• home
  • chi siamo
  • progetti
  • link
  • sedi
  • iscrizioni
  • segnalazioni
  • contatti

I NOSTRI TEMI

  • Banca
  • Commercio
  • Economia
  • Frodi e giustizia
  • Informazione
  • Liberalizzazioni
  • Politica e Società
  • Previdenza e Lavoro
  • Salute e Alimentazione
  • Soldi e Fisco
  • Turismo

ADICO: sbagliato innalzare l’età pensionabile delle donne


9 giugno 2010

Non si è ancora certi se l'innalzamento dell'età pensionabile per le donne a 65 anni verrà probabilmente già inserita nella manovra finanziaria – si legge nella nota diffusa dall’ADICO – certo è che sfruttare il richiamo dell'Europa davvero è stata un’occasione propizia.
Questo significa che l’imposizione della Commissione UE Giustizia e Diritti civili tesa ad elevare, dal 2012, a 65 anni l’età pensionabile delle donne del pubblico impiego, sarà recepita dal Governo Italiano si avrà uno stop al pensionamento, per le lavoratrici donne di questo settore, per 7 anni.
Si tratta di un provvedimento rivolto ad una categoria di persone, le donne in questo caso, svolgono un’azione di supplenza alla scarsa attenzione delle Istituzioni verso i problemi della famiglia – denuncia il presidente dell’ADICO, Carlo Garofolini - che, per storia, consuetudine e tradizione, ricadono su di loro.
L’Europa avrebbe fatto bene ad intervenire per invitare il Governo ad un maggiore impegno per assicurare asili nido, maggiore aiuto ed assistenza a chi ha disabili in casa, anziani malati e quant’altro – incalza Carlo Garofolini – parlare di diritti delle donne elevando l’età pensionabile, a mio giudizio, è semplicemente sconcertante.

 

Share

Le vostre segnalazioni

  1. Norberto Presta scrive:
    10 giugno 2010 alle 03:10

    Sconcertante è una parola molto timida, immagino che il signore Garofolini voleva dire vergognosa, so che non può per la sua posizione istituzionale, ma io si posso; è spudoratamente vergognoso la mancanza d’impegno “per assicurare asili nido, maggiore aiuto ed assistenza a chi ha disabili in casa, anziani malati e quant’altro” e a questo aggiungere queste misure che non solo sono ingiuste ma anche “non intelligente”, è vergognoso.

  2. Claudia scrive:
    10 giugno 2010 alle 09:34

    E’ semplicemente vergognoso!!
    Io non ho parole per esprimere la mia indignazione difronte a questa indifferenza in cui passa tutto.
    Mi verrebbe da girare per le strade e urlare il mio sdegno.

  3. maria scrive:
    10 giugno 2010 alle 09:43

    Purtroppo in Italia il ruolo delle donne, in particolare parlo della maggioranza femminile che deve, per necessità, lavorare per mantenersi e mantenere una famiglia è sempre stato e purtroppo sarà quello vessato. Gli stipendi sono minori rispetto a quello dei colleghi maschi ed anche con maggiori responsabilità. Di questo sono certa per aver vissuto questa situazione personalmente. Alle donne non viene regalato il periodo di servizio militare o di leva. Ci mancava anche il pensionamento a 65 anni. Le donne che lavorano non si possono permettere un secondo lavoro perchè già lo hanno: la famiglia che è un lavoro non retribuito, carico di responsabilità e di estrema fatica (per quelle che non possono permettersi una extracomunitaria in casa).Anche se in percentuale ci sono sette donne per ogni uomo, eliminarci in modo subdolo non è molto carino.

  4. Vincenzina scrive:
    10 giugno 2010 alle 10:06

    é vero che la vita si è allungata ma non la qualità, quando avremo 65 anni non potremo fare le cose come le potrebbero fare i giovani, sia fisicamente che mentalmente.
    Se poi le statistiche dicono che le donne lavorano 3 ore in più al giorno rispetto agli uomini, dove sta la giustizia?

  5. NAUREDA CALDON scrive:
    10 giugno 2010 alle 10:13

    Oltre alla cura della famiglia, che grava normalmente sulla donna per sempre, molto spesso, le donne in pensione sono nonne a tempo pieno.
    Molti figli attendono il pensionamento delle madri per progettare a loro volta la nascita di un figlio.
    Questo è un duro colpo anche alla prospettiva di aumento delle nascite.
    Cordiali saluti.
    Naureda

  6. Sonia Serra scrive:
    10 giugno 2010 alle 10:27

    concordo con il commento del sig. Garofolini. E’ mai possibile che in questo paese non si possa mai guardare al dilà del proprio naso?

  7. Miledi scrive:
    11 giugno 2010 alle 10:29

    E’ una ingiustizia colossale, io vivo sola lavoro per mille euro al mese, ho due genitori anziani e malati da accudire e mia figlia stà aspettando che io vada in pensione per avere figli.Come me ci sono altre migliaia di situazioni come questa, dove sono gli ammortizzatori sociali? Forse è meglio se spostano la pensione così a 65 anni saremo già morte, ma di lavoro però!!!

  8. Marcella Corò scrive:
    14 giugno 2010 alle 01:58

    Ho “solo” 60 anni ed ho la fortuna di essere già in pensione. Ho ancora marito, figlio,un genitore non autosufficiente e casa da accudire ma l’impegno maggiore, da quando sono andata in pensione, è stato da subito sul fronte della difesa dell’ambiente e della salute.l’ho fatto e lo faccio anche per tutte le mie coetanee che ancora debbono lavorare. Donne stanche e stressate, impegnate a casa e sul posto di lavoro: quale tempo riescono a ritagliarsi per partecipare e per impegnarsi socialmente e civicamente? Questa ingiusta proposta di innalzamento dell’età pensionabile probabilmente è fatta anche per tenere la donna sempre più lontana dalla società, dai posti in cui si decide della vita e del futuro suo e dei suoi figli.

Lascia un Commento Annulla risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

*

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Gentile utente, il nome inserito nel campo omonimo verrà pubblicato nel commento.

Via Volturno n. 33 - 30173 VENEZIA
tel. 041.5349637 - fax 041.5349637
info@associazionedifesaconsumatori.it
Realizzazione siti web Elinet con Wordpress