Nel 2009 sono 8milioni le persone costrette a vivere con meno di mille euro al mese
15 luglio 2010
Nel 2009 il numero delle famiglie povere è rimasto invariato – si legge nel comunicato diffuso dall' Adico – con quasi 8 milioni di persone, pari al 13,1%, costrette a vivere con un reddito di 983 euro mensili.
Ma se il numero non cambia peggiorano le condizioni – evidenzia l'Adico – dove ad essere colpiti sono i giovani, il sud e le famiglie operaie. Questi in sintesi le cifre diffuse dall'Istat, che indicano come nel 2009 le famiglie povere hanno potuto contare su 17 euro in meno (rispetto al 2008) al mese.
Sempre nel 2009, sono 1 milione 162mila le famiglie (il 4,7%) che risultano in condizione di povertà assoluta per un totale di 3 milioni e 74 mila individui (il 5,2% della popolazione); stabili anch'esse rispetto al 2008.
Le ragioni per le quali il numero dei poveri non è nè aumentato nè diminuito, nel periodo considerato, sono state il calo dell'occupazione giovanile e gli ammortizzatori sociali che hanno contenuto gli effetti della crisi sulle famiglie.
Il Sud conferma i livelli di incidenza della povertà raggiunti nel 2008 (22,7% per la relativa e 7,7% per l'assoluta) e mostra un aumento del valore dell'intensità della povertà assoluta (dal 17,3% al 18,8%).
L'incidenza di povertà assoluta aumenta, tra il 2008 e il 2009, per le famiglie con persona di riferimento operaia (dal 5,9% al 6,9%), mentre l'incidenza di povertà relativa per queste famiglie aumenta solo nel centro (dal 7,9% all'11,3%). L'incidenza diminuisce invece a livello nazionale tra le famiglie con a capo un lavoratore in proprio (dall'11,2% all'8,7% per la povertà relativa, dal 4,5% al 3% per l'assoluta), più concentrate al nord rispetto al 2008.