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Archivio della Categoria 'Soldi e Fisco'

Nuovo redditometro e controlli di massa. Ecco le 8 armi contro l’evasione fiscale

mercoledì 1 febbraio 2012

Otto bazooka da schierare in campo nella campagna di primavera contro gli evasori fiscali. Attilio Befera, direttore generale della Agenzia delle entrate, il braccio operativo dello Stato nella lotta all’evasione, ha varcato ieri 1le soglie del Parlamento per spiegare alla Commissione Finanze della Camera le proprie strategie.
Nel proprio arsenale c’è un redditometro potenziato, la nuova mega-banca dati dei movimenti bancari, il tutoraggio per chi ha più di 100 milioni di fatturato, l’accertamento esecutivo di Equitalia, la richiesta di 1.440 assunzioni di 007 fiscali, lo spesometro che traccia chi spende più di 3.600 euro, la limitazione dell’uso del contante a 1.000 euro.
E un piano per continuare la politica dei blitz contro il far west dello scontrino fiscale e i nemici delle tasse. Nel carniere già risultati positivi: lo scorso anno sono stati recuperati 11,5 miliardi con 2 milioni di controlli.

Il redditometro
Usate cento voci di spese per ricostruire l’imponibile

Entro giugno scatta il nuovo redditometro, ovvero il meccanismo messo a punto dall’Agenzia delle Entrate per confrontare i redditi dichiarati dai contribuenti con l’effettivo tenore di vita misurato attraverso le spese sostenute. Dopo una analisi, che ha raggiunto 22 milioni di famiglie e 50 milioni di soggetti, divisi in undici tipologie, è stato messo a punto un meccanismo che si impernia su 100 voci di spesa. Le voci sono state suddivise in 7 macrocategorie: casa, mezzi di trasporto, assicurazioni, istruzione, attività ricreative, investimenti ed altre spese. In pratica tra le operazioni sotto controllo vengono inserite il possesso di barche, auto di grossa cilindrata, cavalli da corsa, ma anche viaggi di un certo livello e visite ai centri spa; segnalazioni anche per chi manda i figli alla scuola privata o fa una assicurazione sulla vita. Ogni consumo ha un peso ponderato statisticamente che, attraverso un algoritmo, si trasforma in reddito presunto. Chi mostrerà una differenza di almeno il 10 per cento tra il reddito dichiarato e quello effettivo sarà sottoposto all’accertamento fiscale.

La banca dati
Nel cervellone di Serpico 40 milioni di depositi

Lo chiamano, con felici espressioni, Serpico o Grande Fratello. E’ il bazooka impugnato dal direttore generale dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera. A costruirlo è stato il decreto “Salva-Italia” confezionato dal premier Mario Monti. La norma è rivoluzionaria perché dispone che banche, operatori finanziari e assicurazioni, debbano riversare nei computer dell’Anagrafe tributaria, oltre ai dati identificativi del rapporto, anche i saldi e i movimenti, con l’evidenza del dare e dell’avere. Si tratta di 400 milioni di dati che fanno capo a 40 milioni conti correnti. Fino ad oggi se l’Agenzia voleva conoscere le coordinate bancarie di un sospetto evasore doveva interpellare l’intero sistema bancario e, una volta conosciuti i rapporti, chiedere i movimenti. Dalle prossime settimana – Befera ieri ha annunciato che il provvedimento applicativo è imminente – i dati cominceranno ad affluire alla Sogei, la società che gestisce il cervellone e i funzionari dell’Agenzia con un click potranno far scattare i controlli.

