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Gas, gli arriva una bolletta da 21 mila euro


27 aprile 2010

Venezia. Oltre 30 mila metri cubi di gas utilizzato in un solo mese (18 settembre-15 ottobre) per una spesa superiore ai 21 mila euro. Ma dove abita l’imprenditore veneziano Carlo Penso? In un castello, in una reggia o in un centro commerciale? Più semplicemente in un appartamento di 60 metri quadrati nel centro di Favaro – Venezia. E la bolletta da 21.306 euro inviatagli da Eni «Gas and Power» a novembre del 2007 sembrava un errore evidente risolvibile in poco tempo.  Invece, dopo un’odissea durata quasi tre anni, l’imprenditore qualche giorno fa ha ricevuto lo storno della fattura, ma s’è ritrovato un conto da quasi 3.500 euro. E ha dunque deciso di affidarsi ai legali dell’ADICO. L’odissea di Carlo Penso comincia a novembre del 2007, quando riceve a casa una spropositata bolletta dell’Eni Gas. Periodo: 18 settembre-15 ottobre; consumo: 30.562 metri cubi; importo: 21.167 euro. L’imprenditore comincia a tempestare il call center, con molte difficoltà e senza ottenere risposte. Allora a febbraio 2008 invia una contestazione a Eni SpA, nella quale spiega che la lettura del contatore del periodo precedente segnava un consumo di 169,716 metri cubi. Come può essere che nel periodo successivo, fra l’altro non particolarmente freddo, sia schizzata a oltre 30 mila? Il cliente, entrato in quella casa da qualche mese, rileva pure la mancata voltura a suo nome del contratto e fa notare che la superfattura non fa neppure riferimento al suo contatore, ma a quello di un inquilino dello stesso stabile. A marzo sempre del 2008, l’Eni comunica a Carlo Penso di aver sollecitato l’unità competente, evidenziando l’urgenza del problema. Poi l’imprenditore non riceve neppure le bollette. Però un anno dopo, febbraio 2009, ecco arrivargli in casa una diffida legale di Eni per il mancato pagamento della fattura da 21.167 euro. Apriti cielo. Il residente di Favaro non ci vede più e invia una «diffida alla vostra diffida legale» sottolineando ancora come «trattandosi di una utenza domestica relativa a una casa da 60 metri quadri, è abbastanza logico che il consumo di 30.256 metri cubi sia leggermente eccessivo». Un mese dopo, Eni risponde che «sono predisposte le opportune verifiche del caso». Il 23 settembre 2009 l’Eni risponde con parole che hanno il sapore della beffa: «La particolare intensità delle richieste pervenuteci negli ultimi mesi non ci ha fin qui consentito di fornirle un riscontro». A marzo 2010 Eni dà ragione all’imprenditore e il 30 dello stesso mese la situazione sembra risolta. L’Eni ratifica la lettura di 30.681 metri cubi di consumo, la porta a 70 e annuncia l’invio di una fattura di conguaglio. C’è lo storno, ma alla fine l’azienda richiede comunque un pagamento di circa 3.400 euro. Perché? Carlo Penso non se lo spiega e si affida ai legali dell’ADICO.
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