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Varato il pacchetto “liberalizzazioni”

“L’economia italiana è stata per decenni frenata soprattutto da 3 vincoli: concorrenza insufficiente, inadeguiarezza delle infrastrutture e complicazione delle procedure amministrative”, così il premier Mario Monti ha aperto ieri sera la conferenza stampa di presentazione del pacchetto liberalizzazioni.
Il testo definitivo non è stato ancora consegnato alla stampa: e anche questo è un segno della difficoltà di un Consiglio dei ministri della durata record di 8 ore.
Lo stesso Monti e diversi ministri hanno partecipato – ieri sera – a una conferenza stampa finale, in cui hanno illustrato le principali misure e la filosofia complessiva del provvedimento.
Ma il decreto di ieri si occupa solo della concorrenza insufficiente e dell’inadeguiarezza delle infrastrutture. La prossima settimana, invece, ci sarà un altro decreto che riguarderà la semplificazione delle procedure amministrative.
“Le reazioni negative al decreto legge sulle liberalizzazioni vanno comunque messe in conto”, per Mario Monti, “perché ci sono sempre resistenze a difesa dello status quo”.

Mediaset infuriata per il Beauty contest
In particolare è infuriata Mediaset per il rinvio di 90 giorni e l’implicito riesame della procedure del Beauty contest per l’assegnazione di nuove frequenze televisive, illustrato dal ministro Passera.
L’azienda tv di Berlusconi parla di “sospensione della legalità”.
Pochi minuti dopo arriva la replica di Monti su La7: “Mentre si chiedono sacrifici a tutti, sarebbe strano regalare beni come le frequenze di cui c’è scarsità”.
 
I campi
Il decreto, coma ha detto il ministro Passera, riguarda il mercato del gas, quello dei carburanti (più self service e più no-logo), i servizi pubblici locali (sarà favorita l’aggregazione e l’accorpamento delle aziende, la liberalizzazione e la privatizzazione), quello elettrico, le farmacie (più operatori).
Nasce l’Autorità dei trasporti che si occuperà delle nuove concessioni.
Sospesa, invece, per 90 giorni l’assegnazione delle frequenze del digitale terestre.
 
500 notai in più
La ministro della Giustizia Paola Severino ha annunciato 500 nuovi notai, e più concorsi per questa figura professionale.
Il Sottosegretario Catricalà ha invece annunciato la nascita della Società semplificata a responsabilità limitata: una figuria societaria riservata ai giovani sotto i 35 anni che potrà nascere senza notaio.

I taxi la spuntano
Nessuna misura contro i tassisti. Il decreto rimanda tuttò a un’Autorità dei trasporti che si occuperà di valutare il numero delle licenze per città.

5.000 nuove farmacie
Il ministro della Sanità Balduzzi ha annunciato, grazie a nuovi concorsi, 5mila nuove farmacie: “Un aumento consistente visto che al momento sono 18mila”. Non è stato concesso invece alle parafarmacie e ai corner dei supermercati la possibilità di vendere i farmaci di fascia C.
 
Un Cdm fiume
Oggi è il giorno delle liberalizzazioni. Dopo 8 ore e mezza si è concluso con l’approvaione del decreto liberalizzazioni il Consiglio dei ministri “in tema di concorrenza, semplificazione e mercato unico”. Alle 15 la riunione non si era ancora conclusa e fonti governative annunciavano “tempi lunghi” per la stesura definitiva del testo.
Tant’è che per i ministri hanno pranzato solo con uno spuntino a base di tramezzini e panini.
“Prevediamo tempi lunghi”, ha fatto sapere a un certo punto una fonte governativa.
Poi però è stata diramata una seconda nota secondo la quale era previsto per le 18/18.30 il termine della riunione del Consiglio dei ministri. E infatti alle 18,30 si è concluso il Cdm.
A seguire ci sarà una conferenza stampa.
Il pacchetto di misure è composto di 44 articoli che affrontano interventi a “360 gradi”: dalle banche alle farmacie, dai taxi all’Eni, dalle assicurazioni ai professionisti.
 
Avvocati in sciopero contro le tariffe minime
A questi si sono aggiunti anche gli avvocati, che hanno annunciato due giorni di scioperi e sit -
in per il 23 e 24 gennaio e una settimana di astensione dal lavoro a
marzo. Nel decreto compare – e sembra che sarà confermata – una norma che abolisce definitivamentele tariffe
minime e conferisce la possibilità di formare società di avvocati.  

