministri ha approvato il decreto semplificazioni con qualche novità rispetto alle bozze circolate ed escludendo la contestata norma sul valore della laurea nei concorsi pubblici.
Il provvedimento applica il taglio di 330 leggi inutili, determina risparmi per 1,3 miliardi per le imprese sugli appalti, consente rinnovi più facili per il permesso di soggiorno.
Ecco in sintesi alcune misure contenute nelle bozze circolate e nel comunicato del Consiglio dei ministri.

- TORNA SOCIAL CARD, DOTE 50 MLN: Torna la social card. Avrà una dotazione di 50 milioni.

- BONUS ASSUNZIONI SUD, PROROGA 1 ANNO: La misura viene prorogata al 2013.

- FARO INPS SU SPESA SOCIALE: La spesa per l’assistenza sociale verrà monitorata dall’Inps che invierà segnalazioni in caso di discordanza dei dati tra le prestazioni e l’Insee.

- GRAVIDANZA ANTICIPATA: Si semplifica la procedura per l’astensione anticipata dal lavoro in caso di gravidanze più complesse.

- PANE NO-STOP: Salta l’obbligo di chiusura domenicale per i panificatori.

- CARTA IDENTITÀ: La scadenza, per le nuove, è fissata al giorno del compleanno.

- CIRCOLAZIONE TIR: Viene eliminata la norma che prevedeva il divieto di circolazione nell’ eventuale o eventuali giorni precedenti o successivi ai giorni festivi.

- TITOLI STUDIO: Equiparazione dei titoli di studio per i concorsi pubblici.

- BOLLINO BLU: Il controllo sui gas di scarico dell’auto si farà solo con la revisione, non ogni anno.

- SPORTELLO TURISTA: Si promuove l’istituzione, con le locali camere di commercio di sportelli del turista.

- NUOVO CALENDARIO AGENDA DIGITALE: Entro due mesi saranno rivisti i tempi dell’Agenda digitale.

- RETI TERRITORIALI SCUOLE: Arrivano per le scuole le ‘retì territoriali. E l’iscrizione all’Università si farà solo via web così come le valutazioni per gli studenti.

- ‘PAREGGIÒ PER ONERI AMMINISTRATIVI: La pubblica amministrazione dovrà ‘pareggiarè gli oneri amministrativi: cioè il saldo tra oneri aggiunti e oneri eliminati dovrà essere pari a zero a fine anno.

- CONTRO LUNGAGGINI COMMISSARIO: Arriva un commissario ad hoc al quale il privato potrà rivolgersi in caso di lungaggini dell’amministrazione.

- CERTIFICATO UNICO PER DIVERSAMENTE ABILI: Un’unica certificazione per attestare lo status di diversamente abile ed aver diritto a tutte le agevolazioni.

- CAMBIO DI RESIDENZA: Si accorciano i tempi per il cambio di residenza.

- SOLO WEB PER COMUNICAZIONI: Le comunicazioni e le trasmissioni tra comuni di atti e di documenti saranno effettuate ‘esclusivamente in modalità telematicà.

- IMPRESE, PARTE SPERIMENTAZIONE: Si prevede un periodo di un anno per attivare percorsi sperimentali di semplificazione amministrativa per gli impianti produttivi e le iniziative ed attività delle imprese sul territorio, in ambiti delimitati e a partecipazione volontaria.

- CONTROLLI A IMPRESE SU WEB: Le amministrazioni dovranno pubblicare sul proprio sito e su www.impresainungiorno.gov.it la lista dei controlli a cui sono assoggettate le imprese.

- BALLI E TESTO UNICO PUBBLICA SICUREZZA: Le autorizzazioni di polizia dureranno 3 anni. Le feste da ballo pubbliche non dovranno chiedere autorizzazioni al questore.

- BANCA DATI CONTRATTI PUBBLICI: È istituita, presso l’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici la ‘Banca dati nazionale dei contratti pubblicì.

- APPALTI ‘SOLIDALÌ: Arriva la responsabilità solidale negli appalti tra datore di lavoro, appaltatore ed eventuali subappaltatori.

- DICHIARAZIONI PMI: Arriva la dichiarazione unica ambientale per le piccole e medie imprese.

- PER RICERCA ‘CAPOFILA: Le aziende coinvolte in un progetto di ricerca potranno individuare un ‘capofilà, una sorta di regista che rappresenta le imprese nei rapporti con la p.a.

