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NUOVE REGOLE PER PAGAMENTI ONLINE PIU’ SICURI, BANCHE ED ESERCENTI CHIEDONO UNA PROROGA DI 18 MESI

I pagamenti online più sicuri possono attendere. Almeno un anno e mezzo. Diverse istituzioni e aziende di rilevanza mondiale stanno chiedendo all’Eba, l’autorità bancaria europea, di prorogare l’entrata in vigore delle nuove regole sulla sicurezza dei pagamenti in Rete previste dalla direttiva Psd2.
In particolare, la proroga non riguarderebbe l’home banking e i pagamenti che facciamo tramite la nostra banca (bonifici, spostamenti di somme da un conto a un altro etc) che hanno già assorbito le novità dal 14 settembre 2019 ma solo quelli effettuati con carta su siti di e-commerce. La direttiva Psd2 tra le diverse novità prevede la Sca (strong customer authorization): una nuova procedura di sicurezza per accedere a tutti i servizi dell’home banking che – nella maggior parte dei casi – ha mandato in pensione le vecchie chiavette e token, sostituiti da app su smartphone.
Tuttavia l’Unione Europea ha voluto applicare questa nuova procedura anche a tutti i pagamenti che facciamo su siti esterni alla banca: tutti quelli di e-commerce in giro per il web. Una novità che riguarda una miriade di realtà: le banche che emettono le carte, tutti i soggetti coinvolti nel circuito dei pagamenti con carta, gli esercenti e i provider che forniscono il servizio. Già nel giugno 2019 l’autorità bancaria europea Eba aveva autorizzato le banche centrali degli Stati membri a concedere più tempo a chi non aveva fatto “i compiti a casa”. Possibilità sfruttata anche da Bankitalia che darà più tempo a chi ne farà richiesta.
Ma quanto durerà questa proroga? Banca d’Italia spiega a Repubblica che non è ancora stato deciso: “La durata della proroga verrà comunicata agli operatori non appena l’Eba stabilirà un termine valido in tutta Europa”. Ed è proprio in questo vulnus che i diretti interessati si stanno muovendo per chiedere più tempo. La federazione che riunisce gli istituti di credito europei (Ebf) ha chiesto all’Europa altri 18 mesi di tempo per adeguarsi alle novità. Senza questa proroga “il rischio è che i venditori online non saranno in grado di vendere i loro prodotti e servizi, e di conseguenza i clienti non riusciranno ad acquistarli” paventa Gijs Boudewjin, responsabile dei sistemi di pagamento per Ebf. In pratica, se le regole venissero applicate da subito, ai consumatori europei potrebbero essere declinati tutti i pagamenti che fanno sui negozi online.
Secondo l’associazione è meglio concedere a tutti una proroga di identica durata piuttosto che agire in ordine sparso come ha annunciato di voler fare l’autorità bancaria europea, perché alcuni Paesi sono più pronti, altri meno.
Ed Ebf non è l’unica: una identica richiesta è stata fatta anche dall’Epif (la Federazione europea degli istituti di pagamenti) in una lettera firmata, tra gli altri, anche da Visa e Mastercard. Tra gli ultimi ad essersi uniti al coro ci sono Amazon Payments e Paypal.
Contro la proroga si sono schierate le  associazioni dei consumatori: “Banche e fornitori di servizi hanno avuto quattro anni per prepararsi ai nuovi standard. È scioccante che oggi chiedano proroghe di 18 e in alcuni casi 36 mesi” tuona Monique Goyens, direttrice generale del Beuc. “Nella maggior parte dei casi, per acquistare online basta il numero della carta, la data di scadenza e un codice di tre cifre sul retro: un invito alla truffa. Le cifre parlano da sole: le frodi online crescono di anno in anno” e le nuove regole europee sono pensate proprio per mettere un argine al fenomeno.

di FEDERICO FORMICA
fonte:repubblica.it

 

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