Adico e il caso Dentix, già chiuse positivamente un centinaio di pratiche. Garofolini: “un grande risultato”

MESTRE. Novantasette pratiche chiuse con esito positivo, migliaia di euro recuperati a favore degli ex pazienti per lavori non ancora eseguiti. Il caso Dentix, esploso dopo il lockdown, si sta chiudendo con esiti più che soddisfacenti per i soci che si sono rivolti all’ufficio legale dell’Adico. L’associazione – a partire da maggio – ha iniziato a seguire decine di persone, quasi tutte clienti della sede mestrina della clinica odontoiatrica multi-poltrone chiusa da un giorno all’altro come tutte le altre sedi sparse in Italia.

La questione è nota. Alla fine del primo lockdown, i pazienti di Dentix hanno provato inutilmente a contattare la clinica non riuscendo però nel tentativo. Qualcuno ha ricevuto risposte parziali (e rassicuranti) dalla sede centrale di Milano: “tranquilli, riapriremo, dobbiamo solo organizzarci con le sanificazioni”. Durante questi mesi, però, la saracinesca in piazza Ferretto a Mestre è rimasta sempre abbassata mentre si sono accumulate all’esterno le lettere dei pazienti e degli avvocati. In ambito legale, Dentix ha avviato prima un concordato preventivo per poi dichiarare il fallimento di tutte le proprie filiali. Da maggio, però, circa 130 persone si sono rivolte alla nostra associazione che ha proceduto con la necessaria diffida nei confronti della clinica e, soprattutto, ha scritto alle finanziarie (la cosa più urgente) per reclamare la sospensione del pagamento delle rate e, in seconda battuta, la restituzione di quanto già versato agli istituti di credito per lavori non eseguiti perché rimasti in sospeso. Quasi tutte le finanziarie hanno risposto in modo soddisfacente tanto che i soci sono riusciti ad avere indietro somme a volte superiori ai 2 mila euro, previa perizia medica. Una 40ina di posizioni sono ancora aperte, perché più recenti o perché più complesse. In ogni caso, “abbiamo ottenuto risultati che a volte sono andati al di là delle nostre pur rosee aspettative – conferma Carlo Garofolini, presidente dell’associazione -. Non è facile gestire quasi 150 casi tutti concentrati in pochi mesi e devo dire che il nostro ufficio legale ha svolto un lavoro eccelso. Naturalmente non è ancora finita, mancano da risolvere una quarantina di posizioni. Ma la strada intrapresa è quella giusta e restiamo molto fiduciosi”.

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