- CESSIONE TERRENI SARÀ ANNUALE: La vendita dei terreni agricoli pubblici non sarà ‘una tantum’, ma annuale.

 

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Pubblicato nella sezione Politica e Società |

Ambientalisti uniti per fermare la riforma della legge sulle aree protette

domenica 29 gennaio 2012

La conservazione della natura «è il nostro unico interesse», le aree protette «non possono essere asservite agli interessi privati e locali, bisogna garantire le finalità di tutela proprie del governo dei parchi». Lo dicono – in un comunicato congiunto – il Fai, Italia Nostra, Lipu-BirdLife Italia, Mountain Wilderness e Wwf Italia in merito alle reazioni sul loro appello pubblicato nei giorni scorsi sui maggiori quotidiani nazionali contro la riforma della legge quadro sulle aree naturali protette (394 del ’91).
E allora, spiega il cartello di associazioni, sono almeno 4 i motivi del no alla riforma in discussione alla Commissione ambiente del Senato:
Verrebbero rivisti gli equilibri tra coloro che rappresentano, negli enti di gestione, interessi nazionali generali e chi rappresenta interessi particolari e privati. È quanto mai opportuno nel nostro Paese assicurare il rispetto di quella gerarchia di valori ribadita in più occasioni dalla Corte Costituzionale per la quale la tutela dell’ambiente dovrebbe prevalere sempre su qualunque interesse economico privato.
E’ piena d’insidie – dicono le 5 associazioni del no – la distinzione artificiosa che si vorrebbe introdurre tra attività venatoria e controllo della fauna selvatica, pur con la supervisione dell’Ispra, l’Istituto di ricerca del ministero dell’Ambiente. Si prevede di fatto un diretto coinvolgimento dei cacciatori nella gestione della fauna all’interno delle aree naturali protette.
Manca, come indispensabile premessa ad ogni ipotesi di riforma della Legge attuale, una seria analisi dei problemi nella gestione dei parchi in relazione al ruolo centrale che dovrebbero svolgere per la tutela della natura.
In assenza di una seria valutazione sullo stato delle nostre aree naturali protette, le proposte di riforma della Legge entrano esclusivamente nel merito delle rappresentanze negli Enti di gestione, delle procedure di nomina di Presidenti e Direttori, di possibili meccanismi di finanziamento attraverso royalty che rischiano di determinare pesanti condizionamenti.

fonte: sole24ore.it

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Se per assistere un parente si rischia di perdere il posto di lavoro

domenica 29 gennaio 2012

Sono le famiglie, e soprattutto le donne, a sostenere la gran parte delle attività di supporto ai pazienti oncologici: assistenza in casa, accompagnamento, visite in ospedale. E, di questo impegno, pagano le conseguenze (ancora molto sottovalutate), sia sul lavoro che sulla propria salute. L’impatto del tumore sulla vita non solo del malato ma anche di chi si prende cura di lui, i cosiddetti caregivers, emerge chiaramente dall’indagine del Censis «Ad alta voce, i bisogni e le aspettative dei malati di cancro e delle famiglie», condotta in collaborazione con la Federazione italiana delle Associazioni del Volontariato Oncologico-Favo (con il sostegno di Roche), su un campione di oltre mille pazienti oncologici e di 700 caregivers.
Secondo gli esiti della ricerca, nella maggioranza dei casi (56%)sono le donne (mogli, figlie, sorelle, altre parenti e persino amiche) il primo riferimento dei malati per risolvere le tante esigenze e criticità che la malattia mette all’ordine del giorno. Oltre la metà dei caregivers sono coniugi o conviventi; in un caso su tre hanno più di 60 anni e in uno su quattro hanno un’età tra i 40 e i 59. «Soprattutto, — dice Francesco De Lorenzo, presidente Favo — più della metà di queste persone ha un lavoro al momento della diagnosi di cancro del loro parente, ma finiscono in prima linea nell’assistenza, giorno e notte, con un’impennata delle assenze lavorative e uno stress enorme che mette a dura prova la loro condizione fisica e psicologica». Il 29% degli intervistati dichiara infatti di avere riscontrato impatti negativi sulla propria salute, come stati di ansia, tristezza e alterazioni del sonno. Un mix esplosivo: oltre il 59% dei familiari di malati di tumore deve a sua volta assumere farmaci, poco più del 29% ha bisogno di rivolgersi a specialisti, il 4% ha subìto ricoveri.
Familiari e malati vanno incontro a peggioramenti in ufficio e sul conto in banca: l’8% dei caregivers ha una diminuzione di reddito (in media del 30%), il 5,5% perde il posto, il 2% chiede di andare in pensione. Le spese, invece, aumentano, pesando sul bilancio di casa. «Esistono precise leggi a tutela dei lavoratori malati e dei loro familiari, — ricorda l’avvocato Elisabetta Iannelli, presidente di Aimac, associazione di malati da anni impegnata a sollecitare norme a garanzia dei diritti di chi deve fare i conti con il cancro — ma troppo spesso gli interessati stessi non ne sono informati. Ci sono norme che prevedono, ad esempio, il passaggio al part time, avvicinamenti di sede, permessi e congedi straordinari che consentono di mantenere la retribuzione e di riuscire ad affrontare con un po’ più di serenità le fasi critiche della malattia». Manca invece completamente una prassi aziendale “standard” che agevoli la gestione di questi casi in ufficio. «Le storie che malati e caregivers raccontano parlano spesso di sofferenze e pregiudizi subìti in ambito professionale — dice Lucia Giudetti Quarta, presidente della Fondazione Giancarlo Quarta Onlus, che indaga da tempo sulle problematiche aziendali nella gestione dei malati critici e di chi li accudisce —. Avrebbero invece bisogno di poter parlare apertamente con i “capi” dei problemi legati alla malattia e delle loro necessità. Basterebbero un colloquio iniziale e verifiche successive per valutare la situazione insieme e decidere come organizzare turni e prestazioni, con maggiore tranquillità per tutti».

