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IMPORTI PRESCRITTI NELLE BOLLETTE? “SE NON VUOI PAGARLI, INVIACI UN MODULO”. L’INCREDIBILE COMUNICAZIONE DI ENI AI PROPRI UTENTI. MOLTE LE SEGNALAZIONI INVIATE AD ADICO DA SOCI VENEZIANI

MESTRE. Potrebbe sembrare uno scherzo, invece non lo è. “Ti informiamo che la presente fattura contiene importi per consumi risalenti a più di due anni che potrebbero non essere pagati, ti invitiamo di comunicare tempestivamente la tua volontà di non pagare utilizzando il ‘modulo presentazione istanza di prescrizione'”. E’ questo il messaggio che stanno ricevendo da Eni diversi utenti veneziani, in relazione a bollette di conguaglio solitamente alquanto onerose.  Una comunicazione che, appunto, potrebbe sembrare ironica ma che invece l’azienda  sta inviando ai propri clienti con totale disinvoltura.  Adico ha ricevuto diverse segnalazioni in merito e sta seguendo in particolare il caso di un 33enne mestrino che si è visto recapitare una fattura di conguaglio del gas da 3mila euro riferita al periodo 2014-2019. In particolare, gli “aggiustamenti” si riferiscono a 32 fatture concernenti altrettanti periodi di fornitura. Di questi, però, 12 fatture risultano prescritte ed esattamente quelle che vanno da maggio 2014 ad aprile 2017 per un importo totale di circa 1.600 euro. E qui nasce il problema. “Eni non scorpora la cifra prescritta dalla bolletta – commenta Carlo Garofolini, presidente dell’Adico – ma invia una lettera in cui dice al cliente: guarda, gli importi dal 2014 al 2017  non sarebbero più dovuti. Se vuoi non pagarmeli, devi compilare un modulo e mandarmelo. Ma come sarebbe a dire? Ma davvero l’azienda pensa che vi siano utenti disposti a sborsare importi non più dovuti? Il problema nasce sicuramente dal fatto che da poco la prescrizione per la bolletta del gas è passata da cinque a due anni. Ma perché Eni non toglie direttamente la somma non dovuta? Perché deve essere l’utente a inviare un modulo se non ha alcuna colpa? Fra l’altro c’è il rischio che qualcuno non legga la comunicazione e paghi tutto, anche la parte prescritta. Nel caso del nostro socio – conclude Garofolini – abbiamo chiesto a Eni di inviare una nuova fattura scorporata dell’importo non dovuto. Su quella chiederemo la rateizzazione. Ma perchè creare tutti questi problemi all’utenza?”.

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