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Indagine di Adico e Risparmiosuper.it tra 15 punti vendita cittadini: Frittelle e crostoli, dolci di Carnevale sempre più salati per i veneziani. Prezzi lievitati di oltre il 30% anche al supermercato

(Mestre, 26 febbraio 2011) Per fortuna che si mangiano solo per un paio di settimane l’anno. Frittelle e crostoli infatti rischiano di essere una bella botta non solo per la linea, ma anche per il portafogli. E non solo nelle pasticcerie, dove si sa, la qualità si paga: a Mestre si arriva addirittura a 42 euro al chilo per i crostoli. Ma i prezzi continuano ad aumentare anche nella grande distribuzione veneta, con un rincaro del 33% sui galani confezionati. Più ristretta la forbice dei prezzi delle frittelle: si va dai 70 centesimi del banco dei supermercati di terraferma a 1,50 euro per una venexiana o una ripiena di crema Chantilly nel cuore del centro storico. E ogni pasticceria fa storia a sé: si può spendere molto a Venezia come risparmiare a Mestre. E viceversa.

Sono alcuni dei risultati emersi da due parallele indagini realizzate da Adico Assiciazione difesa dei consumatori Mestre in collaborazione con Risparmiosuper.it. L’associazione di via Volturno ha monitorato i prezzi in 15 esercizi di Mestre e Venezia tra pasticcerie e supermercati, mentre Risparmiosuper.it ha messo a disposizione i dati relativi alla vendita dei crostoli nella grande distribuzione sia a livello nazionale che veneto.

In particolare, la ricognizione delle pasticcerie e dei supermercati cittadini conferma come Venezia e Mestre siano decisamente più care rispetto alla media del resto della regione: se nei punti vendita visitati delle grandi catene i crostoli sono venduti a una media di 11,40 euro al chilo, il costo medio veneto è di 6,93 euro al chilo, quindi quasi 4,5 euro di differenza. Ma il prezzo del prodotto riporta il segno più rispetto agli anni precedenti anche a livello nazionale: se nel 2009 si pagavano 5,16 euro per un chilo di crostoli, nel 2010 si è passati a 5,52 euro (+6,97%) per arrivare a sborsare quest’anno 6,38 euro (+15,6% rispetto all’anno precedente).

Stando a quanto dicono i pasticceri, non si tratterebbe di aumenti indiscriminati ma legati al rincaro delle materie prime. «Olio, uova, burro, farina sono più cari di un anno fa, quindi questi aumenti si riflettono sul prezzo finale – sottolinea il presidente dell’Adico Carlo Garofolini – soprattutto nelle pasticcerie, dove alla fine la qualità si paga ma si ha la ragionevole certezza di acquistare e gustare prodotti freschi. E comunque anche in questo caso cercando la pasticceria che offre il prezzo più concorrenziale si può salvare qualche euro». Chi preferisce mettere nel carrello della spesa un pacchetto di crostoli già confezionati invece risparmia di sicuro, ma farà un vero affare solo se terrà anche un occhio all’etichetta che riporta l’elenco delle materie impiegate: «Meglio evitare grassi idrogenati, uova pastorizzate, conservanti e aromi artificiali» conclude Garofolini.

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