Vera Martinella
fonte: corriere.it

 

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Bollo auto ancora più caro se si paga online o con il Bancomat Adico: «Sistemi non al passo con i tempi e scarsa trasparenza»

sabato 28 gennaio 2012

Decine di segnalazioni di utenti che hanno pagato di più in tabaccheria per aver usato il Bancomat: «Se non si avvisa prima è un illecito». Il metodo più caro? Il sito della Regione.
Costi dell’Rc auto che aumentano a ogni rata, prezzo della benzina alle stelle, e ora ci si mette anche il bollo annuale. Che la quattro ruote sia per gli italiani sempre più un lusso e meno un diritto è ormai un’amara consapevolezza: ma quando ci si mette anche la scarsa trasparenza, ecco che i consumatori non ci vedono più. E a finire sotto accusa sono proprio le commissioni legate al bollo auto. Decine le segnalazioni arrivate in questi giorni ad Adico Associazione Difesa Consumatori: da una parte per le commissioni applicate dai soggetti che riscuotono l’imposta, dall’altra per il sovrapprezzo che chi usa il Bancomat spesso scopre di aver pagato solo dallo scontrino finale. In altre parole, è sempre più vantaggioso pagare il bollo dal tabaccaio sotto casa o, avendolo, tramite un conto Banco Posta, mentre Aci e sito della Regione Veneto risultano di gran lunga più cari. E meglio farlo in contanti, perché a esibire il Bancomat ci si rimette di media 1 euro ulteriore.
Su questo punto in particolare si sofferma l’Adico. «Nel 2012, quando tutti, Governo in primis, scoraggiano per ragioni di tutela fiscale l’uso dei contanti e spingono la moneta elettronica, ecco che ancora si incappa in esercenti che applicano sovrapprezzi per chi paga con il Bancomat. Di per sé è purtroppo un loro diritto, visto che le commissioni imposte dai circuiti bancari sono ancora alte rispetto alla media europea – commenta il presidente di Adico Associazione Difesa Consumatori Carlo Garofolini – ma ci si trova davanti a un illecito se tale aggravio non è comunicato prima del pagamento: a voce o ancora meglio con un avviso messo per iscritto e ben visibile». E sono ancora moltissimi i casi in cui questo non avviene, anche quando il pagamento riguarda il bollo auto. Come segnala ad Adico M.N., di Mestre: «L’altro giorno ho pagato il bollo auto in tabaccheria con il Bancomat e sulla ricevuta trovo scritto 305,30 di tassa, 1,87 euro di diritti e in più mi addebitano 1 euro per il pagamento con il Bancomat. Non sembra assurdo che lo Stato ci chieda di non pagare con i contanti e poi ci ritroviamo costretti a subire tasse su tasse?».
Altro discorso, le commissioni applicate dal soggetto che riscuote il bollo auto, diverse a seconda che si paghi in un’agenzia di pratiche auto convenzionate (tra cui l’Aci), da un tabaccaio, in un ufficio postale, o per via telematica attraverso il sito delle Poste o tramite quello della Regione. La brutta notizia è che il sistema più comodo per i consumatori “informatizzati” è anche il più caro: si tratta del pagamento tramite carta di credito sull’Infobollo della Regione, con una commissione pari all’1,5% dell’importo della tassa (ma – si precisa – “è il costo imposto dal circuito interbancario e non viene incassata dalla Regione”). Per chi ama usare Internet per i pagamenti resta la possibilità del sito www.poste.it con 1 euro di commissione: ma è riservata ai correntisti BancoPosta. Tutti gli altri consumatori devono mettere il cappotto e uscire di casa: e oltre a far bene alla salute avranno anche un beneficio per il portafogli, visto che sia pagando all’Aci che in tabaccheria la commissione è d i 1,87 euro, sempre meno della percentuale imposta dalla Regione. Ancora meglio usare il modulo delle Poste, con commissione fissa di 1 euro.
«Consigliamo quindi ai consumatori che ancora non avessero pagato il bollo auto di evitare il sito della Regione Veneto preferendo i più tradizionali tabaccai o sportelli dell’Aci – suggerisce quindi il presidente Garofolini – c’è infatti da sottolineare come una commissione variabile in misura percentuale sull’importo del bollo, che di fatto è una tassa, sia per lo meno opinabile. Meglio un importo fisso per tutti. Detto questo, speriamo che l’abbassamento delle commissioni dei circuiti interbancari promesso dal Governo Monti arrivi prima possibile e consenta ai consumatori il pieno esercizio del loro diritto a usare carte di credito comodamente da casa, mentre oggi di fatto lo si tratta come fosse un lusso».

