• home
  • chi siamo
  • progetti
  • link
  • sedi
  • iscrizioni
  • segnalazioni
  • contatti

I NOSTRI TEMI

  • Banca
  • Commercio
  • Economia
  • Frodi e giustizia
  • Informazione
  • Liberalizzazioni
  • Politica e Società
  • Previdenza e Lavoro
  • Salute e Alimentazione
  • Soldi e Fisco
  • Turismo

Invasi dal “contraffatto” pomodoro cinese


13 luglio 2010

E’ di qualche giorno fa la notizia della pericolosa diffusione che il pomodoro cinese sta avendo in Europa – si legge nel comunicato diffuso dall’ADICO – triplicata addirittura nel trimestre dicembre-febbraio 2010 rispetto al precedente dello stesso anno quando in Italia sono arrivati 82 milioni di chili di concentrato da spacciare come Made in Italy.
A lanciare l’allarme è stato il presidente della Coldiretti Sergio Marini, in occasione della presentazione del dossier sulle importazioni di concentrato di pomodoro cinese, elaborato insieme alle cooperative agricole dell'Unci e alle industrie conserviere dell'Aiipa (Associazione italiana industrie prodotti alimentari).
Secondo la denuncia della Coldiretti dalle navi sbarcano fusti di oltre 200 chili di peso, circa 1.000 al giorno, con concentrato da rilavorare e confezionare come italiano; questo perché nei contenitori al dettaglio, precisa la Coldiretti, è obbligatorio indicare solo il luogo di confezionamento ma non quello di coltivazione.
Si tratta di un quantitativo che corrisponde a circa il 10% della produzione di pomodoro fresco destinato alla trasformazione realizzata in Italia.
Se i marchi italiani vengono clonati di tutto punto, con confezioni identiche alle originali vendute in scatole da 400 e da 2.200 grammi come doppio concentrato (28%) con la scritta '100% prodotto italiano – spiega il presidente dell’ADICO, Carlo Garofolini – di pomodoro vero ce n'é ben poco, in quanto la maggior parte del prodotto è costituito da scarti vegetali, quali bucce e semi di diversi ortaggi e frutti, con livelli di muffe che eccedono i limiti di legge previsti dalla legislazione italiana.
  • Share/Bookmark

Le vostre segnalazioni

  1. maestrosergio scrive:
    13 luglio 2010 alle 13:36

    Ma è così complicato individuare le ditte (e quindi i marchi) che acquistano e spacciano queste porcherie?

  2. fuso scrive:
    13 luglio 2010 alle 15:29

    CI VOGLIONE LEGGI CHE VANNO RISPETTATE SOPRATUTTO DAI GIUDICI CHE DOVREBBERO CONDANNARE TUTTI QUESTI FIGLI DI ………………..MA DI QUALUNQUE REATO IMPORTANTE………..SE LI PRENDONO E DOPO 2 GIORNISONO SONO FUORI NON NE USCIREMO MAI

  3. antonio scrive:
    13 luglio 2010 alle 16:38

    concentrato di pomodore inportato dalla cina. nessuno ne parla cosa succede quanto aprono questi fusti di concettrato sopra ci sono migliai di vermi .
    nonostate questo tutto tranquillo e si va avanti
    ma che ci fanno mangiari i nostri signori governandi coloro che dovrebbero viggilare sulla saluta degli italiani ormai abbiamo toccato il fondo

  4. Antonio scrive:
    13 luglio 2010 alle 17:24

    E’ possibile che siamo nella m… fino al collo e nessuno prede provvedimenti ? com’è per il pomodoro è per tutto il resto, tutti lo sanno e le cose continuano a funzionare così.

  5. luciano pellegrini scrive:
    14 luglio 2010 alle 20:24

    Ma questi bidoni saranno trasportati a qualche azienda….Ci vorrà una bolla di accompagnamento con la descrizione del prodotto.Ma la finanza- la capitaneria di porto che sono presenti ad ogni porto, cosa fanno?
    Ci vuole poco a rendere pubblico chi sono le aziende che acquistano questo prodotto. Poi il consumatore farà le sue scelte!

  6. mannarino mario scrive:
    14 luglio 2010 alle 20:24

    I NOSTRI PARLAMENTARI SI PERDONO PER MESI A DISCUTERE LEGGI CHE RIGUARDANO SOLTANTO ED ESCLUSIMENTE LORO ED I LORO COMPARI, MA DI COSE VEREAMENTE SERIE CHE RIGUARDANO I CITTADINI SE NE INFISCHIANO

  7. sandra scrive:
    18 luglio 2010 alle 11:32

    Ma cosa possiamo fare noi consumatori per difenderci da tutto questo, possibile che coloro che ci dovrebbero tutelare con leggi appropriate(eletti e pagati per fare ciò) pensino solo ai loro problemi personali e al loro tornaconto, ma in che paese viviamo!!!!

  8. giacomo scrive:
    19 luglio 2010 alle 12:08

    Il ministro dell’agricoltura cosa ci stà a fare? Solo a rincorrere e giustificare gli evasori delle quote latte, coloro a cui il leghista più intelligente, “la trota” (leggi l’erede di Bossi!!) ha assicurato clemenza? Ma faccia quello che deve e tuteli anche noi poveri e indifesi consumatori oltre naturalmente i nostri coltivatori diretti che ci mettono oltra alla faccia anche il portafoglio, il sudore e la schiena.

Scrivi un commento

Via Volturno n. 33 - 30173 VENEZIA
tel. 041.5349637 - fax 041.5349637
info@associazionedifesaconsumatori.it
Realizzazione siti web Elinet con Wordpress