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Indagine di Adico e Risparmiosuper.it nei punti vendita delle principali catene a Venezia: Rincari da record anche sulle offerte promozionali, +35% sulla carne e +27% sul riso nei supermercati

(Mestre, 22 marzo 2011) Nemmeno le offerte dei supermercati ormai garantiscono un vero risparmio. E lo si capisce se si dà un’occhiata ai prezzi promozionali nei supermercati veneziani esposti lo scorso febbraio, che rispetto a 12 mesi fa hanno fatto registrare un rincaro medio del 9,4%, con punte del 35%. E non si parla di prodotti di cui una famiglia possa fare a meno, ma di carne, riso e pasta. Anche per i generi di prima necessità, insomma, Venezia si conferma la città più cara d’Italia con indici di gran lunga superiore alla media diffusa dalla Fao – Food and Agricolture Organization lo scorso mese. Ma ci sono anche alcune eccezione, come il burro e la mozzarella che costano meno ora di un anno fa.

A diffondere l’indagine è l’Adico Associazione difesa consumatori di Mestre sulla base delle migliori offerte delle principali catene di distribuzione nazionale raccolte dagli esperti del sito www.risparmiosuper.it, che hanno comparato i prezzi rilevati a febbraio 2011 con quelli di febbraio 2010.

«I prezzi delle materie prime sono alle stelle, la crisi continua a galoppare e Venezia purtroppo resta sul gradino più alto del podio delle città dove il caro vita colpisce più duramente – spiega il presidente dell’Adico di Mestre Carlo Garofolini – e non solo i dati dell’indagine locale confermano l’allarme lanciato dall’agenzia per l’alimentazione delle Nazioni Unite, con la denuncia del record storico dei prezzi delle materie prime il mese scorso, ma addirittura il capoluogo lagunare ha fatto segnare aumenti di gran lunga superiori». Attenzione quindi anche alle promozioni, che non sempre garantiscono uno scontrino più leggero alla cassa, soprattutto se confrontato con quello di qualche mese fa. Ma in questo caso non si tratta tanto del tentativo dell’esercente di speculare grazie all’effetto “specchietto per le allodole” spesso incarnato da certe offerte commerciali, ma della conferma di come sia sempre più difficile risparmiare davvero, se non in ultima istanza rinunciando del tutto ad alcuni prodotti.

Il paniere a cui si è fatto riferimento comprende generi di prima necessità come farina, pasta, riso, carne bovina e di vitello, e alcuni prodotti caseari come burro, yogurt, latte e mozzarella. L’aumento medio rilevato lo scorso febbraio è stato del 9,4% rispetto allo stesso mese del 2010 – quando la media di rincari registrata dalla Fao è stata del 2,2% sui prezzi alimentari e rispettivamente del 3,7% per i cerealicoli, del 4% quelli caseari e del 2% della carne – ma con punte del 35% per la carne sia bovina che di vitello, seguite dal più 27% registrato dal riso e del 12% della pasta. Da segnalare anche il +39% dello yogurt – che è però bene di consumo meno massiccio rispetto a pasta o carne – e il fatto che alcuni prodotti comunque costano meno di un anno fa: pane (ma si fa riferimento a quello confezionato) calato del 38%, burro (-10%) e mozzarelle (-19%).

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