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CONSUMATE POCA ELETTRICITA’? PAGHERETE IL 46% DI PIU’ IN BOLLETTA

PUBBLICHIAMO QUESTO INCREDIBILE ARTICOLO TRATTO DAL CORRIERE DELLA SERA E DERIVANTE DA UNA DENUNCIA DELLA GIORNALISTA MILENA GABANELLI. INDIGNAMOCI E PREPARIAMOCI ALLE BARRICATE!

 

A dicembre, mentre l’Autorità per l’energia annunciava gli aumenti più elevati degli ultimi cinque anni, 5,3% per le forniture elettriche e del 5% per il gas, ci appassionava di più discutere attorno a quel centesimo del sacchetto di plastica biodegradabile. C’è una ragione: le bollette sono diventate un bancomat, a comporre la tariffa sono piccole voci di cui non capiamo nulla, e quindi non ci facciamo più caso. Paghiamo e basta. Si calcola che, con queste nuove tariffe, le famiglie italiane pagheranno circa 80 euro in più all’anno. Qualcuno bilancerà con i famosi 80 euro in più in busta paga. Ma come si spiega questo aumento?

L’Autorità lo giustifica così: incremento dei prezzi all’ingrosso del gas nei mesi invernali (finora l’inverno è stato piuttosto temperato), costi per adeguatezza e sicurezza, la scarsa produzione di idroelettrico a causa dell’estate calda, e alla dispersione nelle reti del Sud. Quindi non solo non è stata fatta la manutenzione che invece — insieme a trasporto, distribuzione e gestione del contatore — abbiamo pagato in bolletta con un aumento del 50% negli ultimi 7 anni, ma ci ritroviamo caricati del costo della «dispersione». Di quale natura è l’inadempimento? Civile? Penale?

i dell’aumento
Guardando dentro la delibera, il grosso degli aumenti sono dovuti a ben altre ragioni. Un silenzioso decreto del Ministero dello Sviluppo Economico — approvato il 21 dicembre con parere positivo delle commissioni industria di Camera e Senato — ha deciso di fare lo sconto alle imprese energivore, ovvero quelle a forte consumo energetico, riversando i costi sulle famiglie e le piccole-medie imprese.
A beneficiarne sono grandi gruppi come Marcegaglia, Pirelli, Ilva, Lactalis, Nepi, San Benedetto, Uliveto, Zegna, De Cecco o Rana e altre 2.800 aziende di qualunque settore, dalle acciaierie ai salumifici. Pagheranno complessivamente 1,7 miliardi in meno, e pertanto — secondo il Ministero dello Sviluppo — diventeranno più competitive. Una motivazione legittima se non fosse che a pagare sono i clienti più piccoli, su cui si è spostato il carico degli oneri di sistema, una voce che in bolletta si aggiunge al costo dell’energia, e su quell’aumento del 5,3% lo sconto pesa per l’1,9%.

Fra gli oneri di sistema troviamo ancora gli incentivi per gli impianti Cip 6 decisi nell’aprile 1992, ovvero quasi 26 anni fa, alcuni dei quali sono alimentati con rifiuti non biodegradabili: si tratta di elettricità prodotta con «schifezze» — come ad esempio scarti agricoli, vegetali e industriali — ma incentivata in bolletta, che la Commissione europea ha bocciato già nel 2003. E che noi continuiamo a pagare.
Ad incidere sul prezzo sono anche i certificati bianchi, titoli che servono a incentivare interventi di efficienza energetica e che vengono finanziati sempre in bolletta attraverso gli oneri di sistema. Sono entrati nel vortice delle speculazioni e in diciotto mesi le quotazioni sono aumentate del 260%. Mentre l’Autorità sta a guardare, e il Ministero dello Sviluppo prende tempo, a guadagnarci sono le Energy Service Company e le società di distribuzione elettrica. Un «giochino» che costa ai cittadini 7 milioni di euro al giorno.Il prossimo aumento: +46% a chi paga poco
Il colpo di grazia arriverà a gennaio del 2019, quando entreranno in vigore le nuove tariffe progressive. Se finora chi consumava di più pagava di più, dall’anno prossimo le tariffe saranno indifferenziate per tutti per favorire i consumi di energia elettrica. Il risultato sarà questo: chi consuma di più risparmierà, chi consuma poco (praticamente tutte le famiglie italiane) si troverà in bolletta un aumento fino al 46% in più. Lo conferma la stessa Autorità, che nel testo della delibera 867/2017/R/EEL del 14 dicembre scrive:
«L’attuazione del terzo step della riforma tariffaria per i clienti domestici del settore energetico comporterà inevitabili aumenti di spesa annua per larghe fasce della popolazione».
In sostanza «i piccoli» pagano lo sconto ai «grandi», e per incentivare il consumo di energia elettrica (più sostenibile del fossile) il conto lo paga la «larga fascia di popolazione».

