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Stop al cambio in euro, rischia di perdere 10 milioni di lire. Adico: «Il decreto non venga convertito o via ad azioni legali»

P.V., consumatrice veneziana, non sapeva del provvedimento del Governo Monti. Il presidente Garofolini: «Chi ha risparmi in pericolo si rivolga ai nostri uffici per assistenza».
Una scadenza anticipata di tre mesi, che potrebbe costare – secondo i dati Bankitalia – 1 miliardo e 300 milioni di euro agli ignari cittadini italiani. Quanti sanno, infatti, che all’interno del decreto “Salva Italia” era presente una norma che anticipava al 6 dicembre scorso, data della pubblicazione del provvedimento in Gazzetta Ufficiale, il termine ultimo per cambiare le vecchie lire in euro? Stando al numero di persone che soprattutto durante il periodo festivo si sono rivolte ad Adico Associazione Difesa Consumatori, gli informati sono una minima parte: tantissimi cittadini infatti intendevano approfittare proprio delle ferie natalizie per recarsi alla filiale più vicina della Banca d’Italia e cambiare i gruzzoletti più o meno consistenti di banconote e monete del vecchio conio, magari per affrontare con maggior tranquillità le spese per i regali di Natale vista la crisi. C’è chi si era dimenticato di farlo in questi dieci anni, chi invece aveva aspettato appositamente, considerando quei soldi una sorta di risparmio da usare al momento opportuno. Ma tutti si sono sentiti gelare il sangue nelle vene di fronte al no al cambio del denaro. Come è accaduto a P.V., signora veneziana, che sotto un metaforico materasso aveva conservato ben 10 milioni di lire, pari a 5.164,57 euro.
Intorno alla metà di dicembre la consumatrice si è recata alla Banca d’Italia di Rialto per la conversione, e invece di uscire con un bel malloppo in euro quella che ha rimediato è stata una doccia fredda: «Il Governo con il decreto del 6 dicembre scorso ha stabilito, all’articolo 26, la prescrizione con decorrenza immediata a favore dell’Erario di tutte le banconote e monete in lire ancora in circolazione ed il relativo controvalore è versato all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnato al Fondo ammortamento dei titoli di Stato, quindi le lire non si possono più cambiare in euro a partire da quella data e non più dal 28 febbraio 2012» è la risposta che la signora presumibilmente si è sentita dare. Ma l’aver contribuito a rimpinguare le casse dello Stato con il controvalore dei suoi risparmi ormai inutilizzabili di certo non l’ha rincuorata, visto che si è recata subito allo sportello Adico di via Volturno per avere ulteriori spiegazioni in merito al provvedimento.
«A questo punto confidiamo nel buon senso del Governo e nel fatto che il decreto non venga convertito in legge – commenta il presidente di Adico Associazione Difesa Consumatori Carlo Garofolini – ci sono 60 giorni di tempo perché venga fatto, quindi fino a quel momento si può ancora sperare che il termine resti quello stabilito dalla legge del 1997 e dal successivo decreto legge del 1998, cioè il 28 febbraio 2012, e che quindi i risparmiatori italiani abbiano tutto il tempo per decidere, in piena coscienza e consapevolezza, cosa fare delle lire che ancora custodiscono in casa. Sull’anticipo della scadenza c’è stata una colpevole mancanza di informazione – affonda ancora Garofolini – che non si può giustificare in nessun modo. L’urgenza da parte dello Stato di far cassa non si può tradurre nel furto ai consumatori di 1,3 milioni di euro».

 

Se il decreto invece diventerà legge, e quindi sarà confermato che dal 6 dicembre scorso le lire sono ufficialmente carta straccia o merce da collezionisti, c’è la possibilità di presentare un ricorso alla Corte Costituzionale sostenendo l’incostituzionalità del provvedimento che anticipa termini di prescrizione già fissati per legge e senza prevedere un pur minimo periodo di adeguamento. «Ma si tratta di una strada molto difficile da intraprendere – anticipano dall’ufficio legale di via Volturno – ciò comunque non toglie che tutti coloro i quali si sentano danneggiati dalla prescrizione anticipata possano rivolgersi all’Adico che valuterà le azioni più opportune del caso».

