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TELECAMERE DI SORVEGLIANZA NEI CONDOMINI, ECCO QUANDO SI POSSONO INSTALLARE

Sono molte le questioni seguite dallo sportello “sfratti e condominio” dell’Adico che vedono spesso affrontarsi inquilini, padroni di casa e amministratori di condominio. Fra queste non mancano i casi di persone che si rivolgono al nostro ufficio legale per chiedere notizie circa la possibilità di installare telecamere all’interno dei palazzi o la legittimità di tale operazione. Di seguito riportiamo un articolo pubblicato nel sito StudioCataldi.it 

Tra le molte novità introdotte dalla riforma del condominio (legge n. 220/2012) emergono quelle riguardanti la disciplina della videosorveglianza. In precedenza, la materia non risultava espressamente regolamentata e si erano registrate incertezze, stante anche le pronunce di alcuni Tribunali che negavano la legittimità delle videoriprese.

Dopo le numerose segnalazioni ricevute, la lacuna normativa è stata evidenziata dall’Autorità Garante della privacy che aveva a sua volta sollecitato Governo e Parlamento a regolamentare la materia. A dissipare i dubbi ci ha pensato la riforma, introducendo un articolo ad hoc che, non solo, ha legittimato l’installazione degli impianti di videosorveglianza (sulle parti comuni), ma ha anche dettagliato il procedimento necessario per decidere sul punto.

Condominio: gli impianti di videosorveglianza sulle parti comuni
L’art. 1122-ter c.c. (Impianti di videosorveglianza sulle parti comuni) stabilisce che “le deliberazioni concernenti l’installazione sulle parti comuni dell’edificio di impianti volti a consentire la videosorveglianza su di esse sono approvate dall’assemblea” con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell’edificio (art. 1136, comma 2, c.c.).

L’assemblea condominiale ha dunque il potere di deliberare sull’introduzione di impianti di videosorveglianza che dovranno avere come obiettivo quello di tutelare la sicurezza di cose e persone, ovvero beni comuni e i condomini o i loro familiari, e non altri scopi per cui il trattamento de dati sia illegittimo (ad esempio, come negli atti c.d. emulativi, solo per arrecare fastidio a terzi).

Tuttavia, l’installazione e il trattamento dei dati devono avvenire nel rispetto degli adempimenti indicati dalla legge e, in particolare, dal Garante della Privacy. Deve ritenersi ancora vigente, poiché non in contrasto con la normativa europea di cui al regolamento n. 679/2016, il provvedimento generale del Garante in materia di videosorveglianza dell’8 aprile 2010 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 99 del 22 aprile 2010).

Proprio tale provvedimento dispone che l’installazione delle videocamere è ammissibile solo per ragioni di sicurezza e sancisce l’obbligo a carico dell’amministratore di Condominio di posizionare appositi cartelli informativi in luoghi visibili e aperti al pubblico che indichino la presenza delle telecamere.

Infatti, chiunque transita in una video sorvegliata deve esserne informato e all’uopo proprio il Garante ha predisposto un modello semplificato nel quale, sotto al simbolo che indica l’area video sorvegliata, è indicata anche un’informativa minima.

Il “cartello” andrà comunque integrato in luoghi diversi (ad esempio l’ingresso dello stabile) con almeno un avviso circostanziato riportante gli elementi completi dell’informativa (ad esempio finalità e modalità del trattamento, natura obbligatoria o facoltativa del conferimento dei dati, ecc.)

L’amministratore avrà anche l’obbligo di stabilire i tempi minimi di conservazione delle immagini (che andranno comunque cancellate entro 24 ore), individuare il personale abilitato a visionare le registrazioni e indicare il responsabile del trattamento dei dati.

Se non si rispettano gli adempimenti necessari, infatti, la delibera rischia di essere considerata invalida e conseguenze (anche penali) scattano sia nei confronti dell’amministratore che dei condomini che possono essere esposti a richieste di risarcimento danni da parte di terzi.
Telecamere installate da singoli condomini
Anche al singolo condomino è consentito installare le telecamere per uso privato nell’ambito delle aree di sua esclusiva proprietà e relative pertinenze. Una simile ipotesi non rientra nella disciplina dettata dal codice della privacy, in quanto le aree video sorvegliate non sono parti comuni, bensì zone di proprietà privata. Non sarà dunque necessaria una previa autorizzazione del Condominio o delibera assembleare, ma sarà necessario informare gli altri condomini (Cass. Pen. 44156/2008).

Tuttavia, l’impianto dovrà limitarsi a riprendere solo le aree di proprietà del condomino che ha deciso per l’installazione. In caso contrario, ove le riprese “sconfinino”, il titolare del trattamento dovrà rispettare tutti gli adempimenti citati in precedenza relativamente alle aree comuni, soprattutto per quanto riguarda l’informativa.

Infatti, le videoriprese possono considerarsi di utilizzo esclusivamente personale solo se l’angolo visuale della telecamera sia limitato ai soli spazi di propria esclusiva pertinenza (ad esempio l’ingresso dell’appartamento o del box auto), ad esclusione delle riprese riguardanti aree comuni (cortili, pianerottoli, scale, garage comuni) oppure di esclusiva proprietà di altri condomini.

Testo tratto da StudioCataldi.it

4 risposte a “TELECAMERE DI SORVEGLIANZA NEI CONDOMINI, ECCO QUANDO SI POSSONO INSTALLARE”

  1. Angelo Mascolo ha detto:

    L’inquilino che abita sotto casa si è installato le telecamere sul suo balcone ma tutto guardano tranne la sua proprietà, o e da dire senza chiedere al condominio per la messa in opera appunto di questi dispositivi, le telecamere sono puntate sulla strada , (comunale al di sotto il condominio) sulla quale strada parcheggia le sue macchine.

    • Adico ha detto:

      Salve,
      da come ha descritto la situazione non credo proprio che l’inquilino si sia comportato in modo corretto. Dovrebbe segnalare la cosa al suo amministratore di condominio.
      Distinti saluti
      Gianluca Codognato
      uff. stampa Adico

  2. Christine Toffoli ha detto:

    Buongiorno,

    siamo in ferie in una baita in montagna. Ci sono diverse camere che sorvegliano le terazze e la cucina esterna. Il proprietario ci ha certificato che durante la nostra permanenza queste eranno spente. Dopo verifica sul libretto delle istruzioni di questo sistema abbiamo scoperto che le 4 camere sono funzionanti e registrano le imagini e le conversazioni.Voliamo sapere se questo e legale visto che sono riprese scene di vita privata. grazie,

    Christine

    • Adico ha detto:

      Salve, dipende da dove sono posizionate e se sono segnalate….Per quanto riguarda le terrazze potrebbe anche essere una cosa regolare per motivi di sicurezza. La cucina esterna non so esattamente cosa sia. Ben diverso, invece, se le telecamere sono puntate dentro la stanza.

      Distinti saluti
      Gianluca Codognato
      uff. stampa Adico

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