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INFORMATIVA SULLA PRIVACY (TESTO UNICO DECRETO LEGGE 30 GIUGNO 2003/196)

In conformita` con le disposizioni in materia di invii telematici in vigore dal 1 gennaio ’04 (Testo Unico sulla tutela della privacy emanato con D.Lgs 196/2003 pubblicato sulla G.U. n.174), vi informiamo che il vostro indirizzo e-mail e` stato reperito dalla nostra associazione attraverso vostra mail da noi ricevuta o da voi comunicataci nella nostra sede. Tutti i destinatari sono in copia nascosta (privacy L. 75/96). si precisa che le informazioni contenute in questo messaggio sono riservate ed a uso esclusivo del destinatario. Qualora il messaggio in parola Le fosse pervenuto per errore, la preghiamo di eliminarlo senza copiarlo e di non inoltrarlo a terzi, dandocene gentilmente comunicazion. Se non desideri ricevere ulteriori nostre comunicazioni o newsletter e rimuovere il tuo indirizzo e-mail dal nostro database Elimina la tua sottoscrizione dai comunicati Adico

Qui di seguito trovate il Testo Unico sulla privacy completo. (decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 – codice in materia di protezione dei dati personali)

PARTE I

DISPOSIZIONI GENERALI

Titolo I

PRINCIPI GENERALI

Art. 1

(Diritto alla protezione dei dati personali)

1. Chiunque ha diritto alla protezione dei dati personali che lo riguardano.

Art. 2

(Finalita)

1. Il presente testo unico, di seguito denominato “codice”, garantisce che il

trattamento dei dati personali si svolga nel rispetto dei diritti e delle

liberta’ fondamentali, nonche’ della dignita’ dell’interessato, con particolare

riferimento alla riservatezza, all’identita’ personale e al diritto alla

protezione dei dati personali.

2. Il trattamento dei dati personali e’ disciplinato assicurando un elevato

livello di tutela dei diritti e delle liberta’ di cui al comma 1 nel rispetto

dei principi di semplificazione, armonizzazione ed efficacia delle modalita’

previste per il loro esercizio da parte degli interessati, nonche’ per

l’adempimento degli obblighi da parte dei titolari del trattamento.

Art. 3

(Principio di necessita’ nel trattamento dei dati)

1. I sistemi informativi e i programmi informatici sono configurati riducendo al

minimo l’utilizzazione di dati personali e di dati identificativi, in modo da

escluderne il trattamento quando le finalita’ perseguite nei singoli casi

possono essere realizzate mediante, rispettivamente, dati anonimi od opportune

modalita’ che permettano di identificare l’interessato solo in caso di

necessita’.

Art. 4

(Definizioni)

1. Ai fini del presente codice si intende per:

a) “trattamento”, qualunque operazione o complesso di operazioni, effettuati

anche senza l’ausilio di strumenti elettronici, concernenti la raccolta, la

registrazione, l’organizzazione, la conservazione, la consultazione,

l’elaborazione, la modificazione, la selezione, l’estrazione, il raffronto,

l’utilizzo, l’interconnessione, il blocco, la comunicazione, la diffusione, la

cancellazione e la distruzione di dati, anche se non registrati in una banca di

dati;

b) “dato personale”, qualunque informazione relativa a persona fisica, persona

giuridica, ente od associazione, identificati o identificabili, anche

indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione, ivi

compreso un numero di identificazione personale;

c) “dati identificativi”, i dati personali che permettono l’identificazione

diretta dell’interessato;

d) “dati sensibili”, i dati personali idonei a rivelare l’origine razziale ed

etnica, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni

politiche, l’adesione a partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a

carattere religioso, filosofico, politico o sindacale, nonche’ i dati personali

idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale;

e) “dati giudiziari”, i dati personali idonei a rivelare provvedimenti di cui

all’articolo 3, comma 1, lettere da a) a o) e da r) a u), del d.P.R. 14 novembre

2002, n. 313, in materia di casellario giudiziale, di anagrafe delle sanzioni

amministrative dipendenti da reato e dei relativi carichi pendenti, o la

qualita’ di imputato o di indagato ai sensi degli articoli 60 e 61 del codice di

procedura penale;

f) “titolare”, la persona fisica, la persona giuridica, la pubblica

amministrazione e qualsiasi altro ente, associazione od organismo cui competono,

anche unitamente ad altro titolare, le decisioni in ordine alle finalita’, alle

modalita’ del trattamento di dati personali e agli strumenti utilizzati, ivi

compreso il profilo della sicurezza;

g) “responsabile”, la persona fisica, la persona giuridica, la pubblica

amministrazione e qualsiasi altro ente, associazione od organismo preposti dal

titolare al trattamento di dati personali;

h) “incaricati”, le persone fisiche autorizzate a compiere operazioni di

trattamento dal titolare o dal responsabile;

i) “interessato”, la persona fisica, la persona giuridica, l’ente o

l’associazione cui si riferiscono i dati personali;

l) “comunicazione”, il dare conoscenza dei dati personali a uno o piu’ soggetti

determinati diversi dall’interessato, dal rappresentante del titolare nel

territorio dello Stato, dal responsabile e dagli incaricati, in qualunque forma,

anche mediante la loro messa a disposizione o consultazione;

m) “diffusione”, il dare conoscenza dei dati personali a soggetti indeterminati,

in qualunque forma, anche mediante la loro messa a disposizione o consultazione;

n) “dato anonimo”, il dato che in origine, o a seguito di trattamento, non puo’

essere associato ad un interessato identificato o identificabile;

o) “blocco”, la conservazione di dati personali con sospensione temporanea di

ogni altra operazione del trattamento;

p) “banca di dati”, qualsiasi complesso organizzato di dati personali, ripartito

in una o piu’ unita’ dislocate in uno o piu’ siti;

q) “Garante”, l’autorita’ di cui all’articolo 153, istituita dalla legge 31

dicembre 1996, n. 675,

2. Ai fini del presente codice si intende, inoltre, per:

a) “comunicazione elettronica”, ogni informazione scambiata o trasmessa tra un

numero finito di soggetti tramite un servizio di comunicazione elettronica

accessibile al pubblico. Sono escluse le informazioni trasmesse al pubblico

tramite una rete di comunicazione elettronica, come parte di un servizio di

radiodiffusione, salvo che le stesse informazioni siano collegate ad un abbonato

o utente ricevente, identificato o identificabile;

b) “chiamata”, la connessione istituita da un servizio telefonico accessibile al

pubblico, che consente la comunicazione bidirezionale in tempo reale;

c) “reti di comunicazione elettronica”, i sistemi di trasmissione, le

apparecchiature di commutazione o di instradamento e altre risorse che

consentono di trasmettere segnali via cavo, via radio, a mezzo di fibre ottiche

o con altri mezzi elettromagnetici, incluse le reti satellitari, le reti

terrestri mobili e fisse a commutazione di circuito e a commutazione di

pacchetto, compresa Internet, le reti utilizzate per la diffusione circolare dei

programmi sonori e televisivi, i sistemi per il trasporto della corrente

elettrica, nella misura in cui sono utilizzati per trasmettere i segnali, le

reti televisive via cavo, indipendentemente dal tipo di informazione

trasportato;

d) “rete pubblica di comunicazioni”, una rete di comunicazioni elettroniche

utilizzata interamente o prevalentemente per fornire servizi di comunicazione

elettronica accessibili al pubblico;

e) “servizio di comunicazione elettronica”, i servizi consistenti esclusivamente

o prevalentemente nella trasmissione di segnali su reti di comunicazioni

elettroniche, compresi i servizi di telecomunicazioni e i servizi di

trasmissione nelle reti utilizzate per la diffusione circolare radiotelevisiva,

nei limiti previsti dall’articolo 2, lettera c), della direttiva 2002/21/CE del

Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 marzo 2002;

f) “abbonato”, qualunque persona fisica, persona giuridica, ente o associazione

parte di un contratto con un fornitore di servizi di comunicazione elettronica

accessibili al pubblico per la fornitura di tali servizi, o comunque

destinatario di tali servizi tramite schede prepagate;

g) “utente”, qualsiasi persona fisica che utilizza un servizio di comunicazione

elettronica accessibile al pubblico, per motivi privati o commerciali, senza

esservi necessariamente abbonata;

h) “dati relativi al traffico”, qualsiasi dato sottoposto a trattamento ai fini

della trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica

o della relativa fatturazione;

i) “dati relativi all’ubicazione”, ogni dato trattato in una rete di

comunicazione elettronica che indica la posizione geografica

dell’apparecchiatura terminale dell’utente di un servizio di comunicazione

elettronica accessibile al pubblico;

l) “servizio a valore aggiunto”, il servizio che richiede il trattamento dei

dati relativi al traffico o dei dati relativi all’ubicazione diversi dai dati

relativi al traffico, oltre a quanto e’ necessario per la trasmissione di una

comunicazione o della relativa fatturazione;

m) “posta elettronica”, messaggi contenenti testi, voci, suoni o immagini

trasmessi attraverso una rete pubblica di comunicazione, che possono essere

archiviati in rete o nell’apparecchiatura terminale ricevente, fino a che il

ricevente non ne ha preso conoscenza.

3. Ai fini del presente codice si intende, altresi’, per:

a) “misure minime”, il complesso delle misure tecniche, informatiche,

organizzative, logistiche e procedurali di sicurezza che configurano il livello

minimo di protezione richiesto in relazione ai rischi previsti nell’articolo 31;

b) “strumenti elettronici”, gli elaboratori, i programmi per elaboratori e

qualunque dispositivo elettronico o comunque automatizzato con cui si effettua

il trattamento;

c) “autenticazione informatica”, l’insieme degli strumenti elettronici e delle

procedure per la verifica anche indiretta dell’identita’;

d) “credenziali di autenticazione”, i dati ed i dispositivi, in possesso di una

persona, da questa conosciuti o ad essa univocamente correlati, utilizzati per

l’autenticazione informatica;

e) “parola chiave”, componente di una credenziale di autenticazione associata ad

una persona ed a questa nota, costituita da una sequenza di caratteri o altri

dati in forma elettronica;

f) “profilo di autorizzazione”, l’insieme delle informazioni, univocamente

associate ad una persona, che consente di individuare a quali dati essa puo’

accedere, nonche’ i trattamenti ad essa consentiti;

g) “sistema di autorizzazione”, l’insieme degli strumenti e delle procedure che

abilitano l’accesso ai dati e alle modalita’ di trattamento degli stessi, in

funzione del profilo di autorizzazione del richiedente.

4. Ai fini del presente codice si intende per:

a) “scopi storici”, le finalita’ di studio, indagine, ricerca e documentazione

di figure, fatti e circostanze del passato;

b) “scopi statistici”, le finalita’ di indagine statistica o di produzione di

risultati statistici, anche a mezzo di sistemi informativi statistici;

c) “scopi scientifici”, le finalita’ di studio e di indagine sistematica

finalizzata allo sviluppo delle conoscenze scientifiche in uno specifico

settore.

Art. 5

(Oggetto ed ambito di applicazione)

1. Il presente codice disciplina il trattamento di dati personali, anche

detenuti all’estero, effettuato da chiunque e’ stabilito nel territorio dello

Stato o in un luogo comunque soggetto alla sovranita’ dello Stato.

2. Il presente codice si applica anche al trattamento di dati personali

effettuato da chiunque e’ stabilito nel territorio di un Paese non appartenente

all’Unione europea e impiega, per il trattamento, strumenti situati nel

territorio dello Stato anche diversi da quelli elettronici, salvo che essi siano

utilizzati solo ai fini di transito nel territorio dell’Unione europea. In caso

di applicazione del presente codice, il titolare del trattamento designa un

proprio rappresentante stabilito nel territorio dello Stato ai fini

dell’applicazione della disciplina sul trattamento dei dati personali.

3. Il trattamento di dati personali effettuato da persone fisiche per fini

esclusivamente personali e’ soggetto all’applicazione del presente codice solo

se i dati sono destinati ad una comunicazione sistematica o alla diffusione. Si

applicano in ogni caso le disposizioni in tema di responsabilita’ e di sicurezza

dei dati di cui agli articoli 1 e 31.

Art. 6

(Disciplina del trattamento)

1. Le disposizioni contenute nella presente Parte si applicano a tutti i

trattamenti di dati, salvo quanto previsto, in relazione ad alcuni trattamenti,

dalle disposizioni integrative o modificative della Parte II.

