ADICO: Tribunale di Treviso condanna Poste Italiane a risarcire 1002 EURO dalla Postepay

Questa volta a dar ragione all’Adico è stato anche il tribunale di Treviso che ha condannato Poste Italiane a risarcire il socio che si ha visto sottratti 1002 euro dalla sua carta di credito Postepay.
Un ignoto, dopo essere riuscito ad avere i codici, aveva giocato sul portale per scommesse sportive di Snai. L’episodio, avvenuto nel 2011 e denunciato ai carabinieri, aveva avuto come vittima una donna 50enne di Treviso. Per riuscire a farsi rimborsare quel denaro da Poste Italiane è cominciata per lei una lunga trafila durata oltre due anni con numerose richieste di rimborso, quasi tutte rigettate. Motivo? La cliente, recitavano grosso modo così le missive di replica pervenute alla donna, non avrebbe prestato sufficiente attenzione nell’utilizzo della carta di credito. La trevigiana però non si è arresa e si è rivolta all’Adico. Qualche giorno fa l’esito positivo per la 50enne. Il giudice di pace del tribunale di Treviso ha costretto Poste Italiane a risarcire alla trevigiana la somma che era stata indebitamente sottratta e al pagamento delle spese legali.

 

10 risposte

  1. Bene. Brava anche Adico. Mi interesserebbe anche sapere come mai Adico è riuscita a vincere la causa è quindi conoscere l’iter giudiziario intrapreso. Una conoscenza che potrebbe essere utile in futuro per eventuali contese.

  2. Finalmente un atto di giustizia contro l’arroganza di Poste Italiane. Anch’io ho subito una truffa analoga più o meno nello stesso periodo (due anni e mezzo or sono) e, oltre al danno, quando ho chiesto ragione a Poste Italiane ho ricevuto una risposta in tono molto arrogante, con cui mi incolpava oltremodo di non aver usato le massime cautele, quando altresì era stata violata la casella di posta elettronica che mi era stata assegnata dalle stesse Poste e il cui indirizzo non avevo dato a nessuno. Una sentenza che ci ridà fiducia nella Giustizia Italiana.

  3. Tutto bene quel che finisce bene, ma pensate alla vittima, quante arrabbiature, avrà avuto dal 2011 ad oggi, sperando che le poste non ricorrano, alla fine la rimessa è certa, quando il rimborso non è automatico, dovrebbe esserci una penale, magari da devolversi a enti caritatevoli, perché cosi il più forte (POSTE ITALIANE) proverà sempre a prevaricare il soggetto più debole (il cliente)è capitato anche al sottoscritto con VISA.

  4. Assurdo! Non si può dare la colpa a Poste Italiana se la signora è stata truffata, Poste è vittima anch’essa per ogni truffa che avviene ai propri clienti. Poste Italiane da lo strumento ai propri clienti per operare online che è la carta prepagata postepay, se poi per qualche ragione il cliente viene truffato (per es tramite phishing, o un virus sul pc) non potete accusare poste! e’ come se io acquistassi un’auto dalla fiat e poi me la rubano sotto casa, non vado a fare causa alla fiat perchè qualcuno me l’ha fregata.

  5. In risposta alle osservazioni del signor Daniele, vorrei dire che Poste Italiane, fino a poco tempo fa, non aveva attuato per le carte di debito postepay le cautele previste, per esempio, dalle banche con le carte di credito, dove ogni operazione doveva essere confermata da un codice inviato per cellulare, e che per la corrispondenza on-line Poste Italiane assegna essa stessa una cesella di posta elettronica (ma se uno va on line ce l’avrà già la posta elettronica, no ?)la quale, nonostante sia coperta di password, viene tempestata da messaggi ingannevoli, quindi assieme all’indirizzo e-mail non fornisce le garanzie di sicurezza che sarebbero necessarie. Per tornare all’esempio dell’auto rubata, è come se venisse fornita un’automobile senza serrature sulle porte (altro che maggiori cautele !)

  6. In risposta a Furlan:
    Le operazioni sopra indicate per le carte di credito, ovvero OTP su cellulare per conferma delle operazioni effettuate non è possibile sui siti esterni. Questo sistema di sicurezza è possibile solo all’interno del network dell’istituto bancario (es sito di Poste, oppure sito BNL – app ufficiali smartphone) ma sui siti esterni la ppay come una qualsiasi altra carta di credito di altro istituto è vulnerabile. Da qualche anno sta prendendo piede il mastercard secure code e il verified by visa ma non tutti i siti ne aderiscono, quindi per il momento il sistema è fallibile sia da parte di poste che da parte di tutti gli altri istituti che erogano le carte di credito.
    Come hai ben detto la ppay è una carta di debito nella sua anima, ma per gli acquisti su negozi fisici oppure online lavora sul circuito internazionale visa o mastercard che sia, circuiti nati per le carte di credito e quindi le ppay devono aderire alle loro regole.
    Infine, ritornando all’esempio dell’auto, non trovo giusto la tua considerazione. Poste ti da la carta, ti dice di stare attento a come usarla e di proteggere il proprio pc con un buon antivirus (si, gli antivirus servono per bloccare email e siti phishing) più di questo che cosa deve fare? inoltre sapete dirmi un’altro istituto bancario che in caso di frode da phishing rimborsi anticipatamente in caso di operazione disconosciuta? Ritornando alla sentenza della signora io vedo buoni appigli per riccorrere, perchè è vero che il giudice ha sentenziato che non è provata la negligenza della signora nell’aver cura dei dati della carta, ma ha maggior ragione non è nemmeno provata la negligenza da parte di poste, sarà ma io non la vedo una sentenza del tutto onesta…

  7. Infine, per quanto riguarda la casella di posta elettronica Poste Italiane ha abbandonato questo sistema per l’appunto a causa di tutte le email phishing che i clienti potevano ricevere, non in quanto inviate dal sito di Poste, ma email inviate per l’appunto da truffatori, pirati come volete chiamarli che truffavano la gente con finte email di poste, ma anche per questo caso non possiamo dare la colpa a poste, il phishing è un fenomeno mondiale purtroppo e difussisimo nessuno ne è immune. Poste ha tentato di mettere un argine al fenomeno eliminando tutta la corrispondenza e avvertendo quindi che tutte le comunicazioni da parte di Poste ai propri clenti non avvengono per nessun motivo tramite email, ma solo su bacheca del sito o tramite raccomandata a casa.

  8. Oggi è la seconda denuncia che presento ai carabinieri perché sono stati sottratti soldi dalla mia carta postepay dall’estero. Ora basta, da oggi ho estinto la carta così non ho più rogne e tempo da perdere!!!

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