Arriva il caro-frittelle, a Mestre prezzi in crescita del 60%. In alcune pasticcerie si sfiorano i due euro a “pezzo”. Garofolini: “colpa dell’inflazione ma c’è pure chi se ne approfitta”

MESTRE. L’impatto sul portafoglio dei mestrini non sarà quello delle bollette di luce e gas o del carrello della spesa. Ma, trattandosi di una tradizione a cui pochi rinunciano, questa tendenza non passerà di certo inosservata. A Mestre, insomma, arriva il caro-frittella, come dimostra un monitoraggio effettuato dall’Adico in centro città. La stangata sul più famoso fra i dolci di Carnevale è facilmente rilevabile andando a visitare qualche pasticceria della terraferma. I prezzi sono molto variabili ma il rincaro è sotto gli occhi di tutti. Per una “veneziana”, frittella con uvetta e senza ripieno, non si spende meno di 1,20 euro (ma è davvero raro pagarla così poco). Il prezzo si impenna quando c’è la farcitura che può spaziare dalla “classica” crema chantilly allo zabaione, dalla nutella al pistacchio. In questi casi, il conto si impenna dato che una frittella ripiena costa in media 1,40 euro con punte di 1,90 euro in piazza Ferretto. In alcuni panifici, però, è possibile trovare prodotti a costo inferiore, a volte attorno a un euro a pezzo, ma stiamo parlando di casi molto rari. In linea di massima, infatti, rispetto allo scorso anno, le frittelle costano fra il 40 e il 60% in più, e la notizia non farà certo piacere agli estimatori di questi dolce che sono molti, come quelli dei galani. “Anche per i pasticceri i costi delle materie prima si sono impennati – commenta Carlo Garofolini, presidente dell’Adico -. Crediamo che l’impatto più gravoso sia quello dell’energia e sappiamo che per i consumi di un forno oggi si paga circa il doppio rispetto a prima. Rileviamo però differenze notevoli fra un esercizio e un altro, è chiaro dunque che qualcuno se ne stia approfittando forse proprio facendo leva sugli aumenti in atto quest’anno. Naturalmente il caro-frittelle è solo la punta dell’iceberg di un trend inflazionistico molto preoccupante”. A questo punto, la palla passa ai più golosi ma soprattutto ai più esperti a livello culinario. “Se i prezzi sono aumentati speriamo che la qualità sia alta – conclude Garofolini -. Fare una frittella buona è tutt’altro che facile. Ma se costa quasi due euro, dovrebbe essere buona per forza”.

2 risposte

  1. Il caro frittelle come il “caro tutto” si sconfigge in modo semplice: non si comperano più le frittelle e non si compra quel “tutto” che non serve. Non credo che la “frittola ” sia di primaria necessità.

    1. Salve signor Lacchin, certo alle frittelle si può rionunciare! E’ sul carp-bollette che si fa qualche difficoltà. 🙂
      La auguro una buona gioranta
      Gianluca Codognato
      uff. stampa Adico

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