Titolo II

DIRITTI DELL’INTERESSATO

Art. 7

(Diritto di accesso ai dati personali ed altri diritti)

1. L’interessato ha diritto di ottenere la conferma dell’esistenza o meno di

dati personali che lo riguardano, anche se non ancora registrati, e la loro

comunicazione in forma intelligibile.

2. L’interessato ha diritto di ottenere l’indicazione:

a) dell’origine dei dati personali;

b) delle finalita’ e modalita’ del trattamento;

c) della logica applicata in caso di trattamento effettuato con l’ausilio di

strumenti elettronici;

d) degli estremi identificativi del titolare, dei responsabili e del

rappresentante designato ai sensi dell’articolo 5, comma 2;

e) dei soggetti o delle categorie di soggetti ai quali i dati personali possono

essere comunicati o che possono venirne a conoscenza in qualita’ di

rappresentante designato nel territorio dello Stato, di responsabili o

incaricati.

3. L’interessato ha diritto di ottenere:

a) l’aggiornamento, la rettificazione ovvero, quando vi ha interesse,

l’integrazione dei dati;

b) la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati

trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non e’ necessaria la

conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o

successivamente trattati;

c) l’attestazione che le operazioni di cui alle lettere a) e b) sono state

portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai

quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale

adempimento si rivela impossibile o comporta un impiego di mezzi manifestamente

sproporzionato rispetto al diritto tutelato.

4. L’interessato ha diritto di opporsi, in tutto o in parte:

a) per motivi legittimi al trattamento dei dati personali che lo riguardano,

ancorche’ pertinenti allo scopo della raccolta;

b) al trattamento di dati personali che lo riguardano a fini di invio di

materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di

mercato o di comunicazione commerciale.

Art. 8

(Esercizio dei diritti)

1. I diritti di cui all’articolo 7 sono esercitati con richiesta rivolta senza

formalita’ al titolare o al responsabile, anche per il tramite di un incaricato,

alla quale e’ fornito idoneo riscontro senza ritardo.

2. I diritti di cui all’articolo 7 non possono essere esercitati con richiesta

al titolare o al responsabile o con ricorso ai sensi dell’articolo 145, se i

trattamenti di dati personali sono effettuati:

a) in base alle disposizioni del decreto-legge 3 maggio 1991, n. 143,

convertito, con modificazioni, dalla legge luglio 1991, n. 197, e successive

modificazioni, in materia di riciclaggio;

b) in base alle disposizioni del decreto-legge 31 dicembre 1991, n. 419,

convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 1992, n. 172, e

successive modificazioni, in materia di sostegno alle vittime di richieste

estorsive;

c) da Commissioni parlamentari d’inchiesta istituite ai sensi dell’articolo 82

della Costituzione;

d) da un soggetto pubblico, diverso dagli enti pubblici economici, in base ad

espressa disposizione di legge, per esclusive finalita’ inerenti alla politica

monetaria e valutaria, al sistema dei pagamenti, al controllo degli intermediari

e dei mercati creditizi e finanziari, nonche’ alla tutela della loro stabilita’;

e) ai sensi dell’articolo 24, comma 1, lettera f), limitatamente al periodo

durante il quale potrebbe derivarne un pregiudizio effettivo e concreto per lo

svolgimento delle investigazioni difensive o per l’esercizio del diritto in sede

giudiziaria;

f) da fornitori di servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico

relativamente a comunicazioni telefoniche in entrata, salvo che possa derivarne

un pregiudizio effettivo e concreto per lo svolgimento delle investigazioni

difensive di cui alla legge 7 dicembre 2000, n. 397;

g) per ragioni di giustizia, presso uffici giudiziari di ogni ordine e grado o

il Consiglio superiore della magistratura o altri organi di autogoverno o il

Ministero della giustizia;

h) ai sensi dell’articolo 53, fermo restando quanto previsto dalla legge 1

aprile 1981, n. 121.

3. Il Garante, anche su segnalazione dell’interessato, nei casi di cui al comma

2, lettere a), b), d), e) ed f) provvede nei modi di cui agli articoli 157, 158

e 159 e, nei casi di cui alle lettere c), g) ed h) del medesimo comma, provvede

nei modi di cui all’articolo 160.

4. L’esercizio dei diritti di cui all’articolo 7, quando non riguarda dati di

carattere oggettivo, puo’ avere luogo salvo che concerna la rettificazione o

l’integrazione di dati personali di tipo valutativo, relativi a giudizi,

opinioni o ad altri apprezzamenti di tipo soggettivo, nonche’ l’indicazione di

condotte da tenersi o di decisioni in via di assunzione da parte del titolare

del trattamento.

Art. 9

(Modalita’ di esercizio)

1. La richiesta rivolta al titolare o al responsabile puo’ essere trasmessa

anche mediante lettera raccomandata, telefax o posta elettronica. Il Garante

puo’ individuare altro idoneo sistema in riferimento a nuove soluzioni

tecnologiche. Quando riguarda l’esercizio dei diritti di cui all’articolo 7,

commi 1 e 2, la richiesta puo’ essere formulata anche oralmente e in tal caso e’

annotata sinteticamente a cura dell’incaricato o del responsabile.

2. Nell’esercizio dei diritti di cui all’articolo 7 l’interessato puo’

conferire, per iscritto, delega o procura a persone fisiche, enti, associazioni

od organismi. L’interessato puo’, altresi’, farsi assistere da una persona di

fiducia.

3. I diritti di cui all’articolo 7 riferiti a dati personali concernenti persone

decedute possono essere esercitati da chi ha un interesse proprio, o agisce a

tutela dell’interessato o per ragioni familiari meritevoli di protezione.

4. L’identita’ dell’interessato e’ verificata sulla base di idonei elementi di

valutazione, anche mediante atti o documenti disponibili o esibizione o

allegazione di copia di un documento di riconoscimento. La persona che agisce

per conto dell’interessato esibisce o allega copia della procura, ovvero della

delega sottoscritta in presenza di un incaricato o sottoscritta e presentata

unitamente a copia fotostatica non autenticata di un documento di riconoscimento

dell’interessato. Se l’interessato e’ una persona giuridica, un ente o

un’associazione, la richiesta e’ avanzata dalla persona fisica legittimata in

base ai rispettivi statuti od ordinamenti.

5. La richiesta di cui all’articolo 7, commi 1 e 2, e’ formulata liberamente e

senza costrizioni e puo’ essere rinnovata, salva l’esistenza di giustificati

motivi, con intervallo non minore di novanta giorni.

Art. 10

(Riscontro all’interessato)

1. Per garantire l’effettivo esercizio dei diritti di cui all’articolo 7 il

titolare del trattamento e’ tenuto ad adottare idonee misure volte, in

particolare:

a) ad agevolare l’accesso ai dati personali da parte dell’interessato, anche

attraverso l’impiego di appositi programmi per elaboratore finalizzati ad

un’accurata selezione dei dati che riguardano singoli interessati identificati o

identificabili;

b) a semplificare le modalita’ e a ridurre i tempi per il riscontro al

richiedente, anche nell’ambito di uffici o servizi preposti alle relazioni con

il pubblico.

2. I dati sono estratti a cura del responsabile o degli incaricati e possono

essere comunicati al richiedente anche oralmente, ovvero offerti in visione

mediante strumenti elettronici, sempre che in tali casi la comprensione dei dati

sia agevole, considerata anche la qualita’ e la quantita’ delle informazioni. Se

vi e’ richiesta, si provvede alla trasposizione dei dati su supporto cartaceo o

informatico, ovvero alla loro trasmissione per via telematica.

3. Salvo che la richiesta sia riferita ad un particolare trattamento o a

specifici dati personali o categorie di dati personali, il riscontro

all’interessato comprende tutti i dati personali che riguardano l’interessato

comunque trattati dal titolare. Se la richiesta e’ rivolta ad un esercente una

professione sanitaria o ad un organismo sanitario si osserva la disposizione di

cui all’articolo 84, comma 1.

4. Quando l’estrazione dei dati risulta particolarmente difficoltosa il

riscontro alla richiesta dell’interessato puo’ avvenire anche attraverso

l’esibizione o la consegna in copia di atti e documenti contenenti i dati

personali richiesti.

5. Il diritto di ottenere la comunicazione in forma intelligibile dei dati non

riguarda dati personali relativi a terzi, salvo che la scomposizione dei dati

trattati o la privazione di alcuni elementi renda incomprensibili i dati

personali relativi all’interessato.

6. La comunicazione dei dati e’ effettuata in forma intelligibile anche

attraverso l’utilizzo di una grafia comprensibile. In caso di comunicazione di

codici o sigle sono forniti, anche mediante gli incaricati, i parametri per la

comprensione del relativo significato.

7. Quando, a seguito della richiesta di cui all’articolo 7, commi 1 e 2, lettere

a), b) e c) non risulta confermata l’esistenza di dati che riguardano

l’interessato, puo’ essere chiesto un contributo spese non eccedente i costi

effettivamente sopportati per la ricerca effettuata nel caso specifico.

8. Il contributo di cui al comma 7 non puo’ comunque superare l’importo

determinato dal Garante con provvedimento di carattere generale, che puo’

individuarlo forfettariamente in relazione al caso in cui i dati sono trattati

con strumenti elettronici e la risposta e’ fornita oralmente. Con il medesimo

provvedimento il Garante puo’ prevedere che il contributo possa essere chiesto

quando i dati personali figurano su uno speciale supporto del quale e’ richiesta

specificamente la riproduzione, oppure quando, presso uno o piu’ titolari, si

determina un notevole impiego di mezzi in relazione alla complessita’ o

all’entita’ delle richieste ed e’ confermata l’esistenza di dati che riguardano

l’interessato.

9. Il contributo di cui ai commi 7 e 8 e’ corrisposto anche mediante versamento

postale o bancario, ovvero mediante carta di pagamento o di credito, ove

possibile all’atto della ricezione del riscontro e comunque non oltre quindici

giorni da tale riscontro.

Titolo III

REGOLE GENERALI PER IL TRATTAMENTO DEI DATI

CAPO I

REGOLE PER TUTTI I TRATTAMENTI

Art. 11

(Modalita’ del trattamento e requisiti dei dati)

1. I dati personali oggetto di trattamento sono:

a) trattati in modo lecito e secondo correttezza;

b) raccolti e registrati per scopi determinati, espliciti e legittimi, ed

utilizzati in altre operazioni del trattamento in termini compatibili con tali

scopi;

c) esatti e, se necessario, aggiornati;

d) pertinenti, completi e non eccedenti rispetto alle finalita’ per le quali

sono raccolti o successivamente trattati;

e) conservati in una forma che consenta l’identificazione dell’interessato per

un periodo di tempo non superiore a quello necessario agli scopi per i quali

essi sono stati raccolti o successivamente trattati.

2. I dati personali trattati in violazione della disciplina rilevante in materia

di trattamento dei dati personali non possono essere utilizzati.

Art. 12

(Codici di deontologia e di buona condotta)

1. Il Garante promuove nell’ambito delle categorie interessate, nell’osservanza

del principio di rappresentativita’ e tenendo conto dei criteri direttivi delle

raccomandazioni del Consiglio d’Europa sul trattamento di dati personali, la

sottoscrizione di codici di deontologia e di buona condotta per determinati

settori, ne verifica la conformita’ alle leggi e ai regolamenti anche attraverso

l’esame di osservazioni di soggetti interessati e contribuisce a garantirne la

diffusione e il rispetto.

2. I codici sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana a

cura del Garante e, con decreto del Ministro della giustizia, sono riportati

nell’allegato A) del presente codice.

3. Il rispetto delle disposizioni contenute nei codici di cui al comma 1

costituisce condizione essenziale per la liceita’ e correttezza del trattamento

dei dati personali effettuato da soggetti privati e pubblici.

4. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche al codice di

deontologia per i trattamenti di dati per finalita’ giornalistiche promosso dal

Garante nei modi di cui al comma 1 e all’articolo 139.