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Pubblicato nella sezione Economia |

Liberalizzazioni: medico indicherà farmaci non sostituibili

sabato 28 gennaio 2012

Rispettata l’autonomia del medico e garantita allo stesso tempo la possibilità di risparmio per i cittadini nell’acquisto dei farmaci. Nel testo definitivo del decreto, pubblicato ieri sera in Gazzetta Ufficiale, è stato modificato il comma sulla prescrizione dei medicinali, rispetto a quanto risultava in bozza. Ora prevede che il medico ”e’ tenuto, sulla base della sua specifica competenza professionale, ad informare il paziente dell’eventuale presenza in commercio di medicinali aventi uguale composizione in principi attivi, nonchè’ forma farmaceutica, via di somministrazione, modalità di rilascio e dosaggio unitario uguali” specificando nella ricetta se il farmaco prescritto è ”sostituibile con equivalente generico”, oppure ” ‘non sostituibile’, nei casi in cui sussistano specifiche motivazioni cliniche contrarie”. Il farmacista, poi, laddove non ci sia l’indicazione della ‘non sostituibilità ‘, dovrà ”fornire il medicinale equivalente generico avente il prezzo più basso”, a meno che non sia ”il cliente” a fare richiesta del medicinale ‘griffato’.
Invariate le altre disposizioni, dal quorum abbassato a 3mila abitanti al concorso straordinario, alla possibilità di ampliare gli orari di apertura oltre i turni e di fare sconti su tutti i farmaci pagati direttamente dai cittadini.

fonte: ansa.it

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Pubblicato nella sezione Liberalizzazioni |

Decreto semplificazioni, venerdì il varo. «Certificati on line in tempo reale»

venerdì 27 gennaio 2012

«Lo scambio dei dati tra le amministrazioni per via telematica consentirà di avere in tempi reali alcuni importanti atti: dal cambio di residenza alle trascrizioni degli atti di stato civile, come il matrimonio e la nascita»: lo ha detto ieri il ministro per la Funzione pubblica, Filippo Patroni Griffi, annunciando una delle principali novità contenute nel decreto semplificazioni che il Consiglio dei ministri di venerdì mattina è chiamato a varare. «La vera novità è che si potranno fare molti più documenti on line – dice il ministro – Le anagrafi si connetteranno tra di loro on line e si “parleranno” tra di loro. I documenti avranno effetto immediato».