 

 

47 Commenti alla discussione “Stop al cambio in euro, rischia di perdere 10 milioni di lire. Adico: «Il decreto non venga convertito o via ad azioni legali»”

  1. 12 gennaio 2012 alle 10:16

    Daccordissimo con la Sig. Mariagrazia di Venezia, ma adesso come risolvere il problema? non andare più a rifornire, spendere il meno possibile in modo da far scendere i prezzi come un tempo.
    Per la sig. che teneva fermi i soldi in lire per 10 anni, evidentemente non ne aveva poi così bisogno, quindi dispiace ma non ne facciamo tragedia….

  2. 12 gennaio 2012 alle 10:14

    Ho letto proprio ora che nella Gazzetta Ufficiale del 27 dicembre è stata pubblicata la legge 214 che ha convertito appunto in legge il decreto, come prevedibile senza modifiche in materia. A questo punto invito ADICO e chiunque altro a mettere in atto le azioni possibili contro il furto perpetrato nei nostri confronti che, a mio avviso, a parte il fatto che interessi un numero limitato di cittadini e per importi variabili, concettualmente è forse il più odioso di tutta la manovra Monti.

  3. 12 gennaio 2012 alle 09:23

    L’aver anticipato la scadenza per il cambio delle lire è stato/sarà un furto operato dal governo nei confronti dei cittadini, che tra l’altro ha portato/porterà un minimo beneficio per le casse dello Stato: un conto è la somma aritmetica dei soldi che risulterebbero ancora in giro, tutt’altra la realtà; tra quelli che sono stati smarriti o distrutti accidentalmente, quelli finiti all’estero con i turisti o trattenuti dalla gente per collezione o souvenir, la cifra è ovviamente molto inferiore.
    È anche per questo che la decisione è, per voler essere buoni, stupida e meschina: per pochi soldi, una goccia nel mare del debito pubblico, questi gran luminari si sono sporcati le mani letteralmente rubando a chi ne avrebbe avuto bisogno, quei soldi, non ha importanza se pochi o tanti, che magari sarebbero serviti per arrivare a fine mese o per pagare l’IMU o per qualsiasi altro uso; inoltre, sono soldi sottratti alla possibilità di spesa e quindi al far girare l’economia, come si dice in gergo.
    Spesso, come nel mio caso, erano soldi di vecchi salvadanai donati a figli o nipoti, e per questo la manovra risulta ancora più odiosa: hanno rubato soldi anche ai bambini!
    Spero proprio che ci ripensino o che sia possibile qualche azione come prospettata nel comunicato.
    PS: io ho scritto un’e-mail a tutti i ministri: pensate che qualcuno si sia degnato di rispondere o di far rispondere con almeno qualcosa del tipo “ci dispiace, ma non si poteva fare altrimenti”?

  4. 12 gennaio 2012 alle 09:18

    Ma perchè la signora veneziana ha aspettato così tanto per cambiare i 10 milioni di lire che teneva in casa? Non aveva paura, appunto, che diventassero carta straccia? Le auguro che possa risolvere ora con esito positivo! A proposito: all’inizio della introduzione dell’euro mi sono accorta subito e penso anche molti altri che le nostre finanze si stavano dimezzando vedendo i commercianti che paragonavano l’euro alle 1000 lire, i centesimi a 1 o 2 lire, cioè quasi niente, invece erano soldi e, quella volta nel 2002, lo Stato non fece niente per fermare chi si stava arricchendo perchè la gente ignorava di quello che spendeva! Quando ci si è accorti, ormai, non si poteva più tornare indietro sui prezzi e si continuava a pagare e sempre di più si raddoppiava tutto fuorchè gli stipendi e le pensioni. Questa è la crisi!