Art. 13

(Informativa)

1. L’interessato o la persona presso la quale sono raccolti i dati personali

sono previamente informati oralmente o per iscritto circa:

a) le finalita’ e le modalita’ del trattamento cui sono destinati i dati;

b) la natura obbligatoria o facoltativa del conferimento dei dati;

c) le conseguenze di un eventuale rifiuto di rispondere;

d) i soggetti o le categorie di soggetti ai quali i dati personali possono

essere comunicati o che possono venirne a conoscenza in qualita’ di responsabili

o incaricati, e l’ambito di diffusione dei dati medesimi;

e) i diritti di cui all’articolo 7;

f) gli estremi identificativi del titolare e, se designati, del rappresentante

nel territorio dello Stato ai sensi dell’articolo 5 e del responsabile. Quando

il titolare ha designato piu’ responsabili e’ indicato almeno uno di essi,

indicando il sito della rete di comunicazione o le modalita’ attraverso le quali

e’ conoscibile in modo agevole l’elenco aggiornato dei responsabili. Quando e’

stato designato un responsabile per il riscontro all’interessato in caso di

esercizio dei diritti di cui all’articolo 7, e’ indicato tale responsabile.

2. L’informativa di cui al comma 1 contiene anche gli elementi previsti da

specifiche disposizioni del presente codice e puo’ non comprendere gli elementi

gia’ noti alla persona che fornisce i dati o la cui conoscenza puo’ ostacolare

in concreto l’espletamento, da parte di un soggetto pubblico, di funzioni

ispettive o di controllo svolte per finalita’ di difesa o sicurezza dello Stato

oppure di prevenzione, accertamento o repressione di reati.

3. Il Garante puo’ individuare con proprio provvedimento modalita’ semplificate

per l’informativa fornita in particolare da servizi telefonici di assistenza e

informazione al pubblico.

4. Se i dati personali non sono raccolti presso l’interessato, l’informativa di

cui al comma 1, comprensiva delle categorie di dati trattati, e’ data al

medesimo interessato all’atto della registrazione dei dati o, quando e’ prevista

la loro comunicazione, non oltre la prima comunicazione.

5. La disposizione di cui al comma 4 non si applica quando:

a) i dati sono trattati in base ad un obbligo previsto dalla legge, da un

regolamento o dalla normativa comunitaria;

b) i dati sono trattati ai fini dello svolgimento delle investigazioni difensive

di cui alla legge 7 dicembre 2000, n. 397, o, comunque, per far valere o

difendere un diritto in sede giudiziaria, sempre che i dati siano trattati

esclusivamente per tali finalita’ e per il periodo strettamente necessario al

loro perseguimento;

c) l’informativa all’interessato comporta un impiego di mezzi che il Garante,

prescrivendo eventuali misure appropriate. dichiari manifestamente

sproporzionati rispetto al diritto tutelato, ovvero si riveli, a giudizio del

Garante, impossibile.

Art. 14

(Definizione di profili e della personalita’ dell’interessato)

1. Nessun atto o provvedimento giudiziario o amministrativo che implichi una

valutazione del comportamento umano puo’ essere fondato unicamente su un

trattamento automatizzato di dati personali volto a definire il profilo o la

personalita’ dell’interessato.

2. L’interessato puo’ opporsi ad ogni altro tipo di determinazione adottata

sulla base del trattamento di cui al comma 1, ai sensi dell’articolo 7, comma 4,

lettera a), salvo che la determinazione sia stata adottata in occasione della

conclusione o dell’esecuzione di un contratto, in accoglimento di una proposta

dell’interessato o sulla base di adeguate garanzie individuate dal presente

codice o da un provvedimento del Garante ai sensi dell’articolo 17.

Art. 15

(Danni cagionati per effetto del trattamento)

1. Chiunque cagiona danno ad altri per effetto del trattamento di dati personali

e’ tenuto al risarcimento ai sensi dell’articolo 2050 del codice civile.

2. Il danno non patrimoniale e’ risarcibile anche in caso di violazione

dell’articolo 11.

Art. 16

(Cessazione del trattamento)

1. In caso di cessazione, per qualsiasi causa, di un trattamento i dati sono:

a) distrutti;

b) ceduti ad altro titolare, purche’ destinati ad un trattamento in termini

compatibili agli scopi per i quali i dati sono raccolti;

c) conservati per fini esclusivamente personali e non destinati ad una

comunicazione sistematica o alla diffusione;

d) conservati o ceduti ad altro titolare, per scopi storici, statistici o

scientifici, in conformita’ alla legge, ai regolamenti, alla normativa

comunitaria e ai codici di deontologia e di buona condotta sottoscritti ai sensi

dell’articolo 12.

2. La cessione dei dati in violazione di quanto previsto dal comma 1, lettera

b), o di altre disposizioni rilevanti in materia di trattamento dei dati

personali e’ priva di effetti.

Art. 17

(Trattamento che presenta rischi specifici)

1. Il trattamento dei dati diversi da quelli sensibili e giudiziari che presenta

rischi specifici per i diritti e le liberta’ fondamentali, nonche’ per la

dignita’ dell’interessato, in relazione alla natura dei dati o alle modalita’

del trattamento o agli effetti che puo’ determinare, e’ ammesso nel rispetto di

misure ed accorgimenti a garanzia dell’interessato, ove prescritti.

2. Le misure e gli accorgimenti di cui al comma 1 sono prescritti dal Garante in

applicazione dei principi sanciti dal presente codice, nell’ambito di una

verifica preliminare all’inizio del trattamento, effettuata anche in relazione a

determinate categorie di titolari o di trattamenti, anche a seguito di un

interpello del titolare.

CAPO II

REGOLE ULTERIORI PER I SOGGETTI PUBBLICI

Art. 18

(Principi applicabili a tutti i trattamenti effettuati da soggetti pubblici)

1. Le disposizioni del presente capo riguardano tutti i soggetti pubblici,

esclusi gli enti pubblici economici.

2. Qualunque trattamento di dati personali da parte di soggetti pubblici e’

consentito soltanto per lo svolgimento delle funzioni istituzionali.

3. Nel trattare i dati il soggetto pubblico osserva i presupposti e i limiti

stabiliti dal presente codice, anche in relazione alla diversa natura dei dati,

nonche’ dalla legge e dai regolamenti.

4. Salvo quanto previsto nella Parte II per gli esercenti le professioni

sanitarie e gli organismi sanitari pubblici, i soggetti pubblici non devono

richiedere il consenso dell’interessato.

5. Si osservano le disposizioni di cui all’articolo 25 in tema di comunicazione

e diffusione.

Art. 19

(Principi applicabili al trattamento di dati diversi da quelli sensibili e

giudiziari)

1. Il trattamento da parte di un soggetto pubblico riguardante dati diversi da

quelli sensibili e giudiziari e’ consentito, fermo restando quanto previsto

dall’articolo 18, comma 2, anche in mancanza di una norma di legge o di

regolamento che lo preveda espressamente.

2. La comunicazione da parte di un soggetto pubblico ad altri soggetti pubblici

e’ ammessa quando e’ prevista da una norma di legge o di regolamento. In

mancanza di tale norma la comunicazione e’ ammessa quando e’ comunque necessaria

per lo svolgimento di funzioni istituzionali e puo’ essere iniziata se e’

decorso il termine di cui all’articolo 39, comma 2, e non e’ stata adottata la

diversa determinazione ivi indicata.

3. La comunicazione da parte di un soggetto pubblico a privati o a enti pubblici

economici e la diffusione da parte di un soggetto pubblico sono ammesse

unicamente quando sono previste da una norma di legge o di regolamento.

Art. 20

(Principi applicabili al trattamento di dati sensibili)

1. Il trattamento dei dati sensibili da parte di soggetti pubblici e’ consentito

solo se autorizzato da espressa disposizione di legge nella quale sono

specificati i tipi di’ dati che possono essere trattati e di operazioni

eseguibili e le finalita’ di rilevante interesse pubblico perseguite.

2. Nei casi in cui una disposizione di legge specifica la finalita’ di rilevante

interesse pubblico, ma non i tipi di dati sensibili e di operazioni eseguibili,

il trattamento e’ consentito solo in riferimento ai tipi di dati e di operazioni

identificati e resi pubblici a cura dei soggetti che ne effettuano il

trattamento, in relazione alle specifiche finalita’ perseguite nei singoli casi

e nel rispetto dei principi di cui all’articolo 22, con atto di natura

regolamentare adottato in conformita’ al parere espresso dal Garante ai sensi

dell’articolo 154, comma 1, lettera g), anche su schemi tipo.

3. Se il trattamento non e’ previsto espressamente da una disposizione di legge

i soggetti pubblici possono richiedere al Garante l’individuazione delle

attivita’, tra quelle demandate ai medesimi soggetti dalla legge, che perseguono

finalita’ di rilevante interesse pubblico e per le quali e’ conseguentemente

autorizzato, ai sensi dell’articolo 26, comma 2, il trattamento dei dati

sensibili. Il trattamento e’ consentito solo se il soggetto pubblico provvede

altresi’ a identificare e rendere pubblici i tipi di dati e di operazioni nei

modi di cui al comma 2.

4. L’identificazione dei tipi di dati e di operazioni di cui ai commi 2 e 3 e’

aggiornata e integrata periodicamente.

Art. 21

(Principi applicabili al trattamento di dati giudiziari)

1. Il trattamento di dati giudiziari da parte di soggetti pubblici e’ consentito

solo se autorizzato da espressa disposizione di legge o provvedimento del

Garante che specifichino le finalita’ di rilevante interesse pubblico del

trattamento, i tipi di dati trattati e di operazioni eseguibili.

2. Le disposizioni di cui all’articolo 20, commi 2 e 4, si applicano anche al

trattamento dei dati giudiziart.

Art. 22

(Principi applicabili al trattamento di dati sensibili e giudiziari)

1. I soggetti pubblici conformano il trattamento dei dati sensibili e giudiziari

secondo modalita’ volte a prevenire violazioni dei diritti, delle liberta’

fondamentali e della dignita’ dell’interessato.

2. Nel fornire l’informativa di cui all’articolo 13 soggetti pubblici fanno

espresso riferimento alla normativa che prevede gli obblighi o i compiti in base

alla quale e’ effettuato il trattamento dei dati sensibili e giudiziart.

3. I soggetti pubblici possono trattare solo i dati sensibili e giudiziari

indispensabili per svolgere attivita’ istituzionali che non possono essere

adempiute, caso per caso, mediante il trattamento di dati anonimi o di dati

personali di natura diversa.

4. I dati sensibili e giudiziari sono raccolti, di regola, presso l’interessato.

5. In applicazione dell’articolo 11, comma 1, lettere c), d) ed e), i soggetti

pubblici verificano periodicamente l’esattezza e l’aggiornamento dei dati

sensibili e giudiziari, nonche’ la loro pertinenza, completezza, non eccedenza e

indispensabilita’ rispetto alle finalita’ perseguite nei singoli casi, anche con

riferimento ai dati che l’interessato fornisce di propria iniziativa. Al fine di

assicurare che i dati sensibili e giudiziari siano indispensabili rispetto agli

obblighi e ai compiti loro attribuiti, i soggetti pubblici valutano

specificamente il rapporto tra i dati e gli adempimenti. I dati che, anche a

seguito delle verifiche, risultano eccedenti o non pertinenti o non

indispensabili non possono essere utilizzati, salvo che per l’eventuale

conservazione, a norma di legge, dell’atto o del documento che li contiene.

Specifica attenzione e’ prestata per la verifica dell’indispensabilita’ dei dati

sensibili e giudiziari riferiti a soggetti diversi da quelli cui si riferiscono

direttamente le prestazioni o gli adempimenti.

6. I dati sensibili e giudiziari contenuti in elenchi, registri o banche di

dati, tenuti con l’ausilio di strumenti elettronici, sono trattati con tecniche

di cifratura o mediante l’utilizzazione di codici identificativi o di altre

soluzioni che, considerato il numero e la natura dei dati trattati, li rendono

temporaneamente inintelligibili anche a chi e’ autorizzato ad accedervi e

permettono di identificare gli interessati solo in caso di necessita’.

7. I dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale sono

conservati separatamente da altri dati personali trattati per finalita’ che non

richiedono il loro utilizzo. I medesimi dati sono trattati con le modalita’ di

cui al comma 6 anche quando sono tenuti in elenchi, registri o banche di dati

senza l’ausilio di strumenti elettronici.