Patenti, disabili e imprese. Novità anche per la patente di guida, il cui rinnovo sarà più facile. Non solo: «Le persone con disabilità – ha spiegato – potranno ottenere con un unico certificato medico tutte le varie agevolazioni». Mentre per le imprese sono in arrivo varie misure che riguardano molti settori, dall’agricoltura al lavoro. «Ci saranno semplificazioni in materia di gare di appalto – ha affermato ancora Patroni Griffi – Le imprese non dovranno più, per ogni gara a cui partecipano, preparare una loro documentazione perché saranno le stazioni appaltanti direttamente a poter consultare una banca dati che contiene tutte le notizie che le riguardano».

Campagna d’informazione. Per far conoscere ai cittadini i loro diritti sarà avviata una campagna d’informazione a tutto campo. «Si è fatta molta semplificazione anche in passato, ma spesso i cittadini non conoscono i loro diritti e come utilizzare la semplificazione, che molte volte è superiore a quanto la gente percepisce realmente».

«Non abbasseremo i livelli di sicurezza». Patroni Griffi manda anche un messaggio rassicurante alla Fipe (federazione pubblici esercizi), secondo cui c’è il rischio di infiltrazioni criminali che potrebbero approfittare delle semplificazioni per l’apertura di locali da ballo: «Approfondiremo sicuramente anche con il ministero degli Interni tutti i profili per garantire la sicurezza – ha detto – Credo che la semplificazione possa essenzialmente servire per rendere più veloci le attività economiche e che ciò non significa un abbassamento dei livelli di sicurezza».

Passera: il decreto renderà la vita più facile, l’Italia tornerà ad essere un Paese normale. «Il dl semplificazioni cha andrà domani all’esame del Cdm è un primo pacchetto significativo che servirà all’Italia per tornare a essere un Paese normale in grado di competere e confrontarci con i nostri competitors più alti, che sono gli altri Paesi europei – ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera – Si tratta di una prima raccolta importante di suggerimenti venuti dalle imprese, per rendere la vita più facile a chi fa azienda, ai cittadini e ai consumatori. Tutti i ministeri hanno dato un contributo molto importante. Un capitolo del pacchetto semplificazioni dedicato a scuola, università e ricerca. Servirà a sburocratizzare e spero che attraverso questa azione potremo diventare un paese normale in grado di competere e confrontarci con i nostri competitors più alti che sono gli altri Paesi europei».

Fonte: il messagero.it

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Pubblicato nella sezione Informazione |

