Allarme Ocse: rischio di contrazione per l’economia italiana
10 settembre 2010
Dopo l’allarme del Fondo monetario internazionale, che ha tagliato le previsioni di crescita dell’Italia tocca all’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo puntare il dito contro il nostro paese – si legge nel comunicato ADICO – che viene visto come quello con la peggiore crescita economica tra tutti i paesi del G7.
L’Ocse, infatti, stima per l’Italia non una espansione ma addirittura una contrazione dell’economia nel terzo trimestre dello 0,3% (su base annua), seguito poi da una crescita dello 0,1% nel quarto trimestre 2010, un crollo dopo l‘espansione dell‘1,6% del primo trimestre e dell’1,5% del secondo.
Risultato, l‘Italia registra uno scenario tra i peggiori tra i sette big industrializzati, che invece mostrano tutti segni positivi. Il guaio ancora peggiore, in un certo senso, è che il contesto è di totale incertezza anche presso l’Ocse regna sovrana l’incertezza, la previsione della contrazione italiana nel terzo trimestre è anche accompagnata da una stima che oscilla tra un +1,5% e un -1,5% (ma è una cosa che si nota anche per altri paesi).
Basti pensare che la stima dell’area euro (basata su una media ponderata tra Francia, Germania e la stessa Italia) vede comunque una espansione dello 0,4% nel terzo trimestre e dello 0,6% nel quarto, con una Germania in crescita dello 0,7% e una Francia in espansione dello 0,7%.
Forse non è un caso che nel frattempo la Banca centrale europea parli di una ripresa timida e debole, condizionata parecchio dal mercato del lavoro che non decolla neanche quando i numeri sono buoni – spiega il presidente dell’ADICO, Carlo Garofolini – chiedendo anche una gestione dei salari più flessibile nei paesi che hanno perso competitività.
10 settembre 2010 alle 09:00
al contrario di tutte le voci e da perfetto ignorante non prevedo e non riesco a prevedere o a sperare in tempi migliori
la politica economica degli ultimi 30-35 anni è stata catasfrofica
si arriva all’assurdo di togliere i diritti acquisiti perchè non si possono più mantenere
il futuro è molto incerto
i problemi che possono esplodere molto grandi
saluti
10 settembre 2010 alle 10:18
2.200.000 lire pre-euro era un bello stipendio, ora con 1100€ come fai a far girare l’economia se le paghe non sono aumentate di un cent e i prezzi sono più che raddoppiati?