Convivere in condominio con gli stranieri
8 settembre 2010
Il proprietario condomino sa a chi ha affittato il proprio immobile, le forze dell’ordine anche. Lo stabile però si riempie di facce nuove, alcune sembrano tutte uguali nel loro colore e tratto somatico, su altre non ci si sofferma molto in quanto le espressioni incutono timore , tante altre sono di eleganti e giovani signorine, frettolose e indaffarate. Questo “nuovo” mondo che si apre anche nel condominio crea non pochi problemi. Gli abitanti dello stabile non si conoscono più, i palazzi si riempiono di questa eterogenea componente sconosciuta tra di essa, troppe volte insofferente alle regole di buon vicinato. E pensare che, nella stragrande maggioranza dei casi , la vita in comune in un edificio e l’ingresso nella comproprietà dei beni, prevede l’assunzione di obblighi reciproci e convenzionali che non possono desumersi , per la loro natura complessa, semplicemente per legge, ma sono frutto di una articolata e sinergica vita sociale pressoché quotidiana.
Abbiamo anche prova dove le diversità di usi e costumi riescono a convivere in condominio positivamente e ordinatamente . Sono quelle situazioni , per la verità ancora poche, dove l’interesse ad un sistema di coabitazione pacifica , sicura e protettiva , viene percepita fortemente da tutti e ciascuno la difende.
Alla stessa stregua, proprio la difesa di tali desideri , la paura di perdere la propria sicurezza o di vedere la propria vita ,condizionata dalle paure per sé e i propri figli, soprattutto nella propria casa, comporta il nascere dei contrasti e delle incompatibilità che sfociano in forti tensioni. Da qui la richiesta di una norma che dovrebbe prevedere almeno una comunicazione all’amministrazione condominiale degli estremi dell’inquilino, il tipo di rapporto contrattuale e la durata di esso.
Penso che nessuna violazione alla privacy si possa intravvedere in tal senso, in quanto, il governo condominiale prevede nei suoi molteplici aspetti la necessaria conoscenza degli attori. Ciò potrebbe servire a stemperare parte delle tensioni che nascono per la presenza sconosciuta e anonima, ma soprattutto, servirebbe a responsabilizzare il conduttore/inquilino su gli aspetti comportamentali in ordine al rispetto delle condizioni regolamentari condominiali . Del resto non sfugge a nessuno l’esigenza di conformare l’offerta immobiliare ai tempi attuali , bisogna però che ciò avvenga nella compatibilità di salvaguardare anche l’interesse e il patrimonio di tutti.
Carlo Garofolini