Ticket in base al reddito, riduzione per le esenzioni

venerdì 27 gennaio 2012

La sanità riparte da più ticket e meno esenzioni. Con ticket differenziati a seconda del reddito Isee (anche mobiliare e immobiliare) delle famiglie, uniformi in tutta Italia. Ma pagando di più al crescere della tariffa della prestazione sanitaria ricevuta, siano farmaci o visite ed esami specialistici. Limitando le esenzioni per patologia o invalidità alle situazioni più gravi e complesse. Aumentando da 65 a 70 anni l’esenzione per età, e abbassando la soglia di 30mila euro lordi l’anno dell’esenzione per reddito. Ma avrà nuovi ticket sui dispositivi medici, dai prodotti per i diabetici ai pannoloni, dall’ossigeno terapeutico agli alimenti per i celiaci, sempre salvaguardando i redditi più bassi. E ancora: darà un addio graduale a 212 piccoli ospedali con meno di 120 posti letto, da riconvertire in strutture per l’assistenza sul territorio; vedrà la riforma delle cure primarie di medici di famiglia e pediatri, la revisione della mobilità dei pazienti da una regione all’altra e della libera professione dei medici, nuove regole sui piani di rientro nelle regioni in disavanzo.
Eccola la prima ossatura del «Patto per la salute 2013-2015» secondo le Fregioni. Una proposta (si veda www.24oresanita.com) che sarà discussa al prossimo incontro col Governo in una trattativa da concludere entro aprile, altrimenti palazzo Chigi (anzitutto Salute ed Economia) farà da sé. Oggi i governatori dedicheranno un vertice «straordinario» alla partita più calda per loro, la spesa sanitaria che vale in media più del 74% dei conti locali. La voglia dei governatori di non perdere tempo c’è tutta, con l’eccezione delle due Regioni a trazione leghista (Veneto e Piemonte).
Tanto delicata, la partita della sanità, che il documento delle regioni parte proprio dai nodi del fabbisogno e degli investimenti. Mettendo in chiaro che il finanziamento decrescente della spesa per la salute, dopo i tagli della manovra estiva, semina pesanti dubbi sulla tenuta dei livelli di assistenza (i Lea), che giocoforza saranno rivisti. Secondo le regioni dal 2012 al 2014 mancheranno all’appello oltre 9 miliardi. Mentre stimano che per il 2015, ultimo anno del «Patto», il fabbisogno sarà di 121,54 miliardi, 11,75 miliardi più (circa il 10%) del 2012.
La partita sui ticket sarà quella dall’impatto sociale più delicato e pesante per gli italiani. Per il momento le regioni non parlano di compartecipazioni sui ricoveri e neppure della “tassa sui cibi spazzatura” (junk food) per finanziare la costruzione di nuovi ospedali, che però piace a parecchi governatori.
Sui ticket l’obiettivo è di reimpostare «in modo unitario» l’intera struttura delle compartecipazioni su farmaci e specialistica. Secondo queste direttrici: ticket differenziati per situazione economica e crescenti «al crescere della tariffa, ma con incidenza decrescente fino a un tetto massimo per ricetta»; esenzioni diverse per patologia o invalidità limitate «alle situazioni caratterizzate da maggiore severità e complessità»; aumento a 70 anni dell’esenzione per età e riduzione dell’attuale tetto di 30mila euro lordi annui delle esenzioni per reddito. Un’alternativa al taglio delle esenzioni per patologia è di introdurre un tetto annuale massimo al ticket differenziato per situazione economica, con l’obiettivo di garantire maggiormente i casi più gravi. Per la specialistica ci sono ipotesi più dettagliate in altri documenti tecnici, che ipotizzano anche 4 fasce di reddito. Per la socialistica: abolizione del superticket da 10 euro, aumento dell’attuale franchigia (36,15 euro) differenziandola per reddito ed età, regressione della quota nelle esenzioni per patologia, creazione di “pacchetti di prestazioni”. Mentre per i farmaci si ipotizzano ticket legati al prezzo delle singole confezioni, sempre a seconda del reddito e dell’età, con regressione nelle esenzioni per patologia e il mantenimento del sistema di pagamento (prezzo di riferimento) tra generici e farmaci di marca.
Il nodo dell’equità dei ticket andrà sciolto, afferma il documento delle Regioni, superando il criterio cardine attuale del reddito. La stella polare dovrà essere «un criterio che individui la situazione economica degli assistiti» grazie all’Isee, ma con alcune modifiche che definiscano un indicatore più adatto» al suo specifico impiego ai ticket sanitari. In questo senso, si fa esplicito riferimento al «sanitometro» in cantiere nel 1998-99 fondato su un Isee modificato con detrazioni specifiche, ad esempio, per gli ultra 65enni, i bambini fino a 6 anni e i nuclei familiari che includono «persone fragili». Ma tutto questo, evidentemente, andrà costruito nei prossimi due mesi.

Roberto Turno
fonte: sole24ore.it

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Pubblicato nella sezione Previdenza e Lavoro |

Istat: divario salario-prezzi al record dal ’95. Le retribuzioni del 2011 ai minimi da 12 anni

giovedì 26 gennaio 2012

Divario retribuzioni-prezzi ai massimi da 17 anni e stipendi ai minimi degli ultimi 12. Lo rileva l’Istat nei dati dicembre . A dicembre la forbice tra l’aumento delle retribuzioni contrattuali orarie (+1,4%) e il livello d’inflazione (+3,3%), su base annua, ha toccato una differenza pari a 1,9 punti percentuali: si tratta del divario più alto dall’agosto del 1995. Le retribuzioni contrattuali orarie a dicembre restano ferme su novembre mentre aumentano dell’1,4% su base annua, dice ancora l’Istat aggiungendo che il valore tendenziale è il più basso dal marzo del 1999.

I SETTORI - Rispetto al 2010, quando la crescita delle retribuzioni contrattuali orarie si era attestata al 2,2%, la frenata registrata nel 2011 è forte. Guardando ai diversi settori, aumenti significativamente superiori alla media si registrano per i comparti ‘militari-difesà (3,3%), forze dell’ordine (3,1%), gomma, plastica e lavorazioni minerali non metallifero (3,0%). Mentre le variazioni più contenute interessano ministeri e scuola (per entrambi l’aumento è dello 0,2%), regioni e autonomie locali e servizio sanitario nazionale (0,3% in ambedue i casi).

