Storia di ordinaria follia…….
20 luglio 2010
Molte volte i nostri Uffici ci segnalano casi "incredibili" – si legge nel comunicato appena diffuso dall'ADICO - questo riteniamo valga la pena riportarlo nella forma originaria garantendo l'anonimato dell'interessato fino a conclusione della vicenda, come da espressa richiesta della "vittima".
Gent.mi Amici di Adico
Visto che la riforma della giustizia e il tema dei processi brevi sono argomenti attuali desidero far conoscere una vicenda di "mala giustizia" in cui sono coinvolta con la mia famiglia. Sarebbe utile per chi sta passando simili esperienze potersi confrontare con altri e ricevere se non giustizia per lo meno solidarietà. Sì perché gli sbagli giudiziari risultanti da processi civili sono ammissibili, ma esistono delle vere e proprie trappole e ingarbugli nel diritto civile, frutto di inevitabili lacune normative,che provocano ogni anno centinaia di vittime innocenti. La giusta premessa alla mia storia comincia con una frase di avvertimento: “se costruite una casa o un box e per farlo vi attenete alle procedure previste dalla legge, pagando geometra iscritto all’albo e gli oneri della commissione edilizia, e ottenete una regolare concessione edilizia e costruite in conformità ad essa ottenendo a seguito di regolare controllo l'abitabilità con tanto di certificato che attesta la regolarità della costruzione, non crediate di essere a posto e di non rischiare ad essere denunciati per aver costruito abusivamente e di dover affrontare una causa lunga anche venti anni che vi costa una fortuna. Purtroppo, a costruire in regola e non abusivamente, rischiate guai giudiziari alla pari dei costruttori abusivi.”
Questo è quello che sta succedendo alla mia famiglia, una storia che rasenta l’assurdo ed il paradossale.
Diciassette anni fa abbiamo costruito dei box interrati con regolare concessione edilizia attestante la conformità del progetto a tutte le normative urbanistiche; a fine d’opera la commissione edilizia debitamente pagata in seguito a un sopralluogo rilascia il documento che certifica che i lavori sono stati eseguiti e l’opera realizzata in perfetta conformità al progetto e quindi autorizza l’abitabilità. A distanza di tredici anni, ossia quattro anni fa, il nostro vicino ci fa causa per aver costruito i box non in conformità alle leggi urbanistiche sostenendo che il profilo del terreno sotto cui i box sono stati costruiti era più basso rispetto a quello del disegno presentato alla Commissione edilizia dal nostro geometra (iscritto all’albo, conoscitore delle normative, e pagato regolarmente). Il fatto è che a parte i disegni del nostro geometra non esistono in comune disegni dello stato dei luoghi prima della costruzione e pertanto non è possibile né da parte nostra né da parte del vicino dimostrare quali fossero le quote d’altezza del profilo del terreno. Vista la situazione a noi sembrava ovvio che noi non eravamo incolpabili di alcunché e che se mai l’avvocato del vicino potesse dimostrare che il terreno prima della costruzione era più basso rispetto a quanto dichiarato dal nostro disegno (cosa davvero impossibile da dimostrare) l’errore fosse da imputare alla commissione edilizia composta da ben sette persone tra architetti e geometri e non a noi che abbiamo scelto di affidarci a un geometra e a una commissione edilizia appunto per non fare errori e per avere la certezza di essere nel giusto. Invece no. Siccome il Comune è un ente pubblico e come tale può commettere errori e la legge non ritiene questo errore grave abbastanza, allora la colpa deve essere attribuita al cittadino privato. Il giudice ha dovuto richiedere l’intervento di CTU e CTP (commissione tecnica di ufficio e di parte) che ci è costato già più di quindicimila euro mentre le spese di avvocato già ammontano ad altrettante.
La sentenza del 17 maggio scorso il giudice ha semplicemente detto che desiderava ricevere dei "riassunti" dai due avvocati e avrebbe rivisto il tutto con nuova udienza a fine anno. Così altro atto da produrre da parte dell' avvocato e da pagare da parte nostra!