Ipoteche e pignoramenti
Equitalia sempre più in trincea con l’accertamento esecutivo

L’accertamento esecutivo entra a regime. E’ entrato in vigore dal primo ottobre scorso, ma da quest’anno i controlli del fisco si concentreranno sulle dichiarazioni dei redditi del 2007-2008. L’accertamento esecutivo, affidato ad Equitalia, è un istituto che serve per incassare le imposte non dichiarate (dall’Iva, all’Irpef all’Irap). L’atto di contestazione, inviato dal fisco, diventa esecutivo dopo 30 giorni ed entro i successivi 30 giorni viene affidato ad Equitalia. A questo punto per 180 giorni Equitalia non può procedere all’esecuzione forzata (pignoramenti ed espropriazioni), ma può far scattare ipoteche e fermi amministrativi. E non è poco. Befera ieri ha ricordato che ci sono stati oltre 250 atti intimidatori contro Equitalia, di cui 70 a gennaio e ha denunciato l’effetto avuto sui dipendenti: “demotivazione e paura” con riflessi anche sui “risultati”.

Il tutoraggio
Un angelo custode nelle imprese con giri d’affari oltre 100 milioni

Per i grandi contribuenti scatta il tutoraggio. Per tutti coloro che hanno un volume di affari superiore a 100 milioni, l’Agenzia delle entrate, attraverso le sue sedi regionali, diventerà una sorta di “angelo custode”. L’obiettivo dell’Agenzia è quello di intensificare il numero dei “grandi contribuenti” sotto stretto controllo incrociato: passeranno dai 2.000 del 2011 ai 3.100 del 2012. Si lavora dunque per instaurare con i “grandi contribuenti”, che rappresentano un segmento strategico nell’economia nazionale, un rapporto di mutua collaborazione per favorirne l’adempimento spontaneo. Il controllo – si spiega – assume la natura di “servizio” a beneficio della collettività e, soprattutto, della platea di quei “grandi contribuenti” che si attengono alle norme e per i quali l’evasione o l’elusione perpetrata dai propri concorrenti rappresenta, in ultima analisi, una forma di concorrenza sleale.

La tracciabilità
La stretta sul contante è già legge. Obiettivo: stop agli scambi in nero

Tracciabilità, la più formidabile delle armi in mano all’Agenzia delle Entrate. Dal 6 dicembre scorso, nelle operazioni tra privati e nelle transazioni tra consumatori e imprese, non può essere utilizzato denaro contante se i pagamenti sono superiori o pari ai mille euro. La stessa limitazione si applica agli assegni, bancari o circolari, privi della clausola di non trasferibilità e senza indicazione del beneficiario. Entro il prossimo 31 marzo i libretti di deposito bancari, postali o al portatore, con saldo superiore a mille euro, devono essere estinti definitivamente o il loro saldo dovrà essere ridotto sotto i mille euro. Un meccanismo messo in opera per contrastare la circolazione di denaro in nero, frutto dell’economia sommersa, di attività criminali e dell’evasione fiscale.

 I blitz
Scontrini e ricevute ai raggi x: la campagna stile-Cortina prosegue

La campagna dei blitz non si arresta. Dopo quello di Capodanno a Cortina e quello della Movida milanese, si annunciano nuove e clamorose azioni dell’Agenzia delle entrate. Il metodo è semplice ed efficace e si affianca alle sofisticate azioni a base di statistiche e computer. Il funzionario dell’Agenzia si affianca alla cassiera dell’esercizio e le fa compagnia per l’intera giornata. Se il numero di scontrini risulta superiore a quello di una analoga giornata della settimana precedente, vuol dire che qualcosa non va. Così è stato nel week- end milanese quando è emerso un numero di scontrini del 44 per cento superiore a quello del sabato precedente. “Facciamo blitz separati con la Guardia di Finanza per aumentare la deterrenza”, ha detto ieri il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera durante una audizione in Parlamento.

 Gli 007
Deroga al blocco del turn over per assumere 1.440 ispettori in più

Più 007 per fare maggiori controlli. Per questo l’Agenzia delle entrate punta ad assumere 1.440 funzionari in più per portare avanti la lotta agli evasori fiscali. Nel 2011 sono stati fatti oltre due milioni di controlli, tra i quali, oltre 700 mila su imposte indirette, 1 milione sulle dichiarazioni dei redditi e 300 mila su materia di registro. Circa 11.500 controlli si sono avvalsi di indagini finanziarie. In tutto sono stati recuperati 11,5 miliardi. Per quest’anno, visti i nuovi strumenti a disposizione si attende una performance maggiore. “Il recupero dell’evasione è stato rafforzato rispetto agli anni precedenti facendo registrare un trend nettamente positivo”, ha detto Befera. Una attività imponente che necessita di un potenziamento anche delle risorse umane: Befera punta ad una deroga del blocco del turn over per dotare l’Agenzia di 1.440 assunzioni nei prossimi tre anni.