Passo indietro sulle farmacie
Ma se sui tassisti si parla di vttoria e metà,  sui medicinali si registra un ulteriore passo indietro. Resta intatto l’impianto della riforma (liberalizzazione di orari e turni, possibilità di fare sconti in farmacia, aumento del numero dei presidi), ma sparisce la norma che prevedeva, nel caso in cui le Regioni non avessero assegnato entro il marzo 2013 le nuove licenze, una liberalizzazione automatica dei farmaci di fascia C, con possibilità di vendita anche nelle parafarmacie. In questo caso il nuovo testo prevede l’intervento di un commissario di nomina governativa, che provvederà ad assegnare le licenze.
 
Indietro sulla Class action
Un ridimensionamente, rispetto alle intenzioni iniziali, ci sarebbe stato invece rispetto alla class action.
Nella bozza del provvedimento c’erano norme a favore dei consumatori, che la rendevano più incisiva. Invece si è tornati alla legge attuale, che dà molte meno garanzie.
 
Sì alla divisione Snam e Rete gas
Confermata, invece, la divisione tra la Snam Rete Gas (proprietaria delle rete per la distribuzione) ed Eni. Il decreto con cui avverrà la separazione, stando a quanto si legge nella bozza di decreto, dovrà essere emanato entro sei mesi dall’entrata in vigore del decreto legge sulle liberalizzazioni. Nella stesura finale del testo viene abolito anhe il vincolo numerico delle edicole, accompagnato dalla possibilità per gli edicolanti di praticare sconti, e di vendere qualunque altra merce. Possono rifiutare di vendere i prodotti in arrivo dagli editori.
 
Mutui, si sceglie tra due assicurazioni
Tra ciò che resta, nel testo che porterà la firma del governo Monti, c’è anche la norma che riguarda i mutui e le assicurazioni sulla vita. Le banche che chiedono ai clienti la stipula di un contratto di assicurazione come condizione essenziale per accendere un mutuo, dovranno dare la possibilità di scegliere almeno tra due contratti provenienti da due diverse compagnie.

L’aggiornamento precedente: previsto aumento dell’1% del Pil
Il decreto in discussione a Palazzo Chigi riguarda farmacie, taxi, banche e assicurazioni, servizi pubblici locali e tariffe autostradali. L’obiettivo, come annunciato più volte dal premier Mario Monti, è quello di superare i privilegi consolidati di alcune categorie professionali e le rendite di posizione.

Secondo la Banca d’Italia la lenzuolata targata Monti potrebbe portare a un aumento del Pil dell’1% nei prossimi anni. Secondo le categorie colpite metterà invece in ginocchio diverse schiere di lavoratori, oggi considerati dall’opinione pubblica membri di piccole e grandi “caste”: farmacisti, notai, e tassisti.

Ambiguo il Pdl
Quanto alle due più grandi forze politiche in Parlamento, se la posizione del Pd è chiarissima (“Si aprono tutti i mercati chiusi e non si fanno sconti a nessuno”, ha detto Francesco Boccia), per il Pdl nemmeno l’intervento serale di Silvio Berlusconi ha chiarito alcune ambiguità. L’ex premier avrebbe precisato di non avere intenzione di “staccare la spina al governo” e di puntare a liberalizzazioni “utili riguardanti tutte le categorie, non solo taxi e farmacie”.

Farmacisti pronti a proteste “estreme”
Continuano intanto le agitazioni di tassisti, benzinai (che hanno proclamato dieci giorni di sciopero), e farmacisti, questi ultimi hanno annunciato forme di protesta “estreme”.

Resta intanto la bozza del decreto circolata in questi giorni, da cui oggi il governo partirà in Cdm. Ecco i principali provvedimenti.

Farmacie, arrivano gli sconti?
Rimaneggiato più volte, il capitolo farmacie sembra arrivato finalmente a una stesura definitiva. Si parte con l’aumento della pianta organica delle farmacie, che dovrebbero arrivare a una ogni 3.000 abitanti (oggi sono una ogni 3.341 abitanti).

Il punto che più interessa i clienti è però la possibilità, per tutte le farmacie, di svolgere la propria attività anche oltre gli orari e i giorni stabiliti e praticare sconti sui farmaci e sui prodotti in vendita. Novità assoluta, visto che i prezzi dei medicinali ad esclusione di quelli di automedicazione, sono fino a oggi bloccati.

