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TELEFONIA, IL CONSIGLIO DI STATO BOCCIA IL RICORSO DELLE COMPAGNIE E SBLOCCA IL RIMBORSO DELLE BOLLETTE A 28 GIORNI. GAROFOLINI: “GRANDE RISULTATO FRUTTO ANCHE DELLE NOSTRE BATTAGLIE”

Ottime notizie per i consumatori: ora le compagnie telefoniche dovranno risarcire gli utenti per gli extracosti derivanti dalla fatturazione ogni 28 giorni. Un grande risultato anche per l’Adico che aveva contestato con grande determinazione la scelta di fatturare ogni 4 settimane invece che ogni mese, decisione che aveva di fatto aumentato le bollette telefoniche di circa il 7%. Ora anche l’ultimo scoglio è stato superato, con il respingimento da parte del Consiglio di Stato dei ricorsi presentati dal alcune delle principali compagnie. “Chi l’ha dura la vince – commenta soddisfatto Carlo Garofolini, presidente dell’Adico -. La nostra battaglia ha portato i frutti sperati”.

Ecco di seguito l’articolo del Fatto Quotidiano relativo alla notizia in questione.

Il Consiglio di Stato ha respinto i ricorsi delle principali compagnie telefoniche contro le decisioni del Tar relative ai rimborsi delle bollette telefoniche a 28 giorni. La decisione, depositata oggi, era già stata presa in camera di consiglio lo scorso 4 luglio e respinge l’appello principale delle compagnie e quello in via incidentale presentato dall’Agcom per bloccare la decisione di dimezzare le multe. I big delle telecomunicazioni si trovano quindi ora costretti a restituire i soldi ricevuti per i giorni “erosi illegittimamente” da quando cambiarono la contabilità e pagare le multe, anche se decurtate.

La questione era nata quando alcune compagnie telefoniche comeVodafone, Wind-3 e Fastweb, ma anche Sky Italia, avevano deciso di convertire la bolletta mensile in una da pagare ogni 28 giorni. Con il risultato che i clienti pagavano con ogni fattura due o tre giorni in più rispetto alla durata effettiva del mese e dunque rispetto ai giorni durante i quali avevano goduto del servizio. L’Agcom nel dicembre 2017 le ha multate e ha stabilito il ritorno alla fatturazione mensile con effetto retroattivo dal 23 giugno 2017.

L’iniziale sentenza del Tar prevedeva la restituzione dei soldi di questi giorni aggiuntivi pagati dai clienti delle compagnie entro il 31 dicembre 2018, data decisa dall’Agcom. Il ricorso delle compagnie Telecom ItaliaVodafoneWind Fastweb, presentato e accolto il 20 dicembre scorso dal Consiglio di stato, aveva però inizialmente bloccato l’erogazione rimborsi. Ora che la VI sezione del Consiglio di Stato ha deciso di respingere il ricorso, Vodafone, Wind Tre e Fastweb saranno costrette a risarcire i “giorni extra” attraverso la compensazione con le fatturazioni future.

9 risposte a “TELEFONIA, IL CONSIGLIO DI STATO BOCCIA IL RICORSO DELLE COMPAGNIE E SBLOCCA IL RIMBORSO DELLE BOLLETTE A 28 GIORNI. GAROFOLINI: “GRANDE RISULTATO FRUTTO ANCHE DELLE NOSTRE BATTAGLIE””

  1. silvana perut ha detto:

    Chiedo in che modo averrà il rimborso e se sarà automatico o bisognerà farne richiesta , e nel qual caso in che forma?

    • Adico ha detto:

      Salve, siamo ancora in una fase in cui il condizionale è d’obbligo e fra l’altro manca ancora la sentenza per il ricorso successivo presentato da Tim. Il rimborso dovrebbe avvenire in automatico sulle fatture con la compensazione fra spese e, appunto, indennizzo (stiamo parlando di una somma che può variare dai 30 ai 50 euro). Le compagnie potranno anche proporre forme diverse di rimborso, con offerte e promozioni, ma sarà l’utente a decidere. Per chi nel frattempo ha cambiato operatore, i nodi sono ancora da sciogliere. Nei prossimi giorni, quando il quadro sarà definito, invieremo un vademecum per ilo rimborso.
      Distinti saluti
      Gianluca Codognato
      uff. stampa Adico

  2. marzia ha detto:

    bene!

  3. Raffaello ha detto:

    Grande soddisfazione per quanto deciso finalmente dal Consiglio di stato. Le grandi società telefoniche ci provano comunque ed a tal riguardo voglio segnalare un’altra furbata che sta facendo Wind: a febbraio proponeva la fibra di casa da un giga a 25,90€/mese con modem in comodato ad uso gratuito ecc….,con addebito delle bollette in conto corrente. Era obbligatorio fare un contratto via web con i centralini preposti dalla stessa Wind. Dopo alcuni mesi che la linea è stata attivata, è pervenuta a casa una lettera con cui si fa presente che il costo del modem di circa 270 euro è stato addebitato nel mio conto corrente……alla faccia della gratuita del modem….!

  4. VINCENZO SANTORO ha detto:

    E la tim non l’avete menzionata, come mai

    • Adico ha detto:

      Salve, per Tim, che ha presentato ricorso in un secondo momento, non è stata ancora emessa una sentenza, anche se la decisione dei giudici amministrativi sulle diverse compagnie appare univoca.

      Distinti saluti
      Gianluca Codognato
      uff. stampa Adico

  5. Carlo ha detto:

    …peccato che come al solito le compagnie recuperino i soldi dei rimborsi! Vodafone dal 27 luglio aumenta di almeno 2 euro le sue tariffe! L’autorità dovrebbe fare pagare la multa ma allo stesso tempo bloccare gli aumenti (si veda anche come Autostrade abbia aumentato come sempre il primo gennaio anche se era sotto inchiesta per la faccenda del ponte Morandi!!!)! Questi furboni fanno uscire i soldi da una parte ma li riprendono dall’altra!
    Inoltre (sempre Vodafone in testa) invece di rimborsare i soldi mandano messaggi con i quali “rimborseranno” attraverso buoni sconto per negozi o abbonamento a riviste improbabili dei quali non ce ne frega nulla mentre dei soldi sottratti ce ne fregava…eccome!!!
    In Italia si continua a non risolvere niente in senso REALE e loro ci fregano sempre! Anche quando operatori esteri (come Iliad) tentano di proporre un abbonamento a 2 euro al mese (!!!) come offrono in Francia e qua vengono ostacolati dai nostri schifosi operatori che fanno cartello contro l’ultimo arrivato!

    • Adico ha detto:

      Salve, sono d’accordo sulla prima parte, il rischio è che le compagnie tentino di recuperare i soldi aumentando le loro tariffe. In questo caso il cliente ha la possibilità di recedere senza costi il problem a è individuare la compagnia (s esiste) che non fa la furba. Per quanto riguarda il rimborso tramite offerte, penso che comunque questo debba essere una alternativa al rimborso in fattura. Spetterà all’utente scegliere l’opzione che più lo aggrada.
      Distinti saluti
      Gianluca Codognato
      uff. stampa Adico

  6. pino ha detto:

    non ci sono vittorie in questo campo, tuttalpiù una differenzazione di causali, è assodato che più ci leghiamo a servizi inutili più cresceranno le tariffe!

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