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Solo il 5,46% dei laureati assunti a contratto indeterminato


21 luglio 2010

Solo il 5,46 per cento dei neolaureati entrati in azienda quest’anno ha avuto la possibilità di firmare un contratto di lavoro a tempo indeterminato – si legge nel comunicato diffuso dall’ADICO – un terzo rispetto a sei anni fa.
Un dato emerso nell’indagine condotta da Gidp, l’associazione di responsabili delle risorse umane, che ha coinvolto un focus group di 120 direttori del personale.
La modalità di inserimento preferita dalle aziende sono per il 38% il tirocinio. Per coloro che riescono a superare positivamente lo stage verrà proposto nel 30% dei casi un contratto a tempo determinato, solamente al 17,45% un contratto a tempo indeterminato.
I titoli di laurea preferiti dalle imprese sono ingegneria o economia; seguono informatica 8% e giurisprudenza 5,5%.
Le funzioni aziendali che mostrano maggiore interesse occupazionale dinamismo per i laureati
sono l’area dell’amministazione, finanza e controllo. Seguono il commerciale, la progettazione e il marketing.
La paga d’entrata invece oscilla tra i 22 mila euro e i 26 mila. Più bassi i livelli retribuitivi dei metalmeccanici e più alti quelli del chimico e farmaceutico.
La dichiarazione del ministro dell’Economia, Tremonti di qualche mese  fa sull’importanza del posto fisso in Italia se si vuole un paese stabile aveva scatenato le critiche di Confindustria e l’interesse dei sindacati – ricorda il presidente dell’ADICO, Carlo Garofolini – la flessibilità del mercato del lavoro è diventata una risposta alla spietata concorrenza di paesi che possono permettersi costi di manodopera inimmaginabili per noi. Salvo poi scoprire che senza un posto fisso non si progetta, non si compra casa, non ci si sposa e non si fanno figli.
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Le vostre segnalazioni

  1. fuso scrive:
    21 luglio 2010 alle 17:56

    secondo me e molto semplice, dare un valore alla laurea chiudere le univerita non ha un certo livello e contrllare i laureati stranieri
    per ottenere un valore aggiunto come era una voltae non permettere di andare all’uninersita come e quanto si vuole fine anno promosso o bocciato e vedrai come si limiteranno i laureati

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