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Le compagnie ammettono: in Italia Rc Auto più cara d’Europa, sovrapprezzo medio di 231 euro

L’Ania (l’associazione delle aziende assicuratrici) ha reso noti questi dati, tratti da uno studio commissionato al Boston Consulting Group, avvertendo però che «a incidere sensibilmente sui costi è per il 60% il costo del sinistro». Si tratta di 126 euro in più a veicolo rispetto alla media europea, cui si aggiungono 52 euro in più di tasse, 23 euro in più per la distribuzione, 6 per i costi amministrativi e infine solo 6 in più per il guadagno delle compagnie.

Nello specifico in Italia, secondo lo studio, i risarcimenti per caso di morte sono quattro volte più alti rispetto agli altri Paesi (649 mila euro rispetto a 138 mila degli altri Paesi), più alto anche il livello del danno patrimoniale a possibili beneficiari(50-60 mila euro contro 30-40 mila). Ma pesano anche le frodi che incidono per il 40-45% sull’aumento dei prezzi. Segue il rischio stradale aggravato anche da comportamenti pericolosi, come l’uso del cellulare e il non-uso delle cinture posteriori (le adoperano solo il 10%), che da solo vale il 25-30% dell’aumento.

Con queste premesse il presidente dell’Ania, Aldo Minucci, ha criticato la scelta del governo di non affrontare il tema del risarcimento danni alla persona nel decreto «Destinazione Italia», che da dicembre è in vigore, ora in conversione in Parlamento: «Se il governo vuole che il sistema di garanzie sia alto è legittimo – ha detto Minucci -. Quello che non è legittimo è farlo pagare alle assicurazioni, perché questa scelta ricade sui prezzi». Prezzi, che è stato spiegato, nel 2013 sono scesi del 5% grazie alla riduzione dei sinistri, con un calo totale dei premi a settembre del 6,6%.

Il decreto, secondo l’Ania, «presenta una volontà impositiva in tema di sconti sui premi Rc Auto» quando ad esempio obbliga la compagnia a proporre un’ispezione preventiva del veicolo in cambio di uno sconto all’assicurato, norma che viene considerata «contraria ai principi europei di libertà tariffaria» ed è inattuabile per le assicurazioni online , creando una disparità. Allo stesso modo la facoltà di proporre la «scatola nera» viene legata a un obbligo di praticare sconti, considerato anche qui inaccettabile. Ania è contraria anche all’imposizione di sconti minimi nel caso l’assicurato accetti la clausola di divieto di cessione del diritto di risarcimento, o all’obbligo di proporre clausole contrattuali, facoltative per l’assicurato, che prevedono prestazioni di servizi medici-sanitari con personale delle compagnie in cambio di uno sconto.

Ma c’è una norma che sta accendendo lo scontro tra compagnie e carrozzieri, quella sul «risarcimento in forma specifica», cioè sulla facoltà dell’impresa di offrire al danneggiato, al posto del denaro, la riparazione del veicolo al costo indicato dall’officina convenzionata con la compagnia. Se l’assicurato rifiuta la riparazione, la somma di danaro che gli spetta non può essere superiore alla stima fatta per la sua riparazione dalla medesima officina convenzionata.

Secondo l’Ania, la norma «eleva a sistema generale una prassi che risulta applicata da decenni: la riparazione diretta senza anticipo di spesa da parte del danneggiato». La valutazione delle compagnie è «positiva» ma l’applicazione della norma è complessa e richiederebbe un regime transitorio per creare «un sistema efficiente e moderno».

Ma i carrozzieri di Cna, Confartigianato e Casartigiani protestano perché il decreto «dà alle assicurazioni il diritto di decidere e liquidare l’ammontare del danno sulla base delle tariffe delle proprie officine convenzionate» che «pur di lavorare, accettano tariffe inferiori di oltre il 30% rispetto a quelle approvate dalle associazioni degli autoriparatori e applicate sul libero mercato». A fronte di questo le compagnie concedono «una riduzione delle polizze del 5-10%» a seconda delle zone. Oggi le associazioni dei carrozzieri terranno l’assemblea generale davanti a Montecitorio mentre in commissione Trasporti al Senato Pd e Forza Italia presenteranno una risoluzione congiunta per eliminare la norma in questione.

Fonte: corriere.it

 

2 risposte a “Le compagnie ammettono: in Italia Rc Auto più cara d’Europa, sovrapprezzo medio di 231 euro”

  1. Cristina Renier ha detto:

    Buon giorno,
    interessanti le informazioni che vengono lette, pero’ mi chiedo perché pero’ non si va’ oltre le informazioni e gli organi preposti (Ania ecc) non cominciano ad andare oltre e fare qualcosa di concreto – Che non siano solo parole!
    Mi chiedo questo perché ormai da molti giorni assistiamo ad altre informazioni di cose scandalose (es. sprechi nelle regioni a spese dei cittadini) pero’ poi rimangono parole – Personalmente sono stanca di sentire parole vorrei i fatti a tutti i livelli comprese le assicurazioni) –

  2. claudio ha detto:

    Nessuna novità, altro record negativo dell’ITALIA, sarebbe interessante, sapere quanti dei nostri parlamentari e ministri hanno interessi nelle assicurazioni, per capirne di più;
    Per quanto riguarda la riparazione fatta da Carrozzieri convenzionati con le compagnie lo ritengo inaccettabile, al massimo potrebbe essere accettato riparazioni concordate con le concessionarie della marca, anche per la sicurezza delle nostre auto, almeno si eviterebbe l’uso massiccio di componenti non originali.

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