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VENDITE ON LINE, LA TRUFFA DEL BANCOMAT MIETE SEMPRE PIU’ “VITTIME”. ECCO LA VICENDA DI UN IMPRENDITORE MESTRINO CHE HA SVENTATO IL RAGGIRO AI SUOI DANNI

MESTRE. A volte, per incappare in una truffa,  è sufficiente eccedere con la fiducia e non porsi quella domanda in più che potrebbe salvare capra e cavoli. Per fortuna Stefano C., 50enne imprenditore mestrino, è fra quelle persone che preferisce avere qualche dubbio piuttosto che rischiare fregature. E  proprio per questo, lunedì scorso,  è riuscito a salvarsi da una ignota truffatrice teoricamente intenzionata ad acquistare alcuni arredi messi in vendita dall’uomo sul sito Subito.it. La donna ha messo in atto un raggiro telematico che sta spopolando da un anno a questa parte. Dopo aver contattato l’imprenditore, gli ha proposto di pagare tramite postepay, bancomat o bonifico e poi lo ha invitato a recarsi in uno sportello bancomat delle poste (Postamat), di Intesa San Paolo o di Unicredit per accreditargli i soldi. A questo punto, Stefano C., insospettito, ha indicato come via preferenziale il classico bonifico tramite iban e la donna ha chiuso la telefonata e non si è fatta più sentire.

Ma cosa sarebbe successo se il 50enne mestrino avesse accettato la proposta della truffatrice? “All’uomo sarebbe stato sottratto il plafond giornaliero della carta – commenta Carlo Garofolini, presidente Adico – come abbiamo già avuto modo di verificare in altre vicende che abbiamo seguito direttamente tramite il nostro ufficio legale. In pratica, l’acquirente  promette di accreditare i soldi del prodotto che vuole acquistare sul conto legato alla carta del venditore. Mentre lo stesso venditore è allo sportello riceve una chiamata in cui gli vengono fornite alcune indicazioni: inserire il bancomat, selezionare il circuito di pagamento, selezionare ricarica Postepay. A questo punto, il finto compratore comunica un numero di carta postepay da inserire, sostenendo essere il numero dell’ordine per il prodotto, e indica di  selezionare l’importo pattuito prima di confermare il “pagamento”. In altri casi il finto acquirente dice di aver effettuato un bonifico e che è necessario andare al bancomat per riscuoterlo. In entrambi i casi verranno sottratti soldi a chi invece avrebbe dovuto riceverne. Noi consigliamo di fare esattamente come ha fatto l’imprenditore mestrino: se si ricevono richieste di pagamento anomalo, meglio interrompere la trattativa e puntare su altri clienti. Se invece si cade nel tranello, meglio rivolgersi a persone esperte come quelle che collaborano con la nostra associazione”.

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