Intanto dall’Osservatorio Ue sulla povertà energetica apprendiamo che l’Italia è fra i Paesi europei in cui i cittadini hanno maggiore difficoltà a pagare le bollette di luce e gas. Sia i prezzi dell’elettricità che quelli del gas sono i terzi più alti dell’Unione europea: nel primo caso dietro a Danimarca e Germania, nel secondo caso a Svezia e Portogallo. Anche per questo, il 9,1% delle famiglie negli ultimi 12 mesi ha avuto ritardi nei pagamenti delle bollette.

Fonte: Corriere della Sera

8 Commenti alla discussione “CONSUMATE POCA ELETTRICITA’? PAGHERETE IL 46% DI PIU’ IN BOLLETTA”

  1. 17 febbraio 2018 alle 18:23

    Credo che sia illegittimo. Questa banda di irresponsabili vorrei averla di fronte almeno per poter sputare loro in faccia. Certamente avranno dei super compensi per fottersene di questi problemi. Li manderei a lavorare nei campi. Comunque il governo perché lo permette? Gentiloni dove sei?

  2. 16 febbraio 2018 alle 15:58

    Salve,

    e se cominciassimo a boicottare tutti quei nomi che beneficeranno dei nostri soldi?

    Avranno un guadagno dai prelievi forzati nelle nostre bollette ma avrebbero anche perdite dalle mancate vendite dei loro prodotti. A noi consumatori resta la libertà
    se acquistare o no dalle case coinvolte nel ladrocinio.

  3. 15 febbraio 2018 alle 08:51

    Buongiorno. Ho appreso ieri sera dai vari tg, del salasso sulle bollette elettriche che, a causa di mancati pagamenti di alcuni utenti (si parlava del 16%!) il mancato introito verrebbe redistribuito su tutti gli utenti, a discapito, ovviamente, di chi come me ha sempre pagato. Mi chiedo se questo agire sia in linea intanto con il buon senso (non quello dei ladri) ma anche se sia costituzionale! Si può far pagare alla persona onesta quello che il ladro ha sottratto alla collettività? Non si ravvede forse l’incapacità del gestore di controllare e sanzionare “ad personam”? Troppo facile colpire tutti per la furbizia di pochi. Mi chiedo, tuttavia, se nella bolletta gonfiata che arriverà ci sia l’opportunità di conoscere a quanto ammonta il furto. In questo caso io farei un bollettino ex novo stralciando l’importo non dovuto e poi comunicarlo con PEC al gestore. In questo caso in cosa incorro? Grazie. Saluti, Stefano Guglielmi

    • 16 febbraio 2018 alle 12:41

      Salve,
      purtroppo incorrerebbe di sicuro a un decreto ingiuntivo da parte della compagnia e poi al distacco della fornitura. Dobbiamo trovare/pensare altre soluzioni.

      Distinti saluti
      Gianluca Codognato
      uff. stampa Adico

  4. 13 febbraio 2018 alle 20:16

    Ma non è possibile che l’Associazione faccia un accordo con un’unica società di vendita di energia elettrica,gas ed acqua?

  5. 13 febbraio 2018 alle 18:45

    SOLO UNA DOMANDA : CHE SI PUO’ FARE ?

    • 14 febbraio 2018 alle 11:30

      Salve, ognuno può giocare la sua parte in primis diffondendo il più possibile la notizia soprattutto in questi giorni considerando che fra un paio di settimane ci sono le elezioni. Io credo che il prossimo governo debba occuparsi seriamente di bollette e forniture perchè nella quotidianità delle persone sono queste le cose importanti! Noi stiamo studiando qualche azione e vi terremo informati/aggiornati tramite il sito.

      Distinti saluti
      Gianluca Codognato
      ufficio stampa Adico

    • 16 febbraio 2018 alle 12:44

      Salve,
      stiamo pensando a iniziative adeguate, vi teniamo aggiornati.

      Gianluca Codognato
      ufficio stampa Adico

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