8. I dati idonei a rivelare lo stato di salute non possono essere diffusi.

9. Rispetto ai dati sensibili e giudiziari indispensabili ai sensi del comma 3,

i soggetti pubblici sono autorizzati ad effettuare unicamente le operazioni di

trattamento indispensabili per il perseguimento delle finalita’ per le quali il

trattamento e’ consentito, anche quando i dati sono raccolti nello svolgimento

di compiti di vigilanza, di controllo o ispettivi.

10. I dati sensibili e giudiziari non possono essere trattati nell’ambito di

test psicoattitudinali volti a definire il profilo o la personalita’

dell’interessato. Le operazioni di raffronto tra dati sensibili e giudiziari,

nonche’ i trattamenti di dati sensibili e giudiziari ai sensi dell’articolo 14,

sono effettuati solo previa annotazione scritta dei motivi.

11. In ogni caso, le operazioni e i trattamenti di cui al comma 10, se

effettuati utilizzando banche di dati di diversi titolari, nonche’ la diffusione

dei dati sensibili e giudiziari, sono ammessi solo se previsti da espressa

disposizione di legge.

12. Le disposizioni di cui al presente articolo recano principi applicabili, in

conformita’ ai rispettivi ordinamenti, ai trattamenti disciplinati dalla

Presidenza della Repubblica, dalla Camera dei deputati, dal Senato della

Repubblica e dalla Corte costituzionale.

CAPO III

REGOLE ULTERIORI PER PRIVATI ED ENTI PUBBLICI ECONOMICI

Art. 23

(Consenso)

1. Il trattamento di dati personali da parte di privati o di enti pubblici

economici e’ ammesso solo con il consenso espresso dell’interessato.

2. Il consenso puo’ riguardare l’intero trattamento ovvero una o piu’ operazioni

dello stesso.

3. Il consenso e’ validamente prestato solo se e’ espresso liberamente e

specificamente in riferimento ad un trattamento chiaramente individuato, se e’

documentato per iscritto, e se sono state rese all’interessato le informazioni

di cui all’articolo 13. 4. Il consenso e’ manifestato in forma scritta quando il

trattamento riguarda dati sensibili.

Art. 24

(Casi nei quali puo’ essere effettuato il trattamento senza consenso)

1. Il consenso non e’ richiesto, oltre che nei casi previsti nella Parte II,

quando il trattamento:

a) e’ necessario per adempiere ad un obbligo previsto dalla legge, da un

regolamento o dalla normativa comunitaria;

b) e’ necessario per eseguire obblighi derivanti da un contratto del quale e’

parte l’interessato o per adempiere, prima della conclusione del contratto, a

specifiche richieste dell’interessato;

c) riguarda dati provenienti da pubblici registri, elenchi, atti o documenti

conoscibili da chiunque, fermi restando i limiti e le modalita’ che le leggi, i

regolamenti o la normativa comunitaria stabiliscono per la conoscibilita’ e

pubblicita’ dei dati;

d) riguarda dati relativi allo svolgimento di attivita’ economiche, trattati nel

rispetto della vigente normativa in materia di segreto aziendale e industriale;

e) e’ necessario per la salvaguardia della vita o dell’incolumita’ fisica di un

terzo. Se la medesima finalita’ riguarda l’interessato e quest’ultimo non puo’

prestare il proprio consenso per impossibilita’ fisica, per incapacita’ di agire

o per incapacita’ di intendere o di volere, il consenso e’ manifestato da chi

esercita legalmente la potesta’, ovvero da un prossimo congiunto, da un

familiare, da un convivente o, in loro assenza, dal responsabile della struttura

presso cui dimora l’interessato. Si applica la disposizione di cui all’articolo

82, comma 2;

f) con esclusione della diffusione, e’ necessario ai fini dello svolgimento

delle investigazioni difensive di cui alla legge 7 dicembre 2000, n. 397, o,

comunque, per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria, sempre che

i dati siano trattati esclusivamente per tali finalita’ e per il periodo

strettamente necessario al loro perseguimento, nel rispetto della vigente

normativa in materia di segreto aziendale e industriale;

g) con esclusione della diffusione, e’ necessario, nei casi individuati dal

Garante sulla base dei principi sanciti dalla legge, per perseguire un legittimo

interesse del titolare o di un terzo destinatario dei dati, anche in riferimento

all’attivita’ di gruppi bancari e di societa’ controllate o collegate, qualora

non prevalgano i diritti e le liberta’ fondamentali, la dignita’ o un legittimo

interesse dell’interessato;

h) con esclusione della comunicazione all’esterno e della diffusione, e’

effettuato da associazioni, enti od organismi senza scopo di lucro, anche non

riconosciuti, in riferimento a soggetti che hanno con essi contatti regolari o

ad aderenti, per il perseguimento di scopi determinati e legittimi individuati

dall’atto costitutivo, dallo statuto o dal contratto collettivo, e con modalita’

di utilizzo previste espressamente con determinazione resa nota agli interessati

all’atto dell’informativa ai sensi dell’articolo 13;

i) e’ necessario, in conformita’ ai rispettivi codici di deontologia di cui

all’allegato A), per esclusivi scopi scientifici o statistici, ovvero per

esclusivi scopi storici presso archivi privati dichiarati di notevole interesse

storico ai sensi dell’articolo 6, comma 2, del decreto legislativo 29 ottobre

1999, n. 490, di approvazione del testo unico in materia di beni culturali e

ambientali o, secondo quanto previsto dai medesimi codici, presso altri archivi

privati.

Art. 25

(Divieti di comunicazione e diffusione)

1. La comunicazione e la diffusione sono vietate, oltre che in caso di divieto

disposto dal Garante o dall’autorita’ giudiziaria:

a) in riferimento a dati personali dei quali e’ stata ordinata la cancellazione,

ovvero quando e’ decorso il periodo di tempo indicato nell’articolo 11, comma 1,

lettera e);

b) per finalita’ diverse da quelle indicate nella notificazione del trattamento,

ove prescritta.

2. E’ fatta salva la comunicazione o diffusione di dati richieste, in

conformita’ alla legge, da forze di polizia, dall’autorita’ giudiziaria, da

organismi di informazione e sicurezza o da altri soggetti pubblici ai sensi

dell’articolo 58, comma 2, per finalita’ di difesa o di sicurezza dello Stato o

di prevenzione, accertamento o repressione di reati.

Art. 26

(Garanzie per i dati sensibili)

1. I dati sensibili possono essere oggetto di trattamento solo con il consenso

scritto dell’interessato e previa autorizzazione del Garante, nell’osservanza

dei presupposti e dei limiti stabiliti dal presente codice, nonche’ dalla legge

e dai regolamenti.

2. Il Garante comunica la decisione adottata sulla richiesta di autorizzazione

entro quarantacinque giorni, decorsi i quali la mancata pronuncia equivale a

rigetto. Con il provvedimento di autorizzazione, ovvero successivamente, anche

sulla base di eventuali verifiche, il Garante puo’ prescrivere misure e

accorgimenti a garanzia dell’interessato, che il titolare del trattamento e’

tenuto ad adottare.

3. Il comma 1 non si applica al trattamento:

a) dei dati relativi agli aderenti alle confessioni religiose e ai soggetti che

con riferimento a finalita’ di natura esclusivamente religiosa hanno contatti

regolari con le medesime confessioni, effettuato dai relativi organi, ovvero da

enti civilmente riconosciuti, sempre che i dati non siano diffusi o comunicati

fuori delle medesime confessioni. Queste ultime determinano idonee garanzie

relativamente ai trattamenti effettuati, nel rispetto dei principi indicati al

riguardo con autorizzazione del Garante;

b) dei dati riguardanti l’adesione di associazioni od organizzazioni a carattere

sindacale o di categoria ad altre associazioni, organizzazioni o confederazioni

a carattere sindacale o di categoria.

4. I dati sensibili possono essere oggetto di trattamento anche senza consenso,

previa autorizzazione del Garante:

a) quando il trattamento e’ effettuato da associazioni, enti od organismi senza

scopo di lucro, anche non riconosciuti, a carattere politico, filosofico,

religioso o sindacale, ivi compresi partiti e movimenti politici, per il

perseguimento di scopi determinati e legittimi individuati dall’atto

costitutivo, dallo statuto o dal contratto collettivo, relativamente ai dati

personali degli aderenti o dei soggetti che in relazione a tali finalita’ hanno

contatti regolari con l’associazione, ente od organismo, sempre che i dati non

siano comunicati all’esterno o diffusi e l’ente, associazione od organismo

determini idonee garanzie relativamente ai trattamenti effettuati, prevedendo

espressamente le modalita’ di utilizzo dei dati con determinazione resa nota

agli interessati all’atto dell’informativa ai sensi dell’articolo 13;

b) quando il trattamento e’ necessario per la salvaguardia della vita o

dell’incolumita’ fisica di un terzo. Se la medesima finalita’ riguarda

l’interessato e quest’ultimo non puo’ prestare il proprio consenso per

impossibilita’ fisica, per incapacita’ di agire o per incapacita’ di intendere o

di volere, il consenso e’ manifestato da chi esercita legalmente la potesta’,

ovvero da un prossimo congiunto, da un familiare, da un convivente o, in loro

assenza, dal responsabile della struttura presso cui dimora l’interessato. Si

applica la disposizione di cui all’articolo 82, comma 2;

c) quando il trattamento e’ necessario ai fini dello svolgimento delle

investigazioni difensive di cui alla legge 7 dicembre 2000, n. 397, o, comunque,

per far valere o difendere in sede giudiziaria un diritto, sempre che i dati

siano trattati esclusivamente per tali finalita’ e per il periodo strettamente

necessario al loro perseguimento. Se i dati sono idonei a rivelare lo stato di

salute e la vita sessuale, il diritto deve essere di rango pari a quello

dell’interessato, ovvero consistente in un diritto della personalita’ o in un

altro diritto o liberta’ fondamentale e inviolabile;

d) quando e’ necessario per adempiere a specifici obblighi o compiti previsti

dalla legge, da un regolamento o dalla normativa comunitaria per la gestione del

rapporto di lavoro, anche in materia di igiene e sicurezza del lavoro e della

popolazione e di previdenza e assistenza, nei limiti previsti

dall’autorizzazione e ferme restando le disposizioni del codice di deontologia e

di buona condotta di cui all’articolo 111.

5. I dati idonei a rivelare lo stato di salute non possono essere diffusi.

Art. 27

(Garanzie per i dati giudiziari)

1. Il trattamento di dati giudiziari da parte di privati o di enti pubblici

economici e’ consentito soltanto se autorizzato da espressa disposizione di

legge o provvedimento del Garante che specifichino le rilevanti finalita’ di

interesse pubblico del trattamento, i tipi di dati trattati e di operazioni

eseguibili.

TITOLO IV

SOGGETTI CHE EFFETTUANO IL TRATTAMENTO

Art. 28

(Titolare del trattamento)

1. Quando il trattamento e’ effettuato da una persona giuridica, da una pubblica

amministrazione o da un qualsiasi altro ente, associazione od organismo,

titolare del trattamento e’ l’entita’ nel suo complesso o l’unita’ od organismo

periferico che esercita un potere decisionale del tutto autonomo sulle finalita’

e sulle modalita’ del trattamento, ivi compreso il profilo della sicurezza.

Art. 29

(Responsabile del trattamento)

1. Il responsabile e’ designato dal titolare facoltativamente.

2. Se designato, il responsabile e’ individuato tra soggetti che per esperienza,

capacita’ ed affidabilita’ forniscano idonea garanzia del pieno rispetto delle

vigenti disposizioni in materia di trattamento, ivi compreso il profilo relativo

alla sicurezza.

3. Ove necessario per esigenze organizzative, possono essere designati

responsabili piu’ soggetti, anche mediante suddivisione di compiti.

4. I compiti affidati al responsabile sono analiticamente specificati per

iscritto dal titolare.

5. Il responsabile effettua il trattamento attenendosi alle istruzioni impartite

dal titolare il quale, anche tramite verifiche periodiche, vigila sulla puntuale

osservanza delle disposizioni di cui al comma 2 e delle proprie istruzioni.

Art. 30

(Incaricati del trattamento)

1. Le operazioni di trattamento possono essere effettuate solo da incaricati che

operano sotto la diretta autorita’ del titolare o del responsabile, attenendosi

alle istruzioni impartite.

