CONVERSIONE LIRE-EURO, LA BANCA D’ITALIA PASSA LA “PALLA” AL MINISTERO DELL’ECONOMIA. GAROFOLINI: “ORA IL MEF DIA IL VIA LIBERA AL CAMBIO”

Per la conversione delle lire in euro la palla passa al Ministero dell’Economia e della Finanza. Il Mef, in difficoltà di fronte alla sentenza della Corte Costituzionale che non lascia spazio a interpretazioni, sta cercando una soluzione per uscire dall’empasse. Nel frattempo, la Banca d’Italia sta inviando le prima risposte ai circa 150 soci dell’Adico che hanno chiesto la conversione tramite il nostro ufficio legale il quale ha studiato a fondo la faccenda rilevando come la sentenza della Corte non lasci spazio a dubbi: fino al 28 gennaio 2016 si poteva chiedere il cambio delle lire. Come già annunciato in una prima circolare, la Banca per ora cambia le lire a chi ne abbia fatto richiesta fra dicembre 2011 e febbraio 2012.

“Le risposte della Banca d’Italia non ci stupiscono affatto – spiega Carlo Garofolini, presidente dell’Adico – E, al di là del linguaggio burocratico, sono risposte positive perchè, alla fine della lettera, si specifica chiaramente che sarà il Ministero a decidere come muoversi per rispettare la sentenza. Per ora la Banca, per limitare i danni, cambia i soldi solo a chi abbia fatto richiesta di conversione fra dicembre 2011 e febbraio 2012 e può documentarlo. Quante sono queste persone? Praticamente, nessuna. Sono pochissimi i cittadini che hanno chiesto la conversione in quel periodo, dato che Monti aveva eliminato la possibilità di farlo. Qualcuno in realtà ci ha provato, ma non ha una documentazione scritta del rifiuto. Dallo sportello hanno detto semplicemente no”. Infatti, come specifica la Banca nella missiva, per gli altri casi “il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha informato che sono in corso gli indispensabili approfondimenti giuridici”. Tradotto, il Mef sta cercando una soluzione per rispettare la sentenza limitando però i danni economici per la banca. “Era prevedibile questo atteggiamento – conclude Garofolini -. Chi ha chiesto la conversione ora deve attendere le decisioni del Ministero che, in ogni caso, non possono andare contro la sentenza della Corte Costituzionale. La nostra associazione vigilerà senza sosta, per evitare che ci si inventi decreti ad hoc per non dare seguito al cambio. Di certo è stato un bene aver fatto la richiesta entro il 28 gennaio 2016, come indicato dall’ufficio legale dell’Acido, perché per chi l’ha fatta dopo le speranze di vedere convertiti in euro i propri soldi sono ridotte al lumicino”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Continuando a navigare nel sito acconsenti all'uso di Cookie Tecnici neccessari che permettono di offrire la migliore esperienza di navigazione, come descritto nell'informatva sulla privacy.