AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO, PER FARNE RICHIESTA IL TRIBUNALE DI VENEZIA CHIEDE IL MANDATO DELL’AVVOCATO MA LA LEGGE NON LO PREVEDE. ADICO CHIEDE SPIEGAZIONI

Per nominare l’amministratore di sostegno serve un avvocato? La legge dice chiaramente di no, il Tribunale di Venezia, invece, dice di sì. Chi avrà ragione? Se lo chiede, non senza un po’ di ironia, l’ufficio legale dell’Adico che, tramite il proprio sportello amministratore di sostegno, segue e assiste decine di soci che richiedono di poter usufruire di tale istituto riservato a persone (soprattutto anziani) non autosufficienti, ma comunque capaci di intendere e di volere. “La scorsa settimana – spiegano i legali dello sportello/progetto speciale “amministratore di sostegno” – Una signora ci ha chiesto una consulenza per capire come nominare l’amministratore di sostegno per la madre 98 enne. La nostra iscritta, al contrario della maggior parte delle persone che si rivolge allo sportello e che ci chiedono anche l’assistenza legale, ha optato per fare tutto da sola. Le abbiamo spiegato come fare e s’è recata al Tribunale di Venezia. Qui, però, l’addetto alla ricezione degli atti ha detto alla mostra socia che per il deposito della richiesta è necessaria la procura legale attraverso mandato. Tradotto: serve un avvocato che si assuma tale mandato”. La socia dell’Adico è dunque tornata in associazione, per riferire quanto richiesto dal Tribunale. “C’è parsa una richiesta davvero strana – commenta Carlo Garofolini, presidente dell’Adico – dato che la legge non obbliga il richiedente a farsi assistere da un avvocato che ovviamente rappresenta un costo. Perché dunque il Tribunale di Venezia è l’unico che lo richiede?”. Si attendono risposte.

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