Una vicenda che fino ad oggi ha costato moltissimo tempo e stress ai miei anziani genitori (di 75 e 83 anni) e che ha esaurito tutti i risparmi dei miei genitori; assurdità di questi fatti dovrebbe indurre il giudice ad applicare in certi casi anche la regola del buon senso, anziché prolungare la causa per anni a danno di cittadini onesti prosciugandoli completamente dei loro soldi
“una cittadina di Bergamo”
20 luglio 2010 alle 07:59
Ne capitano di peggio. Un costruttore si è appropriato con falsi documenti di una parte della mia proprietà per costruire un edificio. Sono stato costretto ad intraprendere una causa per recuperare la mia proprietà. Dopo più di otto anni, trascorsi senza alcun motivo, prima della sentenza che mi restituiva la proprietà il fascicolo è sparito. Per fortuna, parallelamente alla causa in corso avevo, coinvolto il Consiglio Europeo per i diritti dell’uomo. Il fascicolo è ricomparso e lo Stato Italiano ha dovuto risarcirmi per il tempo trascorso inutilmente.
Sarebbe opportuno costituire un comitato vittime della giustizia.
luciano
20 luglio 2010 alle 09:08
è vergognoso dover constatare come la categoria degli avvocati riesca a procurarsi lavoro a discapito di poveri disgraziati che credono ancora che esista una giustizia qui mi risulta sia piu efficace un bel (fai da te)
Al tempo era forse meglio sedersi a tavolino e chiedere al vicino quanto voleva per darci un taglio e trovare un accordo. Certo questo consiglio non verrà mai da un avvocato, che vi dirà sicura mente ” ma scherza Lei ha pienamente ragione ,vedrà che la vinceremo noi basta presentare i documenti e il gioco è fatto”
Purtroppo chi è passato sotto le grinfie di un avvocato “2″ capisce quanto sia importante non avere mai un avvocato, perché lui lavora sempre per lui e mai per te, come vorrebbe farti credere ” in concorso coi giudici che sono sempre avvocati alla fine”
Comunque auguroni a tutti quelli che sono sotto le grinfie della categoria più attaccabrighe che esista
20 luglio 2010 alle 11:21
Tutte le persone che si trovano ad aver a che fare con avvocati e tribunali hanno il massimo della mia solidarietà. Sono anch’io nel calderone infernale di avvocati e tribunali civile e penale da ben ventitre anni con spese enormi sostenute da me solamente e che ultimamente mi hanno prosciugato della intera liquidazione dopo 40 anni di sudato lavoro. Gli avvocati devono essere seguiti con il “fucile in braccio ed ad altezza uomo”. Non puoi andare davanti ad un Tribunale senza un avvocato, non è permesso. Se non te lo puoi permettere, perdi la causa ma la perderesti comunque anche se hai un avvocato. Da semplice impiegata mi sono dovuta trasformare in una praticante avvocatessa. Nella mia libreria ho due testi del codice civile, due testi del codice penale comprensivi tutti e quattro dei codici di procedura civile. Ho passato giornate intere nei palazzi, girando da un ufficio all’altro perchè non ci sono chiare indicazioni che ti permettono di arrivare all’ufficio giusto. E non è finito: quando le segreterie dei vari giudici o p.m. non colloquiano tradi loro e la tua documentazione per uno stesso fatto è nell’ufficio di 4 o 5 giudici (che non si “parlano”). Ho altro da aggiugere ma è meglio terminare qui. Su tutte queste cose che sono a conoscenza degli avvocati, loro stessi non te ne portano a conoscenza. La mia vita è stata completamente stravolta e modificata da un errore voluto da un grosso studio legale internazionale di Roma dopo che accettata la mia difesa e ben sapendo quale era il mio reddito, mi ha presentato una parziale parcella (ad un terzo dell’opera) che ammontava complessivamente a tutto un anno di stipendio. Come dovrei chiamarli gli avvocati? Questo è quello che succede nella città di Roma. Mi scuso per lo sfogo, ma 23 anni di queste torture per difendermi da deliquenti che poi alla fine la fanno franca è il minimo. Sono una testimone di quanto succede a che finisce nella mani della giustizia ed è una persona onesta. A tutte le persone che come me si trovano in queste disperate situazioni offro tutta la mia solidarietà. Fidatevi degli avvocati solamente dopo aver da soli constatato che quello che vi dicono è vero e pagateli solo a risultati ottenuti.
