Aumenti ingiustificati e improvvisi, la speculazione sui prezzi della benzina prosegue senza sosta

MESTRE. Fra le tante battaglie a fianco dei consumatori e degli utenti, Adico è da sempre stata in prima linea nel denunciare le indubbie speculazioni legate ai prezzi del carburante e, ancora prima, del petrolio. Ogni anno proponiamo monitoraggi sul territorio mestrino, dove, fra l’altro, fino a qualche tempo fa, la proliferazione di pompe “bianche” aveva garantito costi al litro inferiori alla media nazionale, vantaggio totalmente annullato negli ultimi tempi a causa appunto di azioni speculatorie. Fra le principali denunce formulate da Adico, anche un metodico aumento dei prezzi del carburante in prossimità delle feste e in particolare delle vacanze.

In tale contesto, abbiamo deciso di pubblicare una parte della lettera che ci ha inviato l’associazione apolitica “Gli alfieri dell’equità e della giustizia” presieduta da Giorgio Dal Molin”. Noi li ringraziamo sia per la fiducia accordataci sai per gli interessanti spunti che emergono nella loro missiva.  

E’ dall’inizio di questo 2021 che assistiamo a ingiustificati aumenti delle quotazioni del petrolio e dei prezzi dei carburanti. Il risultato di questa “rapina” all’arma bianca é stato l’aumento di ben 35 centesimi al litro, rispetto al maggio del 2020, della benzina.

Nel corso di questo primo semestre del 2021 la quotazione del petrolio, sulla spinta di una sporca speculazione, ha subìto un comportamento ai limiti dello schizofrenico. Tra gennaio e fine giugno di quest’anno, il prezzo del petrolio ha segnato una travolgente impennata, con effetti dirompenti sulle economie non solo dei paesi più industrializzati, ma soprattutto di molti paesi in via di sviluppo. Tra le materie prime oggetto di ingiustificate tensioni sui mercati, protagonista di rilievo è stato, naturalmente, il petrolio. Esso è stato negli ultimi decenni la principale causa di cicli economici negativi.

E cosa succede con la benzina? E’ da inizio anno che non fa altro che aumentare, senza che la politica se ne preoccupi. L’aumento folle dei prezzi dei carburanti innesca una spirale di aumenti sui prezzi delle merci che vengono trasportate su gomma. Infatti, in un Paese come l’Italia dove l`85% dei trasporti commerciali avviene per strada, il rincaro dei carburanti ha un effetto valanga sulla spesa con un aumento dei costi di trasporto oltre che di quelli di produzione. L’aumento è destinato a contagiare l’intera economia perché se salgono i prezzi del carburante si riduce il potere di acquisto degli italiani che hanno meno risorse da destinare ai consumi mentre aumentano i costi per le imprese. A subire gli effetti dei prezzi dei carburanti è anche l’intero sistema agroalimentare dove i costi della logistica arrivano ad incidere fino dal 30 al 35% sul totale dei costi per frutta e verdura.

Ma ci deve essere scampo a questo flagello! Attraverso pesanti imposizioni fiscali contro la speculazione, ovvero tassando nella misura più incisiva possibile gli immorali profitti che derivano dalla speculazione sul petrolio nei giochi di borsa. E mettendo alle strette chi compra e vende petrolio soltanto sulla carta e non lo commercia materialmente e realmente.

A fine giugno 2021 il petrolio ha raggiunto i 77 dollari al barile, continuando la sua corsa ascensionale. Nel corso di questo semestre il suo prezzo si è più cha raddoppiato, sottraendo immense risorse a tantissimi paesi del mondo, mettendo letteralmente in ginocchio i paesi debitori del Terzo Mondo. Ciò è una vera rapina, perché il valore reale del petrolio è di gran lunga inferiore. Non si può più accettare questa situazione.

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