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Giappone, studenti di Ca’ Foscari all’attacco di Alitalia: «Nessun rimborso e prezzi alle stelle»

(Mestre, 30 marzo 2011) Anche da Venezia fioccano accuse nei confronti di Alitalia, ritenuta colpevole di speculare sulla tragedia del Giappone e di diffondere informazioni poco precise, che mettono in difficoltà soprattutto chi in Laguna deve tornarci dall’Oriente. In questi giorni infatti l’Adico Associazione difesa consumatori di Mestre sta raccogliendo segnalazioni e richieste di intervento per denunciare questi comportamenti lesivi dei diritti degli utenti, e per mettere in guardia tutti coloro che potrebbero trovarsi in situazioni analoghe.

La denuncia più vibrante arriva da una studentessa veneziana di Lingue Orientali a Ca’ Foscari, Eliana-Gaia Grappiolo, che insieme ad altri compagni era pronta a partire per Osaka proprio oggi, e che inevitabilmente ha dovuto annullare il periodo di studio all’estero. E se l’istituto giapponese nel quale avrebbero dovuto far lezione e pure la società che aveva affittato loro gli appartamenti hanno rimborsato fino all’ultimo yen, chi aveva prenotato il volo a/r con Alitalia si trova ad aver speso più di 1.000 euro che rischia di non vedere più. All’Adico l’universitaria si è rivolta insieme alla madre, Romana Molino, che racconta nei dettagli la situazione dopo essersi consultata con i legali dell’associazione.

«Ieri mattina abbiamo telefonato per l’ultima volta ad Alitalia e l’operatore del call center ci ha detto che il volo non è stato annullato e quindi non ci sarà alcun rimborso – spiega la signora Molino – se non per le tasse aeroportuali, pari a 41 euro». Ben poca cosa in confronto alla spesa sostenuta: 665 euro per il biglietto di andata e ritorno, più 301,91 di tasse carburante e i 41 di tasse aeroportuali per un totale di 1.007,91 euro versati a un’agenzia viaggi del centro storico veneziano. Ora Alitalia dà la possibilità di cambiare la destinazione su qualsiasi scalo servito dalla compagnia di bandiera e di volare entro il 31 maggio prossimo, ma per chi aveva pianificato un viaggio così particolare la prospettiva è poco appetibile. A maggior ragione se si considera che i compagni di viaggio di Eliana-Gaia che avevano acquistato il volo con altre compagnie (soprattutto con Emirates, più economica in quanto prevedeva più scali) hanno ricevuto rimborsi integrali, ed è quello a cui vorrebbe arrivare anche la ragazza.

I legali dell’Associazione difesa consumatori infatti si sono già messi al lavoro per ottenere il rimborso del biglietto inviando una lettera di diffida ad Alitalia. «Si configura infatti la possibilità di risoluzione del contratto per impossibilità sopravvenuta, in altre parole perché si sono verificati dei fatti che non dipendono da nessuna delle due parti coinvolte: in questo caso il terremoto e le sue conseguenze – spiegano gli avvocati di via Volturno – e la proposta di cambio destinazione da parte della compagnia in qualche modo avvalora la fondatezza della nostra richiesta di rimborso. Ma deve essere concessa anche la possibilità di avere la restituzione dei soldi ed è quello a cui puntiamo». Aggiunge il presidente dell’Adico Carlo Garofolini: «Il comportamento di Alitalia nel non concedere il rimborso in un contesto così drammatico è a dir poco vessatorio, soprattutto se confrontato con la scelta fatta da altre compagnie di venire maggiormente incontro agli utenti. Chi non parte più per il Giappone non lo fa certo per un capriccio dell’ultimo minuto».

Controversa anche la questione dei biglietti a tariffa agevolata. L’ultimo aggiornamento pubblicato da Alitalia sul suo sito web risale al 23 marzo scorso, nel quale la compagnia di bandiera informava, tra le altre cose, della disponibilità di posti sui voli per il rientro in Italia: “I passeggeri che desiderano recarsi in aeroporto senza prenotazione possono usufruire delle tariffe speciali agevolate, introdotte da Alitalia per facilitare i rientri, acquistabili negli aeroporti di Osaka e di Tokyo Narita sia per la classe economy (al costo di 800 euro solo andata) che per la classe business (al costo di 1.750 euro solo andata)” viene scritto nella notizia.

E per chi non può o non vuole acquistare il biglietto negli aeroporti giapponesi l’alternativa è salatissima. Un volo da Osaka a Venezia nei giorni scorsi veniva venduto online a 2.750 euro e uno per Roma a 3.500, che normalmente è il prezzo di andata e ritorno in prima classe. La signora Molino racconta del rientro di un collega della figlia, spostato allo scorso 22 marzo con un volo che da 963 euro pagati in origine è venuto a costare 2.741 euro. «Ho chiesto al call center come mai i voli di rientro da Osaka sono così cari – riferisce ancora la madre veneziana – lunedì 28 marzo per il volo del 2 aprile il prezzo era di 3.537,36 euro e l’operatore mi ha detto che è dovuto al fatto che le promozioni sono limitate ai voli a/r». Infatti sempre per la stessa data l’andata più ritorno veniva venduto alla cifra più abbordabile di 1.160,36 euro. Il biglietto a 800 euro, insomma, rimane un miraggio per pochi, soprattutto se si considerano le limitazioni che ci sono in Giappone per prelevare contanti: le carte di credito italiane infatti non sono autorizzate a ritirare più di 70 euro al giorno e non sempre funzionano. «Si pensi a un genitore che ha un figlio in Giappone che vuole tornare a casa e non può farlo per questi motivi: se si potesse acquistare il biglietto via Internet come ormai avviene nella stragrande maggioranza dei casi, magari dai parenti in Italia, sarebbe tutto molto più facile. E invece di semplificare le procedure, si rischia così di complicare ulteriormente tutto» conclude Garofolini.

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