Lo spesometro
Il codice fiscale al rivenditore per acquisti sopra i 3600 euro

Scatta e va a regime lo spesometro (da non confondersi con il redditometro). Al fine di monitorare meglio l’evasione fiscale e le entrate dei cittadini, per ogni acquisto superiore a 3.600 euro, sarà obbligatorio fornire al venditore il proprio codice fiscale che a sua volta lo trasmetterà in via telematica all’Agenzia delle Entrate. Un controllo profondo, con lo scopo di verificare gli acquisti dei contribuenti confrontandoli con il loro reddito. I dati acquisiti confluiranno in un’apposita banca dati e, tramite incroci con le altre informazioni contenute nell’Anagrafe tributaria, consentiranno un’analisi del rischio finalizzata alla selezione dei soggetti da sottoporre a controllo fiscale. In particolare per le persone fisiche non titolari di partita Iva gli elementi acquisiti saranno posti a confronto, insieme agli altri elementi di maggiore capacità contributiva, con i redditi dichiarati.

di ROBERTO PETRINI
fonte:repubblica.it

 

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Pubblicato nella sezione Soldi e Fisco |

Multe, 30 giorni per il ricorso. La stretta in vigore da oggi

giovedì 6 ottobre 2011

Da oggi gli automobilisti avranno a disposizione solo 30 giorni, anziché 60, per presentare ricorso al giudice di pace contro le multe. Entra infatti in vigore il decreto legislativo che dispone il dimezzamento dei tempi a disposizione dei cittadini per opporsi, in sede di giudice di pace, alle multe ritenute illegittime.
La disposizione, secondo l’Adico, rappresenta “l’ennesima ingiustizia a carico dei tartassati automobilisti, che ora avranno sempre maggiori difficoltà a impugnare una multa”. Accorciare i tempi, afferma l’associazione dei consumatori, significa rendere ancora più difficile il ricorso: “Occorrono giorni – spiega il presidente dell’Adico, Carlo Garofolini – perché un principiante possa capire come si fa un ricorso e se esistono i presupposti per impugnare. Per non parlare dei tempi tecnici per avere la documentazione dai vigili, dalla foto dell’autovelox o della durata del giallo al semaforo”.
“Gli automobilisti – secondo la nota dell’Adico – sembrano letteralmente perseguitati dal governo Berlusconi”. “Questo governo  ha il record nella storia della Repubblica per il numero di provvedimenti presi contro gli automobilisti: aumento della accise, aumento dell’Iva e introduzione del contributo unificato per i ricorsi contro le multe, aumenti esponenziali delle multe, aumento delle tasse sulle polizze rc auto e dell’imposta provinciale di trascrizione”.

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Da oggi bollette del gas più care del 5,5%

sabato 1 ottobre 2011

Da oggi le bollette del gas saranno più care del 5,5% – denuncia l’Adico – mentre rimarranno invariate quelle della luce. E’ quanto emerge dall’aggiornamento trimestrale per le tariffe di energia elettrica e gas effettuato dall’Autorità per l’energia. A pesare sui rincari per il gas sono l’aumento del prezzo del greggio e l’incremento dell’Iva. Per una famiglia tipo la spesa rimane invariata per la luce elettrica mentre per il gas è stimato un incremento di 61 euro su base annua.
L’Authority spiega che sul gas pesano gli aumenti del petrolio (+20,8% in dollari nel periodo sul quale vengono calcolati gli aggiornamenti del gas) e della nuova Iva al 21%. Infatti, se l’aliquota fosse rimasta invariata, l’aumento sarebbe stato del 4,9%. Nessun incremento Iva, invece, sull`elettricità, per la quale rimane l`aliquota del 10%. Dal primo ottobre, il prezzo di riferimento dell`energia elettrica sarà 16,490 centesimi di euro per kilowattora, tasse incluse.
La spesa media annua della famiglia tipo sarà pari a 445 euro. I prezzi di riferimento del gas saranno di 84,07 centesimi di euro per metro cubo, con un aumento di 4,37 centesimi di euro per metro cubo, tasse incluse. Per il cliente tipo, se tali valori venissero confermati anche nella stagione invernale, ciò comporterebbe una spesa di circa 1.177 euro su base annua. Sul fronte dell`energia elettrica, il calo dei prezzi della materia prima (-0,5%) è stato annullato dall`ulteriore incremento degli incentivi alle fonti rinnovabili ed in particolare al fotovoltaico.

