Il 74% delle famiglie possiede l’abitazione in cui risiede
8 luglio 2010
Il mattone continua ad essere considerato dagli italiani un bene di rifugio e un investimento sicuro – si legge nella nota diffusa dall' Adico – tanto che tra le 58 milioni di unita’ immobiliari presenti nel BelPaese, oltre il 74% delle famiglie possiede l’abitazione in cui risiede; la maggioranza al sud.
Questi alcuni dei risultati emersi nella seconda edizione del volume “Gli immobili in Italia”, uno studio promosso dall’Agenzia del Territorio e dal Dipartimento delle Finanze sulla distribuzione del patrimonio dei proprietari italiani relativi all’anno di imposta 2008.
L' indagine ha evidenziato che la superficie abitativa nazionale media per abitante risulta essere di 62 mq; il 36% degli immobili sono abitazioni principali ed il 23% sono pertinenze di abitazioni principali; sono circa il 10% gli immobili locati e altrettanto gli immobili a disposizione; il 14,6% sono dichiarati per altri utilizzi.
Analizzando il dato a livello regionale si passa dagli 88 mq della Valle d’Aosta ai 57 mq della Basilicata. Nelle grandi citta’ con piu’ di 250mila abitanti, si registra che la superficie per abitante piu’ elevata è Venezia (62 mq), seguita da Catania (61 mq) e Firenze (58 mq). La differenza più rilevante la si nota dal punto di vista economico – evidenzia però l' Adico – infatti se il valore medio di una casa e’ 182 mila euro, vale a dire 1.597 euro a mq, in Liguria è 2.750 eur o/mq contro il Molise, con 754 euro/mq.
Un ulteriore indicatore analizzato è il numero di abitazioni per chilometro quadrato esistenti: nel Nord ci sono quasi 127 abitazioni per chilometro quadrato rispetto alla media italiana 108. Sono 9,6 milioni gli alloggi residenziali non destinati ad abitazione principale, di questi solamente 2,7 milioni e’ concessa in locazione. Oggi però oltre il 70% delle famiglie giovani a causa del basso reddito e dell' emergenza lavorativa non è più in grado di comprare una casa – spiega il presidente dell'Adico, Carlo Garofolini – un fenomeno che coinvolgerà le nuove generazioni che, rispetto ai padri, guadagnano meno e non hanno un contratto di lavoro a tempo indeterminato.
8 luglio 2010 alle 14:37
Vorrei far notare che l’aggravamento delle problematiche evidenziate richiederebbe un impegno, per la risoluzione, superiore anche alle possibilità politiche di qualsivoglia partito politico.
Per cercare di spiegare a cosa voglio dire mi viene in mente di fare riferimento alla “Dichiarazione dei diritti dell’uomo”.
Non credete che il diritto ad una abitazione dovrebbe essere considerato alla stregua degli altri diritti inseriti nella dichiarazione citata ??