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ADICO: ecco spiegate le deduzioni e le detrazioni


21 maggio 2010

Molte persone che in questi giorni sono alle prese con la compilazione della dichiarazione dei redditi capiterà, di trovarsi a dover distinguere proprio le spese detraibili da quelle deducibili.
A tal proposito gli esperti dell’ADICO vogliono aiutare il contribuente a comprenderne la differenza imparando anche a distinguerle nel valore e nella convenienza.
La deduzione fiscale è un’agevolazione che opera sul reddito imponibile, vale a dire quello su cui vengono applicate le aliquote percentuali delle imposte sui redditi. Al momento di calcolare l’imponibile (cioè l’ammontare complessivo dei redditi tassabili) vengono dedotte le somme che costituiscono proprio la deduzione. Queste somme possono essere previste dal Fisco (deduzioni per carichi familiari, per categorie di lavoro) o possono essere applicate dal contribuente, qualora si tratti di spese su cui è stata concessa un’agevolazione (oneri deducibili). Così se il reddito lordo prima di applicare lo sconto è pari a 20.000 euro, sottraendo deduzioni per un ammontare di 3.000 euro si ottiene un reddito imponibile (su cui viene calcolata l’imposta) di 17.000 euro.
Alcuni esempi di deduzione sono i contributi previdenziali e assistenziali, gli assegni periodici corrisposti al coniuge legalmente separato, le erogazioni liberali a favore di istituzioni religiose, le spese mediche e di assistenza specifica per i portatori di handicap, i contributi previdenziali e assistenziali versati alle forme pensionistiche obbligatorie e complementari, la quietanza di pagamento RC con indicata la quota per il Servizio Sanitario Nazionale o i contributi previdenziali versati per gli addetti ai servizi domestici e familiari.
Quando, invece, si parla di detrazione vanno intesi gli importi che il contribuente ha il diritto di sottrarre dall’imposta lorda (totale delle tasse sui redditi di cui si è debitori verso lo Stato) per stabilire così l’imposta netta dovuta. In particolare spettano ai contribuenti che hanno familiari a carico o che posseggono redditi di lavoro dipendente o di pensione, di lavoro autonomo o professionale e di impresa minore. In pratica, se effettuati tutti i conteggi l’imposta da pagare è pari a 20.000 euro e la detrazione massima concessa è 5.000 euro, l’importo che si dovrà effettivamente pagare è 15.000 euro.
In questo caso, tra i documenti da allegare che consentono la detrazione del 19% dell’Irpef ci sono gli interessi passivi dei mutui ipotecari per l’acquisto dell’abitazione principale, i medicinali, le spese di istruzione (corsi di istruzione secondaria, università, master, specializzazioni e dottorati di ricerca. Anche i fuori corso possono riscattare le tasse), l’affitto degli gli studenti, le attività sportive dei figli, l’auto-aggiornamento degli insegnanti e l’abbonamento ai mezzi pubblici.
Consentono, invece, la detrazioni del 36% i lavori di ristrutturazione per un massimo di 48mila euro, mentre ammonta al 55% lo sconto per le spese relative agli interventi finalizzati al risparmio energetico degli edifici esistenti, come i pannelli solari.
È del 20%, infine, il bonus per l’acquisto di frigoriferi e congelatori di classe A+ o superiore. Da quest’anno, inoltre, è stata introdotta la possibilità di detrarre una parte della spesa per l’acquisto di mobili, tv e computer. Ma solo se si tratta di oggetti destinati ad arredare case ristrutturate. La detrazione è del 20% fino a un massimo di 10mila euro a immobile e verrà ripartita in cinque rate.
Ultimi giri delle lancette per la scadenza della dichiarazione dei redditi. Entro la fine del mese, il modello dovrà essere consegnato al datore di lavoro. In questo caso, sarà possibile avere le trattenute, o il rimborso, direttamente nella busta paga di luglio.
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Le vostre segnalazioni

  1. gaetano scrive:
    22 maggio 2010 alle 09:39

    grazie mille,siete sempre disponibili ad aiutare i contribuenti e dare informazioni utili.GRAZIE MILLE DI CUORE

    caso gaetano

  2. gaetano scrive:
    22 maggio 2010 alle 09:50

    volevo farvi presente un problema che certamente attirerà la vostra organizzazione.Spesso apriamo dei finanziamenti privati con a seguito, per garanzia,ci fanno fare una assicurazione come garamzia!!Solo che certi punti non sono chiari o al limite sono a libera interpretazione!!!Pewr esempio,se perdo il posto di lavoro!!Giustamente cè scritto in “caso di licenziamento x giusta causa”!!! D accordo ma non specifica il trattamento economiuco cioè se vengo licenziato non è giusto chr per esempio la mia liquidazione venga SEQUESTRATA!!io x esempio ho preso un finanz.di 6000 euro e mi hanno fatto stipulare 1 assicurazione per la cifra di 1000 euro!!se vengo licenziato e loro saldano il debito con la mia liquidazione,che pago a fare la assic. di 1000 euro??Mi sembra un controsenso e pure 1 truffa!!!Datemi voi un cosiglio.
    GRAZIE MILLE Caso Gaetano

