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Figlio a scuola, un conto da 400 euro


4 settembre 2010

Trecento euro per i libri, altri 100 per gli accessori, leggi zaini, quaderni, astucci, diari. Nella stangata settembrina, fatta di bollette, scadenze e spese varie, il peso dell’istruzione fa la differenza. Le famiglie che iscriveranno il figlio al primo anno di scuola sono in genere le più penalizzate dal punto di vista economico. Secondo un’indagine dell’ADICO svolta sul territorio di Mestre serviranno 400 euro per entrare alle medie e alle superiori. Così, considerando che metà dei contribuenti veneziani dichiara un reddito lordo inferiore ai 20 mila euro, significa che un terzo di molti stipendi verrà destinato alla scuola. L’istituto più caro fra quelli monitorati è il liceo classico Franchetti: per i testi servono 309 euro in quarta ginnasio e addirittura 410 in prima liceo. Fra gli articoli, il più costoso è lo zaino ma il risparmio è possibile, se non si inseguono le griffe.   Caro-libri. Anche quest’anno le famiglie mestrine dovranno mettere mano al portafoglio per comprare gran parte dei libri indicati dai professori. Rispetto allo scorso anno, come rivelano alla libreria Pacinotti, l’aumento dei prezzi è contenuto attorno all’1, 2 per cento. In genere il costo dei testi scolastici cresce di qualche centesimo, senza particolari impennate. Il problema, però, è che i testi nuovi sono di per sé costosi. E, purtroppo, «si continuano a stampare nuove edizioni – come spiega Carlo Garofolini, presidente dell’ADICO – cambiando magari qualche pagina. Così spesso le famiglie non possono sfruttare la convenienza dell’usato».   Le scuole. Tranne rare eccezioni, l’impegno economico più gravoso è quello del primo anno, sia alle medie che alle superiori. Al Franchetti le matricole devono tirare fuori 309 euro (sezione A), al Bruno 360, allo Zuccante 306, al Pacinotti 296, all’artistico 315. In realtà, soprattutto per il classico e lo scientifico, i costi lievitano con i vocabolari i cui prezzi sfiorano gli 80 euro (quello di greco anche 100). Il secondo anno è di solito alquanto economico, dato che molti libri valgono per il biennio. In ogni caso, ricorda Garofolini, «le famiglie, soprattutto di questi tempi, faticano ad affrontare le spese scolastiche. Ci chiediamo, allora, perché ancora una volta il Ministero non sia riuscito a intervenire per alleggerire o azzerare i costi dei libri».   Accessori. Secondo l’indagine dell’ADICO, per zaini, astucci, diari e quant’altro le famiglie sborseranno in media 100 euro. Gli zaini di marca costano per lo più attorno ai quaranta euro, ma se ne possono trovare anche da venti. Fra le griffe più richieste Winnie The Pooh, Toy story, Hulk, Piccoli Amici. Gli astucci a tre zip costano da 9 a 20 euro, i diari da 8 a 15. Per quanto riguarda le penne, il monitoraggio dell’ADICO rivela che le confezioni «convenienze» hanno costi che possono variare fra i 2,40 e i 6,20 euro. Per un pacco di matite servono in medi 2 euro. Alla fine, dunque, l’associazione dei consumatori calcola che per gli accessori le famiglie spenderanno fra i 25 e i 30 euro. Di fronte ai costi per l’istruzione, l’ADICO propone alcuni consigli per evitare eccessivi salassi. «Per quanto riguarda i testi scolastici – dice Carlo Garofolini – il suggerimento più ovvio è sfruttare i mercatini dell’usato. Fra gli accessori, invece, lo zaino è quello più costoso. Invitiamo dunque le mamme a non assecondare i figli nell’acquisto di articoli griffati spesso molto onerosi e poco funzionali».
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Le vostre segnalazioni

  1. Mario scrive:
    4 settembre 2010 alle 16:28

    Non è o, non tanto, il problema della spesa per frequentare la scuola d’obbligo.Quello che più dovrebbe essere importante è che tutti i Precari(io non lo sono) che negli ultimo venti anno sono stati introdotti,oggi non si possono mandare a casa.Per lo scrivente pare un atto antisociale.Quello che si dovrebbe fare,non mandarli fuori ma,occuparli ANCHE diversamente.Che poi se si sono fatti degli errori,questi per prima non dovrebbero essere più fatti,in secondo stringere non ai limiti Regionali ma,ai limiti intercomunali.E’come dire : i guai della pentola li conosce il mestolo!Ciao Mario.

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