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VERSANO IL SALDO PER LA CAMERETTA, MA DUE GIORNI DOPO IL NEGOZIO CHIUDE. LA DISAVVENTURA DI DUE CONIUGI VENEZIANI ALLE PRESE CON IL FALLIMENTO DEL MERCATONE UNO. L’INTERVENTO DELL’ADICO

NOVENTA PADOVANA. L’affare è apparso subito buono: 650 euro per una cameretta completa è un prezzo a tutti gli effetti competitivo. Ed è così che due coniugi veneziani hanno deciso di bloccare gli arredi scelti al Mercatone Uno di Noventa padovana, versando una caparra di 320 euro, per poi concludere l’affare qualche giorno dopo. Ma le cose non sono andate per il verso giusto e anche la sfortuna ci ha messo lo zampino. Il negozio, infatti, ha chiuso i battenti all’improvviso, come successo alle altre sedi sparse in giro per lItalia. Ed è così che i due coniugi hanno deciso di rivolgersi all’Adico per richiedere l’insinuazione al passivo.

La vicenda  ha per molti versi i contorni della beffa. L’acquisto e il versamento della caparra per la cameretta, infatti,  è avvenuto l’8 maggio del 2019. L’arredo era già disponibile ma i due neosoci dell’Adico non avevano ancora le chiavi della casa nuova quindi hanno chiesto di attendere un po’ prima della consegna. Il 22 maggio si sono recati di nuovo al punto vendita di Noventa Padovana e hanno versato l’intero importo visto che di lì a qualche giorno avrebbero avuto la possibilità di entrare nell’appartamento. Il 24 maggio è stato annunciato il fallimento del Mercatone Uno e la chiusura dei punti vendita.

Quello vissuto dalla famiglia veneziana è solo una delle tante situazioni d’impasse che scaturiscono dal fallimento del Mercatone Uno. Ricordiamo che  la crisi dell’azienda è stata innescata dal fallimento della  Shernon Holding Srl (che lo scorso anno aveva rilevato il famoso marchio) e dalla conseguente chiusura di tutti i punti vendita in Italia. Il primo problema è naturalmente legato ai lavoratori (1.800) che sono rimasti a casa e alle loro famiglie. “Ma Adico – commenta Carlo Garofolini, presidente dell’associazione – fin dal primo momento ha chiesto al governo di porre attenzione anche alla ignara clientela, quella che, come nella vicenda seguita dal nostro ufficio legale, ha effettuato acquisti rilasciando sostanziose capparre. Stiamo parlando di centinaia di famiglie che hanno comprato mobili e arredi per la casa e, oltre ad aver perso l’acconto se non l’intero saldo, come successo ai nostri soci, ora devono rivolgersi a qualche altro punto vendita per comprare di nuovo la merce. Per la richiesta di insinuazione al passivo c’è tempo fino a metà settembre quindi la cosa migliore è attivarsi il prima possibile, anche considerando che in mezzo ci sono i mesi estivi”. Per informazioni e richieste di assistenza, si può contattare la segreteria dell’Adico allo 041-5349637 dal lunedì al venerdì (orario 9-13 e 15-19).

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