Altra stangata sulle famiglie italiane, crescono i tassi di interessi su mutui e finanziamenti. I consigli di Adico

Dopo un lungo periodo di sostanziale “tregua”, i tassi di interesse su mutui e finanziamenti stanno aumentando rendendo più gravosa la rata del prestito mensile per migliaia di famiglie. In questi giorni i quotidiani locali stanno raccontando del possibile impatto degli incrementi sui cittadini che hanno acceso il finanziamento. Di seguito proponiamo l’intervista al nostro presidente, Carlo Garofolini, pubblicata su Il Mattino di Padova e realizzata dalla giornalista Elvira Scigliano.  

“Quando si accende un mutuo bisogna proiettarsi nel futuro. Io consiglio sempre il tasso fisso per i mutui lunghi (20 anni) e il tasso variabili per i mutui medio/brevi (10-15 anni)”. Non ha dubbi Carlo Garofolini, presidente dell’Adico, di fronte all’aumento dei tassi di interesse che sta creando grandi preoccupazioni a migliaia di famiglie. Un suggerimento rafforzato da un esempio pratico: “una giovane famiglia che si indebita per l’acquisto della casa – continua Garofolini – cambierà la sua condizione nell’arco del tempo coperto dal mutuo. Arriveranno i figli e con la prole, la retta dell’asilo nido, la baby sitter, i libri e molto altro ancora. Sempre con il passare degli anni potrebbero sopraggiungere altre difficoltà, come la perdita del lavoro, la cassa integrazione, la malattia. E dunque non bisogna mai arrivare al limite delle proprie possibilità economiche”. Attenzione, dunque, all’indebitamento anche se ormai per molti la situazione è già compromessa, soprattutto sul fronte del finanziamento per la prima casa. Cosa possono fare? “Si può sospendere il mutuo per un anno, un anno e mezzo – continua il presidente dell’Adico – si possono rinegoziare le rate ma siamo di fronte a interventi palliativi. Le persone devono imparare a cambiare stile di vita, rinunciando al sogno americano e quindi alla vita a rate. Bisogna fare bene i conti con le proprie risorse e misurare i rischi con la lunghezza della propria gamba”. La ricetta è semplice anche se all’apparenza non appetibile: “un investimento è sostenibile se contempla massimo quindi anni di rate con un impegno non superiore al 25% della propria busta paga o del proprio fatturato. In tanti mi dicono che così non si fa niente e allora rispondo che bisogna aspettare condizioni più favorevoli”. I rischi, se no, sono dietro l’angolo. Come quelli che stanno vivendo molti anziani che, conclude Garofolini, “hanno fatto da garante ai figli nei mutui con troppa leggerezza e ora che i figli fanno fatica a rispettare gli impegni, devono ingegnarsi per scongiurare pignoramenti e confische”.

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