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Contro le sostanze chimiche rilasciate dai mobili nuovi: i consigli dell’ADICO


31 agosto 2010

Quando ho dormito nella mia nuova casa con mobili nuovi, mi sono svegliata dopo poco con sintomi fastidiosi e allarmanti, tra cui rinite, bruciore agli occhi e alla gola, confusione mentale e muscoli irrigiditi. La casa è stata arieggiata per tre mesi, notte e giorno, ma il problema persiste. Non ho mai avuto problemi di allergie, asma o altro. Cosa posso fare per risolvere il problema? si possono fare analisi di verifica per emissioni nocive? Da chi e come?
Spesso capitano casi di questo genere all’ADICO – si legge nel comunicato – ecco allora cosa dicono i nostri esperti e quali consigli è sempre bene tener a mente.
Molte volte gli arredi possono assorbire delle sostanze chimiche nocive durante i processi di produzione, verniciatura e pulizia, per ri-emetterle successivamente; inoltre, in condizioni di cattiva gestione e manutenzione possono agire come serbatoi per muffe. allergeni e acari della polvere.
Negli ultimi anni la maggior parte dei mobili e degli arredi è stata fabbricata con prodotti e sottoprodotti a base di legno (lamelle, fogli, particelle, fibre etc.) e successiva ricomposizione in pannelli. Tale prodotti includono compensato, truciolato e pannelli di fibre di legno di media-densità (Medium Density Fiberboard, MDF). Il compensato è principalmente usato per la produzione di pannelli decorativi dei muri, di porte e sportelli, di armadietti e altra mobilia. Il legno truciolato è utilizzato per rifiniture di pavimentazioni, pannelli per il rivestimento delle pareti, armadietti (materiale di rifinitura interna, della scaffalatura e dei cassetti), mensole, porte, sportelli ed altro. L’MDF è usato per armadi, mobilia e nella fabbricazione delle cornici. Il grado di emissione di sostanze tossiche è maggiore quando le superfici ed i bordi di questi prodotti non sono laminati o rivestiti. Infatti, spesso il materiale utilizzato, come gli adesivi, gli indurenti, i lucidanti, ecc. contiene composti tossici come urea-formaldeide (la quale emette formaldeide per un periodo notevole di tempo) e altri composti organici volatili (VOC) quali acetonitrile, acetone, toluene, benzaldeide, 2-propanolo, butanale, ecc. Cambiamenti nella temperatura, umidità e ventilazione possono far variare i livelli di VOC emessi dagli arredi costituiti dai derivati del legno; ad esempio, alti livelli di temperatura e di umidità fanno incrementare il grado di emissione di queste sostanze.
È possibile comunque ottenere dei materiali con emissioni di formaldeide più basse se durante la loro produzione viene effettuato un pre-trattamento dei materiali derivati del legno e un controllo della quantità di materiale adesivo utilizzato. In commercio esistono poi prodotti senza urea-formaldeide come pareti di carton-gesso, mobilia di legno massello, metallo o plastica.
Anche gli arredi costituiti da legno solido possono essere fonti di problemi legati alla qualità dell’aria indoor. Infatti, il legno naturale può essere tinteggiato, cerato e avere altri rivestimenti decorativi e protettivi che emettono VOC. Molti tipi di trattamenti per mobilia, infatti, possono liberare formaldeide e altre aldeidi associate ad un caratteristico odore acre.
 
Accorgimenti:
1) Verificare che tutti i prodotti a base di legno che contengono urea-formaldeide siano certificati secondo gli standard di bassa emissione di formaldeide e VOC.
2) Comprare mobili e materiali rifiniti in legno che abbiano superfici e bordi laminati (i pannelli grezzi o comunque non laminati emettono più formaldeide rispetto a quelli ricoperti).
3) Dopo aver collocato i mobili nuovi all’interno dei locali ventilare per almeno 72 ore.
4) Cercare di mantenere bassi tassi di temperatura e umidità per limitare le emissioni dei composti organici volatili.
5) Di recente poiché la formaldeide è stata riconosciuta dall’International Agency for research on Cancer come sostanza cancerogena, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha fissato in 100 microgrammi per metro cubo la soglia che non andrebbe superata nei locali chiusi (più dei 10 stabiliti nel 1995, che tenevano conto delle categorie a rischio, bambini e asmatici).
6) Evitare l’acquisto di mobili con formaldeide cercando quelli con il marchio CQA-Formaldehyde E1 che contraddistingue le produzioni di pannelli a bassa emissione di formaldeide, rispondenti ai requisiti imposti dalle normative internazionali in materia.
7) Il sito dell’APAT (Agenzia per la Protezione dell’Ambiente e per i servizi Tecnici) ci spiega che oggi è disponibile un sistema estremamente semplice in grado di misurare in due ore la concentrazione di formaldeide presente nell’ambiente.
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Le vostre segnalazioni

  1. Max scrive:
    1 settembre 2010 alle 10:08

    È un problema noto, ma per la prima volta vediamo finalmente pubblicate delle indicazioni utili relative al problema.
    Mi viene in mente una domanda banale: visto che si conosce il problema, possibile che non ci siano altri sistemi più ecologici od almeno meno dannosi per costruire questi pannelli e per verniciare? In molti casi abbiamo visto che è bastato vietare l’uso di certe sostanze per indurre l’industria ad utilizzarne di migliori.
    Mi sembra inverosimile che si debba discutere, ad esempio in questo caso, se possono essere tollerati 10 o 100 microgrammi: se è cancerogena, la sostanza va eliminata e basta: nessuno saprà mai che quantità c’è nella propria casa o ufficio ed a meno che uno sia benestante, cercherà di spendere il meno possibile; magari ora, con gli accorgimenti elencati nell’articolo, si cercherà di stare un po’ più attenti, ma alla fine comanderà sempre quello che il mercato offre in rapporto alla propria disponibilità economica.
    Un consiglio valido comunque, in casa/ufficio come in auto: arieggiare il più possibile l’ambiente, poiché all’interno spesso si ha più sostanze inquinanti che in un incrocio cittadino; e lasciate perdere i deodoranti, tanto di moda come ad esempio quelli da attaccare alla presa di corrente: sono cancerogeni! (vedere in merito test seri, come quello di Altroconsumo)
    Inoltre non dimentichiamoci mai del nuovo inquinamento a cui quasi nessuno fa caso, ma che darà grossissimi problemi nel prossimo futuro: quello elettromagnetico derivante, a parte che dai cellulari, da fonti che sono anche peggiori, e cioè telefoni cordless e modem wi-fi e tutte le eventuali apparecchiature che trasmettono segnali senza fili spesso tenute inutilmente accese 24 ore su 24: per 24 ore sarete bombardati da onde elettromagnetiche che si sommano tra loro ed a quelle presenti naturalmente (vedere in merito studi indipendenti, ad esempio su http://www.elettrosensibili.it).

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