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Stabilità, la Ue “richiama” l’Italia. Renzi si difende

La tanto temuta lettera della Ue sui conti pubblici italiani è arrivata stamattina. “La Commissione ha chiesto all’Italia informazioni aggiuntive che ne chiariscano le ragioni e i presupposti” scrive il Tesoro nella nota che accompagna la lettera di Bruxelles, spiegando che “gli uffici tecnici del Ministero sono già in contatto con la direzione Ecofin a Bruxelles, così come il Governo italiano è in contatto con la Commissione europea”. L’Italia ha deciso di intraprendere “una deviazione significativa” dal percorso di avvicinamento per l’obiettivo di bilancio nel 2015, scrive la Commissione nella lettera inviata al governo italiano. La Commissione ha inoltre sottolineato la necessità di venire a conoscenza di “come l’Italia potrebbe garantire il pieno rispetto dei suoi obblighi di politica finanziaria” per il 2015. I tecnici di Bruxelles chiedono all’Italia informazioni aggiuntive che chiariscano le ragioni e i presupposti in merito alla deviazione temporanea del percorso di raggiungimento dell’obiettivo di medio termine. “La Commissione – si legge nel testo della lettera – intende proseguire un dialogo costruttivo con l’Italia al fine di arrivare ad una finale valutazione”. “Rispetto al programma di stabilità del 2014, il Dbp dell’Italia rinvia il raggiungimento degli obiettivi di medio termine (Mto) al 2017 e rallenta la riduzione del rapporto debito/Pil negli anni a venire – è uno dei passaggi cruciali della lettera – . Come risultato, la bozza del piano di bilancio prevede di violare i requisiti richiesti all’Italia nel braccio preventivo del Patto di stabilità e crescita”. “Il governo italiano risponderà alla richiesta di chiarimento entro domani”. Così il Tesoro ha risposto alla Ue.

La risposta di Renzi 
Matteo Renzi ha assicurato nel pomeriggio che la distanza tra le richieste Ue e la manovra italiana è di appena un paio di miliardi e quindi facilmente colmabile. “Stiamo discutendo di uno, due miliardi di differenza. Possiamo metterli anche domattina”, ha detto Renzi arrivando al vertice Ue di Bruxelles.

Lo scontro con Barroso
La lettera, classificata come “strettamente confidenziale”, è stata pubblicata sul sito del ministero dell’Economia e ha acceso i toni tra Renzi e il presidente uscente della Commissione Ue, Jose Manuel Barroso. “Abbiamo in corso consultazioni con diversi governi, sono colloqui informali e in certi casi abbastanza tecnici. La Commissione ritiene che sia meglio mantenere i negoziati in un contesto di reciproca fiducia”, ha detto quest’ultimo. “Penso sia finito in questo palazzo il tempo delle lettere segrete. Pubblicheremo dati e spese Ue, sarà divertente”, ha risposto secco Renzi entrando nella sede del Consiglio europeo.

La firma di Napolitano
Il serata il presidente della Repubblica Napolitano ha firmato la legge di Stabilità, autorizzandone quindi la presentazione alle Camere. L’esame della legge comincerà la prossima settimana alla Camera e da giovedì ci saranno le audizioni.

Vertice Regioni-Comuni con il governo
Vertice governo-Regioni-Comuni stamattina a Palazzo Chigi con il presidente del Consiglio Matteo Renzi per fare il punto sulla legge di stabilità. “Non c’è spazio per una mediazione sui 4 miliardi di tagli alla spesa”, ha detto il premier, ma il governo è pronto ad accettare proposte. Le strade sono due: o scontro o ricerca di alternative. Poi l’invito a lavorare insieme sui costi standard e sulla trasparenza totale della spesa con la pubblicazione online. “Lo spirito – risponde il presidente della Conferenza delle Regioni Sergio Chiamparino – è quello di rendere sostenibile la manovra evitando ricadute sia di tagli che aumenti della fiscalità. “L’incontro di questa mattina apre una fase nuova”, aggiunge.

Fonte: avvenire.it

 

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