  5. 12 gennaio 2012 alle 08:28

    Anche questo governo sta dimostrando come non ci si possa e debba più fidare dello stato. Viene chiesta di rispettare le regole, ma queste vengono cambiate ogni due secondi. I patti vengono rotti. Se era il 28 febbraio, quello deve restare a meno di dare un avviso a tutti con congruo anticipo e non solo sulla Gazzetta Ufficiale che sfido qualcuno a sapere cosa sia o a leggere vista la miriade di leggi emanate. D’altronde questo governo rompe tutti i patti fatti con i cittadin i(vedi scudo fiscale e relativa tassa, giusto o no che sia lo scudo era stato siglato un accordo..di sto passo potrebbe chiedere di pagare di nuovo multe automobilistiche perché cambia retroattivamente le tariffe…)

  6. 11 gennaio 2012 alle 22:15

    BISOGNA ABBASSARE I PREZZI DI TUTTO ALTRIMENTI FINIREMO A GAMBE IN SU’ COME IL BEN NOTO BENITO MUSSOLINI.
    LA GENTE NON NE PUO’ PIU’.
    NON SIAMO UGUALI AGLI ALTRI PAESI. STIPENDI E PENSIONI BASSE (meno quelle degli altolocati-dalla dirigenza in sù), TASSE ALTISSIME.

  7. 11 gennaio 2012 alle 20:15

    Perchè un bollo di 2000 Euro per un’auto dal valore commerciale di 19.000Euro non è un furto legalizzato!?!?

    Questa manovra ha messo le mani in tasca a TUTTO il ceto medio, in modo ingiusto ed inequo soprattutto !!!

    Mi verrebbe da dire che se teneva 5400 Euro fermi da più di 10 anni vuol dire che non ne aveva bisogno.
    Pensiamo a si è costruito una casa in una vita e ci ha messo tutto ed ora DEVE VENDERE IN QUANTO PENSIONATO SENZA POSSIBILITA’ DI REGGERE LA PRESSIONE FISCALE!

    Ora, non sono un economo, ma evitare l’acquisto di 100 Cacciabombardieri, ridurre gli SPRECHI, ridurre le spese della politica, lottare contro l’evasione IN MODO INTELLIGENTE (es. possibilità di detrarre anche lo scontrino del caffè)…

    ….TASSARE PESANTEMENTE CHI PORTA IL LAVORO ALL’ESTERO! …caro Marchionne…

    A mio modesto parere avrebbe pareggiato ugualmente i conti…

    ….comunque piena solidarietà alla povera signora, la mia era una provocazione….

  8. 11 gennaio 2012 alle 19:02

    Per quello che fa comodo le proroghe vengono fatte dall’oggi al domani!!!!!!!!ma per i cittadini se ne guardano bene!

  9. 11 gennaio 2012 alle 15:27

    leggere questo articolo mi ha fatto venire i brividi, le cose in italia non vanno bene per nessuno, mi chiedo come sia possibile che noi cittadini italiani dobbiamo farci governare da questi cialtroni politici che fanno solo danni alla povera gente che ha lavorato ha sudato faticosamente per quei soldi in lire?…. dico solo che sono laureato disoccupato ed ogni giorno in italia è sempre peggio mi vergogno di non avere lavoro questo non per mia colpa lo cerco sempre tutti i giorni, ma il giorno della partenza da questo paese di ….. si avvicina, per chi rimane inizi a pensare ad una migrazione, siamo realisti l’italia è un paese senza futuro è uno dei pochi paesi che tiene disoccupati i giovani, la situazione è di un male al livello finale, il bello è che si dice che il bene trionfa sempre sul male ma in italia mi sembra il contrario. spero vivamente di sbagliarmi :(

  10. 11 gennaio 2012 alle 14:56

    Bisogna anche pero’ svegliarsi , sono ormai 10 anni (?) che c’e’ stato il cambio della moneta ? Cosa aspetta ? Non lamentiamoci sempre anche inutilmente !!!

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