20 luglio 2010 alle 11:51
Un caso quasi identico anche se non perfettamente uguale lo assocerei al mio .
Premesso il fatto che mi ha provocato danni fisici “Morbo di Parkinson, oltre che a spese e problemi vari.
A causa di cattivi rapporti con i miei vicini da 15 quasi anni l’ufficio tecnico del comune mi perseguita per vari motivi .
“ Sono state emesse ordinanze nei miei confronti con successivi annullamenti..
E’stato intrapreso nei miei confronti tra le tante cose un annullamento di un condono edilizio nel 2001 per un garage costruito nel 1960 è regolarmente condonato nel 1993, (anche se per le costruzioni antecedenti al 1967 tale provvedimento non occorreva) su un “PARREBBE” insistere su un viottolo cieco vicinale catastalmente comunale a cui avevano il diritto all’accesso solo i proprietari dei terreni antistanti.
Terreni che non erano altro dove ognuno aveva il suo bagno e vi buttava l’immondizia quindi di una grandezza irrisoria, a cui al centro c’era questo viottolo comune a cui precisare che il comune non ha mai provveduto alla Sua manutenzione et.c. etc.
L’unica cosa che ha fatto è tre giorni prima della morte di mia madre gli facevano pervenire una comunicazione di avvio del procedimento di annullamento del condono.
Tale provvedimento successivamente emesso è stato annullato con sentenza del TAR con pagamento delle spese a carico del comune . “Soldi di noi contribuenti”
Poiché devo ultimare l’accatastamento dell’immobile “Ho fatto regolare richiesta all’ufficio tecnico ma di risposte ZERO, malgrado sia stato accertata il terreno , circa 15 metri quadrati di proprietà non demaniale e dagli atti del 1947 in mio possesso risulta di proprietà comune tra vicini.
Il tecnico comunale sollecitato dal sottoscritto in questi giorni sulla urgenza di una risposta onde perfezionare l’ultimazione di accatastamento in quanto tra l’altro è uscita la legge che a partire dal 01 Luglio 2010 tutti gli immobili devono avere la planimetria degli immobili corrispondenti con quelli del catasto, mi ha informato che al momento non può rispondere per la mole del carico di lavoro ……….
ed intanto io pago.
20 luglio 2010 alle 14:11
Noto che gran parte delle persone sono vittime degli avvocati. Io ho fatto ricorso, per difendere i miei interessi, a più di uno. mi sono indebitato con gli strozzini per far fronte alle esose richieste degli avvocati. L’ultimo ricorso al Tar del Veneto proc. 697/00 l’avvocato non mi ha avvisato che era stato sospeso dall’ordine degli avvocati e, cosa incredibile, è stato presentato un procedimento di riammissione da un avvocato che nemmeno conosco. Ho presentato una denuncia all’ordine degli avvocati (proc. disciplinare n. 102/08).
Volete sapere come è finita? hanno inviato il fascicolo in Procura della Repubblica e sta tranquillamente riposando in attesa della prescrizione. L’avvocato infedele sta naturalmente esercitando la sua professione. Tutto vero perchè dimostrabile!
