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AMAZON, MULTA DA 300 MILA EURO DALL’AGCOM: “SVOLGE ATTIVITA’ POSTALE SENZA AUTORIZZAZIONE”

L’Agcom ha inflitto una multa da 300 mila euro ad Amazon “per aver esercitato attività postale, vale a dire il servizio di consegna dei pacchi, senza la prevista autorizzazione”. L’Autorità garante delle comunicazioni ha pubblicato oggi l’ordinanza di ingiunzione, con relatore il commissario Antonio Nicita. “Le condotte illecite accertate riguardano, in particolare, l’organizzazione di una rete unitaria per svolgere il servizio di consegna dei prodotti di venditori terzi e la gestione dei punti di recapito (locker)”.
Amazon insomma sta facendo il corriere espresso, ma senza autorizzazione. Abusivo. Per di più, in concorrenza con i soggetti abilitati a farlo. Oltre alla multa, Agcom chiede di sospendere queste attività e di chiedere autorizzazione entro 60 giorni.

 “E’ risultato, infatti, che per i prodotti offerti in vendita dai venditori terzi sul marketplace, le società del gruppo Amazon hanno organizzato un servizio di recapito al cliente finale che in nulla si discosta dal servizio di recapito reso dagli altri operatori postali, ad esempio i corrieri espresso, e che ricomprende le ordinarie fasi di lavorazione del ciclo postale: dalla fase di smistamento fino al recapito al cliente finale presso l’indirizzo del destinatario o presso i locker”, spiega Agcom nella delibera.

“Consideriamo importante la cooperazione con le autorità e ci impegniamo affinché tutte le osservazioni che ci vengono rivolte siano affrontate il più rapidamente possibile. Abbiamo pertanto esaminato attentamente i riscontri presentati dall’Agcom, fornendo una risposta puntuale a ciascuno di essi”, replica intanto la società. “Valuteremo la decisione presa da Agcom. Siamo disponibili a cooperare con le autorità al fine di fornire ulteriori informazioni relative alle nostre attività”, aggiunge.

I RILIEVI DELL’AGCOM
Amazon quindi secondo l’Agcom non si limita a usare corriere terzi. Ha un’attività molto più completa e complessa, assimilabile per Agcom a quanto fa Poste italiane e altri soggetti autorizzati (i corrieri); controlla finemente le operazioni, l’attività del personale utilizzato per la consegna eccetera.

“Amazon Logistics (business unit di Amazon Italia Transport S.r.l.), pur utilizzando corrieri locali per il recapito, agisce in tutto e per tutto come un corriere espresso, con un proprio logo, una propria organizzazione unitaria, definendo le condizioni di svolgimento del servizio e, soprattutto, in diretta competizione con gli altri operatori postali regolarmente abilitati”.

C’è addirittura una sezione del sito Amazon che offre la possibilità di diventare “Corriere per Amazon”, precisando poi che “un corriere è un’azienda locale i cui servizi vengono utilizzati da Amazon per consegnare le proprie spedizioni da un magazzino Amazon ai Clienti finali”.

L’attività richiesta consiste nel prelevare i pacchi da un magazzino Amazon, traportarli e consegnarli e la procedura per diventare “Corriere per Amazon” è estremamente semplificata. Non è prevista alcuna attrezzatura specifica: non è richiesto che i veicoli riportino il logo, né che gli addetti indossino una divisa anche se si aggiunge che, ove ciò fosse necessario, sarà corrisposto “un compenso per la promozione del marchio”.

Nell’offerta si precisa che “tutti i percorsi sono pianificati in maniera dinamica e il numero di consegne può variare in base al servizio, all’area e al luogo della raccolta” e che le aree di consegna sono assegnate da Amazon “in base alle prestazioni, alle tariffe e alle necessità”. Nell’attività di consegna il “Corriere per Amazon” sarà assistito dalla tecnologia di Amazon per muoversi con efficienza, “Forniremo gli strumenti [..] ideali per gestire la pianificazione, le operazioni quotidiane, la navigazione su strada e l’assistenza clienti”.

Altro aspetto, i locker, ossia gli armadietti automatici usati da Amazon per i clienti. “La modalità di consegna attraverso gli armadietti automatici, i c.d. locker, è attività postale. Anche in questo caso le innovazioni di processo non variano la sostanza e l’inquadramento di questa modalità di consegna al destinatario all’interno della corrispondente fase (il recapito) di svolgimento del servizio postale. Amazon controlla pienamente questa fase: lo spazio in questione è connesso via internet con i sistemi informatici della società che permettono di verificare sia la consegna da parte del corriere, sia l’orario di ritiro del pacco da parte del destinatario finale. L’attuazione di un sistema innovativo, che consente un pieno controllo da remoto, non comporta una diversa qualificazione di questa modalità di recapito. La consegna di un invio in un luogo diverso dall’indirizzo del destinatario (che dovrà poi provvedere al ritiro) è modalità di recapito da tempo utilizzata nel settore postale ed è sempre stata qualificata come attività postale; è sufficiente, ad esempio, ricordare le modalità ordinariamente utilizzate per il recapito degli invii raccomandati che sono depositati in giacenza presso gli uffici postali e sono a disposizione per il ritiro da parte del destinatario”.

Fonte: La Repubblica

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