La minaccia parafarmacie e i generici
C’è una sorta di avvertenza nel decreto: le Regioni che entro il 1° marzo 2013 non avranno assegnato almeno l’80% delle “nuove” farmacie, dovranno autorizzare a vendere nelle parafarmacie anche i farmaci di fascia C con obbligo di ricetta. Una sorta di spada di Damocle per chi non fa in fretta ad adeguarsi.

Infine il capitolo generici: i medici, nel prescrivere un medicinale, dovranno aggiungere sulla ricetta, salvo che esistano ragioni specifiche per non farlo, la scritta “o farmaco equivalente se di minor prezzo”.

Tutti scontenti
Così com’è, il provvedimento non piace a nessuno, Se Federfarma ha già preso l’ascia di guerra, la parfarmacie parlano di “fallimento” (per loro nessuna novità), mentre i medici vedono “limitata” la loro libertà professionale di prescrivere il farmaco più adatto.Per i cittadini i vantaggi arriveranno solo se le farmacie applicheranno gli sconti.

Benzina più libera, ma i distributori non la pensano così
Sulla benzina le misure in atto sono ben lontane da quelle sperate. Cade il vincolo di esclusiva per i distributori, non più obbligati a rifornirsi da un solo produttore. Cadono pure i limiti per i distributori self service fuori dai centri abitati.

La novità più grande è la possibilità per i gestori di impianti di aggregarsi “al fine di sviluppare la capacità di acquisto all’ingrosso di carburanti, di servizi di stoccaggio e di trasporto dei medesimi”, e quindi di abbassare i prezzi.
Scatta, inoltre, la possibilità per i gestori di impianti di vendere anche prodotti “non oil”.

Sciopero di 10 giorni
Si tratta di “acqua fresca”, per i sindacati dei gestori di impianti, che chiedevano distributori multimarca e libertà per i gestori di rifornirsi sul libero mercato alle condizioni più convenienti. Secondo la loro denuncia la norma che liberalizza l’apertura dei self riguarda solo 500 impianti su un totale di 25.000, mentre, per tutto il resto, favorisce il controllo dei petrolieri sui piccoli distributori. Che hanno proclamato 10 giorni di sciopero.

Professionisti
Abrogate le tariffe di riferimento per i professionisti. Obbligatorio invece il preventivo. In cambio saranno finalmente possibili le società di professionisti. L’organismo unitario dell’avvocatura protesta e dice che così si vuole ridimensionare la funzione del legale.

Rc Auto e scatole nere, sconti dubbi
Scompare l’indennizzo diretto per i danni a persone. Gli assicuratori avranno l’obbligo di proporre al cliente, prima di stipulare una polizza, tre soluzioni di tre diverse compagnie, per offrire una maggiore scelta. Regole più stringenti e pene più dure per clienti e periti che cercano di frodare l’assicurazione. Arriva infine la scatola nera per le auto: chi se la fa installare otterrà dall’assicurazione sconti significativi, per legge. L’Ania (l’associazione delle assicurazioni) non si è pronunciata sulle novità, i consumatori parlano di dubbi vantaggi.

Taxi e licenze, la guerra continua
Uno dei punti più “caldi”. Secondo la bozza di decreto contestata dai tassisti, la nuova Autorità per le reti determinerà per i taxi l’incremento del numero delle licenze, la possibilità per i titolari di averne più d’una, nuove licenze part-time, orari più flessibili, extraterritorialità e tariffe più flessibili. Ieri il governo ha visto i sindacati di categoria, ma l’accordo è lontano: la base si è rivoltata contro i suoi rappresentanti.

Mutui con più scelta
Il pacchetto liberalizzazioni ha un piccolo capitolo che riguarda i mutui. Si stabilisce che una banca, nel momento in cui il cliente sta per accendere un muto, ha l’obbligo di proporre almeno due diverse assicurazioni sulla vita (sono obbligatorie) di due diverse compagnie.

Conto corrente e bancomat
Novità anche per chi deve aprire un conto corrente, In questo caso non si tratta di una vera e propria liberalizzazione, ma dell’istituzione di un conto corrente a spese ridotte per quanti sono obbligati ad aprirne in base alla nuova norma sul contante. Sarà un conto corrente di base, le cui caratteristiche saranno fissate con una convenzione governo Abi, o, in alternativa, con un decreto del governo. Si stabilisce anche l’individuazione ex lege delle commissioni che le banche applicheranno sui prelievi fatti con Bancomat. Questa sì sarebbe una novità.