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Iva, Unico e ravvedimenti: le scadenze fiscali di settembre

lunedì 12 settembre 2011

Il settembre fiscale comincia sonnolento per concludersi con una serie di importanti appuntamenti. Il ritorno dalle vacanze sarà piuttosto soft per i cittadini contribuenti. Niente da segnalare fino al 15 del mese, quando però saranno solo i contribuenti Iva a dover sbrigare le consuete pratiche con il Fisco. Le date del 28 e 30 settembre interesseranno una platea altrettanto ampia: scadranno i termini per presentare il modello Unico 2011. Ma andiamo con ordine.

Iva. Il 15 del mese, come sempre, i commercianti al minuto – così come gli operatori della grande distribuzione che hanno optato per la trasmissione telematica dei corrispettivi – dovranno registrare ed emettere tutte le operazioni effettuate ad agosto. Si tratta solo di quelle operazioni per le quali è stato rilasciato scontrino o ricevuta fiscale.

Ancora entro il 15 bisognerà annotare in un unico documento tutte le fatture inferiori ai 300 euro emesse ad agosto. È necessario indicare il numero di fattura, l’imponibile complessivo e il totale dell’Iva complessiva distinto per aliquota.

Sempre i contribuenti Iva dovranno emettere e registrare tutte le fatture differite (cioè quelle non emesse subito dopo l’operazione) relative ai beni consegnati o spediti nel mese di agosto. L’Agenzia delle entrate consente anche la fattura riepilogativa per tutte le cessioni verso uno stesso soggetto.

Scade il 16 settembre, invece, il termine per pagare la settima rata dell’Iva con una maggiorazione dello 0,33% mensile. La misura riguarda solo chi ha scelto di pagare l’imposta a rate. Si può utilizzare l’F24 telematico.

Unico. Sono diversi gli appuntamenti che riguardano il modello Unico. Entro il 16, intanto, chi ha scelto il pagamento a rate effettuando il primo versamento entro il 16 giugno o il 16 luglio 2011 (a seconda della categoria contributiva) dovrà saldare la quarta rata delle imposte con gli interessi del 4% annuo. Si tratta del saldo dovuto per l’anno fiscale 2010 ma anche del primo acconto 2011. Per chi è a regime Iva si tratterà anche di saldare la quarta rata dell’imposta. Anche in questo caso sono previste maggiorazioni: dello 0,4% per mese o frazione di mese e interesse del 4% annuo.

Passando a Unico 2011, chi ha scelto il formato cartaceo dovrà presentare entro il 28 la dichiarazione dei redditi. Si tratta di un “richiamo”, visto che questa categoria di contribuenti avrebbe già dovuto fare tutto entro il 30 giugno. Il 30 settembre toccherà invece ai contribuenti obbligati alla presentazione telematica. Unico 2011 dovrà essere accompagnato, come sempre, dai moduli per l’assegnazione del cinque e dell’otto per mille.

Case. I proprietari di case in affitto che sono passati al regime di cedolare secca dovranno cerchiare in rosso la data del 16 settembre. È il giorno in cui scade il termine per versare la terza rata di acconto con la zavorra del 4% di interesse annuo e non solo: è prevista anche la maggiorazione dello 0,40% degli importi rateizzati. Chi ha scelto un regime diverso e si troverà a pagare non la terza ma la quarta rata sarà esente almeno da quest’ultimo gravame. Per questi cittadini ci sarà solo l’interesse annuale.