CONTRATTI : IN 4 MILIONI ATTENDONO IL RINNOVO - A dicembre 2011 risultano in attesa di rinnovo 30 accordi contrattuali, di cui 16 appartenenti alla pubblica amministrazione, relativi a 4,1 milioni di dipendenti (circa 3 milioni nel pubblico impiego). La quota di dipendenti che aspettano il rinnovo è pari al 31,4%.

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Pubblicato nella sezione Economia |

Napolitano: “Lavoro, non sia un privilegio. Ricerca e innovazione per il made in Italy”

giovedì 26 gennaio 2012

Il lavoro non deve essere un privilegio ma una normale condizione, soprattutto per i giovani. Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione della consegna dei premi Leonardo 2011, riprendendo le parole di una giovane premiata poco prima. Davanti alla platea di imprenditori distintisi nel “made in Italy” riunita al Quirinale, Federica Giorgi, dipendente di Gucci, si era definita “privilegiata” perché ha un lavoro. “Spero che la signora Giorgi non si senta più una privilegiata perché ha un lavoro. Questo è l’augurio che rivolgo a tutti i giovani”, l’auspicio del capo dello Stato.
Allargando il discorso al sistema Italia, Napolitano è tornato a battere su due tasti: “Ricerca e innovazione”, fattori vitali per la ripresa economica italiana. “Insieme all’affinamento della qualità dei nostri prodotti, credo nell’importanza dell’innovazione tecnologica e della ricerca come chiave di volta affinché l’Italia non perda posizioni, ma ne guadagni ancora, nella competizione mondiale”.
Il vantaggio competitivo delle imprese italiane nel mondo è da sempre la cura dei dettagli e la qualità della manifattura. Per questo, in conclusione Napolitano ha voluto sottolineare anche l’importanza del lavoro artigianale, il “lavoro fatto con le mani”. “Ho molto apprezzato – le parole del capo dello Stato – il richiamo fatto (nel corso degli interventi, ndr) all’importanza vitale e attuale dell’artigianato e del lavoro manuale, che però si possa avvalere di antiche sapienze e nuove tecniche”.
Dal Quirinale giunge anche l’apprezzamento per la decisione della Provincia di Pesaro Urbino di conferire simbolicamente la cittadinanza onoraria ai nati da genitori stranieri nel territorio. “Si tratta di un’iniziativa di grande valore simbolico”, scrive al presidente della Provincia Matteo Ricci la consulente della Presidenza della Repubblica per i problemi della coesione sociale, Giovanna Zincone. “C’è da augurarsi che questo esempio possa essere seguito anche da altre realtà territoriali”. “E’ auspicabile – continua il messaggio – che la cittadinanza onoraria sia la premessa all’effettivo riconoscimento della cittadinanza italiana a quanti nascono nel nostro Paese da genitori stabilmente residenti”.
Il 24 novembre scorso Ricci aveva inviato una lettera al capo dello Stato preannunciando l’iniziativa per i primi mesi del 2102. Un atto simbolico, aveva detto, ma dalla “forte caratura sociale e culturale. Perché chi nasce in Italia è italiano ed è ora di prenderne atto”. La risposta del Quirinale è arrivata in Provincia il 19 gennaio ed è stata resa nota oggi. Proprio ieri il tema dello ‘ius soli’ è tornato di attualità, con le polemiche per le affermazioni di Beppe Grillo 2 sul fatto che concedere la cittadinanza a figli di immigrati che ne sono privi, a suo avviso, sarebbe “senza senso” salvo “distrarre gli italiani dai problemi reali, per trasformarli in tifosi” pro o contro.

Fonte: la repubblica.it

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Pubblicato nella sezione Politica e Società |

Loghi e suonerie in abbonamento: attenti alla truffa

mercoledì 25 gennaio 2012

Suonerie, loghi e giochi in tv o sul web il primo è gratis poi scatta la truffa e il cellulare resta senza credito. Allora inizia il tentativo di contattare il gestore del servizio per disdire l’abbonamento, ma… nulla! Ogni settimana 7 euro in meno sulla scheda. Come fare allora? A chi rivolgersi e come tutelarsi? Alcuni operatori commerciali infatti in maniera del tutto scorretta e contraria alla tutela del consumatore propongono l’acquisto di loghi, suonerie e altri strumenti senza esporre chiaramente i termini dell’abbonamento che si sta sottoscrivendo.