Gas e Ferrovie
Arriva l’annunciata separazione di Rfi da Fs, che verrà decisa sulla base di una valutazione dell’Autorità delle reti. Altro punto non di secondo piano: non ci sarà più l’obbligo, per le imprese ferroviarie e per le associazioni internazionali di imprese ferroviarie che operano in Italia di osservare i contratti collettivi nazionali di settore.

Separazione in vista anche per il settore del gas. Entro sei mesi dall’entrata in vigore del dl liberalizzazioni il governo dovrà emanare un Dpcm per la separazione di Snam da Eni, che dovrà avvenire entro i successivi 24 mesi.

Autostrade
Ultimo ma non per importanza il paragrafo che riguarda le autostrade. Nella bozza del decreto sulle liberalizzazioni c’ è una norma che punta alla ridefinizione del meccanismo di fissazione dei prezzi. Sarebbe basato sul sistema del “price cap”, che tiene conto degli investimenti realizzati dalle società concessionarie. Le società concessionarie protestano, i consumatori sperano.

Giulia Nitti
Fonte: il Salvagente.it

14 Commenti alla discussione “Varato il pacchetto “liberalizzazioni””

  1. 22 gennaio 2012 alle 19:31

    Signora Grazia, grazie per quel che mi dice, ma li posso garantire che quel che ho, e frutto del mio sacrifici, so che le banche rubano, e lo hanno fatto anche con me, non ho nessuna pensione, non ho tutto quello che mi riferisce, comunque li ringrazio, ma io sono una persona positiva e vorrei continuare a essere cosi, magari di cuore li dico, avrei tutto quello che mi dice, no, quello che ho, solo ringrazio a Dio, e lotto per continuare o mantenermi,quel che fa il attuale governo, e solo frutto de gli errore di tutti i governi passati, che noi popoli stiamo a pagare, loro hanno le legge, e noi, speciale i corretti da tutto punto di vista, sempre pagano,ma non, quello chiamati cattivi che sfacciatamente fanno quello che vogliono, e cosi vano avanti, loro si che sono “fortunati”, perche sono una grossa parte. spero non deluderla, ne anche io so si arriverò alle pensione, ma adesso solo mi preoccupo per vivere i miei presente per certo senza fare dei male a nessuno, la mia più grossa preoccupazione, e che li lasciamo a i giovani da domani?, Con tutto rispetto e un grande saluti e un in bocca al lupo a lei e sua famiglia con il cuore.Carmen

  2. 22 gennaio 2012 alle 13:05

    Per Carmen, siamo in democrazia e tutti possono dire quello che pensano, nessuno li odia, comunque sono contenta per lei che vede questo governo in modo positivo, evidentemente in casa sua non ci sono pensionati a cui è stata bloccata la rivalutazione della pensione, avrà probabilmente qualche parente che lavora in banca che in questi giorni ha ottenuto la firma del contratto di lavoro che gli garantisce un aumento medio di 100 euro mensili non adopererà forse l’automobile perciò l’aumento della benzina la tocca in modo marginale, perchè vedrà che siccome di sicuro si nutrirà troverà aumenti dei generi alimentari dovuti a all’inasprimento delle tasse proprio sulla benzina, inoltre forse avrà più abitazioni di sua proprietà, per far fronte con eventuali affitti percepiti all’aumento della tassa sulla casa. Avrà un reddito da stipendio o pensione molto elevato che le consentirà di non dover far caso alle spese di tenuta conto bancario imposto sempre da questo governo. Che dire lei è una persona fortunata e questo governo è lì proprio per persone come lei. Auguri