Chi paga l’Ici, la tassa sugli immobili, dovrà presentare la dichiarazione entro il 30 settembre. La scadenza riguarda solo chi ha scelto l’invio telematico, che sia obbligato o che l’abbia scelto di sua volontà. Vale la pena ricordare che la dichiarazione è necessaria solo se c’è qualche variazione degli immobili.

Ravvedimenti. Come ogni mese, il Fisco concede qualche opportunità ai contribuenti più distratti. A settembre, però, le finestre per il “ravvedimento” saranno due anziché una. La prima scade mercoledì 21 e riguarda coloro che non hanno regolarizzato (o lo hanno fatto solo in parte) i versamenti unitari di imposte e contributi entro il 22 agosto.

Il 30 settembre scade invece il cosiddetto ravvedimento lungo. Si potranno regolarizzare le imposte relative al 2010, non pagate o pagate solo in parte. La finestra riguarda i cittadini che – obbligati o per scelta – presentano la dichiarazione in via telematica.

Bollo auto. Come sempre, a fine mese scadono i bolli auto e moto sopra i 35 Kw di potenza. Il 30 settembre tocca a quelli con decorrenza fino al 31 agosto 2011. Per rinnovarli – e quindi pagare le tasse automobilistiche – si può andare alle Poste, all’Aci, nelle tabaccherie autorizzate o nelle agenzie di pratiche auto.

di Federico Formica

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Bonus bebè da restituire per ottomila famiglie e sanzione amministrativa da 3000 euro

martedì 26 luglio 2011

Sono ben ottomila le famiglie italiane che dovranno restituire il bonus bebè da mille euro ottenuto in seguito alla Finanziaria 2006 – fa sapere l’Adico – proprio in questi giorni infatti stanno arrivando le lettere dell’amministrazione che contestano l’incasso dell’assegno per aver autocertificato in maniera sbagliata il proprio reddito: «Si contesta alla Signoria Vostra – si legge nella missiva – di avere riscosso illecitamente il bonus bebè per avere sottoscritto e utilizzato un’autocertificazione mendace al fine di percepire la suddetta somma (…). Si comunica che di quanto sopra esposto, sarà fatta apposita segnalazione alla Procura della Repubblica».
Si tratta di un bonus che era stato introdotto dalla Finanziaria 2006 (legge 266/2005, articolo 1, commi 331-334) per ogni figlio nato o adottato nel 2005 o per ogni secondo o ulteriore figlio nato o adottato nel 2006. Un bonus annunciato da una lettera del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, inviata ai nuovi nati del 2005, con l’indicazione dell’ufficio postale presso cui i genitori avrebbero potuto riscuotere la somma.
La contestazione arriva dopo le verifiche dell’agenzia delle Entrate sul reddito del nucleo familiare indicato al momento della richiesta dell’assegno, cinque anni fa: la norma prevedeva, infatti, che per beneficiare dell’agevolazione, la famiglia del nuovo nato dovesse avere «un reddito complessivo» non superiore a 50mila euro.
Molte famiglie hanno commesso errori nell’autocertificazione dei requisiti; alcuni hanno indicato il reddito “netto”; altri hanno segnalato il reddito da lavoro dipendente senza considerare l’abitazione principale; altri ancora hanno incluso fra i componenti del nucleo anche familiari non a carico, che non rientrano nella composizione del nucleo fiscale (composto da familiari a carico e coniuge – non separato – del dichiarante). Così, l’amministrazione chiede ora la restituzione entro 30 giorni del bonus da mille euro ingiustamente incassato, e, nei casi in cui il giudice penale accerterà che c’è stata falsa autocertificazione, il versamento di 3mila euro (il triplo del beneficio ottenuto) come sanzione amministrativa.
Secondo Carlo Giovanardi, sottosegretario alla Presisdenza del Consiglio con delega alla famiglia, «su 550mila bambini nati nel 2005, le contestazioni sono 8mila». Intervistato da Radio 24, durante il programma «Salvadanaio», Giovanardi ha precisato che «chi ha ricevuto questa lettera con la richiesta di restituzione, ma pensa di aver avuto il diritto all’assegno, può farlo presente all’amministrazione. Se invece le condizioni di legge non ci sono, basterà restituire i mille euro ricevuti cinque anni fa, senza interessi». Quanto alla sanzione amministrativa da 3mila euro, Giovanardi precisa che «se la mancata restituzione e la contestazione sfociano a livello penale in una condanna, allora la sanzione dei 3mila euro può arrivare, ma sono casi limite».
«Dopo cinque anni dall’incasso del bonus bebè – fanno sapere i legali dell’Adico – gli utenti potrebbero invocare la prescrizione. In ogni caso, sarebbe necessaria una moratoria per avere il tempo di esaminare ogni contestazione, soprattutto nell’imminenza delle vacanze estive».

