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ABBONAMENTI TRAPPOLA SUGLI SMARTPHONE: COME EVITARE I SERVIZI CARI E MAI RICHIESTI

Fonte: La Stampa

Abbonamenti mai richiesti all’oroscopo o ai giochi e alla musica online ma anche applicazioni fantasma che, a totale nostra insaputa, prelevano periodicamente soldi dal credito telefonico. Il fenomeno dei servizi a pagamento, mai richiesti dall’utente, è in continua evoluzione e cresce a tappeto.

Le trappole sugli smartphone

Il caso più frequente è quello dei servizi «premium» attivati inavvertitamente navigando in Internet con il proprio smartphone. Basta un attimo e, da una pagina web che stiamo consultando parte il collegamento a un altro sito su cui viene attivato l’abbonamento. Anche i banner, vale a dire le pubblicità online, possono trasformarsi in tranelli che ci rifilano pagamenti periodici. Non servono consensi, né carte di credito, tutto parte automaticamente e in un istante ci ritroviamo a pagare. Le società a cui finiscono questi soldi, di solito importi piccoli intorno ai 5 euro alla settimana o al mese, sono esterne agli operatori di telefonia che quindi si giustificano dicendo di non avere alcuna responsabilità in merito. Ricevono però una percentuale per ogni cliente che pagherà il servizio. Tre ci dice di aver «introdotto a febbraio, unico fra tutti gli Operatori italiani, un nuovo sistema di sicurezza e controllo, denominato Vas Shield». Le lamentele però pare non siano diminuite.

Il blocco preventivo

Per difendersi, bisogna innanzitutto disattivare i servizi premium, quelli aggiuntivi a pagamento. Basta chiamare l’assistenza del proprio operatore telefonico e chiedere il blocco totale di questo tipo di attività. Successivamente occorre però verificare che l’operatore abbia davvero eseguito questa richiesta. In molti casi, infatti, la telefonata di disattivazione è finita nel vuoto. Le associazioni di consumatori stanno chiedendo da tempo che questo tipo di servizi venga disattivato a monte, come successo con l’899 ai tempi dei modem per navigare.

Da poco poi è scattata tutta una serie di nuovi pagamenti extra che, quasi sempre, vengono comunicati dagli operatori via sms. È il caso per esempio del servizio di navigazione 4G che da poco è a pagamento con alcuni operatori. Oppure delle extra tariffazioni per chi va all’estero. L’unica difesa ormai è quella di pattugliare attentamente ogni comunicazione e ogni sms che si riceve dalla propria compagnia telefonica. Potrebbe contenere una nuova spesa (e, in alcuni casi, le istruzioni per non pagarla).

Come riavere indietro i soldi

Non tutti sanno che si possono riavere indietro le somme scalate indebitamente dal nostro conto telefonico. Anche quelle di importo bassissimo. L’iter è semplice e nella maggioranza dei casi porta a un risultato positivo. La strada da percorre è fatta di più tappe. La prima è quella di inviare un reclamo alla compagnia telefonica e intimarla a restituire i soldi entro un certo periodo di tempo.

Se non succede nulla si chiede l’intervento del Corecom, il Comitato regionale per le telecomunicazioni. Si può fare tutto online. Una volta fatta la richiesta di intervento si verrà convocati per la conciliazione tra le due parti. In udienza  si cerca l’accordo (per esempio, con la richiesta di restituzione della somma addebitata e con il riconoscimento di un piccolo risarcimento). Se la conciliazione non porta a nulla perché la compagnia fa orecchie da mercante, allora si procede con la richiesta di definizione davanti al Corecom. Questa diventa esecutiva con tanto di azione forzata. A quel punto la compagnia deve operare.

 

2 Commenti alla discussione “ABBONAMENTI TRAPPOLA SUGLI SMARTPHONE: COME EVITARE I SERVIZI CARI E MAI RICHIESTI”

  1. 3 ottobre 2016 alle 13:56

    Fermo restando l’apprezzamento per la vostra attività, che vi distingue molto anche dai soliti avvocati/avvoltoi, per non perdere autorevolezza e credibilità v’invito a controllar meglio i vostri comunicati, per evitare di rivedere cose come “stra grande” e soprattutto “c’entrare” per “entrarci”.
    Buon proseguimento.

    • 3 ottobre 2016 alle 15:23

      Gentile signor Canepari, intanto la ringrazio per l’attenta segnalazione. L’articolo è tratto dal quotidiano La Stampa ed è evidente che, purtroppo, mi siano sfuggiti questi strafalcioni. Me ne scuso vivamente e la ringrazio per gli apprezzamenti manifestati nei confronti dell’ADico. Come potrà vedere sul sito ho sistemato il comunicato. Grazie ancora.
      Gianluca Codognato
      ufficio stampa Adico

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