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IL RECESSO? ”E’ GRATUITO”. MA SI RITROVA CON UNA PENALE DA 850 EURO. IMPIEGATA MESTRINA SI RIVOLGE ALL’ADICO PER FARSI TUTELARE NEI CONFRONTI DI VODAFONE

La legge contro il marketing selvaggio approvata ieri? Un ottimo passo avanti. Ma il settore che caratterizza le proposte commerciali per luce, gas e telefonia ha molti altri aggiustamenti da fare, in particolare sul fronte della trasparenza. Lo sa bene, per esempio, L.S., 52 enne impiegata mestrina che a fronte di un cambiamento unilaterale del contratto da parte di Vodafone, ha deciso di recedere, dopo essere stata rassicurata dagli operatori dei call center che l’operazione sarebbe stata gratuita. Risultato, alla donna è arrivata ora una fattura da oltre mille euro: 150 per il cellulare che le era stato consegnato in dotazione e 850 euro di penali. Una situazione enigmatica che testimonia ancora una volta la scorrettezza di troppe aziende anche sui costi dei recessi. “Di fronte a un cambiamento unilaterale del contratto – spiega Carlo Garofolini, presidente dell’Adico – il consumatore può recedere senza costi aggiuntivi. Eventualità che gli operatori hanno più volte confermato alla donna e che, tramite il nostro ufficio legale, siamo in grado di dimostrare, come abbiamo già scritto alla Vodafone”. L.S. aveva firmato il contratto alla Nave de Vero di Marghera. Una offerta per cellulare e telefono fisso comprensiva di un telefonino del costo di 150 euro, da “acquistare” con 30 comode rate da 5 euro. “Dopo qualche tempo – continua Garofolini – Vodafone ha deciso di cambiare unilateralmente il proprio piano tariffario rendendolo naturalmente più oneroso per la nostra socia. La quale, dopo aver contattato proprio gli operatori che si occupano dei recessi, ha avuto la conferma che tale operazione non avrebbe avuto costi”. La sorpresa, invece, è arrivata a metà ottobre, quando l’impiegata ha ricevuto una fattura con 850 euro di costi di recesso. “Un comportamento scandaloso – conclude Garofolini – che testimonia quanto lavoro ci sia ancora da fare in questo settore. Il freno alle chiamate selvagge è un dato positivo che deriva anche dalle nostre battaglie. Ma restano ancora in piedi troppe questioni da regolamentare, quindi ci auguriamo che, a poco a poco, tutto il settore trovi un sano equilibrio far le leggi di mercato e i sacrosanti diritti degli utenti-consumatori”.

 

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