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Caro mattone: Venezia più cara, supera Roma e Milano. “Per i redditi medio – bassi 21 anni di stipendi per comprar casa”

sabato 23 luglio 2011

Venezia e’ la città italiana in cui il mattone costa più caro. A regalarle il gradino più alto del podio e’ l’osservatorio sul mercato immobiliare di Nomisma che ha preso in esame la congiuntura del settore, nel primo semestre 2011, nelle prime 13 grandi citta’ del paese.
Nel capoluogo veneto, la media ponderata (tra zone di pregio, centro, semicentro e periferia) per l’acquisto di una abitazione usata (ossia la maggior parte delle case comprate e vendute in Italia) e’ pari a 3.692 euro al metro quadro (in zona di pregio la cifra sale a 5.725 euro) mentre per un negozio la media ponderata e’ di 6.464 euro.
Dietro Venezia, sul podio salgono anche Roma con una media ponderata per abitazione pari a 3.519 euro al metro quadro (4.449 un negozio) e Milano con 3.445 euro al metro quadro (4.061 un negozio).
Scorrendo la lista della altre città prese in esame da Nomisma, Firenze si piazza quarta con una media ponderata pari a 2.963 euro al metro quadro per una abitazione e 3.442 per un negozio, seguita da Bologna (2.498 euro al metro quadro e 2.940), Bari (2.410 euro al metro quadro e 2.379), Napoli (2.119 euro al metro quadro e 3.313), Torino (1.932 euro al metro quadro e 2.089), Padova (1.847 euro al metro quadro e 2.760) Genova (1.832 euro al metro quadro e 2.451), Cagliari (1.726 euro al metro quadro e 2.187), Palermo (1.458 euro al metro quadro e 2.393) e Catania (1.415 euro al metro quadro e 2.031).
Quanto alle performance dei 13 maggiori mercati residenziali tra il 2006 e il 2011, l’indice realizzato da Nomisma, boccia Bologna, seguita da Torino e Padova mentre premia, quanto a dinamismo, Bari, seguita da Roma e Catania.

Beati i padri. Con tre anni di stipendio, quelli che guadagnavano bene, si potevano permettere di comprare casa. Chi aveva un reddito medio doveva mettere in fila cinque anni di buste paga per raggiungere lo stesso traguardo. E gli anni salivano a nove per chi guadagnava ancora meno. Era il 1965.
Sono trascorsi quarant’anni e i figli di quei padri, per mettere su casa, devono lavorare molto più a lungo e non è detto che riescano nell’impresa. I prezzi delle case si sono messi a correre e gli stipendi non gli sono stati dietro. La forbice, che già a metà degli anni Ottanta era alta, oggi è elevatissima. Chi ha un reddito medio basso (18.300 euro netti) oggi deve mettere in conto 21,4 anni di stipendi (contro i 9 del ’65), ma anche gli altri non se la passano bene. Con 34mila e 600 euro ci vogliono quasi dieci anni di buste paga (ce ne volevano 5,1).
fonte Ansa e Repubblica.it

