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ASSEGNO CLONATO, CHEBANCA! RESTITUISCE 28 MILA EURO A UN PENSIONATO MESTRINO ASSISTITO DALL’ADICO. GAROFOLINI: “LA TENACIA PAGA”

Dalla truffa on line alla clonazione dell’assegno, passando per il comportamento quantomeno negligente da parte dell’istituto di credito. Si compone di questi elementi l’intricata vicenda che vede coinvolti un pensionato mestrino, R.A., seguito dall’ufficio legale dell’Adico, e la filiale, sempre mestrina, di CheBanca!, rea di aver utilizzato senza permesso il denaro del cliente pagando 28mila euro a un ignoto beneficiario a fronte di un assegno “contraffatto”.

La vicenda risale all’agosto 2016, ma ora, dopo tanti tentativi di risoluzione bonaria, l’arbitro bancario a cui si era rivolto il pensionato tramite l’Adico ha intimato a Chebanca! la restituzione dell’intera somma, riconoscendo dunque quanto sostenuto dall”ufficio legale dell’associazione circa l’atteggiamento negligente e quindi “colpevole” da parte dell’istituto.

Ma partiamo dall’inizio.

Il 30 agosto 2016 il pensionato chiede a CheBanca!, filiale mestrina di cui è correntista, un assegno circolare di 28 mila euro. Quella somma gli serve per acquistare un furgoncino scovato on-line ed è per questo che invia la copia dell’assegno al sedicente venditore. Nei giorni successivi lo sconosciuto proprietario del furgoncino sparisce e il pensionato, l’ 8 settembre, una settimana dopo la richiesta dell’assegno, si rivolge al suo istituto di credito spiegando di non aver concluso l’affare e chiedendo di versare i 28 mila euro nel suo conto. Non solo. Preoccupato dalla situazione avverte lo sportellista della banca che in giro c’è una copia di quell’assegno, inviata con ogni probabilità a un truffatore. Lo sportellista lo rassicura, confermando che in quei giorni nessuno ha richiesto nulla e garantendo di vigilare sulla situazione. L’intera somma viene accreditata sul conto.

La brutta sorpresa, però, arriva il 13 ottobre. Chebanca! avverte il pensionato mestrino che il “famoso” assegno da 28mila euro è stato clonato e incassato. Apriti cielo. Per l’uomo e per sua moglie cominciano giorni di grandissima preoccupazione e si apre un contenzioso che vede l’istituto di credito sottrarsi ai tentativi di risoluzione bonaria proposti dall’Adico e alla richiesta di presentare copia dell’assegno clonato e di fornire il nome del beneficiario. Alla fine il ricorso all’Arbitro Bancario conclude la querelle dando ragione al ricorso presentato dall’ufficio legale dell’associazione.

“Per noi è un risultato molto importante – commenta Carlo Garofolini, presidente dell’Adico – anche perchè ci troviamo di fronte a un contenzioso che vede un pensionato contro una banca, come dire Davide contro Golia. Il nostro ufficio legale è stato tenace fino in fondo, tentando prima una mediazione e poi ricorrendo all’Arbitro bancario che, di fronte alle evidenti leggerezze da parte della banca, ha deciso per la restituzione dell’intero importo. Che è già stato accreditato sul conto del nostro socio”.

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