  3. 22 gennaio 2012 alle 11:27

    Su tutta questa politica economico-finanziaria iniziata a maggio 2011 e tuttora in corso, sinora ho solo capito che:
    - nel mentre nessuno dei pensionati medi (appena sopra i 17.000) e nella fascia 30/50 mila € lordi annui) riceverà l’indicizzazione ISTAT vedendosi perdere di valore d’acquisto quanto a sudore ha conseguito durante la sua vita lavorativa; se dopo 10 anni di pensionamento ha perso il 30% circa del suo reddito con detto blocco il differenziale nel corso dello spesso periodo salirà a non meno del 50%;
    - perchè in tempi di lacrime e sangue i potenti e potentati non sono stati toccati dalla riforma pensionistica che prevede l’eliminazione del cumulo di pensioni (che so, superiori nell’insieme a 50 mila € annui) specie se hanno raggiunto i 70/75 anni di età. A cosa gli serve percepire pensioni complessivamente calcolate olltre /5 mila € al mese netti?)questi percettori sanguisughe delle casse pensionistiche, a quell’età dopo avere ricevuto già liquidazioni nette milionarie possono benissimo fare a meno delle pensioni e 5 mila sono più che sufficienti pure per pagarsi la badante, se lasciano la vita terrena faranno contenti sia i pensionati al minimo sia gli Enti di previdenza che, almeno, avranno un po di respiro;
    - la sanità subirà forti tagli a danno della classe debole e/o comunque non certo appartenente all’alta società e gli effetti si vesono gi;
    - le liberalizzazioni di questi giorni, mi fanno semplicemente inoridire, ove si consideri che non è il numero e le modalità delle concessioni o autorizzazioni che hanno bisogno di essere liberalizzate ma le menti distorte delle categorie interessate, le quali la concorrenza non se la fanno al ribasso ma al rialzo. Vedi cosa è avvenuto con le liberalizzazioni volute dal Governo di sinistra alcuni anni addietro con le assicurazioni. Unico effetto benefico è stato solo quello della possibilità di cambiare Compagnia Assicuratrice senza essere più vincolato al preavviso di recesso dal contratto. Infatti la liberalizzazione ha prodotto la concorrenza di “cartello” al rialzo delle tariffe, tantè che in 10 anni le polizze sono aumentate fino a 135%. Così accadrà con le professioni liberalizzate, state più che tranquilli. Piuttosto, nella liberalizzazione delle “professioni” con l’eliminazione delle tariffe sia minume che massime, fossi stato io il ministro, avrei fissato da subito una tabella di tariffe massime applicabili, fermo restando tutto il resto. Nel settore della difesa, andrà a finire che solo chi ha solti, tanti soldi alla B….ana maniera potrà stare in giudizio sia civile che penale. Del resto in parlamento chi siede sugli scranni?
    - non ho capito pure come faranno gli operai e lavoratori ad avere una retribuzione più ricca di circa il 10/12%, come ha detto ieri il sig. Monti, se i datori di lavoro non aumentano tariffe dei servizi e beni che rendono al privato?
    Sapete che vi dico? Gira, gira, si cambia tutto per non cambiare niente e a prenderla in quel posto sarà sempre il poveraccio.

  4. 21 gennaio 2012 alle 20:16

    Perchè lo Stato non regala le auto blu ai rispettivi autisti, ci mette sopra una licenza, … li licenzia… e gli fa aprire una p.IVA?
    Ottiene due piccioni con una fava…. ma sarebbe troppo ovvia questa soluzione ….speriamo che un piccione viaggiatore la porti a Monti

  5. 21 gennaio 2012 alle 18:18

    Ipadri fondatori dell’Europa avevano dettato: libertà di movimento di uomini e di capitali.
    Allora se il governo Monti ha le …ops! …gli attributi li tiri fuori.
    La strada è quella di fare concorrenza abbassando le tasse! e per farlo deve guardarsi in casa e cioè tagliare la spesa pubblica. Volete un esempio a livello nazionale: L’allora governo Daleva ha fatto sottoscrivere un programma di partecipazione per la realizzazione del caccia-bombardire americano F35 (Joint Strike Fighter)che impegna l’Italia per 14 miliardi di euro e con ricadute industriali ed occupazionali in Italia quasi nulle (cfr Il Mondo 23.12.2011). Ma vi do anche un esempio locale. Un cinque anni fa circa il comune di Palermo ha assunto una vendita di dipendenti a tempo indeterminato (senza concorso e tutti parenti dei rappresentati politici) per contare i “tombini” della rete fognaria.
    Vedrete se se tagliano tutte queste spese e coloro che fino adesso hanno vissuto di “rendita” allora è automatico applicare due aliquote di tassazione: 12,5% come in Irlanda per i redditi più bassi (con esenzione sotto la soglia ad es. di 12 mila) e 20% (come in Slovenia) o max 25% (come in USA) per le imprese. Altrimenti chi può andrà in Slovenia, in Rep. Cekia (come la Ditec di Quarto d’Altino) a delocalizzare altrimenti subisce l’ingiusta concorrenza di chi già produce su queste mercati.
    In altre parole queste manovre sono e saranno un “fuoco di paglia”. Ai tempi di Tito nella Jugoslavia mi ricordo che le PPTT erano aperte 24 ore su 24. Possiamo arrivare a questo, ma allora stavammo meglio quando pensavammo di stare peggio.
    Per finire, il problema dei professori e che quando vedono che va peggio ed il malato si aggrava, insistono ancora di più con la cura di cavallo … e quando saranno rimossi sarà troppo tardi.
    Ma è una vecchia storia: Ognuno ha il “governo che si merita.”
    La maggioranza silenziosa sicuramente no! E speriamo che faccia sentire presto la sua onda positiva costante permanente in questo mondo così difficile da governare….