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Manovra economica, ADICO: ancora una volta si toccano le tasche degli italiani e l’inflazione galoppa

giovedì 30 giugno 2011

La manovra da 47 milioni di euro è in queste ore al vaglio del Consiglio dei Ministri, ma al di là degli aggiustamenti del testo una cosa è certa: ancora una volta, per l’Adico, il Governo mette le mani nelle tasche degli italiani. Tra i provvedimenti annunciati e più odiosi per i consumatori ci sono sicuramente la reintroduzione del ticket sulla visita al pronto soccorso, l’aumento dell’Iva e quella dell’età pensionabile per le donne. «Senza contare gli ennesimi tagli ai trasferimenti alle Regioni, che come ben vediamo con quanto sta accadendo sul trasporto pubblico locale vengono poi scaricati sui consumatori attraverso aumento del prezzo dei biglietti e diminuzione dei servizi. E ricordiamo che proprio oggi l’Istat ha annunciato come l’inflazione sia arrivata al 2,7%, il dato più alto mai registrato da novembre 2008» commenta il presidente dell’Adico Carlo Garofolini. Ecco una sintesi delle principali novità in discussione (fonte: Ansa): 

FISCO: TRE ALIQUOTE IRPEF – Introduzione di tre aliquote sull’Irpef (20, 30 e 40%), 5 sole imposte (Irpef Ires, Iva, Irap e Imu); la cancellazione dell’Irap dal 2014; l’imposta unificata sulle rendite finanziarie (al 20%, escludendo i Bot).

SUPER-BOLLO SU SUPER-AUTO – Potrebbe arrivare un super-bollo per le super-auto con potenza superiore a 125 chilowatt. La norma, inserita in una delle bozze, potrebbe però saltare. È previsto che se non si paghi arrivi una “multa” del 30% dell’importo, che aumenterà in proporzione all’aumentare della potenza del veicolo.

TASSE SULLA FINANZA – In arrivo un’imposta di bollo dello 0,15% sulle transazioni finanziarie. A questa si aggiunge una tassazione separata al 35% sull’attività di trading delle banche. L’aliquota del 35% si applicherà al risultato complessivo netto derivante dalla gestione delle attività detenute per la negoziazione.

TAGLI REGIONI – Valgono 9 miliardi nel biennio 2013-2014: 3,5 miliardi di euro nel 2013 e 5,5 miliardi nel 2014.

TICKET SANITÀ – Scatterà dal primo gennaio 2012 per le prestazioni specialistiche ambulatoriali, importo 10 euro. Pagheranno invece 25 euro i “codici bianchi” del pronto soccorso.

PENSIONI D’ORO – Stop alla rivalutazione se sono cinque volte superiori al minimo. Per quelle pari a tre volte il minimo la rivalutazione sarà al 45% Parte invece dal 2014 l’aggancio dell’età alla speranza di vita che era previsto nel 2015.

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, STIPENDI CONGELATI E BLOCCO TURN-OVER – Stop agli aumenti di retribuzione, anche accessori, per il personale delle pubbliche amministrazioni, fino alla fine del 2014. Il blocco del turn over viene poi prorogato ancora per un anno. Esclusi i Corpi di Polizia, i Vigili del Fuoco e le agenzie fiscali.

CATTEDRE BLOCCATE – A decorrere dall’anno scolastico 2012/2013 le dotazioni organiche del personale docente, educativo ed Ata della scuola non devono superare la consistenza delle dotazioni dell’anno scolastico 2011/2012. Novità anche per insegnanti di sostegno: uno per due disabili.

PENSIONI DELLE DONNE – Salirà l’età pensionabile delle lavoratrici private ma in modo graduale. A partire dal 2020, ci vorrà un mese di più, cioè 60 anni e un mese, per andare in pensione: è quanto si legge nella bozza della manovra, che spiega come i requisiti anagrafici verranno poi aumentati di due mesi a partire dal primo gennaio 2021, per poi proseguire in modo progressivo fino all’ultimo scaglione, fissato al primo gennaio 2032.

