A Mestre troppe biciclette sfrecciano lungo i marciapiedi. L’appello di Adico: “più controlli e più multe”

MESTRE. La bicicletta è un mezzo di trasporto  “esemplare”. E’ comoda, pratica, si parcheggia ovunque (con il solo rischio del furto), non ha impatto ambientale. A Mestre, però, alcuni ciclisti stanno riuscendo nell’impresa di renderla invisa ai più. Il motivo? Semplice. La malsana abitudine, praticata da troppe persone, di correre lungo i marciapiedi, e spesso a folle velocità. Adico ha seguito di recente il caso di un 50 enne di piazza Barche investito in Corso del Popolo da un ciclista che gli è piombato addosso da via Andrea Costa. In questo caso l’uomo non si è fatto nulla ma sta valutando se procedere o meno contro il suo investitore.  Molte altre persone, però,  hanno segnalato il pericolo alla nostra associazione, chiedendo un intervento. “A nostro giudizio – commenta Carlo Garofolini, presidente dell’Adico – i vigili urbani devono occuparsi anche di questo comportamento illecito avviando più controlli e non lesinando multe. Ausiliari e polizia municipale sono sempre molto attivi nel sanzionare gli automobilisti che parcheggiano negli stalli a pagamento senza il tagliando. Dovrebbero esserlo anche con i ciclisti che corrono sui  marciapiedi. Invece vediamo una grande attenzione solo per quelli che percorrono piazza Ferretto, magari quando non c’è anima viva”. Una della zone di Mestre più “critiche”  resta Corso del Popolo. Sotto i portici le persone in bicicletta sono numerose. “L’aspetto comico – continua Garofolini – è che spesso suonano anche ai pedoni colpevoli di intralciare il loro passaggio”. La questione è molto sentita dai mestrini e il problema è di certo legato anche  al caos delle piste ciclabili che qualche anno fa rappresentavano un fiore all’occhiello per la terraferma veneziana. “I percorsi riservati solo alle bici ci sono – conclude il presidente di Adico -. Alcune amministrazioni sono state molto attente a questo aspetto, salvo poi creare piste non collegate fra loro. Inoltre molte zone dalla città sono rimaste scoperte. Ciò non toglie che i ciclisti non possono e non devono andare sui marciapiedi perché è pericoloso per i pedoni. Crediamo che se ci fossero più controlli e più sanzioni questo comportamento subirebbe una drastica riduzione”.          

2 risposte

  1. Abito in via mestrina e purtroppo mi è giay successo molte volte di saltare di lato perché appunto una bicicletta non ha pensato di deviare la traiettoria. E soprattutto farei un corso ripetuto nelle scuole. Son soprattutto i ragazzini, magari uscendo da scuola, che sono pericolosi ed aggiungo anche che se ripresi, ad una tua protesta,…… Ti apostrofano in modo anche volgare.

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