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FATTURAZONE A 28 GIORNI, L’ODISSEA DI UNA PENSIONATA MESTRINA PER OTTENERE IL RIMBORSO. GAROFOLINI: “NON HA IL COMPUTER E HA PROVATO SENZA SUCCESSO A FARSI ASSISTERE DA TRE TABACCHERIE. UNA VERGOGNA, IL RISTORO DEVE ESSERE AUTOMATICO”

MESTRE. Ha provato a farsi assistere da tre tabaccherie, ma senza successo dato che nessuno degli esercenti è riuscito a capire come compilare il format. Ha chiamato l’operatore, ricevendo solo una risposta garbata ma inutile: “fra sette giorni la ricontattiamo per capire se c’è riuscita”. Infine, ha deciso di rivolgersi all’Adico,  di cui è socia, per riuscire a ottenere ciò che le spetterebbe di diritto e in automatico: il rimborso  per la fatturazione a 28 giorni adottata “illegittimamente” dal suo operatore (come da altri) nel periodo che va dal 23 giugno 2017 al 5 aprile 2018, quando la fatturazione è tornata mensile come imposto dall’Agcom. V.B., 77 anni, pensionata mestrina, è la concreta dimostrazione di ciò che può succedere se l’Autorità per la garanzia nelle telecomunicazioni  non interverrà in modo deciso per imporre il ristoro automatico di quanto eroso agli utenti con la bollette ogni quattro settimane. V.B., come molte persone della sua età, non ha il computer e non sa comunque usarlo. Nell’ultima bolletta di Vodafone, la compagnia le ha comunicato che “i clienti possono richiedere la restituzione dei giorni erosi accedendo alla pagina voda.it/fatturazionemensile”. Un messaggio che ha spiazzato la pensionata la quale, come tante altre persone anziane, non ha il computer. “E’ incredibile – protesta Carlo Garofolini, presidente dell’Adico  – prima gli utenti vengono beffati da un metodo di fatturazione truffaldino che di fatto ha introdotto una tredicesima mensilità. Ora devono farsi carico di una richiesta di rimborso che dovrebbe essere automatico e che invece tutte gli operatori, a quanto pare, intendono riconoscere solo attraverso un format da compilare e da inviare via web. La nostra socia è andata in tre tabaccherie senza successo e ora si è affidata a noi. L’unica risposta ottenuta da Vodafone è un sostanziale “si arrangi, noi la ricontatteremo fra una settimana per vedere se c’è riuscita”. Una risposta gentile, per carità, ma del tutto inutile per la pensionata. Noi continuiamo la nostra battaglia affinché il rimborso sia automatico in bolletta. Ci auguriamo che l’Agcom intervenga non solo con sanzioni ma anche imponendo appunto questa modalità di ristoro. Noi siamo convinti che gli operatori puntino proprio ad avere meno richieste di rimborso possibili, imponendo un format che in molti non hanno la possibilità di utilizzare”.

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