AUMENTO DELL’IVA – Non scatterà subito l’aumento dell’1% delle aliquote del 10 e del 20% dell’Iva.

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Rc auto, benzina, Irpef e Tia, stangata da 460 euro l’anno per le famiglie veneziane

giovedì 30 giugno 2011

Una media di 460 euro all'anno in più per ogni famiglia veneziana. È questa la stima degli aumenti medi (da un minimo di 350 a un massimo di 570 euro) che si abbatteranno sui bilanci famigliari secondo l'Adico Associazione Difesa Consumatori, che dopo il via libera della Provincia di Venezia al rincaro sull'addizionale sull'Rc auto ha messo in fila i tanti aumenti locali e nazionali con cui i consumatori veneziani hanno già dovuto iniziare a confrontarsi: Tia, Irpef comunale, caro benzina. Senza contare i rincari sui biglietti di bus e treno e gli effetti della manovra fiscale al vaglio del Governo.

«La decisione di Ca' Corner arriva come un'ulteriore scure sui portafogli dei consumatori, e il fatto che aumenti analoghi siano stati previsti un po' ovunque non diminuisce la drammaticità della situazione e la responsabilità delle pubbliche amministrazioni – commenta il presidente dell'Adico Carlo Garofolini – tanto più che l'aumento dell'Rc auto colpirà indifferentemente tutte le fasce di automobilisti senza tenere conto delle situazioni di difficoltà e che è mancata una condivisione dal basso con cittadini e associazioni. A questo punto consigliamo di valutare attentamente prima di acquistare una vettura perché, tra rate, bollo, carburante e assicurazione sono sempre di più le persone che non riescono a mantenerla: in questo senso le pratiche di car sharing e car pooling possono essere una valida alternativa e speriamo si diffondano sempre di più. Ma resta intollerabile che si continui a mettere mano alle tasche ormai vuote dei cittadini, e chi lavora onestamente ormai non sa più a che santo rivolgersi».

Nel dettaglio, secondo l'Adico, la neo introdotta addizionale comunale Irpef costerà tra gli 80 e i 200 euro all'anno a famiglia, gli aumenti della tassa sui rifiuti tra i 65 e i 90 euro all'anno a famiglia, il rincaro provinciale sull'Rc auto peserà per 55-70 euro sempre per una famiglia con due auto, una di media e l'altra di piccola cilindrata. In più i nuovi aumenti previsti dal Governo sulla benzina eroderanno altri 150-210 euro all'anno considerando un nucleo con due auto: si tratta di 4 centesimi in più di accisa al litro per l’emergenza immigrazione e di altri 0,2 centesimi per finanziare il Fus: «E senza considerare che la speculazione sul prezzo dei carburanti alla pompa non accenna a diminuire, visto che il costo al litro è rimasto pressoché ai massimi storici nonostante il valore di un barile si sia attestato a 90 dollari – aggiunge il presidente dell’Adico Garofolini – per i consumatori la crisi non è certo finita, anzi, la situazione è sempre peggiore perché tutto si scarica sulle loro spalle e sui loro portafogli da cui, sinceramente, non sappiamo più cosa sia possibile tirar fuori».

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Per i costi dei partiti la crisi non esiste: +1.110% di rimborsi

sabato 18 giugno 2011
ROMA – «Un conto è fare un articolo, un altro conto fare un articolato…» , ha osservato pubblicamente, alla festa della Cisl di domenica scorsa a Levico Terme, il ministro dell’Economia. Giulio Tremonti ha sperimentato direttamente quanto sia difficile entrare con i fatti nella carne viva degli scandalosi costi della politica. Con la Continua a leggere…
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Conto alla rovescia per il 730

lunedì 25 aprile 2011
Ancora una settimana di tempo per consegnare il modello 730 al sostituto d'imposta. Entro il 2 maggio, infatti, i contribuenti che hanno deciso di avvalersi dell'assistenza fiscale del proprio datore di lavoro o ente pensionistico devono consegnare Continua a leggere…
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Pubblicato nella sezione Soldi e Fisco |

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