2. La designazione e’ effettuata per iscritto e individua puntualmente l’ambito

del trattamento consentito. Si considera tale anche la documentata preposizione

della persona fisica ad una unita’ per la quale e’ individuato, per iscritto,

l’ambito del trattamento consentito agli addetti all’unita’ medesima.

Titolo V

SICUREZZA DEI DATI E DEI SISTEMI

CAPO I

MISURE DI SICUREZZA

Art. 31

(Obblighi di sicurezza)

1. I dati personali oggetto di trattamento sono custoditi e controllati, anche

in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico, alla natura

dei dati e alle specifiche caratteristiche del trattamento, in modo da ridurre

al minimo, mediante l’adozione di idonee e preventive misure di sicurezza, i

rischi di distruzione o perdita, anche accidentale, dei dati stessi, di accesso

non autorizzato o di trattamento non consentito o non conforme alle finalita’

della raccolta.

Art. 32

(Particolari titolari)

1. Il fornitore di un servizio di comunicazione elettronica accessibile al

pubblico adotta ai sensi dell’articolo 31 idonee misure tecniche e organizzative

adeguate al rischio esistente, per salvaguardare la sicurezza dei suoi servizi,

l’integrita’ dei dati relativi al traffico, dei dati relativi all’ubicazione e

delle comunicazioni elettroniche rispetto ad ogni forma di utilizzazione o

cognizione non consentita.

2. Quando la sicurezza del servizio o dei dati personali richiede anche

l’adozione di misure che riguardano la rete, il fornitore del servizio di

comunicazione elettronica accessibile al pubblico adotta tali misure

congiuntamente con il fornitore della rete pubblica di comunicazioni. In caso di

mancato accordo, su richiesta di uno dei fornitori, la controversia e’ definita

dall’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni secondo le modalita’ previste

dalla normativa vigente.

3. Il fornitore di un servizio di comunicazione elettronica accessibile al

pubblico informa gli abbonati e, ove possibile, gli utenti, se sussiste un

particolare rischio di violazione della sicurezza della rete, indicando, quando

il rischio e’ al di fuori dell’ambito di applicazione delle misure che il

fornitore stesso e’ tenuto ad adottare ai sensi dei commi 1 e 2, tutti i

possibili rimedi e i relativi costi presumibili. Analoga informativa e’ resa al

Garante e all’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni.

CAPO II

MISURE MINIME DI SICUREZZA

Art. 33

(Misure minime)

1. Nel quadro dei piu’ generali obblighi di sicurezza di cui all’articolo 31, o

previsti da speciali disposizioni, i titolari del trattamento sono comunque

tenuti ad adottare le misure minime individuate nel presente capo o ai sensi

dell’articolo 58, comma 3, volte ad assicurare un livello minimo di protezione

dei dati personali.

Art. 34

(Trattamenti con strumenti elettronici)

1. Il trattamento di dati personali effettuato con strumenti elettronici e’

consentito solo se sono adottate, nei modi previsti dal disciplinare tecnico

contenuto nell’allegato B), le seguenti misure minime:

a) autenticazione informatica;

b) adozione di procedure di gestione delle credenziali di autenticazione;

c) utilizzazione di un sistema di autorizzazione;

d) aggiornamento periodico dell’individuazione dell’ambito del trattamento

consentito ai singoli incaricati e addetti alla gestione o alla manutenzione

degli strumenti elettronici;

e) protezione degli strumenti elettronici e dei dati rispetto a trattamenti

illeciti di dati, ad accessi non consentiti e a determinati programmi

informatici;

f) adozione di procedure per la custodia di copie di sicurezza, il ripristino

della disponibilita’ dei dati e dei sistemi;

g) tenuta di un aggiornato documento programmatico sulla sicurezza;

h) adozione di tecniche di cifratura o di codici identificativi per determinati

trattamenti di dati idonei a rivelare lo stato di salute o la vita sessuale

effettuati da organismi sanitart.

Art. 35

(Trattamenti senza l’ausilio di strumenti elettronici)

1. Il trattamento di dati personali effettuato senza l’ausilio di strumenti

elettronici e’ consentito solo se sono adottate, nei modi previsti dal

disciplinare tecnico contenuto nell’allegato B), le seguenti misure minime:

a) aggiornamento periodico dell’individuazione dell’ambito del trattamento

consentito ai singoli incaricati o alle unita’ organizzative;

b) previsione di procedure per un’idonea custodia di atti e documenti affidati

agli incaricati per lo svolgimento dei relativi compiti;

c) previsione di procedure per la conservazione di determinati atti in archivi

ad accesso selezionato e disciplina delle modalita’ di accesso finalizzata

all’identificazione degli incaricati.

Art. 36

(Adeguamento)

1. Il disciplinare tecnico di cui all’allegato B), relativo alle misure minime

di cui al presente capo, e’ aggiornato periodicamente con decreto del Ministro

della giustizia di concerto con il Ministro per le innovazioni e le tecnologie,

in relazione all’evoluzione tecnica e all’esperienza maturata nel settore.

TITOLO VI

ADEMPIMENTI

Art. 37

(Notificazione del trattamento)

1. Il titolare notifica al Garante il trattamento di dati personali cui intende

procedere, solo se il trattamento riguarda:

a) dati genetici, biometrici o dati che indicano la posizione geografica di

persone od oggetti mediante una rete di comunicazione elettronica;

b) dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale, trattati a fini

di procreazione assistita, prestazione di servizi sanitari per via telematica

relativi a banche di dati o alla fornitura di beni, indagini epidemiologiche,

rilevazione di malattie mentali, infettive e diffusive, sieropositivita’,

trapianto di organi e tessuti e monitoraggio della spesa sanitaria;

c) dati idonei a rivelare la vita sessuale o la sfera psichica trattati da

associazioni, enti od organismi senza scopo di lucro, anche non riconosciuti, a

carattere politico, filosofico, religioso o sindacale;

d) dati trattati con l’ausilio di strumenti elettronici volti a definire il

profilo o la personalita’ dell’interessato, o ad analizzare abitudini o scelte

di consumo, ovvero a monitorare l’utilizzo di servizi di comunicazione

elettronica con esclusione dei trattamenti tecnicamente indispensabili per

fornire i servizi medesimi agli utenti;

e) dati sensibili registrati in banche di dati a fini di selezione del personale

per conto terzi, nonche’ dati sensibili utilizzati per sondaggi di opinione,

ricerche di mercato e altre ricerche campionarie;

f) dati registrati in apposite banche di dati gestite con strumenti elettronici

e relative al rischio sulla solvibilita’ economica, alla situazione

patrimoniale, al corretto adempimento di obbligazioni, a comportamenti illeciti

o fraudolenti.

2. Il Garante puo’ individuare altri trattamenti suscettibili di recare

pregiudizio ai diritti e alle liberta’ dell’interessato, in ragione delle

relative modalita’ o della natura dei dati personali, con proprio provvedimento

adottato anche ai sensi dell’articolo 17. Con analogo provvedimento pubblicato

sulla Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana il Garante puo’ anche

individuare, nell’ambito dei trattamenti di cui al comma 1, eventuali

trattamenti non suscettibili di recare detto pregiudizio e pertanto sottratti

all’obbligo di notificazione.

3. La notificazione e’ effettuata con unico atto anche quando il trattamento

comporta il trasferimento all’estero dei dati.

4. Il Garante inserisce le notificazioni ricevute in un registro dei trattamenti

accessibile a chiunque e determina le modalita’ per la sua consultazione

gratuita per via telematica, anche mediante convenzioni con soggetti pubblici o

presso il proprio Ufficio. Le notizie accessibili tramite la consultazione del

registro possono essere trattate per esclusive finalita’ di applicazione della

disciplina in materia di protezione dei dati personali.

Art. 38

(Modalita’ di notificazione)

1. La notificazione del trattamento e’ presentata al Garante prima dell’inizio

del trattamento ed una sola volta, a prescindere dal numero delle operazioni e

della durata del trattamento da effettuare, e puo’ anche riguardare uno o piu’

trattamenti con finalita’ correlate.

2. La notificazione e’ validamente effettuata solo se e’ trasmessa per via

telematica utilizzando il modello predisposto dal Garante e osservando le

prescrizioni da questi impartite, anche per quanto riguarda le modalita’ di

sottoscrizione con firma digitale e di conferma del ricevimento della

notificazione.

3. Il Garante favorisce la disponibilita’ del modello per via telematica e la

notificazione anche attraverso convenzioni stipulate con soggetti autorizzati in

base alla normativa vigente, anche presso associazioni di categoria e ordini

professionali.

4. Una nuova notificazione e’ richiesta solo anteriormente alla cessazione del

trattamento o al mutamento di taluno degli elementi da indicare nella

notificazione medesima.

5. Il Garante puo’ individuare altro idoneo sistema per la notificazione in

riferimento a nuove soluzioni tecnologiche previste dalla normativa vigente.

6. Il titolare del trattamento che non e’ tenuto alla notificazione al Garante

ai sensi dell’articolo 37 fornisce le notizie contenute nel modello di cui al

comma 2 a chi ne fa richiesta, salvo che il trattamento riguardi pubblici

registri, elenchi, atti o documenti conoscibili da chiunque.

Art. 39

(Obblighi di comunicazione)

1. Il titolare del trattamento e’ tenuto a comunicare previamente al Garante le

seguenti circostanze:

a) comunicazione di dati personali da parte di un soggetto pubblico ad altro

soggetto pubblico non prevista da una norma di legge o di regolamento,

effettuata in qualunque forma anche mediante convenzione;

b) trattamento di dati idonei a rivelare lo stato di salute previsto dal

programma di ricerca biomedica o sanitaria di cui all’articolo 110, comma 1,

primo periodo.

2. I trattamenti oggetto di comunicazione ai sensi del comma 1 possono essere

iniziati decorsi quarantacinque giorni dal ricevimento della comunicazione salvo

diversa determinazione anche successiva del Garante.

3. La comunicazione di cui al comma 1 e’ inviata utilizzando il modello

predisposto e reso disponibile dal Garante, e trasmessa a quest’ultimo per via

telematica osservando le modalita’ di sottoscrizione con firma digitale e

conferma del ricevimento di cui all’articolo 38, comma 2, oppure mediante

telefax o lettera raccomandata.

Art. 40

(Autorizzazioni generali)

1. Le disposizioni del presente codice che prevedono un’autorizzazione del

Garante sono applicate anche mediante il rilascio di autorizzazioni relative a

determinate categorie di titolari o di trattamenti, pubblicate nella Gazzetta

Ufficiale della Repubblica italiana.

Art. 41

(Richieste di autorizzazione)

1. Il titolare del trattamento che rientra nell’ambito di applicazione di

un’autorizzazione rilasciata ai sensi dell’articolo 40 non e’ tenuto a

presentare al Garante una richiesta di autorizzazione se il trattamento che

intende effettuare e’ conforme alle relative prescrizioni.

2. Se una richiesta di autorizzazione riguarda un trattamento autorizzato ai

sensi dell’articolo 40 il Garante puo’ provvedere comunque sulla richiesta se le

specifiche modalita’ del trattamento lo giustificano.

3. L’eventuale richiesta di autorizzazione e’ formulata utilizzando

esclusivamente il modello predisposto e reso disponibile dal Garante e trasmessa

a quest’ultimo per via telematica, osservando le modalita’ di sottoscrizione e

conferma del ricevimento di cui all’articolo 38, comma 2. La medesima richiesta

e l’autorizzazione possono essere trasmesse anche mediante telefax o lettera

raccomandata.

4. Se il richiedente e’ invitato dal Garante a fornire informazioni o ad esibire

documenti, il termine di quarantacinque giorni di cui all’articolo 26, comma 2,

decorre dalla data di scadenza del termine fissato per l’adempimento richiesto.

5. In presenza di particolari circostanze, il Garante puo’ rilasciare

un’autorizzazione provvisoria a tempo determinato.

TITOLO VII

TRASFERIMENTO DEI DATI ALL’ESTERO

Art. 42

(Trasferimenti all’interno dell’Unione europea)

1. Le disposizioni del presente codice non possono essere applicate in modo tale

da restringere o vietare la libera circolazione dei dati personali fra gli Stati

membri dell’Unione europea, fatta salva l’adozione, in conformita’ allo stesso

codice, di eventuali provvedimenti in caso di trasferimenti di dati effettuati

al fine di eludere le medesime disposizioni.

