I salari italiani sono inferiori del 16,5% rispetto l’ Europa
11 maggio 2010
I salari italiani si collocano agli ultimi posti rispetto gli altri Paesi Ocse – denunciano dalla segreteria dell’ADICO – con guadagni inferiori al 16,5% rispetto alla media dei trenta Paesi.
Dal sondaggio, che vede l’Italia al 23° posto, risultano particolarmente penalizzati i single e senza figli, i cui salari restano ai livelli più bassi tra i paesi Ocse, superati anche dagli stipendi in Spagna e Grecia, mentre l'Italia vanta una pressione fiscale sulle retribuzioni ai livelli più elevati. I dati sono riferiti al 2009 e l'Italia si colloca nella stessa posizione dell'anno precedente. E' quanto risulta dal Rapporto 'Taxing Wages' dell'Ocse.
Dove l’Italia si colloca ai primi posti – fa notare il presidente dell’ADICO, Carlo Garofolini – riguarda il peso delle tasse e contributi sui salari, che incide per il 46,5% sullo stipendio.
Infatti il cosiddetto cuneo fiscale, che calcola la differenza tra quanto pagato dal datore di lavoro e quanto effettivamente finisce in tasca al lavoratore colloca l'Italia è al sesto posto per peso fiscale sugli stipendi, dopo Belgio (55,2%), Ungheria (53,4%), Germania (50,9%), Francia (49,2%), Austria (47,9%).
In Italia, precisa però l'Ocse, hanno un impatto rilevante sulla differenza tra salario lordo e netto anche i cosiddetti 'pagamenti obbligatori non fiscali', rappresentati dal tfr, che aumentano la pressione di un ulteriore 3%. "Aggiungendo questa variabile – spiega un economista dell' Ocse – l’incidenza delle tasse sui salari in Italia sale oltre il 49%, portando il Paese a superare la Francia in termini di quota di imposizione".
Dal sondaggio, che vede l’Italia al 23° posto, risultano particolarmente penalizzati i single e senza figli, i cui salari restano ai livelli più bassi tra i paesi Ocse, superati anche dagli stipendi in Spagna e Grecia, mentre l'Italia vanta una pressione fiscale sulle retribuzioni ai livelli più elevati. I dati sono riferiti al 2009 e l'Italia si colloca nella stessa posizione dell'anno precedente. E' quanto risulta dal Rapporto 'Taxing Wages' dell'Ocse.
Dove l’Italia si colloca ai primi posti – fa notare il presidente dell’ADICO, Carlo Garofolini – riguarda il peso delle tasse e contributi sui salari, che incide per il 46,5% sullo stipendio.
Infatti il cosiddetto cuneo fiscale, che calcola la differenza tra quanto pagato dal datore di lavoro e quanto effettivamente finisce in tasca al lavoratore colloca l'Italia è al sesto posto per peso fiscale sugli stipendi, dopo Belgio (55,2%), Ungheria (53,4%), Germania (50,9%), Francia (49,2%), Austria (47,9%).
In Italia, precisa però l'Ocse, hanno un impatto rilevante sulla differenza tra salario lordo e netto anche i cosiddetti 'pagamenti obbligatori non fiscali', rappresentati dal tfr, che aumentano la pressione di un ulteriore 3%. "Aggiungendo questa variabile – spiega un economista dell' Ocse – l’incidenza delle tasse sui salari in Italia sale oltre il 49%, portando il Paese a superare la Francia in termini di quota di imposizione".