20 luglio 2010 alle 16:14
è meglio un topo in bocca a un gatto…..che
20 luglio 2010 alle 17:16
lA grossa pecca che grava sul nostro ordinamento è che per stare in giudizio bisogna sempre e comunque avere una difesa tecnica, tradotto: l’avvocato. Civile o penale che sia la causa ed il valore da zeo all’infinito. Un’eccezione c’è nell’ambito del ricorso al Giudice di Pace, ma anche qui c’è da dire che spesso proprio i G.d.P. sebbene chiesto da chi può defendersi da solo per capacità e preparazione in campo giurisdizionale,quasi sempre negano la richiesta dell’interessato atto o convenuto. Non accade nei confronti della P.A. la quale può stare in giudizio con l’assistenza di funzionari appositamente delegati che siano avvocati o meno, nulla importa. Un’altro campo in cui la difesa legale è prevista a cura dello stesso Ufficio della P.A. eventualmente convenuto è quello tributario/fiscale e il procedimento avanti la sezione giurisdizionale della Corte dei Conti. In quello tributario l’assistenza tecnica non è necessaria se la causa è di valore inferiore a 2.516,00 € quasi che se di maggiore importo e la norma violata è la stessa non comprendo come mai questa “differenza”. Mentre presso l’ultimo Organo si può stare in giudizio da soli anche senza necessaria autorizzazione se trattasi di causa di lavoro concernente stipendi e retribuzioni dei pubblici dipendenti, ma non sempre è agevole. La riforma della Giustizia che comporta necessariamente la revisione dei codici di procedura nelle vare materie civile, penale tributario etc….
Insomma, tagliamo corto e veniamo al dunque: una volta un mio amico avvocato ebbe ad affermare che il suo motto è ” CAUSA CHE DURA PAGNOTTA SICURA”. NON SO SE è SOLO IL SUO OPPURE…… non per niente in Italia ci sono più avvocati che cittadini comuni ed il trend di crescita di questa figura sembra non avere mai fine. Esattamente come le cause che in Italia durano una calenda greca aanzi no molte di più.
20 luglio 2010 alle 18:08
Cari amici, avete tutta la mia solidarietà. Proprio stamane dicevo a mio marito che in Italia ti sembra che le cose funzionino ‘almeno un pochino’, fino a che non ti succede qualche cosa degna di un incubo kafkiano e ti accorgi che in Italia l’unica cosa organizzata è l’arte di fregare il cittadino. Quando un drogato ha incendiato il camion di mio marito, l’unica preoccupazione degli ‘investigatori’ è stata che il camion avesse ‘tutte le carte in regola’ (e ce le aveva anche, ma la cosa è finita insabbiata). Ci sono venuti i ladri in casa e loro hanno fatto controlli a noi (incredibile ma vero!). Anni fa abbiamo preso una multa ‘illegale’ (autovelox nascosto e senza pattuglia: tanto è vero che guidava mio marito ma la multa l’ho presa io, perché intestataria dell’auto). Abbiamo pagato ugualmente – nonostante molti avessero invece fatto e vinto il ricorso, solo perché quando ci è stata notificata avevo la caviglia rotta in 3 punti – e dopo tre anni è arrivato un altro verbale con mega-sanzione, perché secondo loro non avevamo pagato. In realtà sparavano nel buio e speravano solo che non avessimo più la ricevuta. Invece l’avevamo conservata e l’abbiamo trovata. Telefonate, lettere, raccomandate: spese e grattacapi. Al telefono la polizia stradale è sbrigativa: date gli estremi della multa e tutto finisce qui. Non mi fido e consulto l’avvocato dell’associazione consumatori: non è affatto detto che sia finita qui; devo fare un’altra raccomandata chiedendo che la Pol. Str. in autotutela rilasci una dichiarazione in proposito. La raccomandata è stata consegnata in novembre, la dichiarazione della polizia è ancora nei miei desideri. E via di questo passo. Non esiste più nessuna tutela per il privato cittadino, non solo contro i malviventi (non difendetevi, lasciatevi derubare, picchiare, violentare e quant’altro altrimenti finite nei guai grossi!), ma contro gli sbagli – purtroppo frequenti e non sempre involontari – dei nostri brillanti funzionari (che paghiamo noi, con le ns salatissime tasse!). Bisogna solo pregare che non capiti mai nulla.
Non faremmo meglio però ad organizzarci e costituire un ‘tribunale speciale del povero contribuente tartassato e malversato’?
