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Tariffe pubbliche sempre più costose


11 maggio 2009

Secondo uno studio della Cgia di Mestre le spese essenziali sono sempre più costose ma i redditi non sembrano altrettanto veloci. Nel  periodo compreso 2002 – 2009 le tariffe pubbliche hanno visto una inesorabile quanto travolgente crescita, tutta a carico di famiglie e imprese.
Le tariffe pubbliche nel periodo preso in esame, hanno registrato aumenti significativi: al primo posto quelle del  gas  aumentate del 44,6%; al secondo posto l’acqua potabile che è cresciuta del 35,5%, seguite dai rifiuti urbani (+34,8%) e dall’elettricità (+33,5%). A seguire il trasporto pubblico locale (bus, tram, metropolitane +23,2%), autostrade (+21,9%), biglietti ferroviari (+17,7%) e poste (+12,7%). Incrementi superiori a quelli registrati dall’indice generale dell’inflazione (rilevato nel periodo 2002 – 2009) che è stato pari al +15,4 %. Solo le tariffe telefoniche hanno segnato un decremento nel periodo preso in esame un calo del 9 %
“Se per gas ed energia elettrica gli incrementi sono stati legati all’aumento dei prezzi petroliferi avvenuti in questi anni, difficile giustificare, le impennate registrate dai rifiuti e dell’acqua".
E in termini assoluti la Cgia si è presa la briga di simulare una situazione media di una famiglia italiana, con risultati preoccupanti. “Ipotizzando che i consumi registrati l’anno scorso siano gli stessi del 2002 – precisa infatti Bortolussi – le bollette del gas sono costate 208 euro in più per famiglia, facendo toccare la soglia di spesa media annua registrata nel 2008 pari a 789 euro. L’energia elettrica è costata 145 euro in più portando la spesa media annua del 2008 a 573 euro. Infine, gli aumenti di acqua potabile e rifiuti sono stati rispettivamente di 55 e 57 euro a famiglia”.
Solo per le bollette di base, quindi, si parla di un aumento di oltre 460 euro annuali per famiglia, lasciando fuori dal computo le tariffe autostradali, i biglietti dei trasporti locali, quelli ferroviari e tanto altro ancora.

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