Gli sportelli di Adico Associazione Difesa Consumatori

Contatta gli esperti dell'Associazione per trovare una risposta rapida ed efficace ai tuoi problemi attraverso gli Sportelli tematici

In Italia nessun vuol più fare l’artigiano..

Nell’Italia del lavoro precario e mal pagato nessun vuol più fare l’artigiano. Partendo dai dati forniti dall’Unioncamere il centro studi della Confartigianato, risulta che in Italia idraulici, sarti e falegnami sono ricercati come l’oro mentre scarseggiano i fornai, mancano i parrucchieri.
Nonostante sono disposti a formare e ad assumere a tempo indeterminato, la manodopera non si trova.
Dai dati forniti dall’Unioncamere il centro studi della Confartigianato il fabbisogno del 2007 è andato quasi per metà scoperto. Servivano 162.550 addetti, ma 71.358 sono risultati introvabili. Posti vuoti, occupazione mancata. Quasi 8.000 parrucchieri e idraulici mai nati, oltre 3.600 falegnami di cui è rimasto il bisogno, e poi sarti, pastai, anche “addetti alla robotica”. Servirebbero 2.890 carpentieri, oltre 2.300 fornai e pastai.
Dietro a questa domanda senza offerta, secondo Giorgio Natalino Guerrino, presidente della Confartigianato, c’è un vuoto culturale e una mancanza normativa. “Il vuoto culturale – spiega – deriva dal fatto che nessuno vuol più sporcarsi le mani. Da qualche decennio a questa parte il lavoro manuale è visto come un’occupazione di serie B, anche le stesse famiglie artigiane hanno spinto i loro figli a cercare altrove. Meglio un lavoro impiegatizio, pur se precario, meglio l’incertezza di un posto a singhiozzo nel terziario che la vita di bottega. Anche se poi in bottega c’è la domanda e, con l’esperienza, arrivano anche i guadagni”.
E’ ora d’invertire questa tendenza e di ridare dignità a questi lavori, chiede Guerrino: “Negli ultimi anni, se non fosse stato per il contributo degli stranieri intere filiere – dalla ristorazione all’edilizia – sarebbero entrate in crisi profonda”. Quanto a livello normativo la categoria chiede un maggior appoggio alla formula dell’apprendistato, senza la quale – dicono gli artigiani – il ricambio non può essere assorbito.
Inoltre, conclude lo studio, è bene ricordare che nelle piccole aziende viene utilizzato in modo intensivo il contratto a tempo indeterminato: nelle imprese con meno di 20 addetti la quota supera il 90 per cento.

Una replica a “In Italia nessun vuol più fare l’artigiano..”

  1. Carlo saraca ha detto:

    Non è propio così che noi artigiani non vogliamo far sporcare le mani ai n/s figli e non scrivete buffonate è che non si campa più sono artigiano dal 1984 e in questi ultimi 5/6 anni è stato fatto tutto per farci morire e per farci uccidere poi quella delliva è la botta finale siete buoni a nulla svegliatevi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

LA NEWSLETTER

Inserisci la tua e-mail nel modulo e premi invia per iscriverti alla nostra newsletter.

Iscrivendovi alla newsletter riceverete le nostre mail contenenti notizie sulle principali tematiche consumeristiche e non solo. Oltre alle notizie, riceverete anche i nostri comunicati stampa che vengono inviati alla stampa locale e nazionale.

Accetto l'informativa sulla privacy

PROGETTI SPECIALI

  • Sportello Successioni e Testamenti
  • Sportello Successioni e Testamenti
  • Sportello Diritto di Famiglia
  • Sportello Amministrazione di Sostegno

ALTRI PROGETTI

Consulta i progetti di Associazione Difesa Consumatori

Eli-net l'azienda di Spinea, Venezia che ha realizzato il sito di Adico