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IL CONTRATTO E’ CESSATO MA LA TIM CONTINUA A INVIARE LE BOLLETTE. NEL 2019 SONO DECINE I CASI DI UTENTI MESTRINI E VENEZIANI SEGUITI DALL’ ADICO

MESTRE. La normativa parla chiara e non lascia spazio a interpretazioni: quando un operatore telefonico modifica unilateralmente le condizioni contrattuali, l’utente ha il diritto di cessare il rapporto senza alcuna spesa e (volendo) di migrare in un’altra compagnia. Tutto lineare, dunque? All’apparenza sì se non fosse che da inizio anno sono decine i mestrini e i veneziani che si sono rivolti alla nostra sede portandosi appresso bollette della Tim che non dovrebbero essere mai arrivate, vista la cessazione gratuita del rapporto, o doppie fatture inviate sia dalla Tim che dal nuovo operatore. “Pensiamo che tutto derivi dagli aumenti e dalle modifiche contrattuali adottate dalla Tim dopo l’estate – commenta Carlo Garofolini -. Solo ora, infatti, i nodi vengono al pettine. Moltissimi utenti, una volta comunicato loro l’aumento della tariffe, hanno sfruttato la possibilità di chiudere il contratto senza pagare le penali della disdetta. Beh, evidentemente in molti casi queste richieste di cessazione non sono state prese neppure in considerazione o, in casi meno frequenti, ci sono stati errori da parte dell’utente nel portare avanti la procedura. In questo secondo caso, però, dovrebbe essere l’azienda ad avvertire il proprio (ex) cliente spiegando che la richiesta non è andata a buon fine e indicandone il motivo, in modo che l’utente possa sanare la situazione”. Per non incappare in errori, la cosa migliore è inviare la richieste di cessazione tramite una raccomandata con ricevuta di ritorno, indicando naturalmente i dati personali e quelli del contratto e inserendo nella busta la fotocopia di un documento di identità. Fondamentale, poi, conservare la ricevuta della raccomandata r/r. Detto questo, però, “il 90% delle persone che si è rivolto a noi lo ha fatto dopo aver proceduto in modo corretto alla richiesta di cessazione e spesso di migrazione a un altro fornitore. Eppure continua a ricevere ancora fatture Tim e le bollette del nuovo operatore, per chi è migrato in un’altra compagnia. In questi casi, fermo restando che è molto importante conservare il tagliando della ricevuta di ritorno, il nostro ufficio legale procede con una diffida nei confronti dell’azienda e, in seconda battuta, chiede l’intervento del Co.Re.Com.”

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