Art. 43

(Trasferimenti consentiti in Paesi terzi)

1. Il trasferimento anche temporaneo fuori del territorio dello Stato, con

qualsiasi forma o mezzo, di dati personali oggetto di trattamento, se diretto

verso un Paese non appartenente all’Unione europea e’ consentito quando:

a) l’interessato ha manifestato il proprio consenso espresso o, se si tratta di

dati sensibili, in forma scritta;

b) e’ necessario per l’esecuzione di obblighi derivanti da un contratto del

quale e’ parte l’interessato o per adempiere, prima della conclusione del

contratto, a specifiche richieste dell’interessato, ovvero per la conclusione o

per l’esecuzione di un contratto stipulato a favore dell’interessato;

c) e’ necessario per la salvaguardia di un interesse pubblico rilevante

individuato con legge o con regolamento o, se il trasferimento riguarda dati

sensibili o giudiziari, specificato o individuato ai sensi degli articoli 20 e

21;

d) e’ necessario per la salvaguardia della vita o dell’incolumita’ fisica di un

terzo. Se la medesima finalita’ riguarda l’interessato e quest’ultimo non puo’

prestare il proprio consenso per impossibilita’ fisica, per incapacita’ di agire

o per incapacita’ di intendere o di volere, il consenso e’ manifestato da chi

esercita legalmente la potesta’, ovvero da un prossimo congiunto, da un

familiare, da un convivente o, in loro assenza, dal responsabile della struttura

presso cui dimora l’interessato. Si applica la disposizione di cui all’articolo

82, comma 2;

e) e’ necessario ai fini dello svolgimento delle investigazioni difensive di cui

alla legge 7 dicembre 2000, n. 397, o, comunque, per far valere o difendere un

diritto in sede giudiziaria, sempre che i dati siano trasferiti esclusivamente

per tali finalita’ e per il periodo strettamente necessario al loro

perseguimento, nel rispetto della vigente normativa in materia di segreto

aziendale e industriale;

f) e’ effettuato in accoglimento di una richiesta di accesso ai documenti

amministrativi, ovvero di una richiesta di informazioni estraibili da un

pubblico registro, elenco, atto o documento conoscibile da chiunque, con

l’osservanza delle norme che regolano la materia;

g) e’ necessario, in conformita’ ai rispettivi codici di deontologia di cui

all’allegato A), per esclusivi scopi scientifici o statistici, ovvero per

esclusivi scopi storici presso archivi privati dichiarati di notevole interesse

storico ai sensi dell’articolo 6, comma 2, del decreto legislativo 29 ottobre

1999, n. 490, di approvazione del testo unico in materia di beni culturali e

ambientali o, secondo quanto previsto dai medesimi codici, presso altri archivi

privati;

h) il trattamento concerne dati riguardanti persone giuridiche, enti o

associazioni.

Art. 44

(Altri trasferimenti consentiti)

1. Il trasferimento di dati personali oggetto di trattamento, diretto verso un

Paese non appartenente all’Unione europea, e’ altresi’ consentito quando e’

autorizzato dal Garante sulla base di adeguate garanzie per i diritti

dell’interessato:

a) individuate dal Garante anche in relazione a garanzie prestate con un

contratto;

b) individuate con le decisioni previste dagli articoli 25, paragrafo 6, e 26,

paragrafo 4, della direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,

del 24 ottobre 1995, con le quali la Commissione europea constata che un Paese

non appartenente all’Unione europea garantisce un livello di protezione adeguato

o che alcune clausole contrattuali offrono garanzie sufficienti.

Art. 45

(Trasferimenti vietati)

1. Fuori dei casi di cui agli articoli 43 e 44, il trasferimento anche

temporaneo fuori del territorio dello Stato, con qualsiasi forma o mezzo, di

dati personali oggetto di trattamento, diretto verso un Paese non appartenente

all’Unione europea, e’ vietato quando l’ordinamento del Paese di destinazione o

di transito dei dati non assicura un livello di tutela delle persone adeguato.

Sono valutate anche le modalita’ del trasferimento e dei trattamenti previsti,

le relative finalita’, la natura dei dati e le misure di sicurezza.

PARTE II

DISPOSIZIONI RELATIVE A SPECIFICI SETTORI

TITOLO I

TRATTAMENTI IN AMBITO GIUDIZIARIO

CAPO I

PROFILI GENERALI

Art. 46

(Titolari dei trattamenti)

1. Gli uffici giudiziari di ogni ordine e grado, il Consiglio superiore della

magistratura, gli altri organi di autogoverno e il Ministero della giustizia

sono titolari dei trattamenti di dati personali relativi alle rispettive

attribuzioni conferite per legge o regolamento.

2. Con decreto del Ministro della giustizia sono individuati, nell’allegato C)

al presente codice, i trattamenti non occasionali di cui al comma 1 effettuati

con strumenti elettronici, relativamente a banche di dati centrali od oggetto di

interconnessione tra piu’ uffici o titolari. I provvedimenti con cui il

Consiglio superiore della magistratura e gli altri organi di autogoverno di cui

al comma 1 individuano i medesimi trattamenti da essi effettuati sono riportati

nell’allegato C) con decreto del Ministro della giustizia.

Art. 47

(Trattamenti per ragioni di giustizia)

1. In caso di trattamento di dati personali effettuato presso uffici giudiziari

di ogni ordine e grado, presso il Consiglio superiore della magistratura, gli

altri organi di autogoverno e il Ministero della giustizia, non si applicano, se

il trattamento e’ effettuato per ragioni di giustizia, le seguenti disposizioni

del codice:

a) articoli 9, 10, 12, 13 e 16, da 18 a 22, 37, 38, commi da 1 a 5, e da 39 a

45;

b) articoli da 145 a 151.

2. Agli effetti del presente codice si intendono effettuati per ragioni di

giustizia i trattamenti di dati personali direttamente correlati alla

trattazione giudiziaria di affari e di controversie, o che, in materia di

trattamento giuridico ed economico del personale di magistratura, hanno una

diretta incidenza sulla funzione giurisdizionale, nonche’ le attivita’ ispettive

su uffici giudiziart. Le medesime ragioni di giustizia non ricorrono per

l’ordinaria attivita’ amministrativo-gestionale di personale, mezzi o strutture,

quando non e’ pregiudicata la segretezza di atti direttamente connessi alla

predetta trattazione.

Art. 48

(Banche di dati di uffici giudiziari)

1. Nei casi in cui l’autorita’ giudiziaria di ogni ordine e grado puo’ acquisire

in conformita’ alle vigenti disposizioni processuali dati, informazioni, atti e

documenti da soggetti pubblici, l’acquisizione puo’ essere effettuata anche per

via telematica. A tale fine gli uffici giudiziari possono avvalersi delle

convenzioni-tipo stipulate dal Ministero della giustizia con soggetti pubblici,

volte ad agevolare la consultazione da parte dei medesimi uffici, mediante reti

di comunicazione elettronica, di pubblici registri, elenchi, schedari e banche

di dati, nel rispetto delle pertinenti disposizioni e dei principi di cui agli

articoli 3 e 11 del presente codice.

Art. 49

(Disposizioni di attuazione)

1. Con decreto del Ministro della giustizia sono adottate, anche ad integrazione

del decreto del Ministro di grazia e giustizia 30 settembre 1989, n. 334, le

disposizioni regolamentari necessarie per l’attuazione dei principi del presente

codice nella materia penale e civile.

CAPO II

MINORI

Art. 50

(Notizie o immagini relative a minori)

1. Il divieto di cui all’articolo 13 del decreto del Presidente della Repubblica

22 settembre 1988, n. 448, di pubblicazione e divulgazione con qualsiasi mezzo

di notizie o immagini idonee a consentire l’identificazione di un minore si

osserva anche in caso di coinvolgimento a qualunque titolo del minore in

procedimenti giudiziari in materie diverse da quella penale.

CAPO III

INFORMATICA GIURIDICA

Art. 51

(Principi generali)

1. Fermo restando quanto previsto dalle disposizioni processuali concernenti la

visione e il rilascio di estratti e di copie di atti e documenti, i dati

identificativi delle questioni pendenti dinanzi all’autorita’ giudiziaria di

ogni ordine e grado sono resi accessibili a chi vi abbia interesse anche

mediante reti di comunicazione elettronica, ivi compreso il sito istituzionale

della medesima autorita’ nella rete Internet.

2. Le sentenze e le altre decisioni dell’autorita’ giudiziaria di ogni ordine e

grado depositate in cancelleria o segreteria sono rese accessibili anche

attraverso il sistema informativo e il sito istituzionale della medesima

autorita’ nella rete Internet, osservando le cautele previste dal presente capo.

Art. 52

(Dati identificativi degli interessati)

1. Fermo restando quanto previsto dalle disposizioni concernenti la redazione e

il contenuto di sentenze e di altri provvedimenti giurisdizionali dell’autorita’

giudiziaria di ogni ordine e grado, l’interessato puo’ chiedere per motivi

legittimi, con richiesta depositata nella cancelleria o segreteria dell’ufficio

che procede prima che sia definito il relativo grado di giudizio, che sia

apposta a cura della medesima cancelleria o segreteria, sull’originale della

sentenza o del provvedimento, un’annotazione volta a precludere, in caso di

riproduzione della sentenza o provvedimento in qualsiasi forma, per finalita’ di

informazione giuridica su riviste giuridiche, supporti elettronici o mediante

reti di comunicazione elettronica, l’indicazione delle generalita’ e di altri

dati identificativi del medesimo interessato riportati sulla sentenza o

provvedimento.

2. Sulla richiesta di cui al comma 1 provvede in calce con decreto, senza

ulteriori formalita’, l’autorita’ che pronuncia la sentenza o adotta il

provvedimento. La medesima autorita’ puo’ disporre d’ufficio che sia apposta

l’annotazione di cui al comma 1, a tutela dei diritti o della dignita’ degli

interessati.

3. Nei casi di cui ai commi 1 e 2, all’atto del deposito della sentenza o

provvedimento, la cancelleria o segreteria vi appone e sottoscrive anche con

timbro la seguente annotazione, recante l’indicazione degli estremi del presente

articolo: “In caso di diffusione omettere le generalita’ e gli altri dati

identificativi di….”.

4. In caso di diffusione anche da parte di terzi di sentenze o di altri

provvedimenti recanti l’annotazione di cui al comma 2, o delle relative massime

giuridiche, e’ omessa l’indicazione delle generalita’ e degli altri dati

identificativi dell’interessato.

5. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 734-bis del codice penale

relativamente alle persone offese da atti di violenza sessuale, chiunque

diffonde sentenze o altri provvedimenti giurisdizionali dell’autorita’

giudiziaria di ogni ordine e grado e’ tenuto ad omettere in ogni caso, anche in

mancanza dell’annotazione di cui al comma 2, le generalita’, altri dati

identificativi o altri dati anche relativi a terzi dai quali puo’ desumersi

anche indirettamente l’identita’ di minori, oppure delle parti nei procedimenti

in materia di rapporti di famiglia e di stato delle persone.

6. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche in caso di

deposito di lodo ai sensi dell’articolo 825 del codice di procedura civile. La

parte puo’ formulare agli arbitri la richiesta di cui al comma 1 prima della

pronuncia del lodo e gli arbitri appongono sul lodo l’annotazione di cui al

comma 3, anche ai sensi del comma 2. Il collegio arbitrale costituito presso la

camera arbitrale per i lavori pubblici ai sensi dell’articolo 32 della legge 11

febbraio 1994, n. 109, provvede in modo analogo in caso di richiesta di una

parte.

7. Fuori dei casi indicati nel presente articolo e’ ammessa la diffusione in

ogni forma del contenuto anche integrale di sentenze e di altri provvedimenti

giurisdizionali.

TITOLO II

TRATTAMENTI DA PARTE DI FORZE DI POLIZIA

CAPO I

PROFILI GENERALI

Art. 53

(Ambito applicativo e titolari dei trattamenti)

1. Al trattamento di dati personali effettuato dal Centro elaborazione dati del

Dipartimento di pubblica sicurezza o da forze di polizia sui dati destinati a

confluirvi in base alla legge, ovvero da organi di pubblica sicurezza o altri

soggetti pubblici per finalita’ di tutela dell’ordine e della sicurezza

pubblica, prevenzione, accertamento o repressione dei reati, effettuati in base

ad espressa disposizione di legge che preveda specificamente il trattamento, non

si applicano le seguenti disposizioni del codice:

a) articoli 9, 10, 12, 13 e 16, da 18 a 22, 37, 38, commi da 1 a 5, e da 39 a

45;

b) articoli da 145 a 151.