21 luglio 2010 alle 18:08
Bello e vero:CAUSA CHE DURA PAGNOTTA SICURA” (per mie esperienze dirette)Concordo nel giudizio di impossibilità di difesa verso chiunque, avvocati di difesa compresi. Sarebbe bellissimo che la difesa consumatori si estendesse fino all’assistenza legale garantendone l’onestà e l’operato, magari costituendo il servizio con quote di iscrizioni annue accessibili.Ma io sinceramente non sò fino a che punto, oltre l’invio della casistica agli iscritti, possa e voglia arrivare.Fino ad oggi io non ho ricevuto risposta personale ai miei quesiti, probabilmente ho sbagliato procedura. Certo è, (e l’adico non me ne voglia) che una volta, anni fa, denunciai ad Altroconsumo ed alla difesa consumatori di allora,con tutti i dati di riferimento possibili, una truffa enorme a carattere nazionale, la risposta fu che conoscevano il problema e lo stavano valutando.Il problema era troppo grosso e non fecero niente e la cosa, dopo anni andò in prescrizione.( in compenso, dall’azienda da me denunciata, ricevetti un regalino da quattro soldi, non richiesto, per tacitarmi)Da tutto ciò dubito che qualcuno voglia veramente prendersi la briga di costruire un qualcosa che, con un contributo associativo decente, possa fornire assistenza legale, ad personam e sopratutto onesta.
23 luglio 2010 alle 21:45
A ME è SUCESSO ANCORA DI PEGGIO PER UNA LEGGE DEL1978 IL MIO EX MARITO CON LA SUA SOLA FIRMA è RIUSCITO A INTESTARSI TUTTA LA PROPRIETà TENENDOLO BEN NASCOSTO A ME SUA MOGLIE FINO AL 2004 QUANDO HO INIZIATO UN PROCEDIMENTO PER LA DIVISIONE DEI BENI E HO SCOPERTO CHE NON C’ERA NIENTE DA DIVIDERE.
HO INIZIATO UNA CAUSA CIVILE CHE FINO AD OGGI MI è COSTATA SOLO DI AVVOCATO 30.000,00 € E NON SONO ANCORA ARRIVATA A NIENTE, NON SOLO HO COSTRUITO DOPO LA MIA SEPARAZIONE IN QUEL TERRENO CHE CREDEVO IN COMUNIONE UN CAPANNONE ARTIGIANALE A SPESE MIE DOPO LA SEPARAZIONE LEGALE, HO SCOPERTO CHE DOPO 10 ANNI CADE TUTTO IN PRESCRIZIONE COSì ANCHE QUELLO è DIVENTATO DI SUA PROPRIETà.
IO PRIMA DI COSTRUIRE HO PRESO LE MIE PRECAUZIONI SONO ANDATO NEL COMUNE DOVE MI SONO SPOSATA PER CHIEDERE UN ESTRATTO DEL CERTIFICATO DI MATRIMONIO NEL 1995 NEL DOCUMENTO C’ERA SCRITTA LA COMUNIONE DEI BENI,IO IN BASE A QUEL DOCUMENTO HO COSTRUITO,INVECE IL DOCUMENTO RILASCIATO DAL MIO COMUNE ERA FALSO,PERò IL RESPONSABILE CHE HA RILASCIATO QUEL DOCUMENTO NON HA NESSUNA RESPONSABILITà E UNA VERA VERGOGNA.
NON SOLO IL GIUDICE CHE HA FATTO IL PROCEDIMENTO PER LA SEPARAZIONE LEGALE NEL 1996 HA ASSEGNATO IL PRIMO PIANO DELLA CASA A ME E AI FIGLI MENTRE IL PIANO TERRA A MIO MARITO (UNA CASA DI 240 METRI QUADRI)
IL GIUDICE TUTELARE DI MIO MARITO è RIUSCITA A TOGLIERMI LA CASA COSTRINGENDOMI AD ANDARMENE DI CASA, COSI’ LA CASA IN QUESTIONE E’ RIMASTA TUTTA A LUI, ANCORA OGGI IO E I MIEI FIGLI SIAMO FUORI DI CASA.
IO NON CONOSCO IL POTERE DI QUESTI GIUDICI NON SO COME FANNO A CAMBIARE LA SENTENZA DI UN TRIBUNALE IN FAVORE DELLA CONTROPARTE