  6. 21 gennaio 2012 alle 17:03

    buona sera signori, anche si mi odiate, io approvo Monti, hanno lasciato le patate bollente a questo governo, che pretendiamo si non sappiamo scegliere chi deve governare per noi popoli, purtroppo i politici fanno la legge per loro,e noi dobbiamo solo pagare, tutto il mondo e paese, ma Monti sta facendo quello che l’altri non fanno, per lo meno fa le legge, certo solo si aspetta che i cari privilegio avuti da anni finisca, certo che fatta la legge, fatta la trappola, che Dio ci protegga a tutti i veri lavoratori onesti che ai corrotto si protegge da solo. Carmen

  7. 21 gennaio 2012 alle 13:25

    Questo governo, usa il bastone e la carota,solo che il bastone lo usa per picchiarci,e sodo.
    Il sig. Monti pensa che raccontando barzellette il popolino “rida”e si rimette a dormire.
    Io credo che non si debba tirare troppo la corda perchè prma opoi si spezza,ed allora saranno dolori!
    Aquanto pare si stà portando avanti una guerra tra poveri,ed i nostri politici hanno dichiarato guerra a chi cercherà di togliergli i loro previlegi.
    A proposito, ma se ora c’è il governo Monti,perchè i politici continuano a percepire lo stipendio?

  8. 21 gennaio 2012 alle 10:39

    Tante chiacchiere liberalizzazioni che di libero non hanno nulla, si fa un passo avanti e uno indietro per non diapiacere ai partiti. Mi chiedo cosa comporterà la divisione dell’Eni dalla rete gas, il prezzo del gas è sempre stato stabilito dall’ente preposto statale perciò a noi consumatori non cambierà nulla il costo rimarrà sempre quello, dovevano diminuire le tasse che vanno a pesare sul costo finale come per la benzina se è vero che per oltre un ero pesano le tasse su un litro di carburante dove si andrà a risparmiare se togli il compeso esiguo dei distributori alla pompa e il prezzo vivo del carburante? Confermo il mio pensiero, Monti sa di teoria ma non di pratica, a noi consumatori interessa poco che liberalizzi certe categorie, lui doveva stabilire per decreto i costi che il consumatore avrà quando beneficerà dell’operato di queste categorie, se io vado da un legale posso anche stabilire con lui il costo della mia vertenza ma chi mi dice che quando avrò finito costui non impugni quanto concordato aducendo lungaggini e altre cause che hanno portato alla lunga l’eventuale processo? Hanno detto che poi sarà il giudice a dire quanto si dovrà pagare facendo riferimento alle vecchie parcelle perciò tutto rimane come prima. In quanto ai giovani non capisco dove si veda opportunità per loro, cosa faranno, apriranno tutti un’attività? Faranno tuti i tassisti? Dove hanno i giovani i capitali per iniziare un’attività in proprio? Si devono creare i posti di lavoro non ce li possiamo inventare. Mi rifiuto di ascoltare anche la tv, sento solo barzellette.

  9. 21 gennaio 2012 alle 09:46

    Sarà un gran casino. Liberalizzare oggi significa farsi la guerra tra le varie categorie e con le solite fregature.

  10. 21 gennaio 2012 alle 09:38

    Non mi risulta chiaro se l’attività dei mediatori immobiliari rientra tra le liberalizzazioni del Pacchetto. Infatti nel codice civile si mantengono di fatto i compensi “secondo gli usi” lasciando la possibilità ai mediatori di costituire “cartelli” d’intesa su importi minimi. Interpreto male o le cose stanno così?

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