2. Con decreto del Ministro dell’interno sono individuati, nell’allegato C) al

presente codice, i trattamenti non occasionali di cui al comma 1 effettuati con

strumenti elettronici, e i relativi titolart.

Art. 54

(Modalita’ di trattamento e flussi di dati)

1. Nei casi in cui le autorita’ di pubblica sicurezza o le forze di polizia

possono acquisire in conformita’ alle vigenti disposizioni di legge o di

regolamento dati, informazioni, atti e documenti da altri soggetti,

l’acquisizione puo’ essere effettuata anche per via telematica. A tal fine gli

organi o uffici interessati possono avvalersi di convenzioni volte ad agevolare

la consultazione da parte dei medesimi organi o uffici, mediante reti di

comunicazione elettronica, di pubblici registri, elenchi, schedari e banche di

dati, nel rispetto delle pertinenti disposizioni e dei principi di cui agli

articoli 3 e 11. Le convenzioni-tipo sono adottate dal Ministero dell’interno,

su conforme parere del Garante, e stabiliscono le modalita’ dei collegamenti e

degli accessi anche al fine di assicurare l’accesso selettivo ai soli dati

necessari al perseguimento delle finalita’ di cui all’articolo 53.

2. I dati trattati per le finalita’ di cui al medesimo articolo 53 sono

conservati separatamente da quelli registrati per finalita’ amministrative che

non richiedono il loro utilizzo.

3. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 11, il Centro elaborazioni dati

di cui all’articolo 53 assicura l’aggiornamento periodico e la pertinenza e non

eccedenza dei dati personali trattati anche attraverso interrogazioni

autorizzate del casellario giudiziale e del casellario dei carichi pendenti del

Ministero della giustizia di cui al decreto del Presidente della Repubblica 14

novembre 2002, n. 313, o di altre banche di dati di forze di polizia, necessarie

per le finalita’ di cui all’articolo 53.

4. Gli organi, uffici e comandi di polizia verificano periodicamente i requisiti

di cui all’articolo 11 in riferimento ai dati trattati anche senza l’ausilio di

strumenti elettronici, e provvedono al loro aggiornamento anche sulla base delle

procedure adottate dal Centro elaborazioni dati ai sensi del comma 3, o, per i

trattamenti effettuati senza l’ausilio di strumenti elettronici, mediante

annotazioni o integrazioni dei documenti che li contengono.

Art. 55

(Particolari tecnologie)

1. Il trattamento di dati personali che implica maggiori rischi di un danno

all’interessato, con particolare riguardo a banche di dati genetici o

biometrici, a tecniche basate su dati relativi all’ubicazione, a banche di dati

basate su particolari tecniche di elaborazione delle informazioni e

all’introduzione di particolari tecnologie, e’ effettuato nel rispetto delle

misure e degli accorgimenti a garanzia dell’interessato prescritti ai sensi

dell’articolo 17 sulla base di preventiva comunicazione ai sensi dell’articolo

39.

Art. 56

(Tutela dell’interessato)

1. Le disposizioni di cui all’articolo 10, commi 3, 4 e 5, della legge 1 aprile

1981, n. 121, e successive modificazioni, si applicano anche, oltre che ai dati

destinati a confluire nel Centro elaborazione dati di cui all’articolo 53, a

dati trattati con l’ausilio di strumenti elettronici da organi, uffici o comandi

di polizia.

Art. 57

(Disposizioni di attuazione)

1. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del

Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’interno, di concerto con

il Ministro della giustizia, sono individuate le modalita’ di attuazione dei

principi del presente codice relativamente al trattamento dei dati effettuato

per le finalita’ di cui all’articolo 53 dal Centro elaborazioni dati e da

organi, uffici o comandi di polizia, anche ad integrazione e modifica del

decreto del Presidente della Repubblica 3 maggio 1982, n. 378, e in attuazione

della Raccomandazione R (87) 15 del Consiglio d’Europa del 17 settembre 1987, e

successive modificazioni. Le modalita’ sono individuate con particolare

riguardo:

a) al principio secondo cui la raccolta dei dati e’ correlata alla specifica

finalita’ perseguita, in relazione alla prevenzione di un pericolo concreto o

alla repressione di reati, in particolare per quanto riguarda i trattamenti

effettuati per finalita’ di analisi;

b) all’aggiornamento periodico dei dati, anche relativi a valutazioni effettuate

in base alla legge, alle diverse modalita’ relative ai dati trattati senza

l’ausilio di strumenti elettronici e alle modalita’ per rendere conoscibili gli

aggiornamenti da parte di altri organi e uffici cui i dati sono stati in

precedenza comunicati;

c) ai presupposti per effettuare trattamenti per esigenze temporanee o collegati

a situazioni particolari, anche ai fini della verifica dei requisiti dei dati ai

sensi dell’articolo 11, dell’individuazione delle categorie di interessati e

della conservazione separata da altri dati che non richiedono il loro utilizzo;

d) all’individuazione di specifici termini di conservazione dei dati in

relazione alla natura dei dati o agli strumenti utilizzati per il loro

trattamento, nonche’ alla tipologia dei procedimenti nell’ambito dei quali essi

sono trattati o i provvedimenti sono adottati;

e) alla comunicazione ad altri soggetti, anche all’estero o per l’esercizio di

un diritto o di un interesse legittimo, e alla loro diffusione, ove necessaria

in conformita’ alla legge;

f) all’uso di particolari tecniche di elaborazione e di ricerca delle

informazioni, anche mediante il ricorso a sistemi di indice.

TITOLO III

DIFESA E SICUREZZA DELLO STATO

CAPO I

PROFILI GENERALI

Art. 58

(Disposizioni applicabili)

1. Ai trattamenti effettuati dagli organismi di cui agli articoli 3, 4 e 6 della

legge 24 ottobre 1977, n. 801, ovvero sui dati coperti da segreto di Stato ai

sensi dell’articolo 12 della medesima legge, le disposizioni del presente codice

si applicano limitatamente a quelle previste negli articoli da 1 a 6, 11, 14,

15, 31, 33, 58, 154, 160 e 169.

2. Ai trattamenti effettuati da soggetti pubblici per finalita’ di difesa o di

sicurezza dello Stato, in base ad espresse disposizioni di legge che prevedano

specificamente il trattamento, le disposizioni del presente codice si applicano

limitatamente a quelle indicate nel comma 1, nonche’ alle disposizioni di cui

agli articoli 37, 38 e 163.

3. Le misure di sicurezza relative ai dati trattati dagli organismi di cui al

comma 1 sono stabilite e periodicamente aggiornate con decreto del Presidente

del Consiglio dei ministri, con l’osservanza delle norme che regolano la

materia.

4. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sono individuate le

modalita’ di applicazione delle disposizioni applicabili del presente codice in

riferimento alle tipologie di dati, di interessati, di operazioni di trattamento

eseguibili e di incaricati, anche in relazione all’aggiornamento e alla

conservazione.

TITOLO IV

TRATTAMENTI IN AMBITO PUBBLICO

CAPO I

ACCESSO A DOCUMENTI AMMINISTRATIVI

Art. 59

(Accesso a documenti amministrativi)

1. Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 60, i presupposti, le modalita’, i

limiti per l’esercizio del diritto di accesso a documenti amministrativi

contenenti dati personali, e la relativa tutela giurisdizionale, restano

disciplinati dalla legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni e

dalle altre disposizioni di legge in materia, nonche’ dai relativi regolamenti

di attuazione, anche per cio’ che concerne i tipi di dati sensibili e giudiziari

e le operazioni di trattamento eseguibili in esecuzione di una richiesta di

accesso. Le attivita’ finalizzate all’applicazione di tale disciplina si

considerano di rilevante interesse pubblico.

Art. 60

(Dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale)

1. Quando il trattamento concerne dati idonei a rivelare lo stato di salute o la

vita sessuale, il trattamento e’ consentito se la situazione giuridicamente

rilevante che si intende tutelare con la richiesta di accesso ai documenti

amministrativi e’ di rango almeno pari ai diritti dell’interessato, ovvero

consiste in un diritto della personalita’ o in un altro diritto o liberta’

fondamentale e inviolabile.

CAPO II

REGISTRI PUBBLICI E ALBI PROFESSIONALI

Art. 61

(Utilizzazione di dati pubblici)

1. Il Garante promuove, ai sensi dell’articolo 12, la sottoscrizione di un

codice di deontologia e di buona condotta per il trattamento dei dati personali

provenienti da archivi, registri, elenchi, atti o documenti tenuti da soggetti

pubblici, anche individuando i casi in cui deve essere indicata la fonte di

acquisizione dei dati e prevedendo garanzie appropriate per l’associazione di

dati provenienti da piu’ archivi, tenendo presente quanto previsto dalla

Raccomandazione n. R (91)10 del Consiglio d’Europa in relazione all’articolo 11.

2. Agli effetti dell’applicazione del presente codice i dati personali diversi

da quelli sensibili o giudiziari, che devono essere inseriti in un albo

professionale in conformita’ alla legge o ad un regolamento, possono essere

comunicati a soggetti pubblici e privati o diffusi, ai sensi dell’articolo 19,

commi 2 e 3, anche mediante reti di comunicazione elettronica. Puo’ essere

altresi’ menzionata l’esistenza di provvedimenti che dispongono la sospensione o

che incidono sull’esercizio della professione.

3. L’ordine o collegio professionale puo’, a richiesta della persona iscritta

nell’albo che vi ha interesse, integrare i dati di cui al comma 2 con ulteriori

dati pertinenti e non eccedenti in relazione all’attivita’ professionale.

4. A richiesta dell’interessato l’ordine o collegio professionale puo’ altresi’

fornire a terzi notizie o informazioni relative, in particolare, a speciali

qualificazioni professionali non menzionate nell’albo, ovvero alla

disponibilita’ ad assumere incarichi o a ricevere materiale informativo a

carattere scientifico inerente anche a convegni o seminart.

CAPO III

STATO CIVILE, ANAGRAFI E LISTE ELETTORALI

Art. 62

(Dati sensibili e giudiziari)

1. Si considerano di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli articoli 20 e

21, le finalita’ relative alla tenuta degli atti e dei registri dello stato

civile, delle anagrafi della popolazione residente in Italia e dei cittadini

italiani residenti all’estero, e delle liste elettorali, nonche’ al rilascio di

documenti di riconoscimento o al cambiamento delle generalita’.

Art. 63

(Consultazione di atti)

1. Gli atti dello stato civile conservati negli Archivi di Stato sono

consultabili nei limiti previsti dall’articolo 107 del decreto legislativo 29

ottobre 1999, n. 490.

CAPO IV

FINALITA’ DI RILEVANTE INTERESSE PUBBLICO

Art. 64

(Cittadinanza, immigrazione e condizione dello straniero)

1. Si considerano di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli articoli 20 e

21, le finalita’ di applicazione della disciplina in materia di cittadinanza, di

immigrazione, di asilo, di condizione dello straniero e del profugo e sullo

stato di rifugiato.

2. Nell’ambito delle finalita’ di cui al comma 1 e’ ammesso, in particolare, il

trattamento dei dati sensibili e giudiziari indispensabili:

a) al rilascio e al rinnovo di visti, permessi, attestazioni, autorizzazioni e

documenti anche sanitari;

b) al riconoscimento del diritto di asilo o dello stato di rifugiato, o

all’applicazione della protezione temporanea e di altri istituti o misure di

carattere umanitario, ovvero all’attuazione di obblighi di legge in materia di

politiche migratorie;

c) in relazione agli obblighi dei datori di lavoro e dei lavoratori, ai

ricongiungimenti, all’applicazione delle norme vigenti in materia di istruzione

e di alloggio, alla partecipazione alla vita pubblica e all’integrazione

sociale.

3. Il presente articolo non si applica ai trattamenti di dati sensibili e

giudiziari effettuati in esecuzione degli accordi e convenzioni di cui

all’articolo 154, comma 2, lettere a) e b), o comunque effettuati per finalita’

di difesa o di sicurezza dello Stato o di prevenzione, accertamento o

repressione dei reati, in base ad espressa disposizione di legge che prevede

specificamente il trattamento.