  3. Colombo Carlo scrive:
    22 maggio 2010 alle 09:52

    Molto utile il chiarimento DEDUZIONUI (dall’imponibile) DETRAZIONI (dalle somme sovute)

  4. maria scrive:
    22 maggio 2010 alle 11:22

    E’ comunque una giungla, conoscere tutto quello che si può detrarre, dovrebbe essere chiesto ad un mago. Mi pongo una domanda: perchè ci si può detrarre un mutuo e l’affitto per chi è impossibilitato a comprarsi una casa no, se non in minima parte. Cosa certa è che l’Italia sopravvive solo per le tasse di coloro che sono a reddito fisso (impiegati e pensionati con un massimo di 1.000euro, considerando che sono quelli più bersagliati, come se a queste persone non capitassero guai più grandi del loro importo mensile al netto). I cosiddetti single sono quelli che pagano più tasse. Vi ringrazio di essere sempre aggiornata dalla Vostra Associazione che svolge un lavoro ottimo.

  5. mario scrive:
    23 maggio 2010 alle 07:47

    Chiaro la differenza fra DEDUZIONI E DETRAZIONI .
    Per le detrazioni del 36% e 55% chiedo se l’iva sulla fattura da applicare è del 10 o 20%? ed inoltre di avere la procedura completa con relativi moduli per la compilazione e l’invio agli enti competenti.(con relativo indirizzo).
    Ringrazio e saluto-M.Z.

  6. CARLO scrive:
    25 maggio 2010 alle 23:04

    carissimi dell’ADICO,
    trovo la vostra informativa sulle detrazioni e deduzioni molto interessante anche se vi siete dimenticati di suggerire quale delle due è più importante dal punto di vista del vantaggio. Io non lo voglio dire… anche perchè voglio cogliere l’occasione per attirare la vostra attenzione ed interesse su un’altra questione che preme a tutti noi e cioè qual’è il vero criterio che viene effettivamente considerato dai raffinatori di petrolio per applicare i loro aumenti che a noi sembrano tanto astrusi ma che devono comunque riferirsi a qualche parametro che a noi, al momento, appare astruso. Bisogna ragionare fuori dagli schemi, ed io credo di aver trovato la risposta.Che è sostanzialmente anche molto semplice;una sorta di uovo di Colombo. Ho avuto l’illuminazione compilando lo schema che mi sono autoprodotto per conteggiare le mie spese di fine anno ai fini fiscali ed ho notato che nonostante avessi cambiato la mia auto con una più conveniente dal punto di vista dei consumi di carburante,la mia spesa annuale per tale voce si manteneva pressochè costante. A questo punto ho capito in un attimo quanto c’era da capire che è allo stesso tempo semplice e… grezzo, come il ragionamento di uno spala soldi come sono le cd. sette sorelle.. Forse a questo punto lo avrete capito anche voi.In breve il concetto: ai signori raffinatori della crescita o diminuizione del greggio al barile non gliene può fregare nulla di niente perchè il loro ragionamento è un altro : “un tempo le auto facevano in media otto chilometri al litro e noi produttori guadagnavamo una certa cifra ogni ,ad esempio, cento chilometri. Tale cifra,ovviamente, non potrebbe mantenersi tale se il prezzo del carburante al litro non si andasse via via ad adeguare ai sempre migliori rendimenti delle nuove auto in commercio che arrivano al giorno d’oggi a percorrere anche venticinque chilometri al litro.Ciò, ai loro occhi, apparrebbe come un ingiusto arricchimento dell’utente a loro danno se gli aumenti non tenessero conto principalmente di questo fondamentale parametro. Questo starebbe a significare, in buona sostanza, che se prima per fare cento chilometri ci volevano dieci litri, se un giorno quei cento chilometri potranno essere percorsi con un solo litro,… quel litro, i raffinatori, ce lo faranno pagare come i dieci del passato,… ma questo sta già accadendo e va di pari passo con l’avanzare della tecnologia dei costruttori di auto mentre noi guardiamo altrove senza capire.. E’ quindi il rendimento medio delle auto che decide il vero prezzo della benzina e non il mercato del greggio.Perciò tranquilli, proseguendo con questo ragionamento, andremo a pagare anche l’acqua come la benzina, è solo questione di tempo. E ciò avverrà puntualmente il giorno che verranno prodotti i motori che utilizzeranno l’acqua ( che sappiamo essere una combinazione chimica di due molecole di idrogeno ed una di ossigeno, entrambi elementi altamente infiammabili) come carburante….ed hai visto mai che la privatizzazione dell’acqua non abbia dietro proprio questo motivo?
    Che ve ne pare?
    Saluti
    Carlo

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