La pubblicità in televisione

Quante volte è capitato di vedere in televisione delle pubblicità contenenti l’invito ad inviare un sms gratuitamente al numero in sovraimpressione per ricevere in regalo una suoneria o di partecipare a un quiz televisivo telefonando, con la promessa di ricevere dei premi allettanti (telefonini di ultima generazione, lcd, pc, ecc.) per poi scoprirsi abbonati ad un servizio mai richiesto? Il meccanismo dell’abbonamento a luoghi e suonerie è incredibilmente diffuso e ne è dimostrazione il sempre più crescente numero di utenti che attirati dalle pubblicità in questione mandano il famoso sms di conferma pensando di ricevere un regalo. Il fenomeno è prettamente diffuso tra i ragazzi, soprattutto perché i contenuti sono a volte particolarmente simpatici e rivolti ad una fascia di età molto bassa. Le conseguenze di questo acquisto si possono immaginare: in virtù del principio che nessuno ti regala niente ci si ritrova a ricevere settimanalmente suonerie, loghi, sfondi, pagandoli molto salati! Infatti il ricevimento di uno di questi contenuti settimanali può costare anche 6 o 7 euro alla volta e nel giro di poco il credito telefonico viene prosciugato. Le pubblicità in questione sono congegnate in modo che raramente un utente possa rendersi conto dell’effettivo costo che va ad affrontare: infatti le informazioni sui costi si trovano regolarmente sotto la descrizione in caratteri piccoli e con un sistema di scorrimento che non permette la perfetta comprensione delle stesse. La stessa truffa viene perpetrata attraverso alcuni quiz televisivi, con i quali a fronte di quesiti molto semplici e premi allettanti, vengono venduti “sottobanco” abbonamenti a suonerie e servizi web mai richiesti.

 La pubblicità su internet

La truffa chiaramente corre anche sul web. A volte basta cliccare su un link che promette falsamente di fare vincere una suoneria o una ricarica perché scatti l’inganno attraverso dialer, programmi che fanno pagare molto cara la connessione. Lo stesso dicasi per i contenuti scaricati direttamente sul cellulare, dove i costi aumentano di parecchio per via del tempo necessario al download e spesso anche per le dimensioni dei contenuti stessi.

Come tutelarsi

La prima cosa da fare è collegarsi al sito web da cui parte il messaggio promozionale per cercare un riferimento telefonico o una mail tesa a richiedere la disattivazione. Qualora ciò non sia agevole, perché ad esempio un riferimento non c’è, è estremamente utile rivolgersi al Garante per la Concorrenza e il Mercato sul sito www.agcm.it, ove dal 2007 è attivo il numero verde 800.166.661 creato appositamente per segnalare questi abusi. L’autorità sentito il professionista erogante il servizio potrà disporre controlli, richiedere prove e se del caso disporre, in attesa di giudizio la sospensione della pubblicità nei casi più gravi. Aggiungasi che attualmente il Garante sta esaminando una di queste denunce concernenti un operatore molto pubblicizzato per l’invio di suonerie e sfondi. Con la sentenza n. 14879 del 3 giugno 2010, il Tar del Lazio si è pronunciato in merito al ricorso inoltrato contro una trasmissione televisiva che invitava i telespettatori a partecipare ad un quiz, incentivandoli a chiamare ad un numero che aveva di base una tariffa molto superiore ai normali costi telefonici, con cui in realtà gli stessi, ingenuamente acquistavano a caro prezzo suonerie per cellulari. Il Tar ha decretato questa “pubblicità ingannevole”, applicando oltre ai principi comunitari della libera circolazione nel mercato di prestazioni e servizi, anche le norme del codice del Consumo che impongono che la pubblicità in generale sia chiara e percepibile dall’utente, di modo che lo stesso possa immediatamente rendersi conto dell’offerta proposta. La raccomandazione pertanto è la seguente: diffidare dalle pubblicità che con messaggi particolarmente vistosi, propongono regali, suonerie, ricariche, contenuti e verificare sempre, leggendo ogni parte del messaggio pubblicitario, che tipo di offerta si va a sottoscrivere. Il la maggior parte delle volte si tratta di servizio in abbonamento. Gli operatori più onesti lo diranno chiaramente, altri lo celeranno con tecniche visive e pubblicitarie molto efficaci. Infine verificare sempre che, nelle condizioni riportate sia garantita la possibilità di disattivare immediatamente il servizio. Di solito si richiederà di mandare un sms in proposito.

Avv. Carla Trombetta
Fonte: contralegem.it

 

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Pubblicato nella sezione Frodi e giustizia |

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