Art. 65

(Diritti politici e pubblicita’ dell’attivita’ di organi)

1. Si considerano di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli articoli 20 e

21, le finalita’ di applicazione della disciplina in materia di:

a) elettorato attivo e passivo e di esercizio di altri diritti politici, nel

rispetto della segretezza del voto, nonche’ di esercizio del mandato degli

organi rappresentativi o di tenuta degli elenchi dei giudici popolari;

b) documentazione dell’attivita’ istituzionale di organi pubblici.

2. I trattamenti dei dati sensibili e giudiziari per le finalita’ di cui al

comma 1 sono consentiti per eseguire specifici compiti previsti da leggi o da

regolamenti fra i quali, in particolare, quelli concernenti:

a) lo svolgimento di consultazioni elettorali e la verifica della relativa

regolarita’;

b) le richieste di referendum, le relative consultazioni e la verifica delle

relative regolarita’;

c) l’accertamento delle cause di ineleggibilita’, incompatibilita’ o di

decadenza, o di rimozione o sospensione da cariche pubbliche, ovvero di

sospensione o di scioglimento degli organi;

d) l’esame di segnalazioni, petizioni, appelli e di proposte di legge di

iniziativa popolare, l’attivita’ di commissioni di inchiesta, il rapporto con

gruppi politici;

e) la designazione e la nomina di rappresentanti in commissioni, enti e uffici.

3. Ai fini del presente articolo, e’ consentita la diffusione dei dati sensibili

e giudiziari per le finalita’ di cui al comma 1, lettera a), in particolare con

riguardo alle sottoscrizioni di liste, alla presentazione delle candidature,

agli incarichi in organizzazioni o associazioni politiche, alle cariche

istituzionali e agli organi eletti.

4. Ai fini del presente articolo, in particolare, e’ consentito il trattamento

di dati sensibili e giudiziari indispensabili:

a) per la redazione di verbali e resoconti dell’attivita’ di assemblee

rappresentative, commissioni e di altri organi collegiali o assembleari;

b) per l’esclusivo svolgimento di una funzione di controllo, di indirizzo

politico o di sindacato ispettivo e per l’accesso a documenti riconosciuto dalla

legge e dai regolamenti degli organi interessati per esclusive finalita’

direttamente connesse all’espletamento di un mandato elettivo.

5. I dati sensibili e giudiziari trattati per le finalita’ di cui al comma 1

possono essere comunicati e diffusi nelle forme previste dai rispettivi

ordinamenti. Non e’ comunque consentita la divulgazione dei dati sensibili e

giudiziari che non risultano indispensabili per assicurare il rispetto del

principio di pubblicita’ dell’attivita’ istituzionale, fermo restando il divieto

di diffusione dei dati idonei a rivelare lo stato di salute.

Art. 66

(Materia tributaria e doganale)

1. Si considerano di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli articoli 20 e

21, le attivita’ dei soggetti pubblici dirette all’applicazione, anche tramite i

loro concessionari, delle disposizioni in materia di tributi, in relazione ai

contribuenti, ai sostituti e ai responsabili di imposta, nonche’ in materia di

deduzioni e detrazioni e per l’applicazione delle disposizioni la cui esecuzione

e’ affidata alle dogane.

2. Si considerano inoltre di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli

articoli 20 e 21, le attivita’ dirette, in materia di imposte, alla prevenzione

e repressione delle violazioni degli obblighi e alla adozione dei provvedimenti

previsti da leggi, regolamenti o dalla normativa comunitaria, nonche’ al

controllo e alla esecuzione forzata dell’esatto adempimento di tali obblighi,

alla effettuazione dei rimborsi, alla destinazione di quote d’imposta, e quelle

dirette alla gestione ed alienazione di immobili statali, all’inventano e alla

qualificazione degli immobili e alla conservazione dei registri immobiliart.

Art. 67

(Attivita’ di controllo e ispettive)

1. Si considerano di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli articoli 20 e

21, le finalita’ di:

a) verifica della legittimita’, del buon andamento, dell’imparzialita’

dell’attivita’ amministrativa, nonche’ della rispondenza di detta attivita’ a

requisiti di razionalita’, economicita’, efficienza ed efficacia per le quali

sono, comunque, attribuite dalla legge a soggetti pubblici funzioni di

controllo, di riscontro ed ispettive nei confronti di altri soggetti;

b) accertamento, nei limiti delle finalita’ istituzionali, con riferimento a

dati sensibili e giudiziari relativi ad esposti e petizioni, ovvero ad atti di

controllo o di sindacato ispettivo di cui all’articolo 65, comma 4.

Art. 68

(Benefici economici ed abilitazioni)

1. Si considerano di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli articoli 20 e

21, le finalita’ di applicazione della disciplina in materia di concessione,

liquidazione, modifica e revoca di benefici economici, agevolazioni,

elargizioni, altri emolumenti e abilitazioni.

2. Si intendono ricompresi fra i trattamenti regolati dal presente articolo

anche quelli indispensabili in relazione:

a) alle comunicazioni, certificazioni ed informazioni previste dalla normativa

antimafia;

b) alle elargizioni di contributi previsti dalla normativa in materia di usura e

di vittime di richieste estorsive;

c) alla corresponsione delle pensioni di guerra o al riconoscimento di benefici

in favore di perseguitati politici e di internati in campo di sterminio e di

loro congiunti;

d) al riconoscimento di benefici connessi all’invalidita’ civile;

e) alla concessione di contributi in materia di formazione professionale;

f) alla concessione di contributi, finanziamenti, elargizioni ed altri benefici

previsti dalla legge, dai regolamenti o dalla normativa comunitaria, anche in

favore di associazioni, fondazioni ed enti;

g) al riconoscimento di esoneri, agevolazioni o riduzioni tariffarie o

economiche, franchigie, o al rilascio di concessioni anche radiotelevisive,

licenze, autorizzazioni, iscrizioni ed altri titoli abilitativi previsti dalla

legge, da un regolamento o dalla normativa comunitaria.

3. Il trattamento puo’ comprendere la diffusione nei soli casi in cui cio’ e’

indispensabile per la trasparenza delle attivita’ indicate nel presente

articolo, in conformita’ alle leggi, e per finalita’ di vigilanza e di controllo

conseguenti alle attivita’ medesime, fermo restando il divieto di diffusione dei

dati idonei a rivelare lo stato di salute.

Art. 69

(Onorificenze, ricompense e riconoscimenti)

1. Si considerano di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli articoli 20 e

21, le finalita’ di applicazione della disciplina in materia di conferimento di

onorificenze e ricompense, di riconoscimento della personalita’ giuridica di

associazioni, fondazioni ed enti, anche di culto, di accertamento dei requisiti

di onorabilita’ e di professionalita’ per le nomine, per i profili di competenza

del soggetto pubblico, ad uffici anche di culto e a cariche direttive di persone

giuridiche, imprese e di istituzioni scolastiche non statali, nonche’ di

rilascio e revoca di autorizzazioni o abilitazioni, di concessione di patrocini,

patronati e premi di rappresentanza, di adesione a comitati d’onore e di

ammissione a cerimonie ed incontri istituzionali.

Art. 70

(Volontariato e obiezione di coscienza)

1. Si considerano di rilevante interesse pubblico, ai sensi dell’articolo 20 e

21, le finalita’ di applicazione della disciplina in materia di rapporti tra i

soggetti pubblici e le organizzazioni di volontariato, in particolare per quanto

riguarda l’elargizione di contributi finalizzati al loro sostegno, la tenuta di

registri generali delle medesime organizzazioni e la cooperazione

internazionale.

2. Si considerano, altresi’, di rilevante interesse pubblico le finalita’ di

applicazione della legge 8 luglio 1998, n. 230, e delle altre disposizioni di

legge in materia di obiezione di coscienza.

Art. 71

(Attivita’ sanzionatorie e di tutela)

1. Si considerano di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli articoli 20 e

21, le finalita’:

a) di applicazione delle norme in materia di sanzioni amministrative e ricorsi;

b) volte a far valere il diritto di difesa in sede amministrativa o giudiziaria,

anche da parte di un terzo, anche ai sensi dell’articolo 391-quater del codice

di procedura penale, o direttamente connesse alla riparazione di un errore

giudiziario o in caso di violazione del termine ragionevole del processo o di

un’ingiusta restrizione della liberta’ personale.

2. Quando il trattamento concerne dati idonei a rivelare lo stato di salute o la

vita sessuale, il trattamento e’ consentito se il diritto da far valere o

difendere, di cui alla lettera b) del comma 1, e’ di rango almeno pari a quello

dell’interessato, ovvero consiste in un diritto della personalita’ o in un altro

diritto o liberta’ fondamentale e inviolabile.

Art. 72

(Rapporti con enti di culto)

1. Si considerano di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli articoli 20 e

21, le finalita’ relative allo svolgimento dei rapporti istituzionali con enti

di culto, confessioni religiose e comunita’ religiose.

Art. 73

(Altre finalita’ in ambito amministrativo e sociale)

1. Si considerano di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli articoli 20 e

21, nell’ambito delle attivita’ che la legge demanda ad un soggetto pubblico, le

finalita’ socio-assistenziali, con particolare riferimento a:

a) interventi di sostegno psico-sociale e di formazione in favore di giovani o

di altri soggetti che versano in condizioni di disagio sociale, economico o

familiare;

b) interventi anche di rilievo sanitario in favore di soggetti bisognosi o non

autosufficienti o incapaci, ivi compresi i servizi di assistenza economica o

domiciliare, di telesoccorso, accompagnamento e trasporto;

c) assistenza nei confronti di minori, anche in relazione a vicende giudiziarie;

d) indagini psico-sociali relative a provvedimenti di adozione anche

internazionale;

e) compiti di vigilanza per affidamenti temporanei;

f) iniziative di vigilanza e di sostegno in riferimento al soggiorno di nomadi;

g) interventi in tema di barriere architettoniche.

2. Si considerano, altresi’, di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli

articoli 20 e 21, nell’ambito delle attivita’ che la legge demanda ad un

soggetto pubblico, le finalita’:

a) di gestione di asili nido;

b) concernenti la gestione di mense scolastiche o la fornitura di sussidi,

contributi e materiale didattico;

c) ricreative o di promozione della cultura e dello sport, con particolare

riferimento all’organizzazione di soggiorni, mostre, conferenze e manifestazioni

sportive o all’uso di beni immobili o all’occupazione di suolo pubblico;

d) di assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica;

e) relative alla leva militare;

f) di polizia amministrativa anche locale, salvo quanto previsto dall’articolo

53, con particolare riferimento ai servizi di igiene, di polizia mortuaria e ai

controlli in materia di ambiente, tutela delle risorse idriche e difesa del

suolo;

g) degli uffici per le relazioni con il pubblico;

h) in materia di protezione civile;

i) di supporto al collocamento e all’avviamento al lavoro, in particolare a cura

di centri di iniziativa locale per l’occupazione e di sportelli-lavoro;

l) dei difensori civici regionali e locali.

CAPO V

PARTICOLARI CONTRASSEGNI

Art. 74

(Contrassegni su veicoli e accessi a centri storici)

1. I contrassegni rilasciati a qualunque titolo per la circolazione e la sosta

di veicoli a servizio di persone invalide, ovvero per il transito e la sosta in

zone a traffico limitato, e che devono essere esposti su veicoli, contengono i

soli dati indispensabili ad individuare l’autorizzazione rilasciata e senza

l’apposizione di simboli o diciture dai quali puo’ desumersi la speciale natura

dell’autorizzazione per effetto della sola visione del contrassegno.

2. Le generalita’ e l’indirizzo della persona fisica interessata sono riportati

sui contrassegni con modalita’ che non consentono, parimenti, la loro diretta

visibilita’ se non in caso di richiesta di esibizione o necessita’ di

accertamento.

3. La disposizione di cui al comma 2 si applica anche in caso di fissazione a

qualunque titolo di un obbligo di esposizione sui veicoli di copia del libretto

di circolazione o di altro documento.

4. Per il trattamento dei dati raccolti mediante impianti per la rilevazione

degli accessi di veicoli ai centri storici ed alle zone a traffico limitato

continuano, altresi’, ad applicarsi le disposizioni del decreto del Presidente

della Repubblica 22 giugno 1999, n. 250.

(Articoli successivi)

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